Cultura & Attualità
non ho fatto affari con la politica
Messaggio del 09-01-2006 alle ore 21:02:18
Da grande voglio fare il commercialista
Da grande voglio fare il commercialista
Messaggio del 09-01-2006 alle ore 21:03:09
Messaggio del 09-01-2006 alle ore 21:31:53
gli c'è uscito pure il trapianto dei capelli
------------
Editato da Skin il 09/01/2006 alle 21:32:52
gli c'è uscito pure il trapianto dei capelli

------------
Editato da Skin il 09/01/2006 alle 21:32:52
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 09:55:05
Il primo "miracolo"
italiano...
Proprio perchè LUI non ha MAI fatto affari con la politica...
"Il 25 settembre 1968, nello studio di un notaio milanese, viene costituita la società Edilnord Centri Residenziali sas di Lidia Borsani & C., capitale sociale di 6 milioni di lire, oggetto dell'attività “operazioni immobiliari”: la Borsani (cugina trentunenne del trentaduenne Silvio Berlusconi, e sua prestanome) ne è la socia accomandataria, con firma libera per somme inferiori a un milione - per somme superiori, occorre la preventiva autorizzazione scritta del socio accomandante. Il socio accomandante, cioè chi conferisce alla società i capitali, è la finanziaria Aktiengesellschaft fúr Immobilienlagen Ag con sede a Lugano; gli anonimi capitali della finanziaria svizzera sono in parte depositati presso la International Bank di Zurigo, e pervengono alla Edilnord Centri Residenziali attraverso la Banca Rasini.
Il piccolo istituto di credito (un solo sportello a Milano), già con Berlusconi nella precedente operazione immobiliare di Brugherio, nel 1981 verrà indicato dalla Criminalpol come uno dei crocevia della “Mafia dei colletti bianchi” radicata a Milano: pericolosi boss mafiosi dediti allo spaccio, all’usura, e al riciclaggio di denaro sporco, risulteranno correntisti della Rasini.
[...]
Coi capitali forniti dalla Aktiengeselìschaft fúr Immobilienlagen Ag4, sull'area segratese (vendutagli dai Bonzi attraverso la cugina Lidia Borsani) il palazzinaro Berlusconi intende edificare una cittadella sul modello dell'avveniristica edilizia nordeuropea - una “città satellite” che verrà chiamata “Milano 2”
Il 12 maggio 1969, dopo il parere favorevole della Commissione edilizia, il sindaco di Segrate - il socialista “autonomista”6 Renato Turri - approva il nuovo piano di lottizzazione dell'area ex Bonzi proposto dalla Edilnord; del resto, già dal precedente 30 aprile il sindaco Turri ha cominciato a firmare le prime licenze edilizie alla Edilnord Centri Residenziali sas. Ma il 16 settembre 1969, la Giunta provinciale amministrativa respinge la delibera del 12 maggio; il Consiglio comunale segratese, revocando la delibera del sindaco, ripristina la convenzione originaria, e perdipiù limitatamente alla sola parte dell'area in origine a destinazione residenziale (cioè 485.964 mq) - per la Edilnord e per i suoi piani speculativi è un grave smacco
[...]
Nel gennaio 1971 la Giunta comunale di Segrate (Pci Psi, sindaco Turri) entra in crisi, ma la Edilnord sembra aver già trovato la strada maestra da percorrere per superare le difficoltà che si frappongono ai suoi disegni. Il 26 marzo 1971, il ministero dei Lavori Pubblici invita il Comune di Segrate a modificare il Piano regolatore, e il mese successivo un decreto dei ministero vieta di edificare la zona segratese ex Bonzi già prevista a verde e modificata in abitativa dal Consiglio comunale il 27 giugno 1968: ma l'invito del ministero cade nel vuoto, e al decreto ministeriale “tocca una sorte misteriosa: nei registri del Comune non risulta protocollato e, secondo alcuni consiglieri, “deve essersi smarrito”.
Tra l'altro la Direzione generale urbanistica dei Lavori Pubblici scrive tra l'altro: “In merito alla convenzione Conte Bonzi, si osserva che tale insediamento comprometterebbe le possibilità di ampliamenti a livelli intercomunali del Parco Lambro verso Vimodrone e Segrate e la possibilità di creare una vasta fascia continua a verde ed attrezzature"
Nel settembre 1971 si insedia la nuova Giunta comunale segratese, di centro sinistra (Dc Psi, sindaco il democristiano Gianfranco Rosa, vicesindaco e assessore all’Urbanistica l'ex sindaco Psi Renato Turri), e il 29 marzo 1972 “in una sola seduta il Consiglio comunale di Segrate approva tutto: la nuova Convenzione [proposta dalla Edilnord] e le necessarie varianti del Piano regolatore generale e del piano di fabbricazione. Rimane sempre in sospeso la questione della Giunta provinciale amministrativa [organo burocratico, NdA], che ha il potere di bloccare tutto e che già in passato è stata poco favorevole. Niente paura: pochi giorni dopo, esattamente il lo aprile 1972, la Giunta provinciale amministrativa cessa di avere competenza sulla materia perché essa viene trasferita alla Commissione regionale di controllo, che in poche settimane approva ogni cosa senza modifiche e senza inutili discussioni”10.
Nella sala del Consiglio comunale di Segrate sì parla di apparta¬menti in regalo a socialisti e democristiani, e del regalo di una villa in Svizzera.
Secondo Umberto Dragone (all'epoca capogruppo del Psi nel Consiglio comunale di Milano), la Edilnord paga alla Dc e al Psi milanesi tangenti tra il 5 e il 10 per cento sull'ammontare dell'operazione Milano 2. “Vengono concesse alla Edilnord licenze edilizie in cambio di sostanziose somme di denaro... Qualche appartamento arredato [di Milano 2] pare sia stato dato gratis ad assessori e tecnici Dc e socialisti. E’ certo che questo regalo lo ha avuto un tecnico del Psi che vive a Milano 2 con una fotomodella.
[Nella società Edilnord] vi sono gli interessi del Monte dei Paschi di Siena, serbatoio e feudo del potente gruppo democristiano capeg¬giato da Andreotti, e di finanziamenti svizzeri della Aktiengesell¬schaft für Immobilienlagen in Residenzzentren Ag, leggi Banca Rasini... Berlusconi capeggia l'Edilnord sas”.
[...]
E’ proprio con la vicenda di Milano 2 (che segue il Centro residenziale di Brugherio16 e precede Milano 3) che Berlusco¬ni esprime per la prima volta il suo vero, formidabile talento di “persuasivo interlocutore” del potere politico: non tanto e non solo di sindaci e assessori locali, ma anche e soprattutto delle segreterie provinciali dei partiti di governo essenzialmente DC e PSI e le loro “correnti” interne che si sostentano di tangenti ricava¬te principalmente dall’edilizia (licenze e appalti). E sono ancora i “contatti eccellenti” col potere politico, anche attraverso il sodali¬zio con un losco prete spretato, che consentiranno a Berlusconi di risolvere il grave inconveniente che grava sulla sua ambiziosa speculazione segratese: le rotte aeree dei velivoli che, decollando dal vicino aeroporto di Linate, transitano con fragore sul cielo di Milano 2, e rischiano di comprometterne la commercializzazione.
[...]
Don Luigi Verzé (prete “interdetto” dalla Curia milanese il 26 agosto 1964 con “la proibizione di esercitare il Sacro ministe¬ro”17) aveva potuto acquistare l'area del conte Bonzi grazie a un finanziamento statale di 600 milioni ottenuto attraverso i suoi stretti legami con alcuni leader della Dc romana18; lo scaltro don Verzé intendeva edificare la sua clinica privata attraverso ulteriori finanziamenti statali che gli sarebbero pervenuti grazie agli stessi politici19. Berlusconi, per ovvie ragioni, vedeva con estremo favo¬re il sorgere di una clinica ospedaliera nei pressi di Milano 2; ma soprattutto, all'ombra dell'iniziativa “cattolico umanitaria” di un don Verzé cosi ben introdotto nella Dc romana, sarebbe stato più facile per la Edilnord risolvere il grave problema delle fragorose rotte aeree nel cielo della zona. Dunque, la Edilnord si assume il compito di "costruire" la clinica del prete spretato (si occupa cioè di appaltarne la costruzione alle imprese edili che edificheranno Milano 2).
La costruzione della clinica “Ospedale San Raffaele” è oscura fin dall'inizio: “Non è stato possibile rilevare la data di inizio dei lavori”, scriverà in un rapporto la Guardia di Finanza. Ma la ce¬rimonia della “posa della prima pietra” avviene il 24 ottobre 1969 alla presenza del sindaco socialista di Milano Aldo Aniasi è l’avvio di una sequela di irregolarità, abusi, colpi di mano e manovre sotterranee, che la coppia di affaristi Berlusconi don Verzé attuerà nel segno di “sinergici” interessi speculativi.
[...]
Il 25 luglio 1972, con apposito decreto, il ministro della Sanità (il Dc Athos Valsecchi) e il ministro della Pubblica Istruzione (il Dc Oscar Luigi Scalfaro) riconoscono alla rudimentale clinica privata di don Verzé l'attestato di “Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico”: ancorché platealmente truffaldino (verrà definito “un atto di pirateria politica”, dal momento che il sedicente ospedale non è neppure funzionante), il prestigiosissimo riconoscimento elargito dai due ministri Dc consente allo spretato affarista demo¬cristiano di beneficiare di finanziamenti e agevolazioni varie, e soprattutto sottrae la sua iniziativa "ospedaliera" alle competenze della Regione.
