Cultura & Attualità

Non si fermano
Messaggio del 21-11-2007 alle ore 15:53:13
La libertà di pensiero è un' arma troppo potente per la maggioranza delle persone...

...Tutto ciò che vogliono è un buon burattinaio che parli e pensi al posto loro...




Questa è la scelta dei più.  

Ne prendo atto, ma dissento.


"Maggiore è la conoscenza, maggiore è il dolore".

(W. Shakespeare)


Preferisco soffrire e sapere.



Saluti
Messaggio del 21-11-2007 alle ore 14:02:59
Che in Italia non ci sia libertà di informazione, questo è risaputo.

Ci vogliono tutti razzisti. Bravi.

Un per il bell'articolo postato da Barbablues.
Messaggio del 21-11-2007 alle ore 12:32:36
I nostri bimbi romeni insultati a scuola"
Gli episodi in alcune scuole delle province di Treviso e Vicenza

dal nostro inviato ROBERTO BIANCHIN

TREVISO - Bambini italiani contro bambini romeni. Finisce per avvelenare anche i rapporti tra i più piccoli il caso di Giovanna Reggiani, la donna massacrata a Roma dal rumeno Nicolae Mailat. L'associazione degli immigrati romeni che vivono nel Veneto ha denunciato che in alcune scuole delle provincie di Treviso e di Vicenza, dei bambini romeni sarebbero stati aggrediti e molestati da alcuni loro compagni di classe italiani. Vi sarebbero state spinte, minacce e insulti nei confronti dei bambini romeni, accusati dai loro coetanei di appartenere a un "popolo di assassini".

A raccontare il fatto è Ileana Fofuca, presidentessa dell'associazione culturale "Tera Nova" che riunisce i romeni della provincia di Treviso. Secondo la donna, che è rumena, sposata con un italiano, ha due figli e vive ad Asolo, nel Trevigiano, sarebbero stati gli stessi ragazzini romeni a raccontare ai loro genitori che all'indomani del terribile delitto di Roma sarebbero stati malmenati e insultati da alcuni loro compagni di classe. Per questo alcune madri romene avrebbero tenuto a casa da scuola i loro figli per paura di ritorsioni, dopo che i piccoli avevano riferito di avere subìto maltrattamenti e offese. "Sono preoccupata - dice la donna - per il clima di tensione, di incertezza e di diffidenza in cui stiamo vivendo in questo periodo". L'associazione romena ha invitato tutti gli insegnanti delle scuole venete a vigilare per prevenire atti di intolleranza, e a diffondere messaggi di amicizia tra i due popoli. Della questione verrà interessato anche il Provveditorato agli studi.


Questa cosa la porta un accanimento mediatico...questi bambini che colpa avevano????
che brutta cosa è quando tutto si generalizza....
Messaggio del 21-11-2007 alle ore 12:30:26
Vero,ultimamente fanno notizia solo i non italiani ma solo perchè i giornali mettono in risalto i loro crimini. Avete presente la caccia alle streghe? I nostri delinquenti nostrani,intanto,agiscono indisturbati.
Messaggio del 21-11-2007 alle ore 12:26:45
Molto interessante e pienamente d'accordo!!!

Quoto

Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.
Essere rumeni o rom non è una forma di "concorso morale".
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.
Messaggio del 21-11-2007 alle ore 12:21:40
...è un po' lunga, ma se avete 2 minuti leggetela...
Messaggio del 21-11-2007 alle ore 12:17:26
Mi è arrivata questa mail.... mi sento di condividere queste posizioni (meno male che c'è qualcuno che la pensa così)

IL TRIANGOLO NERO
Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne


La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d'allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando "emergenze" e additando capri espiatori.

Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L'omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L'odioso crimine scuote l'Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.

Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è italiana, e che l'assassino non è un uomo, ma un rumeno o un rom.

Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all'uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere.

Su queste vicende si scatena un'allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell'ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva il presunto assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada.

E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall'Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla più forte, denunciando l'emergenza. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalità (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi dell'ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, L'omicidio volontario in Italia e l'indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto.
Nell'estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non è un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l'aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell'influenza politica, l'Italia è 84esima. Ultima dell'Unione Europea. La Romania è al 47esimo posto.
Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo?

Succede che è più facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell'insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.

Succede che è più facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all'assistenza sanitaria, al lavoro e all'alloggio dei migranti; che è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.

Succede che sotto il tappeto dell'equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno.
Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno è vittima di un omicidio bianco.
Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, metà delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che è sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere).
Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani - dopo aver "delocalizzato" e creato disoccupazione in Italia - pagano salari da fame ai lavoratori.

Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d'ora di popolarità. Non si chiedono cosa avverrà domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che è dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre già echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.

Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell'ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di libertà, dignità e civiltà; che rende indistinguibili responsabilità individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti.
Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell'intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d'infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom.

E non sembra che l'ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri.

Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.
Essere rumeni o rom non è una forma di "concorso morale".
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.

Nessun popolo è illegale.
Messaggio del 21-11-2007 alle ore 11:59:50
» 2007-11-21 09:04
Verona, sgominata banda italo- romena
Rapine e furti in Veneto, Lombardia e Trentino
(ANSA) - VERONA, 21 NOV - Accusata di rapine e furti in Veneto, Lombardia e Trentino, una banda italo-romena e' stata sgominata dalla polizia di Verona. Gli agenti hanno eseguito sette ordini di custodia cautelare in carcere a carico di sei cittadini romeni ed un italiano. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine, furti aggravati e ricettazione. In alcuni casi le vittime erano state anche picchiate dai malviventi.


e mo come facciamo a cacciarli a calci nel culo gli italiani????
come vedete gli italiani non si sporcano più le mani, lasciano che il lavoro lo facciano gli altri.
adesso sono gli imprenditori dei furti e rapine...
Messaggio del 18-11-2007 alle ore 11:54:37
già già già...
Messaggio del 18-11-2007 alle ore 11:49:02

Oltre che delinquenti, sono anche vigliacchi. Sono forti solo in tanti contro uno



numble numlbe...mi ricorda qualcosa made in Italy
Messaggio del 18-11-2007 alle ore 11:33:56
Oltre che delinquenti, sono anche vigliacchi. Sono forti solo in tanti contro uno
Messaggio del 17-11-2007 alle ore 19:34:04
evidentemente si Casper
Messaggio del 17-11-2007 alle ore 19:33:14
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 14:32:34
Pellà,
ma hai messo la risposta automatica a ogni post??
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 14:24:59
Ma erano ultras anche loro???
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 14:22:54
A calci nel culo, fuori, tutti quelli che hanno commesso un reato.

Dentro solo chi lavora, chi ha una casa e soprattutto non ha precedenti penali.

Tanto ci vuole??

Si.
Messaggio del 16-11-2007 alle ore 13:51:36
Tutto dal TGCOM:
Rapine a coppiette,arrestati romeni
Roma, sgominata banda di nove persone
Per mesi avrebbero terrorizzato giovani coppie della zona a Sud della capitale, aggredendole, picchiandole e rubando loro portafogli, bancomat e telefoni cellulari. Nove romeni sono stati arrestati dai carabinieri, che hanno ritenuto responsabile la banda di diverse rapine avvenute nella periferia romana, durante le ore della notte, ai danni di coppie appartate all'interno di autovetture.
I nove, che si trovano ora nel carcere di Regina Coeli, si sono avvalsi anche della collaborazione di due donne, anch'esse romene, denunciate per aver ricettato gli oggetti razziati nelle rapine.

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