Messaggio del 31-08-2007 alle ore 17:56:19
No no aspè aspè cussù è uno che i francesi, che cercano di riprendere il controllo del paese, accusano di aver fatto un genocidio che in realtà hanno fatto i suoi nemici con le armi francesi
Messaggio del 31-08-2007 alle ore 17:38:22
se avesse fatto solo la metà delle cose che gli vengono imputate , la pena di morte per lui sarebbe anche giusta
Messaggio del 31-08-2007 alle ore 17:37:03
betti' , mica sono cretino! certo che lo so , c'è scritto nel post!
cazzo mi rappresenta quell' "informati"?
è sempre legittimare uno che probabilmente ha avuto un ruolo di primo piano nella decimazione della propria popolazione!
Messaggio del 31-08-2007 alle ore 17:05:41
Just, il premio non è stato consegnato alla carriera o per quello che ha fatto o non fatto nel 1994, ma per quello che ha fatto nell'ultimo anno, eliminando la pena di morte nel suo Paese. Informati.
a Parigi non c'è alcun interesse a rendere ancora più tesi i già difficili rapporti con Kigali, che ancora attende le scuse ufficiali della Francia per l'aiuto e le armi forniti alle milizie Hutu poco prima dell'inizio del genocidio
Messaggio del 31-08-2007 alle ore 16:08:04
Mah io ricordo solo che i massacri in rwanda avvennero sotto gli occhi della legione straniera, che i parà francesi furono inviati tardivamente e solo per salvare gli occidentali, mi sa che Sarkò vuol rientrare nel grande gioco per il controllo dei tesori dell'africa centrale
Messaggio del 31-08-2007 alle ore 14:12:07
Paul Kagame il genocidaire?
Africa/Generale
Scritto da Matteo Fagotto
giovedì, 11 marzo 2004 13:15
Sarebbe Paul Kagame, attuale presidente del Rwanda e leader del Rwandan Patrioctic Front (RFP), il vero ideatore del genocidio Tutsi del 1994? E' quanto sostiene la Division Nationale Anti-Terroriste (DNAT) francese, che in un rapporto pubblicato alcuni giorni fa accusa il presidente Kagame di aver organizzato l'incidente aereo in cui perì l'allora capo di stato rwandese Juvenil Habyarimana.
Il 6 aprile del 1994 l'aereo presidenziale rwandese con a bordo Habyarimana ed il suo omologo burundese Cyprien Ntaryamira fu colpito da alcuni missili terra-aria mentre era in fase di atterraggio all'aeroporto di Kigali. L'episodio diede il la alla violenza delle milizie Hutu estremiste che in poche settimane massacrono 800.000 persone, tra Tutsi e Hutu moderati.
Secondo l'inchiesta condotta dal giudice francese Jean-Louis Bruguière, che ha ascoltato centinaia di testimoni compreso uno degli uomini che prese parte all'attentato, Paul Kagame sarebbe stato il mandante dell'attentato. Non solo, l'attuale presidente rwandese sarebbe stato perfettamente a conoscenza delle conseguenze del suo gesto.
Secondo il super-testimone che faceva parte del commando assassino, Kagame avrebbe così preso due piccioni con una fava: avrebbe infatti favorito il massacro dei Tutsi dell'interno, considerati poco affidabili e collusi con gli Hutu, e avrebbe fornito al RPF il pretesto per l'attacco finale a Kigali, dove gli uomini di Kagame entrarono nel luglio 1994 da "salvatori della patria".
Il rapporto è stato reso noto dal quotidiano francese "Le Monde", ma non ha ancora ricevuto l'ufficializzazione dalle autorità francesi. Soprattutto, a Parigi non c'è alcun interesse a rendere ancora più tesi i già difficili rapporti con Kigali, che ancora attende le scuse ufficiali della Francia per l'aiuto e le armi forniti alle milizie Hutu poco prima dell'inizio del genocidio.
Il rapporto Bruguière accusa anche l'ONU di connivenza con i "genocidaires": i Caschi Blu delle Nazioni Unite, presenti nel paese dal 1993, avrebbero infatti nascosto la scatola nera del Falcon 50 presidenziale, ostacolando così le indagini. Il Segretartio Generale Kofi Annan si è detto sorpreso delle conclusioni del rapporto, visto che l'ONU non avrebbe avuto alcun interesse ad occultare le prove.
La reazione rwandese
A Kigali le conclusioni del rapporto non hanno suscitato più di tanta sorpresa: la presidenza rwandese ha accusato la Francia di fare propaganda, facendo uscire il rapporto a pochi giorni da una visita di Kagame in Belgio.
Il portavoce del capo di stato, Servilie Sebasoni, ha dichiarato che l'inchiesta non porta alcun nuovo elemento alle indagini, visto che rinnova accuse già lanciate a Kagame nel 1998. Sebasoni ha poi definito "curiosa" la coincidenza per cui il rapporto sarebbe uscito a poche settimane dal decennale del genocidio, che cadrà il 6 aprile prossimo. Inoltre, Bruguière avrebbe formulato le sue conclusioni senza aver mai messo piede in Rwanda.
Le responsabilità del genocidio
Quella sulle responsabilità del genocidio Tutsi del 1994 è una questione ancora aperta e scottante. Le ultime accuse contro Kagame si aggiungono a quelle contro ONU e USA, che non avrebbero tenuto in debito conto gli allarmi lanciati nel gennaio 1994 dal comandante dei Caschi Blu Romeo Dallaire, che annunciava un imminente massacro dei Tutsi ad opera di milizie paralimitari Hutu.
Non esenti da colpe sarebbero anche il Belgio, il cui contingente militare non avrebbe fatto abbastanza per proteggere la popolazione civile (il Belgio ritirò le proprie truppe durante i primi giorni del genocidio in sèguito alla morte di alcuni soldati) e la Francia, che tramite la finta operazione umanitaria "Turquoise" avrebbe in realtà aiutato le milizie Hutu a fuggire dal paese a massacro avvenuto.