Nel ricorso subito inoltrato, la Regione Lombardia chiede infatti l'annullamento del decreto ministeriale perché vizia¬to da “eccesso di potere per difetto di istruttoria, erronea valuta¬zione della realtà, illogicità, sviamento”, e nega che la clinica di don Verzé possa essere qualificata "Istituto a carattere scientifi¬co": si tratta di un espediente “strumentale rispetto al persegui¬mento di finalità diverse... 1 fini perseguiti [dall'iniziativa di don Verzé] sono completamente diversi da quelli assunti a base del decreto di riconoscimento”
[...]
Il 14 giugno 1973, il rettore dell’Università Statale di Milano, il democristiano Giuseppe Schiavinato, sottoscrive una truffaldina convenzione tra la Facoltà di Medicina e il sedicente “Ospedale San Raffaele” un nuovo, proditorio atto di “pirateria politica” tutto interno alla Dc e mosso da interessi economico clientelari.
[...]
Lo strumentale aggancio all'Università, aggiunto all'abnorme ricono¬scimento ministeriale di "Istituto scientifico", potranno ulterior¬mente sottrarre la Fondazione e la sua struttura edilizia in territo¬rio milanese ai controlli regionali e a qualunque altro controllo imposto dalla legge. A questo preciso scopo concordato, il Rettore Schiavinato [firmando la convenzione ha offerto [a don Verzé], a fondo perduto, finanziamenti, strumenti, strutture, docenti e per¬sonale, prostituendo le esigenze didattiche degli studenti alla spe¬culazione dei gruppi clericali amici”
[...]
Il 14 ottobre 1973, l'avvocato Giuseppe Melzi, a nome di un gruppo di studenti della Facoltà di Medicina dell'Università di Milano, inoltra alla Procura della Repubblica una denuncia a ca¬rico del Rettore Schiavinato e dei ministri Valsecchi e Scalfaro per i reati di peculato, abuso d'ufficio, interesse privato in atti d'ufficio, falsità ideologica, truffa ai danni dello Stato don Lui¬gi Verzé viene denunciato per truffa ai danni dello Stato.
[...]
alla fine del 1970 l’edificazione di Milano 2 procede spedita sotto il costante fragore dei jet che sorvolano l’area ridicolizzando lo slogan commerciale di Milano 2 “un'oasi di pace ai confini della città”. In realtà, è già operante il sodalizio Edilnord¬ don Verzé, attraverso il quale, al più presto, si potrà “ripulire” il cielo della zona dal micidiale inquinamento acustico: in quale Paese al mondo sarebbero ammessi decolli aerei a ridosso di un ospedale?
[...]
Milano 2 conta circa 200 abitanti, quando, il 24 giugno 1971, il duo Berlusconi don Verzé inoltra al ministero dei Trasporti una peti¬zione: primi firmatari lo stesso don Luigi Verzé e Maria Bossi vedova Borsani (zia di Berlusconi e sua prestanome nella Edil¬nord), la petizione sollecita “immediati provvedimenti” per salva¬guardare la quiete dei “cittadini”27 di Milano 2, e dei “degenti” dell'Ospedale San Raffaele “che inizierà la sua attività nel luglio 1971 e che nel prossimo futuro raggiungerà la potenzialità di 600 letti”.
Con inopinata e sospetta tempestività, la direzione di Civilavia asseconda le “futuribili” esigenze del potente binomio Edilnord¬ San Raffaele: il 15 dicembre 1971, emanai “Notam A267/71” (che entrerà in vigore il successivo 15 gennaio): “l’Avviso” dispone un dirottamento del corridoio di uscita da Linate, allontanandolo “di circa 700 metri dal limite orientale della zona interessata (“San Romanello”)”
Disposto quale semplice “aggiustamento tecnico”, il repentino dirottamento conseguito dal duo Berlusconi don Verzé suscita la protesta dei piloti associati all’ANPAC (il maggiore sindacato au¬tonomo di categoria) e della direzione dell’ALITALIA: le nuove pro¬cedure di decollo, infatti, comportano una drastica diminuzione dell'altitudine di virata dal punto di stacco dal suolo, con conse¬guente riduzione dei margini di sicurezza.
[...]
A Roma, il berlusconiano CIA ha un esplicito santo in paradiso nella persona del deputato Dc Egidio Carenini (futuro “fratello” di Berlusconi nella Loggia P2, e intimo amico del Venerabile maestro Licio Gelli). E a Roma, il 13 marzo 1973, la direzione di Civilavia convoca un vertice dedicato alla questione delle rotte da Linate: vi prendono parte l'on. Carenini, esponenti del Cia, i di¬rettori dei quattro ospedali dei comuni settentrionali, funzionari del ministero della Difesa responsabili dei controllo aereo, dirigenti dell’Alitalia, e don Luigi Verzé in persona.
Secondo un esponente del Comitato antirumore segratese, nel corso di tale riunione vengono utilizzate carte topografiche per Segrate e Piol¬tello risalenti al 1848, per Milano 2 .
[...]
(edificata solo al 25 per cento) complete come se la cittadella fosse già stata ultimata.
I risultati del vertice romano si concretizzano il successivo 30 agosto, quando Civilavia emette il “Notam A235/73” (che entra in vigore il 15 settembre, previa parziale modifica il 7 settembre): la nuova rotta di decollo ha la prioritaria cura di evitare l'area di Berlusconi don Verzé, e stabilisce una direttrice lungo la “radiale 244”, che passa dritta sopra il municipio di Segrate aggravando cosi l'inquinamento acustico anche nel cielo di Pioltello, Limito e San Felice.
Per la berlusconiana Edilnord è una vittoria sul campo, celebrata da un volantino diffuso dalla cosiddetta “Associazione dei residen¬ti di Milano 2”: “[ ... ] I risultati della lunga e difficile azione sono facilmente constatabili, e vanno a premiare gli sforzi di chi ha creduto ed aiutato l'impegno civile dei Comuni e delle Ammini¬strazioni Ospedaliere che si sono battuti per raggiungere gli attuali risultati”
[...]
Ma la vittoria berlusconiana è a scapito anzitutto degli otto comuni settentrionali che pure si erano “alleati” al Cia: in seguito al “Notam A235/73”, essi accusano la Edilnord Milano 2 di strumentalizzazione per interessi di parte. Penalizzati dal nuovo provvedimento sono anche i piloti aerei, i quali esprimono la loro ostilità alle nuove direttive di decollo (quelli dell'Alitalia segnala¬no la pericolosità della virata "a coltello" necessaria per rispettare la “radiale 244”, mentre quelli dell'Air France e della Klin affer¬mano trattarsi di una rotta praticabile solo per decolli a vuoto, con aeromobili di piccola stazza, e in condizioni metereologiche pres¬soché perfette). La vicenda assume sempre più i connotati dello scandalo la stampa locale scrive di ““Dirottamenti” aerei coi sistema della mafia”
[...]
Le vicende che a partire dal 1968 e fino a metà anni Settanta accompagnano il sorgere della "città satellite" Milano 2 danno luogo al più grave scandalo urbanistico che si sia mai verificato nell'hinterland milanese. L'operato di una strana società edilizia come la Edilnord (anonimi capitali svizzeri, un enorme potere finanziario, e il vero promotore, tale Silvio Berlusconi nascosto da prestanome) finisce sulle pagine locali dei quotidiani milane¬si insieme alle scorrerie di don Luigi Verzé, approdando poi nelle aule dei tribunali."
[...]
Nello stesso marzo 1977 Berlusconi rilascia a Camilla Cederna “la sua prima intervista”; Cederna descrive l'intervistato cosi: E’ cattolico e praticante, e ha votato Dc... E’ considerato uno dei maggiori speculatori edilizi del nostro tempo. Si lega prima con la corrente di Base della Dc (Marcora e Bassetti), poi col Centro, cosi che il segretario provinciale Roberto Mazzotta è il suo uomo. Altro suo punto di riferimento è il PSI, cioè Craxi, che vuol dire Tognoli, cioè il Sindaco [di Milano]. È allergico alle fotografie – “Anche per via dei rapimenti” spiega con un sorriso ironico solo a metà ( ... ) In settembre comincerà a trasmettere la sua “Telemila¬no” e pare che in questo suo progetto sia stato aiutato dall'amico [democristiano] Vittorino Colombo, ministro delle Poste e della Tv”
[...]
Vent’anni dopo lo scandalo di Milano 2, riguadagnerà le cronache giornalistiche anche il vecchio complice segratese di Berlusconi, don Luigi Verzé.
Come registrano i quotidiani del giugno 1994, il maneggione don Verzé ha incaricato il faccendiere craxiano Sergio Cusani (con¬dannato in primo grado a 8 anni per la vicenda della rnaxitangente Enimont) di interessarsi all'acquisto di un terreno in Palestina, sul monte degli Ulivi, per costruirvi una nuova "Clinica di Dio". La stampa sottolinea con rilievo il "promettente" sodalizio tra il prete manager democristiano e l'affarista craxiano, e nell'occasio¬ne don Verzé trova modo di esprimere la sua pubblica stima per il corrotto (e contumace) Bettino Craxi: “Quando ha governato, ha fatto progredire l'Italia... lo lo stimo. Comunque il cristiano non deve dimenticare che la misericordia viene prima della giustizia”.
