Cultura & Attualità

NETWORK LIBERALE
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:11:46
Politica Secondo il Corsera, il rappresentante radicale ha formulato la proposta di una rete di relazione che coinvolga personaggi di diversa estrazione per lavorare insieme ad un superamento dei partiti. Lo presenterà il 4 luglio, giornata sacra per gli americani


Anche Daniele Capezzone, ostinato ribelle del Crono-Marco Pannella, ha lanciato la sua "cosa". Si tratta, stando a quanto riportato oggi dal Corriere della Sera in un articolo a firma di Paola Di Caro, di un network che dovrebbe raccordare insieme il contributo proveniente da esponenti di ambienti eterogenei: imprenditori, politici, semplici cittadini, settori produttivi, tutti accomunati dalla medesima volontà di dare il loro specifico apporto alla politica, per segnarne una evoluzione. Un network che dovrà essere "liberale, liberista, libertario e radicale", ispirato alle tre parole chiave del "competere, meritare, trasformare". Per la sua presentazione pubblica è stato già indicato - e non a caso - un giorno: "il 4 luglio, data simbolica dell'Independence Day americano". Insomma una rete di relazione fra soggetti di formazione e cultura diversa, tanto che a chi gli parla di partito, il presidente della Commissione Attività produttive della Camera si ribella, specificando come di un ennesimo partitino "davvero non si sente il bisogno" perché "il tema non è uscire da un partito, ma da questo sistema di partiti" per "aprire una fase nuova nella politica italiana". Dunque una necessità che non nasce dal contingente divorzio in casa con i radicali di Pannella e di Bonino, ma un progetto più nobile e più alto, che trova linfa vitale nell'agenda politica capezzoniana classica che, come ricorda il Corsera citando lo stesso ex segretario radicale, si ispira a personaggi come Montezemolo, Giavazzi, Ichino, Monti, capaci di porre "problemi... che meritano risposte". Con il recentemente contestato presidente di Confindustria, Capezzone infatti si dice d'accordo, tanto da non capire "per quale ragione un pezzo della politica veda anche in eventuali forme di impegno di Montezemolo un'insidia anziché un'opportunità...". Per descrivere la sua iniziativa, il radicale parla di un'opa, "una offerta pubblica di alleanza: chi vorrà stare con noi, dovrà accettare i punti che proporremo". Per costruirla, sempre Capezzone afferma la necessità che si strutturi attraverso "una via territoriale, per via tematica e per via telematica".
Come non vedere in questa iniziativa - che per l'ex figlioccio di Pannella è il tentativo di "provare ad aprire una fase nuova nella politica italiana. Se non facessi nulla, dovrei iscrivermi alla categoria dei complici e degli ignavi" - un punto di arrivo quasi fisiologico del Tavolo dei volenterosi per cui Capezzone si è tanto prodigato? Già, quello spazio (idealmente inteso) in cui un gruppo di parlamentari hanno lavorato bipartisan per proposte riformatrici comuni, e che oggi, nel suo caso, partorisce proprio questa creatura composta da possibili e futuribili relazioni, che scaturisce anche da un sua dura polemica verso l' esecutivo attuale ma anche passato. Quest'ultimo accusato perché "in quattro legislature non hanno saputo fare uno straccio di riforma se non la legge Biagi", il secondo perché "rischia di essere uno dei peggiori di sempre", e tutte e due insieme perché "sanno solo rispondere con stizza quando si denunciano i mali della "Casta" e quando il mondo produttivo, furente a ragione, gli si rivolta contro".

Come primo probabile terreno di confronto, è facile immaginare che il network scelga l'attuale tema della riforma previdenziale. Come ricordato oggi da un'agenzia di stampa, riportata anche da Il velino, Capezzone infatti sostiene l'importanza di superare "l'aspetto concertativo, corporativo e consociativo del sistema Italia", lottando contro quelli che definisce i "veto player, con un pezzo di sindacato (e non solo di sindacato per la verità) che si ritaglia un ruolo di blocco". Già, perché secondo lui la ricetta è quella non solo di mantenere lo scalone Maroni, ma addirittura di aumentare ulteriormente l'età pensionabile (un anno ogni due anni), in modo da arrivare nel 2018 alla raggiungimento della soglia dei 65 anni per uomini e donne. Un meccanismo che consentirebbe di guadagnare un risparmio annuo di 7 miliardi di euro da investire nell' accrescimento delle pensioni minime e nel welfare. Insieme a lui, del suo stesso avviso sono Bruno Tabacci, Benedetto Della Vedova, Adolfo Urso e altri radicali, i quali hanno firmato una proposta di legge depositata ormai da settimane. Il pdl e il network: segnali evidenti di come il giovane Capezzone stia lavorando molto in modo autonomo e di come, forse, pensi anche ad altri lidi partitici.


Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:27:26
- A peste, fame et bello...
- Libera nos Domine...


Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:39:43
infatti tu non eri invitato
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:39:47
Sì, Signore, come dice Ki, liberaci dai dipendenti pubblici
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:40:19
rotfl:
basta privatizzare i servizi pubblici
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:42:40
Non vedo cosa dovrebbe farci un privato coi disservizi pubblici
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:44:02
E i due consanguinei di Chione, dipendenti G.d.F., che fine faranno poverini?????


Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:44:14
metterli in liquidazione e speculare sugli immobili, mi pare logico
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:46:09
Se è per questo il pubblico impiego è pieno zeppo di "immobili"
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:46:25
Io sbavavo quando in robocop c'era la polizia privata
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:46:51
-A flagello terrae motus...
-Libera nos Domine...

Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:54:31
più che privatizzare i servizi pubblici, dovremmo liberarli dai partiti. Mi dovete spiegare a cosa servono le tante spa a capitale pubblico, se nn a sistemare vincitori e sconfitti post-elezioni.
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:55:39
in particolare gli sconfitti... ogni riferimento è del tutto casuale.
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:56:34

più che privatizzare i servizi pubblici, dovremmo liberarli dai partiti. Mi dovete spiegare a cosa servono le tante spa a capitale pubblico, se nn a sistemare vincitori e sconfitti post-elezioni.



Esatto!

Messaggio del 05-07-2007 alle ore 15:56:37
Jena, parli del centrosinistra a Lanciano?
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 16:02:41
Bè, a Lanciano esistono esempi più lampanti

Cmq ribadisco: spa a capitale pubblico, dunque con un unico azionista
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 21:22:29
Grande Capezzone!
Messaggio del 05-07-2007 alle ore 22:06:32
-A fulgure et capezzoni...
-Libera nos Domine...

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