La stampa informa anche che il sottosegretario Ombretta Fuma¬galli Cartilli, ex andreottiana e neo berlusconiana, ha assicurato al misericordioso don Verzé “sollecitudine in sede di governo” a sostegno delle nuove “iniziative” della Fondazione religiosa San Romanello del Monte Tabor tra le virtù dei neo presidente del Consiglio Berlusconi, infatti, oltre alla specchiata cristianità e fede nel Signore, c'è senz'altro anche l'imperitura gratitudine verso i compari.
Insomma alla fine dopo scandali, corruttele, abusi incredibile etc etc.
Il "primo miracolo italiano è bello che compiuto.
EEEEEEEEEEEEEEeeeeeeeeeeeeeeee Fooooooooooooooorzaaaaaaaaaa Italiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Il primo "miracolo"
italiano...Proprio perchè LUI non ha MAI fatto affari con la politica...
"Il 25 settembre 1968, nello studio di un notaio milanese, viene costituita la società Edilnord Centri Residenziali sas di Lidia Borsani & C., capitale sociale di 6 milioni di lire, oggetto dell'attività “operazioni immobiliari”: la Borsani (cugina trentunenne del trentaduenne Silvio Berlusconi, e sua prestanome) ne è la socia accomandataria, con firma libera per somme inferiori a un milione - per somme superiori, occorre la preventiva autorizzazione scritta del socio accomandante. Il socio accomandante, cioè chi conferisce alla società i capitali, è la finanziaria Aktiengesellschaft fúr Immobilienlagen Ag con sede a Lugano; gli anonimi capitali della finanziaria svizzera sono in parte depositati presso la International Bank di Zurigo, e pervengono alla Edilnord Centri Residenziali attraverso la Banca Rasini.
Il piccolo istituto di credito (un solo sportello a Milano), già con Berlusconi nella precedente operazione immobiliare di Brugherio, nel 1981 verrà indicato dalla Criminalpol come uno dei crocevia della “Mafia dei colletti bianchi” radicata a Milano: pericolosi boss mafiosi dediti allo spaccio, all’usura, e al riciclaggio di denaro sporco, risulteranno correntisti della Rasini.
[...]
Coi capitali forniti dalla Aktiengeselìschaft fúr Immobilienlagen Ag4, sull'area segratese (vendutagli dai Bonzi attraverso la cugina Lidia Borsani) il palazzinaro Berlusconi intende edificare una cittadella sul modello dell'avveniristica edilizia nordeuropea - una “città satellite” che verrà chiamata “Milano 2”
Il 12 maggio 1969, dopo il parere favorevole della Commissione edilizia, il sindaco di Segrate - il socialista “autonomista”6 Renato Turri - approva il nuovo piano di lottizzazione dell'area ex Bonzi proposto dalla Edilnord; del resto, già dal precedente 30 aprile il sindaco Turri ha cominciato a firmare le prime licenze edilizie alla Edilnord Centri Residenziali sas. Ma il 16 settembre 1969, la Giunta provinciale amministrativa respinge la delibera del 12 maggio; il Consiglio comunale segratese, revocando la delibera del sindaco, ripristina la convenzione originaria, e perdipiù limitatamente alla sola parte dell'area in origine a destinazione residenziale (cioè 485.964 mq) - per la Edilnord e per i suoi piani speculativi è un grave smacco
[...]
Nel gennaio 1971 la Giunta comunale di Segrate (Pci Psi, sindaco Turri) entra in crisi, ma la Edilnord sembra aver già trovato la strada maestra da percorrere per superare le difficoltà che si frappongono ai suoi disegni. Il 26 marzo 1971, il ministero dei Lavori Pubblici invita il Comune di Segrate a modificare il Piano regolatore, e il mese successivo un decreto dei ministero vieta di edificare la zona segratese ex Bonzi già prevista a verde e modificata in abitativa dal Consiglio comunale il 27 giugno 1968: ma l'invito del ministero cade nel vuoto, e al decreto ministeriale “tocca una sorte misteriosa: nei registri del Comune non risulta protocollato e, secondo alcuni consiglieri, “deve essersi smarrito”.
Tra l'altro la Direzione generale urbanistica dei Lavori Pubblici scrive tra l'altro: “In merito alla convenzione Conte Bonzi, si osserva che tale insediamento comprometterebbe le possibilità di ampliamenti a livelli intercomunali del Parco Lambro verso Vimodrone e Segrate e la possibilità di creare una vasta fascia continua a verde ed attrezzature"
Nel settembre 1971 si insedia la nuova Giunta comunale segratese, di centro sinistra (Dc Psi, sindaco il democristiano Gianfranco Rosa, vicesindaco e assessore all’Urbanistica l'ex sindaco Psi Renato Turri), e il 29 marzo 1972 “in una sola seduta il Consiglio comunale di Segrate approva tutto: la nuova Convenzione [proposta dalla Edilnord] e le necessarie varianti del Piano regolatore generale e del piano di fabbricazione. Rimane sempre in sospeso la questione della Giunta provinciale amministrativa [organo burocratico, NdA], che ha il potere di bloccare tutto e che già in passato è stata poco favorevole. Niente paura: pochi giorni dopo, esattamente il lo aprile 1972, la Giunta provinciale amministrativa cessa di avere competenza sulla materia perché essa viene trasferita alla Commissione regionale di controllo, che in poche settimane approva ogni cosa senza modifiche e senza inutili discussioni”10.
Nella sala del Consiglio comunale di Segrate sì parla di apparta¬menti in regalo a socialisti e democristiani, e del regalo di una villa in Svizzera.
Secondo Umberto Dragone (all'epoca capogruppo del Psi nel Consiglio comunale di Milano), la Edilnord paga alla Dc e al Psi milanesi tangenti tra il 5 e il 10 per cento sull'ammontare dell'operazione Milano 2. “Vengono concesse alla Edilnord licenze edilizie in cambio di sostanziose somme di denaro... Qualche appartamento arredato [di Milano 2] pare sia stato dato gratis ad assessori e tecnici Dc e socialisti. E’ certo che questo regalo lo ha avuto un tecnico del Psi che vive a Milano 2 con una fotomodella.
[Nella società Edilnord] vi sono gli interessi del Monte dei Paschi di Siena, serbatoio e feudo del potente gruppo democristiano capeg¬giato da Andreotti, e di finanziamenti svizzeri della Aktiengesell¬schaft für Immobilienlagen in Residenzzentren Ag, leggi Banca Rasini... Berlusconi capeggia l'Edilnord sas”.
[...]
E’ proprio con la vicenda di Milano 2 (che segue il Centro residenziale di Brugherio16 e precede Milano 3) che Berlusco¬ni esprime per la prima volta il suo vero, formidabile talento di “persuasivo interlocutore” del potere politico: non tanto e non solo di sindaci e assessori locali, ma anche e soprattutto delle segreterie provinciali dei partiti di governo essenzialmente DC e PSI e le loro “correnti” interne che si sostentano di tangenti ricava¬te principalmente dall’edilizia (licenze e appalti). E sono ancora i “contatti eccellenti” col potere politico, anche attraverso il sodali¬zio con un losco prete spretato, che consentiranno a Berlusconi di risolvere il grave inconveniente che grava sulla sua ambiziosa speculazione segratese: le rotte aeree dei velivoli che, decollando dal vicino aeroporto di Linate, transitano con fragore sul cielo di Milano 2, e rischiano di comprometterne la commercializzazione.
[...]
Don Luigi Verzé (prete “interdetto” dalla Curia milanese il 26 agosto 1964 con “la proibizione di esercitare il Sacro ministe¬ro”17) aveva potuto acquistare l'area del conte Bonzi grazie a un finanziamento statale di 600 milioni ottenuto attraverso i suoi stretti legami con alcuni leader della Dc romana18; lo scaltro don Verzé intendeva edificare la sua clinica privata attraverso ulteriori finanziamenti statali che gli sarebbero pervenuti grazie agli stessi politici19. Berlusconi, per ovvie ragioni, vedeva con estremo favo¬re il sorgere di una clinica ospedaliera nei pressi di Milano 2; ma soprattutto, all'ombra dell'iniziativa “cattolico umanitaria” di un don Verzé cosi ben introdotto nella Dc romana, sarebbe stato più facile per la Edilnord risolvere il grave problema delle fragorose rotte aeree nel cielo della zona. Dunque, la Edilnord si assume il compito di "costruire" la clinica del prete spretato (si occupa cioè di appaltarne la costruzione alle imprese edili che edificheranno Milano 2).
La costruzione della clinica “Ospedale San Raffaele” è oscura fin dall'inizio: “Non è stato possibile rilevare la data di inizio dei lavori”, scriverà in un rapporto la Guardia di Finanza. Ma la ce¬rimonia della “posa della prima pietra” avviene il 24 ottobre 1969 alla presenza del sindaco socialista di Milano Aldo Aniasi è l’avvio di una sequela di irregolarità, abusi, colpi di mano e manovre sotterranee, che la coppia di affaristi Berlusconi don Verzé attuerà nel segno di “sinergici” interessi speculativi.
[...]
Il 25 luglio 1972, con apposito decreto, il ministro della Sanità (il Dc Athos Valsecchi) e il ministro della Pubblica Istruzione (il Dc Oscar Luigi Scalfaro) riconoscono alla rudimentale clinica privata di don Verzé l'attestato di “Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico”: ancorché platealmente truffaldino (verrà definito “un atto di pirateria politica”, dal momento che il sedicente ospedale non è neppure funzionante), il prestigiosissimo riconoscimento elargito dai due ministri Dc consente allo spretato affarista demo¬cristiano di beneficiare di finanziamenti e agevolazioni varie, e soprattutto sottrae la sua iniziativa "ospedaliera" alle competenze della Regione.
Nel ricorso subito inoltrato, la Regione Lombardia chiede infatti l'annullamento del decreto ministeriale perché vizia¬to da “eccesso di potere per difetto di istruttoria, erronea valuta¬zione della realtà, illogicità, sviamento”, e nega che la clinica di don Verzé possa essere qualificata "Istituto a carattere scientifi¬co": si tratta di un espediente “strumentale rispetto al persegui¬mento di finalità diverse... 1 fini perseguiti [dall'iniziativa di don Verzé] sono completamente diversi da quelli assunti a base del decreto di riconoscimento”
[...]
Il 14 giugno 1973, il rettore dell’Università Statale di Milano, il democristiano Giuseppe Schiavinato, sottoscrive una truffaldina convenzione tra la Facoltà di Medicina e il sedicente “Ospedale San Raffaele” un nuovo, proditorio atto di “pirateria politica” tutto interno alla Dc e mosso da interessi economico clientelari.
[...]
Lo strumentale aggancio all'Università, aggiunto all'abnorme ricono¬scimento ministeriale di "Istituto scientifico", potranno ulterior¬mente sottrarre la Fondazione e la sua struttura edilizia in territo¬rio milanese ai controlli regionali e a qualunque altro controllo imposto dalla legge. A questo preciso scopo concordato, il Rettore Schiavinato [firmando la convenzione ha offerto [a don Verzé], a fondo perduto, finanziamenti, strumenti, strutture, docenti e per¬sonale, prostituendo le esigenze didattiche degli studenti alla spe¬culazione dei gruppi clericali amici”
[...]
Il 14 ottobre 1973, l'avvocato Giuseppe Melzi, a nome di un gruppo di studenti della Facoltà di Medicina dell'Università di Milano, inoltra alla Procura della Repubblica una denuncia a ca¬rico del Rettore Schiavinato e dei ministri Valsecchi e Scalfaro per i reati di peculato, abuso d'ufficio, interesse privato in atti d'ufficio, falsità ideologica, truffa ai danni dello Stato don Lui¬gi Verzé viene denunciato per truffa ai danni dello Stato.
[...]
alla fine del 1970 l’edificazione di Milano 2 procede spedita sotto il costante fragore dei jet che sorvolano l’area ridicolizzando lo slogan commerciale di Milano 2 “un'oasi di pace ai confini della città”. In realtà, è già operante il sodalizio Edilnord¬ don Verzé, attraverso il quale, al più presto, si potrà “ripulire” il cielo della zona dal micidiale inquinamento acustico: in quale Paese al mondo sarebbero ammessi decolli aerei a ridosso di un ospedale?
[...]
Milano 2 conta circa 200 abitanti, quando, il 24 giugno 1971, il duo Berlusconi don Verzé inoltra al ministero dei Trasporti una peti¬zione: primi firmatari lo stesso don Luigi Verzé e Maria Bossi vedova Borsani (zia di Berlusconi e sua prestanome nella Edil¬nord), la petizione sollecita “immediati provvedimenti” per salva¬guardare la quiete dei “cittadini”27 di Milano 2, e dei “degenti” dell'Ospedale San Raffaele “che inizierà la sua attività nel luglio 1971 e che nel prossimo futuro raggiungerà la potenzialità di 600 letti”.
Con inopinata e sospetta tempestività, la direzione di Civilavia asseconda le “futuribili” esigenze del potente binomio Edilnord¬ San Raffaele: il 15 dicembre 1971, emanai “Notam A267/71” (che entrerà in vigore il successivo 15 gennaio): “l’Avviso” dispone un dirottamento del corridoio di uscita da Linate, allontanandolo “di circa 700 metri dal limite orientale della zona interessata (“San Romanello”)”
Disposto quale semplice “aggiustamento tecnico”, il repentino dirottamento conseguito dal duo Berlusconi don Verzé suscita la protesta dei piloti associati all’ANPAC (il maggiore sindacato au¬tonomo di categoria) e della direzione dell’ALITALIA: le nuove pro¬cedure di decollo, infatti, comportano una drastica diminuzione dell'altitudine di virata dal punto di stacco dal suolo, con conse¬guente riduzione dei margini di sicurezza.
[...]
A Roma, il berlusconiano CIA ha un esplicito santo in paradiso nella persona del deputato Dc Egidio Carenini (futuro “fratello” di Berlusconi nella Loggia P2, e intimo amico del Venerabile maestro Licio Gelli). E a Roma, il 13 marzo 1973, la direzione di Civilavia convoca un vertice dedicato alla questione delle rotte da Linate: vi prendono parte l'on. Carenini, esponenti del Cia, i di¬rettori dei quattro ospedali dei comuni settentrionali, funzionari del ministero della Difesa responsabili dei controllo aereo, dirigenti dell’Alitalia, e don Luigi Verzé in persona.
Secondo un esponente del Comitato antirumore segratese, nel corso di tale riunione vengono utilizzate carte topografiche per Segrate e Piol¬tello risalenti al 1848, per Milano 2 .
[...]
(edificata solo al 25 per cento) complete come se la cittadella fosse già stata ultimata.
I risultati del vertice romano si concretizzano il successivo 30 agosto, quando Civilavia emette il “Notam A235/73” (che entra in vigore il 15 settembre, previa parziale modifica il 7 settembre): la nuova rotta di decollo ha la prioritaria cura di evitare l'area di Berlusconi don Verzé, e stabilisce una direttrice lungo la “radiale 244”, che passa dritta sopra il municipio di Segrate aggravando cosi l'inquinamento acustico anche nel cielo di Pioltello, Limito e San Felice.
Per la berlusconiana Edilnord è una vittoria sul campo, celebrata da un volantino diffuso dalla cosiddetta “Associazione dei residen¬ti di Milano 2”: “[ ... ] I risultati della lunga e difficile azione sono facilmente constatabili, e vanno a premiare gli sforzi di chi ha creduto ed aiutato l'impegno civile dei Comuni e delle Ammini¬strazioni Ospedaliere che si sono battuti per raggiungere gli attuali risultati”
[...]
Ma la vittoria berlusconiana è a scapito anzitutto degli otto comuni settentrionali che pure si erano “alleati” al Cia: in seguito al “Notam A235/73”, essi accusano la Edilnord Milano 2 di strumentalizzazione per interessi di parte. Penalizzati dal nuovo provvedimento sono anche i piloti aerei, i quali esprimono la loro ostilità alle nuove direttive di decollo (quelli dell'Alitalia segnala¬no la pericolosità della virata "a coltello" necessaria per rispettare la “radiale 244”, mentre quelli dell'Air France e della Klin affer¬mano trattarsi di una rotta praticabile solo per decolli a vuoto, con aeromobili di piccola stazza, e in condizioni metereologiche pres¬soché perfette). La vicenda assume sempre più i connotati dello scandalo la stampa locale scrive di ““Dirottamenti” aerei coi sistema della mafia”
[...]
Le vicende che a partire dal 1968 e fino a metà anni Settanta accompagnano il sorgere della "città satellite" Milano 2 danno luogo al più grave scandalo urbanistico che si sia mai verificato nell'hinterland milanese. L'operato di una strana società edilizia come la Edilnord (anonimi capitali svizzeri, un enorme potere finanziario, e il vero promotore, tale Silvio Berlusconi nascosto da prestanome) finisce sulle pagine locali dei quotidiani milane¬si insieme alle scorrerie di don Luigi Verzé, approdando poi nelle aule dei tribunali."
[...]
Nello stesso marzo 1977 Berlusconi rilascia a Camilla Cederna “la sua prima intervista”; Cederna descrive l'intervistato cosi: E’ cattolico e praticante, e ha votato Dc... E’ considerato uno dei maggiori speculatori edilizi del nostro tempo. Si lega prima con la corrente di Base della Dc (Marcora e Bassetti), poi col Centro, cosi che il segretario provinciale Roberto Mazzotta è il suo uomo. Altro suo punto di riferimento è il PSI, cioè Craxi, che vuol dire Tognoli, cioè il Sindaco [di Milano]. È allergico alle fotografie – “Anche per via dei rapimenti” spiega con un sorriso ironico solo a metà ( ... ) In settembre comincerà a trasmettere la sua “Telemila¬no” e pare che in questo suo progetto sia stato aiutato dall'amico [democristiano] Vittorino Colombo, ministro delle Poste e della Tv”
[...]
Vent’anni dopo lo scandalo di Milano 2, riguadagnerà le cronache giornalistiche anche il vecchio complice segratese di Berlusconi, don Luigi Verzé.
Come registrano i quotidiani del giugno 1994, il maneggione don Verzé ha incaricato il faccendiere craxiano Sergio Cusani (con¬dannato in primo grado a 8 anni per la vicenda della rnaxitangente Enimont) di interessarsi all'acquisto di un terreno in Palestina, sul monte degli Ulivi, per costruirvi una nuova "Clinica di Dio". La stampa sottolinea con rilievo il "promettente" sodalizio tra il prete manager democristiano e l'affarista craxiano, e nell'occasio¬ne don Verzé trova modo di esprimere la sua pubblica stima per il corrotto (e contumace) Bettino Craxi: “Quando ha governato, ha fatto progredire l'Italia... lo lo stimo. Comunque il cristiano non deve dimenticare che la misericordia viene prima della giustizia”.
La stampa informa anche che il sottosegretario Ombretta Fuma¬galli Cartilli, ex andreottiana e neo berlusconiana, ha assicurato al misericordioso don Verzé “sollecitudine in sede di governo” a sostegno delle nuove “iniziative” della Fondazione religiosa San Romanello del Monte Tabor tra le virtù dei neo presidente del Consiglio Berlusconi, infatti, oltre alla specchiata cristianità e fede nel Signore, c'è senz'altro anche l'imperitura gratitudine verso i compari.
Insomma alla fine dopo scandali, corruttele, abusi incredibile etc etc.
Il "primo miracolo italiano è bello che compiuto.
EEEEEEEEEEEEEEeeeeeeeeeeeeeeee Fooooooooooooooorzaaaaaaaaaa Italiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 10:07:34
Sei il solito esibizionista da 4 soldi
Sei il solito esibizionista da 4 soldi
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 10:46:34

è tutta invidia per lo "spessore" del mio papiro

è tutta invidia per lo "spessore" del mio papiro
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 12:25:14

ieri sera lo avete visto da ferrara?

ieri sera lo avete visto da ferrara?
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 13:09:13
x Animamundi:non mi sconvolge + di tanto quanto scrivi, è risaputo quanto successo, il mondo degli affari e della politica è sempre stata un tuttuno, dal 1946 ad oggi (vedi unipol, fiorani, ricucci....). è una falsa democrazia fatta di pochi eletti e di tanti che si fanno il culo solo per sopravvivere.
x Animamundi:non mi sconvolge + di tanto quanto scrivi, è risaputo quanto successo, il mondo degli affari e della politica è sempre stata un tuttuno, dal 1946 ad oggi (vedi unipol, fiorani, ricucci....). è una falsa democrazia fatta di pochi eletti e di tanti che si fanno il culo solo per sopravvivere.
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 13:21:29
certo Etna è sempre comodo uscirsene collla solita frase "tanto sò tutti così" e "io stò sempre col partito della pagnotta"...
mappepiacer jamme sù.
E poi una cosa è ancora più grave: a questo tizio non interessa più il denaro oramai, ma il potere puro e semplice. Il Sig. Berlusconi era affiliato (e scommetto che in forma nuova lo è tuttora) a qualla organizzazione eversivo-affaristica-mafiosa nota col nome di P2. Lo scopo ultimo della P2 non era accumulare denari, ma accumularne per uno scopo ben preciso: indirizzare l'Italia politicamente per farne uno "Stato a sovranità limitata".
purtroppo ci stanno riuscendo come ingenuamente ammetti tu stesso
certo Etna è sempre comodo uscirsene collla solita frase "tanto sò tutti così" e "io stò sempre col partito della pagnotta"...
mappepiacer jamme sù.

E poi una cosa è ancora più grave: a questo tizio non interessa più il denaro oramai, ma il potere puro e semplice. Il Sig. Berlusconi era affiliato (e scommetto che in forma nuova lo è tuttora) a qualla organizzazione eversivo-affaristica-mafiosa nota col nome di P2. Lo scopo ultimo della P2 non era accumulare denari, ma accumularne per uno scopo ben preciso: indirizzare l'Italia politicamente per farne uno "Stato a sovranità limitata".
purtroppo ci stanno riuscendo come ingenuamente ammetti tu stesso
Messaggio del 10-01-2006 alle ore 14:42:51
x Animamundi: leggo sempre con molto interesse quando scrivi, non sempre lascio un commento, ma ingenuamente ammetto quanto tu affermi che le cose stanno realmente cosi.
non fare il moralista del cazzo, non ci servi mica tu per capire come sono andate le cose, ti ripeto un concetto gia detto in alti post: cerchiamo di dare una soluzione alle cose, ti dico questo xke potremmo cominciare dalla nostra citta (se sei di lanciano), per mettere i bastoni tra le ruote ad affaristi. un passo per volta, ed un gesto ciascuno qualcosa potrà anche dare.....
ripeto: condivido ogni singola parola che hai detto, ma mi sto chiedendo....parli molto male (giustamente) di Berlusca, ma non è che Prodo, fassino, d'alema, scalfaro, e chi piu ne ha ne metta siano meglio.
potremmo commentare l'operato di Prodi negli anni 80...ad es....
ecco perchè ho fatto certe affermazioni.
quando si parla del male ricordati che il ceppo che ha portato tutto questo è unico ed è la politica.
quindi: stai difendendo qualcuno? vuoi portare acqua a qualche mulino? no sai per sapere, sei l'unico che da come scrivi ragioni bene, anzi benissimo, ma fai fatica a dire che le colpe sono anche di altri...
non penso di offenderti con le mie parole se ti chiedo certe cose, se cosi fosse ti chiedo scusa.
x Animamundi: leggo sempre con molto interesse quando scrivi, non sempre lascio un commento, ma ingenuamente ammetto quanto tu affermi che le cose stanno realmente cosi.
non fare il moralista del cazzo, non ci servi mica tu per capire come sono andate le cose, ti ripeto un concetto gia detto in alti post: cerchiamo di dare una soluzione alle cose, ti dico questo xke potremmo cominciare dalla nostra citta (se sei di lanciano), per mettere i bastoni tra le ruote ad affaristi. un passo per volta, ed un gesto ciascuno qualcosa potrà anche dare.....
ripeto: condivido ogni singola parola che hai detto, ma mi sto chiedendo....parli molto male (giustamente) di Berlusca, ma non è che Prodo, fassino, d'alema, scalfaro, e chi piu ne ha ne metta siano meglio.
potremmo commentare l'operato di Prodi negli anni 80...ad es....
ecco perchè ho fatto certe affermazioni.
quando si parla del male ricordati che il ceppo che ha portato tutto questo è unico ed è la politica.
quindi: stai difendendo qualcuno? vuoi portare acqua a qualche mulino? no sai per sapere, sei l'unico che da come scrivi ragioni bene, anzi benissimo, ma fai fatica a dire che le colpe sono anche di altri...
non penso di offenderti con le mie parole se ti chiedo certe cose, se cosi fosse ti chiedo scusa.
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 09:36:21

etna con un pò di ritardo ma...
guarda che potrei montarmi quasi la testa! Io in grado di influenzare "le masse" spostando voti con le mie arringhe simil comuniste...
Dai Etna siamo seri. Io parlo male del berlusca e soci perchè, dati alla mano, sono DAVVERO i peggiori che ci potrebbero essere. Sono lì anche per colpa (o grazie a...
di gentaglia come D'Alema & compagni che non hanno saputo/voluto (perchè FACEVA COMODO COSI'
sistemare democraticamente il suddetto mafioso.
ma tra i due, sinceramente preferisco scegliere quelli che a mio modesto ed umilissimo parere (fammi stare calmo sennò vengo pure accusato di far propaganda
SONO I MENO PEGGIO e che più si avvicinano ai miei ideali, dato che al momento purtroppo "i migliori di loro" non esistono.
per quel che riguarda l'impegnarsi per cambiare per prima cosa a livello locale sono d'accordissimo. L'unico problema che ho io è che purtroppo (o per fortuna
per motivi di lavoro non sono a Lanciano in modo continuato e questo mi impedisce un "attivismo" più concreto.

------------
Editato da Animamundi il 12/01/2006 alle 09:38:10

etna con un pò di ritardo ma...

Quote:
quindi: stai difendendo qualcuno? vuoi portare acqua a qualche mulino?
guarda che potrei montarmi quasi la testa! Io in grado di influenzare "le masse" spostando voti con le mie arringhe simil comuniste...
Dai Etna siamo seri. Io parlo male del berlusca e soci perchè, dati alla mano, sono DAVVERO i peggiori che ci potrebbero essere. Sono lì anche per colpa (o grazie a...
di gentaglia come D'Alema & compagni che non hanno saputo/voluto (perchè FACEVA COMODO COSI'
sistemare democraticamente il suddetto mafioso.ma tra i due, sinceramente preferisco scegliere quelli che a mio modesto ed umilissimo parere (fammi stare calmo sennò vengo pure accusato di far propaganda
SONO I MENO PEGGIO e che più si avvicinano ai miei ideali, dato che al momento purtroppo "i migliori di loro" non esistono.
per quel che riguarda l'impegnarsi per cambiare per prima cosa a livello locale sono d'accordissimo. L'unico problema che ho io è che purtroppo (o per fortuna
per motivi di lavoro non sono a Lanciano in modo continuato e questo mi impedisce un "attivismo" più concreto.
------------
Editato da Animamundi il 12/01/2006 alle 09:38:10
Messaggio del 12-01-2006 alle ore 09:54:04
non montarti la testa, non ne hai motivo. era per chiedere, ho un opinione diversa dalla tua, non si puo votare per il male minore....
ma un opiniome diversa va rispettata anche se non condivisa.
mi spiace se nn puo impegnarti attivamente, perche non ragioni male, personalmente preferisco agire oltre che a polemizzare.
non montarti la testa, non ne hai motivo. era per chiedere, ho un opinione diversa dalla tua, non si puo votare per il male minore....
ma un opiniome diversa va rispettata anche se non condivisa.
mi spiace se nn puo impegnarti attivamente, perche non ragioni male, personalmente preferisco agire oltre che a polemizzare.
Messaggio del 17-01-2006 alle ore 11:43:03
faziosi... lui è invincibile
faziosi... lui è invincibile
Messaggio del 17-01-2006 alle ore 12:48:58
con gli avversari che ha, questo è poco ma sicuro
con gli avversari che ha, questo è poco ma sicuro
Messaggio del 17-01-2006 alle ore 21:07:14
CHIAMATE JEKIL
CHIAMATE JEKIL
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 13:44:08
L’assegno in bocca. Il Berlusconi palazzinaro è strettamente legato a
politici nazionali e amministratori locali, con generosi ritocchi ai piani
regolatori e addirittura alle rotte aeree per non disturbare la nascente
Milano 2. Lo confesserà lui stesso, in un raro sprazzo di sincerità: «Dovevo fare lunghe file per seguire una pratica e poi passare da un ufficio
all’altro con l’assegno in bocca, perchè così si usava nella pubblica
amministrazione. Così ho smesso di costruire a Milano» (Ansa, 9 maggio
2003).
San Bettino. Negli anni 80 si comincia a parlare di una legge sulle tv e il
tycoon della Fininvest trema: fortuna che nel 1983 va al governo il suo
amico e socio Bettino Craxi. Il Cavaliere si lamenta col condirettore del
Giornale Biazzi Vergani, perché Indro Montanelli attacca continuamente
Bettino: «Sai, è quello che mi deve fare la legge sulle tv». Il 16 ottobre
1984 i telespettatori di Piemonte, Abruzzo e Lazio, al posto dei consueti
programmi su Canale 5, Italia1 e Rete 4, trovano una scritta: «Per ordine
del pretore è vietata la trasmissione in questa città del programmi di...
regolarmente in onda nel resto d’Italia». Cos’è accaduto? I pretori
Casalbore di Torino, Bettiol di Roma e Trifuoggi dell’Aquila hanno decretato la disattivazione degl’impianti che consentono alle tv regionali affiliate al Biscione di trasmettere in «interconnessione» su scala nazionale.
L’«effetto diretta» è proibito da varie sentenze della Consulta. Ma -spiega
Casalbore- «nulla vieta di mandare in onda programmi prodotti localmente».
Nessun oscuramento. Ma la Fininvest decide di auto-oscurarsi per dare la
colpa ai giudici. Il popolo dei Puffi, di Dallas e di Uccelli di Rovo,
debitamente arruolato dalla propaganda Fininvest, si mobilita. Tempesta
giornali, preture e Rai con telefonate di fuoco, mentre la Fininvest revoca
l’autoscuramento per mandare in onda un «Costanzo Show-Speciale black out»: ore e ore di piagnisteo. Sua Emittenza, in pieno dramma, corre a piangere sulla spalla di Craxi, in partenza per una missione a Londra. Chiede un decreto urgente, ma il ministro delle Poste e Telecomunicazioni Antonio Gava non ci sta: «Sarebbe un errore agire in termini di conflitto con l’autorità giudiziaria, che interpreta le norme esistenti». Craxi però non sente ragioni e da Londra convoca un consiglio dei ministri straordinario per il 20 ottobre, anticipando il rientro in patria. Decreto «eccezionale e temporaneo», spiegano i socialisti, in attesa della legge sulle tv, data per imminente (la faranno nel 1990). Ma il 28 novembre la Camera, grazie ai franchi tiratori Dc, boccia il decreto come incostituzionale: 256 voti contro 236. Il 3 dicembre i pretori reiterano il sequestro degli impianti.
Craxi li investe a male parole, poi impone un secondo decreto, ponendo la fiducia e minacciando le elezioni anticipate. Così Berlusconi la spunta,
conservando il suo monopolio incostituzionale.
San Mammì. Nel ’90 passa la legge Mammì, che dovrebbe riordinare il sistema tv con relativi tetti antitrust. La lobby berlusconiana riesce a ottenere che un antitrust che «fotografi» il trust del Cavaliere, il quale potrà tenersi le sue tre reti («legge Polaroid»). Per protesta la sinistra Dc
ritira i suoi 5 ministri dal governo Andreotti, che li rimpiazza in una
notte. La legge impone alla Fininvest due soli vincoli: cedere il Giornale e
le quote oltre il 10% di Tele+1 e Tele+2. Berlusconi li aggira subito,
passando il Giornale al fratello Paolo e intestando le quote eccedenti delle pay tv a vari prestanomi. Subito dopo la Mammì, tra il 1990 e il ’91, la
Fininvest versa tramite All Iberian su due conti svizzeri di Craxi circa 23
miliardi di lire. La Procura di Roma sospetta anche un giro di tangenti al
ministero delle Poste in cambio - si sospetta - della Mammì e del piano
frequenze. L’uomo-chiave, secondo l’accusa, è un giovanotto di 34 anni,
Davide Giacalone, già segretario del ministro Oscar Mammì, considerato il
vero autore della legge sull’emittenza e subito dopo ingaggiato alla
Fininvest con una consulenza da 600 milioni. Finiscono sotto inchiesta anche Gianni Letta e Adriano Galliani: il pm Maria Cordova chiede di arrestarli entrambi, ma il gip Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa si astiene perchè Letta è un «amico di famiglia». Il capo dei gip Renato Squillante passa la pratica a un altro giudice, De Luca Comandini, che respinge entrambe le richieste di cattura. La Iannini verrà sorpresa da una microspia nel bar Tombini, il 21 gennaio ’96, in compagnia di Squillante e di Vittorio Virga, avvocato di Giacalone, Letta e Paolo Berlusconi. Ora dirige il ministero della Giustizia. L’inchiesta finisce in un nulla di fatto. Vizzini e Mammì prosciolti dal Tribunale dei ministri. Letta e Galliani dal gip. Giacalone in parte assolto, in parte prescritto. Di recente Mammì ha raccontato una visita del Cavaliere alla vigilia della legge: «Scherzava, faceva battute, cercava di accattivarsi la mia simpatia. Poi mi si inginocchiò davanti e, baciandomi la mano, mi disse: "La prego, ministro, non rovini me e le mie famiglie!"».
Debiti addio. Quando entra in politica, Berlusconi è sull’orlo del
fallimento: debiti per 6 mila miliardi. L’amministratore delegato Franco
Tatò -racconterà Dell’Utri- ripeteva: «Cavaliere, dobbiamo portare i libri
in tribunale». Lui invece porta l’azienda nello Stato. I debiti spariscono
con la quotazione di Mediaset in Borsa nel ’96 (autorizzata dalla Consob
nonostante le centinaia di miliardi di fondi neri emersi dalle inchieste
milanesi). L’azienda del Biscione, anche grazie al recupero di punti
preziosi d’ascolto sulla declinante Rai berlusconiana, rifiorisce: in
un’economia stagnante e in una congiuntura negativa in tutto il mondo per le aziende tv, fa eccezione proprio Mediaset, che nel 2004 ha toccato 500,2 milioni di utile netto (+35,3% rispetto al 2003) e un aumento della raccolta pubblicitaria del 9,1%: i migliori risultati dal ’96 (da allora il titolo è lievitato del 187%, mentre in tutto il resto d’Europa le azioni del comparto tv scendevano del 4%). Anche il portafoglio del padrone va a gonfie vele: se nel ’94 i suoi beni personali ammontavano a 3,1 miliardi di euro, oggi la sua famiglia si ritrova in tasca 9,6 miliardi. A ciò si aggiungono i guadagni in Borsa, grazie al continuo rialzo dei titoli delle società del premier (Mediaset, Mediolanum, Mondadori): nel solo 2003 si parla di 7.71 miliardi di euro (1,7 in più rispetto all’anno precedente: +28%).
San Tremonti. Grazie a diversi provvedimenti del creativo ministro
dell’Economia, Mediaset ha risparmiato una barcata di miliardi di tasse. Il
primo è la legge Tremonti-1, quella del ’94 che defiscalizzava gli utili
reinvestiti. La Fininvest, grazie a un’ interpretazione ad hoc fornita dallo
stesso ministero, fa passare per nuovi investimenti l’acquisto di film non
proprio nuovi e già posseduti da società del gruppo, per giunta a prezzi
gonfiati secondo le ultime inchieste milanesi, e risparmia 243 miliardi di
lire di tasse: soldi fondamentali per capitalizzare la nuova società
Mediaset in vista della quotazione («Mediaset - scriveranno i pm Robledo e De Pasquale - fu quotata in Borsa sulla base di una falsa rappresentazione della consistenza patrimoniale»). Poi c’è il condono fiscale del 2003. Berlusconi giura che non se ne avvarrà, è l’ennesima bugia: dei 197 milioni di euro di tasse non pagate che gli contesta l’erario, ne paga solo 35. Poi c’è il decreto «spalmadebiti» del calcio: diluendo i debiti del Milan su 10 anni, il premier risparmia 217 milioni per il bilancio 2003. Infine la riduzione delle tasse: l’aliquota più alta - salvo contributo di solidarietà- scende al 39%. Per l’Espresso, il contribuente Berlusconi risparmia 760 milioni di euro all’anno.
Consigli per gli acquisti. Da quando Berlusconi torna a Palazzo Chigi nel
2001, molte aziende aumentano gl’investimenti pubblicitari sulle reti
Mediaset a scapito della Rai e della carta stampata. Dai dati Nielsen del
solo 2003, risulta che quotidiani e periodici hanno perso 165 milioni di
euro di pubblicità, di cui 95 sono passati alla tv privata, cioè a Mediaset.
Poi c’è la pubblicità istituzionale, promossa dai ministeri con denaro
pubblico: nel solo gennaio-marzo 2005, sempre secondo Nielsen, il governo ha speso in spot 5,3 milioni di euro, per il 96,2% in tv (soprattutto Mediaset: la Rai quegli spazi li fornisce gratis), violando persino la legge Gasparri che impone di destinare il 60% delle campagne istituzionali alla stampa.
Inoltre si calcola che ogni anno Mediaset sfori di circa il 5-7% (800
milioni di euro) i già spropositati tetti pubblicitari fissati per legge. Ma
le sanzioni minacciate dall’Authrity non sono mai arrivate.
Santi Maccanico e Gasparri. Nel ’94 la Consulta dichiara incostituzionale il
monopolio berlusconiano e impone la vendita di una rete Fininvest. Ma prima i governi dell’Ulivo (legge Maccanico, anch’essa incostituzionale), poi il Berlusconi-2 (decreto salva-Rete4 e legge Gasparri) calpestano quella sentenza consentendo a Berlusconi di seguitare a detenere il suo monopolio illegittimo. Con Rete 4 su satellite, avrebbe perso circa 192 milioni di euro di pubblicità all’anno. Con Rete 4 su terrestre, continua ad
accaparrarseli. In più, grazie all’ulteriore innalzamento del tetto
antitrust, Confalonieri ammette che Mediaset potrà espandersi per altri «1 o 2 miliardi di euro».
Il resto, mancia. Dinanzi a questi macroscopici guadagni procurati dal
Berlusconi premier al Berlusconi affarista, gli altri provvedimenti ad hoc
quasi quasi sfigurano. C’è l’abolizione della tassa di successione anche per le eredità superiori ai 350 milioni di lire. C’è l’accordo che consente a
Mediolanum di usare la rete di sportelli delle Poste Italiane in tutta la
penisola. C’è l’accordo fra la ministra Moratti e le Poste per prenotazioni,
acquisti e consegne dei libri scolastici, forniti in esclusiva da Mondolibri
(Mondadori, cioè Berlusconi). C’è il decreto che incentiva con fondi
pubblici l’acquisto dei decoder, prodotti da Paolo Berlusconi. C’è il rinvio
al 2008 della riforma del Tfr, così non si disturba Mediolanum. C’è il
condono edilizio che sana gran parte delle opere abusive a Villa La Certosa: le altre sono coperte da «segreto di Stato».
L’assegno in bocca. Il Berlusconi palazzinaro è strettamente legato a
politici nazionali e amministratori locali, con generosi ritocchi ai piani
regolatori e addirittura alle rotte aeree per non disturbare la nascente
Milano 2. Lo confesserà lui stesso, in un raro sprazzo di sincerità: «Dovevo fare lunghe file per seguire una pratica e poi passare da un ufficio
all’altro con l’assegno in bocca, perchè così si usava nella pubblica
amministrazione. Così ho smesso di costruire a Milano» (Ansa, 9 maggio
2003).
San Bettino. Negli anni 80 si comincia a parlare di una legge sulle tv e il
tycoon della Fininvest trema: fortuna che nel 1983 va al governo il suo
amico e socio Bettino Craxi. Il Cavaliere si lamenta col condirettore del
Giornale Biazzi Vergani, perché Indro Montanelli attacca continuamente
Bettino: «Sai, è quello che mi deve fare la legge sulle tv». Il 16 ottobre
1984 i telespettatori di Piemonte, Abruzzo e Lazio, al posto dei consueti
programmi su Canale 5, Italia1 e Rete 4, trovano una scritta: «Per ordine
del pretore è vietata la trasmissione in questa città del programmi di...
regolarmente in onda nel resto d’Italia». Cos’è accaduto? I pretori
Casalbore di Torino, Bettiol di Roma e Trifuoggi dell’Aquila hanno decretato la disattivazione degl’impianti che consentono alle tv regionali affiliate al Biscione di trasmettere in «interconnessione» su scala nazionale.
L’«effetto diretta» è proibito da varie sentenze della Consulta. Ma -spiega
Casalbore- «nulla vieta di mandare in onda programmi prodotti localmente».
Nessun oscuramento. Ma la Fininvest decide di auto-oscurarsi per dare la
colpa ai giudici. Il popolo dei Puffi, di Dallas e di Uccelli di Rovo,
debitamente arruolato dalla propaganda Fininvest, si mobilita. Tempesta
giornali, preture e Rai con telefonate di fuoco, mentre la Fininvest revoca
l’autoscuramento per mandare in onda un «Costanzo Show-Speciale black out»: ore e ore di piagnisteo. Sua Emittenza, in pieno dramma, corre a piangere sulla spalla di Craxi, in partenza per una missione a Londra. Chiede un decreto urgente, ma il ministro delle Poste e Telecomunicazioni Antonio Gava non ci sta: «Sarebbe un errore agire in termini di conflitto con l’autorità giudiziaria, che interpreta le norme esistenti». Craxi però non sente ragioni e da Londra convoca un consiglio dei ministri straordinario per il 20 ottobre, anticipando il rientro in patria. Decreto «eccezionale e temporaneo», spiegano i socialisti, in attesa della legge sulle tv, data per imminente (la faranno nel 1990). Ma il 28 novembre la Camera, grazie ai franchi tiratori Dc, boccia il decreto come incostituzionale: 256 voti contro 236. Il 3 dicembre i pretori reiterano il sequestro degli impianti.
Craxi li investe a male parole, poi impone un secondo decreto, ponendo la fiducia e minacciando le elezioni anticipate. Così Berlusconi la spunta,
conservando il suo monopolio incostituzionale.
San Mammì. Nel ’90 passa la legge Mammì, che dovrebbe riordinare il sistema tv con relativi tetti antitrust. La lobby berlusconiana riesce a ottenere che un antitrust che «fotografi» il trust del Cavaliere, il quale potrà tenersi le sue tre reti («legge Polaroid»). Per protesta la sinistra Dc
ritira i suoi 5 ministri dal governo Andreotti, che li rimpiazza in una
notte. La legge impone alla Fininvest due soli vincoli: cedere il Giornale e
le quote oltre il 10% di Tele+1 e Tele+2. Berlusconi li aggira subito,
passando il Giornale al fratello Paolo e intestando le quote eccedenti delle pay tv a vari prestanomi. Subito dopo la Mammì, tra il 1990 e il ’91, la
Fininvest versa tramite All Iberian su due conti svizzeri di Craxi circa 23
miliardi di lire. La Procura di Roma sospetta anche un giro di tangenti al
ministero delle Poste in cambio - si sospetta - della Mammì e del piano
frequenze. L’uomo-chiave, secondo l’accusa, è un giovanotto di 34 anni,
Davide Giacalone, già segretario del ministro Oscar Mammì, considerato il
vero autore della legge sull’emittenza e subito dopo ingaggiato alla
Fininvest con una consulenza da 600 milioni. Finiscono sotto inchiesta anche Gianni Letta e Adriano Galliani: il pm Maria Cordova chiede di arrestarli entrambi, ma il gip Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa si astiene perchè Letta è un «amico di famiglia». Il capo dei gip Renato Squillante passa la pratica a un altro giudice, De Luca Comandini, che respinge entrambe le richieste di cattura. La Iannini verrà sorpresa da una microspia nel bar Tombini, il 21 gennaio ’96, in compagnia di Squillante e di Vittorio Virga, avvocato di Giacalone, Letta e Paolo Berlusconi. Ora dirige il ministero della Giustizia. L’inchiesta finisce in un nulla di fatto. Vizzini e Mammì prosciolti dal Tribunale dei ministri. Letta e Galliani dal gip. Giacalone in parte assolto, in parte prescritto. Di recente Mammì ha raccontato una visita del Cavaliere alla vigilia della legge: «Scherzava, faceva battute, cercava di accattivarsi la mia simpatia. Poi mi si inginocchiò davanti e, baciandomi la mano, mi disse: "La prego, ministro, non rovini me e le mie famiglie!"».
Debiti addio. Quando entra in politica, Berlusconi è sull’orlo del
fallimento: debiti per 6 mila miliardi. L’amministratore delegato Franco
Tatò -racconterà Dell’Utri- ripeteva: «Cavaliere, dobbiamo portare i libri
in tribunale». Lui invece porta l’azienda nello Stato. I debiti spariscono
con la quotazione di Mediaset in Borsa nel ’96 (autorizzata dalla Consob
nonostante le centinaia di miliardi di fondi neri emersi dalle inchieste
milanesi). L’azienda del Biscione, anche grazie al recupero di punti
preziosi d’ascolto sulla declinante Rai berlusconiana, rifiorisce: in
un’economia stagnante e in una congiuntura negativa in tutto il mondo per le aziende tv, fa eccezione proprio Mediaset, che nel 2004 ha toccato 500,2 milioni di utile netto (+35,3% rispetto al 2003) e un aumento della raccolta pubblicitaria del 9,1%: i migliori risultati dal ’96 (da allora il titolo è lievitato del 187%, mentre in tutto il resto d’Europa le azioni del comparto tv scendevano del 4%). Anche il portafoglio del padrone va a gonfie vele: se nel ’94 i suoi beni personali ammontavano a 3,1 miliardi di euro, oggi la sua famiglia si ritrova in tasca 9,6 miliardi. A ciò si aggiungono i guadagni in Borsa, grazie al continuo rialzo dei titoli delle società del premier (Mediaset, Mediolanum, Mondadori): nel solo 2003 si parla di 7.71 miliardi di euro (1,7 in più rispetto all’anno precedente: +28%).
San Tremonti. Grazie a diversi provvedimenti del creativo ministro
dell’Economia, Mediaset ha risparmiato una barcata di miliardi di tasse. Il
primo è la legge Tremonti-1, quella del ’94 che defiscalizzava gli utili
reinvestiti. La Fininvest, grazie a un’ interpretazione ad hoc fornita dallo
stesso ministero, fa passare per nuovi investimenti l’acquisto di film non
proprio nuovi e già posseduti da società del gruppo, per giunta a prezzi
gonfiati secondo le ultime inchieste milanesi, e risparmia 243 miliardi di
lire di tasse: soldi fondamentali per capitalizzare la nuova società
Mediaset in vista della quotazione («Mediaset - scriveranno i pm Robledo e De Pasquale - fu quotata in Borsa sulla base di una falsa rappresentazione della consistenza patrimoniale»). Poi c’è il condono fiscale del 2003. Berlusconi giura che non se ne avvarrà, è l’ennesima bugia: dei 197 milioni di euro di tasse non pagate che gli contesta l’erario, ne paga solo 35. Poi c’è il decreto «spalmadebiti» del calcio: diluendo i debiti del Milan su 10 anni, il premier risparmia 217 milioni per il bilancio 2003. Infine la riduzione delle tasse: l’aliquota più alta - salvo contributo di solidarietà- scende al 39%. Per l’Espresso, il contribuente Berlusconi risparmia 760 milioni di euro all’anno.
Consigli per gli acquisti. Da quando Berlusconi torna a Palazzo Chigi nel
2001, molte aziende aumentano gl’investimenti pubblicitari sulle reti
Mediaset a scapito della Rai e della carta stampata. Dai dati Nielsen del
solo 2003, risulta che quotidiani e periodici hanno perso 165 milioni di
euro di pubblicità, di cui 95 sono passati alla tv privata, cioè a Mediaset.
Poi c’è la pubblicità istituzionale, promossa dai ministeri con denaro
pubblico: nel solo gennaio-marzo 2005, sempre secondo Nielsen, il governo ha speso in spot 5,3 milioni di euro, per il 96,2% in tv (soprattutto Mediaset: la Rai quegli spazi li fornisce gratis), violando persino la legge Gasparri che impone di destinare il 60% delle campagne istituzionali alla stampa.
Inoltre si calcola che ogni anno Mediaset sfori di circa il 5-7% (800
milioni di euro) i già spropositati tetti pubblicitari fissati per legge. Ma
le sanzioni minacciate dall’Authrity non sono mai arrivate.
Santi Maccanico e Gasparri. Nel ’94 la Consulta dichiara incostituzionale il
monopolio berlusconiano e impone la vendita di una rete Fininvest. Ma prima i governi dell’Ulivo (legge Maccanico, anch’essa incostituzionale), poi il Berlusconi-2 (decreto salva-Rete4 e legge Gasparri) calpestano quella sentenza consentendo a Berlusconi di seguitare a detenere il suo monopolio illegittimo. Con Rete 4 su satellite, avrebbe perso circa 192 milioni di euro di pubblicità all’anno. Con Rete 4 su terrestre, continua ad
accaparrarseli. In più, grazie all’ulteriore innalzamento del tetto
antitrust, Confalonieri ammette che Mediaset potrà espandersi per altri «1 o 2 miliardi di euro».
Il resto, mancia. Dinanzi a questi macroscopici guadagni procurati dal
Berlusconi premier al Berlusconi affarista, gli altri provvedimenti ad hoc
quasi quasi sfigurano. C’è l’abolizione della tassa di successione anche per le eredità superiori ai 350 milioni di lire. C’è l’accordo che consente a
Mediolanum di usare la rete di sportelli delle Poste Italiane in tutta la
penisola. C’è l’accordo fra la ministra Moratti e le Poste per prenotazioni,
acquisti e consegne dei libri scolastici, forniti in esclusiva da Mondolibri
(Mondadori, cioè Berlusconi). C’è il decreto che incentiva con fondi
pubblici l’acquisto dei decoder, prodotti da Paolo Berlusconi. C’è il rinvio
al 2008 della riforma del Tfr, così non si disturba Mediolanum. C’è il
condono edilizio che sana gran parte delle opere abusive a Villa La Certosa: le altre sono coperte da «segreto di Stato».
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 18:36:48
Ragazzi! mi congratulo con voi per come e quanto scrivete!!!
io non voglio darvi torto o ragione, e non perchè non ho ideali politiche, anzi, sono per la libertà di pensiero! Ma che ci sia "il pensiero"...usiamolo sto cervello, facciamoci un opinione!
Vorrei che la gente si svegliasse davvero, che non arrivasse a due giorni dalle votazioni e chiedersi "oddio...e che devo votare?"
credo che questo è il male più grave e più diffuso....l'indifferenza!!!
A questo punto, lancio una proposta sul sito....
Come? vorrei chiedere ad Animamundi ed Etna (e tutti quelli interessati) anche se avete opinioni divergenti, come volete essere politicamente attivi? ora mi spiego: fra due mesi circa si vota...e qua stanno ancora giocando su Unipol, o su "LUI" che va alla magistratura o che si condona pure le mogli a momenti! della politica vera per i cittadini non se ne parla! E come la mettiamo col fatto che sono cambiate le carte in tavola? (Ringraziamo Ciampi per l'approvazione!) E se l'Italia non sapeva votare prima, come voterà adesso? quanti voti nulli? per non dire "sbagliati"! l'informazione arriverà a tutti.... o arriverà gli ultimi due giorni di caos? sembrerà assurdo, ma sappiamo andare a votare!
Ragazzi! mi congratulo con voi per come e quanto scrivete!!!
io non voglio darvi torto o ragione, e non perchè non ho ideali politiche, anzi, sono per la libertà di pensiero! Ma che ci sia "il pensiero"...usiamolo sto cervello, facciamoci un opinione!
Vorrei che la gente si svegliasse davvero, che non arrivasse a due giorni dalle votazioni e chiedersi "oddio...e che devo votare?"
credo che questo è il male più grave e più diffuso....l'indifferenza!!!
A questo punto, lancio una proposta sul sito....
Come? vorrei chiedere ad Animamundi ed Etna (e tutti quelli interessati) anche se avete opinioni divergenti, come volete essere politicamente attivi? ora mi spiego: fra due mesi circa si vota...e qua stanno ancora giocando su Unipol, o su "LUI" che va alla magistratura o che si condona pure le mogli a momenti! della politica vera per i cittadini non se ne parla! E come la mettiamo col fatto che sono cambiate le carte in tavola? (Ringraziamo Ciampi per l'approvazione!) E se l'Italia non sapeva votare prima, come voterà adesso? quanti voti nulli? per non dire "sbagliati"! l'informazione arriverà a tutti.... o arriverà gli ultimi due giorni di caos? sembrerà assurdo, ma sappiamo andare a votare!
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 19:24:35
io credo invece che l'indifferenza sia la risposta più educata alla disastrata condizione politica italiana.
quella che tu chiami "attività politica" esce fuori solo in campagna elettorale...per la fame di voti magicamente tutti si riscoprono attivisti, politicanti, amanti della società, di tutto quanto, cioè, poi sono così bravi a disattendere SISTEMATICAMENTE una volta eletti.
in italia c'è un regime completamente mafioso e radicato, talmente ben strutturato che ogniqualvolta un barlume di democrazia esce allo scoperto viene combattuto, represso e vinto senza pietà.
per questo mi fa ridere chi si riscopre politico o "attivista politico" quando ci sono poltrone da spartire.
saranno luoghi comuni, ma comunemente sono veritieri.
io credo invece che l'indifferenza sia la risposta più educata alla disastrata condizione politica italiana.
quella che tu chiami "attività politica" esce fuori solo in campagna elettorale...per la fame di voti magicamente tutti si riscoprono attivisti, politicanti, amanti della società, di tutto quanto, cioè, poi sono così bravi a disattendere SISTEMATICAMENTE una volta eletti.
in italia c'è un regime completamente mafioso e radicato, talmente ben strutturato che ogniqualvolta un barlume di democrazia esce allo scoperto viene combattuto, represso e vinto senza pietà.
per questo mi fa ridere chi si riscopre politico o "attivista politico" quando ci sono poltrone da spartire.
saranno luoghi comuni, ma comunemente sono veritieri.
Messaggio del 20-01-2006 alle ore 19:44:05
" ogniqualvolta un barlume di democrazia esce allo scoperto viene combattuto, represso e vinto senza pietà"
...la democrazia in italia...
linciata a furor di popolo...
amen
------------
Editato da Tom il 20/01/2006 alle 19:45:21
" ogniqualvolta un barlume di democrazia esce allo scoperto viene combattuto, represso e vinto senza pietà"
...la democrazia in italia...linciata a furor di popolo...
amen
------------
Editato da Tom il 20/01/2006 alle 19:45:21
Nuova reply all'argomento:
non ho fatto affari con la politica
Registrati
Mi so scurdate la password
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui












