Cultura & Attualità

Negro ok...basta che non sei frocio
Messaggio del 24-01-2008 alle ore 23:12:57

(e pensate che in Abruzzo alla fine del '500 si contavano oltre 5.700.000 pecore)



l '500 l'ha tirato in ballo chi come al solito poco è interessato all'argomento oltre che a capirne veramente poco... ma si... il suo personaggio è quello del fastidioso...



Trovo comunque che visto l'andazzo certe questioni più che la storia riguardino la psicologia...


Effettivamente... è quello che si consiglia a chi parla di sé in terza persona
Messaggio del 24-01-2008 alle ore 15:33:24
Trovo comunque che visto l'andazzo certe questioni più che la storia riguardino la psicologia...
Messaggio del 24-01-2008 alle ore 15:31:54
Mi sembra che i miei interventi ci stiano dentro alla perfezione nell'arco cronologico tra poco prima dell'Unità a oggi...

Il documento che ho citato è del 1856... il '500 l'ha tirato in ballo chi come al solito poco è interessato all'argomento oltre che a capirne veramente poco... ma si... il suo personaggio è quello del fastidioso...

Messaggio del 24-01-2008 alle ore 15:04:13
non ce n'è affatto bisogno. esiste già il matrimonio civile.
Messaggio del 24-01-2008 alle ore 14:54:44
Insomma, ora c'è bisogno di una legge che regoli la successione e l'assistenza sanitaria reciproca fra conviventi more-uxorio residenti anche al di là della variante...
Messaggio del 24-01-2008 alle ore 13:06:25
a Lanciano puoi essere anche entrambe le cose assieme, e verrai visto come una divinità incarnata.

se sei invece bianco ed eterosessuale, ma abiti al di la della variante, sei spacciato.
Messaggio del 24-01-2008 alle ore 08:37:08
mah...no ho ancora capito se e' peggio essere negri o essere froci..



quale dei due mali e' il minore?
Messaggio del 24-01-2008 alle ore 04:25:13
che poi questo ondivagare di secoli e secoli addietro non era in programma..

difatti se ci si fa caso, nei miei interventi iniziali l'arco croologico preso in esame comprende gli anni da poco prima dell'unità ad oggi.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 20:17:47

I documenti rappresentano invece testiomonianze inoppugnabili.

I documenti possono essere falsificati o manipolati da chi li produce, volontariamente o involontariamente. Succede anche oggi
C'è gente che si inventa le genealogie ancora oggi per semplice vanagloria, figuriamoci cosa potevano fare 200 anni per interesse

cmq per Bartam

Tuttavia quoto Micolao questo è un post sulla discriminazione dei cafoni e non ci frega un cazzo dove dormivano la notte nel 1500
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 18:05:24



interessante argomento


finalmente interessante



in tutto questo io, forse con presunzione, metto la nostra città di Lanciano in una posizione più elevata rispetto alle altre città abruzzesi, non solo per l'aspetto delle attività commerciali e artigianali, ma anche per quello che riguarda l'agricoltura (ma di questo non ho fonti scritte).
Io, cafone di Sant'Egidio, conosco un poco il sistema agricolo di questa contrada, che è completamente diversa da tutte le altre. Sant'Egidio ha sempre avuto una spiccata specializzazione per l'orto e tale coltura non è povera. Nei lotti di terreno ci sono sistemi di irrigazione con peschiere, fontane (Fonte grande di civitanova, fonte della conceria, ecc...), corsi d'acqua, sorgenti, pozzi, muretti, scarpare, terreno concimato in un certo modo, ecc...

Tempo fa ho sentito alla radio di uno studio e di una pubblicazione sugli orti abruzzesi (ma non su lanciano).
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 17:20:59
e dopo l'INTERMEZZO veniamo alla seconda parte...

Eravamo arrivati all'unità d'Italia, cosa fosse l'attività agricola nel periodo precedente ci viene perfettamente descritto in un documento del 1856:

"L'arte agraria è quasi rozza ed imperfetta anche nella Città nostra (Lanciano), come negli Abruzzi, e quasi in tutto il Regno. I nostri agricoltori seguono in tutto e servilmente in metodo agrario de' padri loro;e sono restii ad ogni novità di coltura."

L'autore di un così severo giudizio cita di seguito due esempi a sostegno della sua tesi: le difficoltà nell'introduzione della coltivazione della patata, alla fine del '700 che sottrasse alla fame molte famiglie di coltivatori e l'introduzione della sulla o "ramba lupina" che "seminandosi anche sulle terre argillose, ripide, infeconde e abbandonate le rendono nel corso di 3 o 5 anni.. feraci di grano, di granone, fino alla produzione del 20 per 1."
Di norma la produzione era del 12 per 1.

Vengono individuate, con estrema lucidità, da dover fare grante invidia a certi politici e politicanti contemporanei, diversi "disordini" che sono la causa dei suddetti fenomeni:
1) la lontananza dei proprietari dalle loro terre;
2) il disprezzo per gli agricoltori e l'Agricoltura;
3) la pessima costruzione delle case campestri, "visitando le abitazioni... si trovano a pian terreno o a due piani. I secondi piani sono per lo più di fabbrica a volta di mattoni alla rustica, e sotto tetti,; pochi sono costrutti di tavole. Le porte delle finestre, senza vetrate, le chiudono in parte, onde le piogge, i venti, le nevi senza riparo vi penetrano. I camini de' focolai, mal costruiti, e perciò fumiferi. nei primi piani si riuniscono le stalle di tutti gli animali ausiliarj de' lavori campestri dei contadini;
4) pessimo stato delle strade di campagna;
5) assenza della rotazione agraria (ancora nel 1856);
6) ignoranza del soverscio (cioè il cosiddetto "scassato");
7) dall'aratura e dalla zappatura incompleta.

Un panorama abbastanza desolante, a ridosso della caduta dei Borboni, ma d'altra parte il regno delle due sicilie aveva puntato ad altro, a divenire una potenza marittima, e infatti aveva una flotta importante, tutta costruita con legno dei boschi abruzzesi, stava sviluppando il trasporto su rotaia e avviando una prima industrializzazione... in quegli anni nascono a lanciano la prima Seteria, aperta dai Morale, e la fabbrica di sapone dei Marciani, in corso della bandiera.

La monocoltura da reddito più diffusa era quella della canapa, materia prima fondamentale per i numerosi funai lancianesi. Gli addetti alla coltivazione di questa pianta vengono detti canapini.
Negli anni 30 del 900 alla canapa sarà sostituito il tabacco.

Con l'unità d'Italia e le nuove esproprazioni agli enti ecclesistici nuovamente una grande quantità di terre diviene disponibile... ma come al solito ne approfittano i grandi possidenti borghesi... che talvolta acquistano per intero i vasti possedimenti ecclesiastici... il nuovo ordine delle cose permette anche che in molti, soprattutto tra gli enfiteuti compiano delle vere e proprie usurpazioni.

Già i Borboni, come detto in precendenza stavano cercando di migliorare l'atttività agricola, e i Savoia perseguono questo fine con determinazione, a tutto discapito della Pastorizia che per secoli era stata l'attività più rilevante per una regione sostanzialmente povera di terre coltivabili, com'era, anzi com'erano gli "Abruzzi".

Intorno a Lanciano proprio dopo il 1870 molti terreni vengono disboscati, i poderi vengono frazionati in aziende più piccole, si diffonde la mezzadria... il mutamento di condizioni di vita produce però un fenomeno non previsto, l'incremento demografico.

Allora le donne servivano a fare le mogli, e le mogli a fare i figli... e mediamente una donna partoriva un figlio ogni due anni... fino a che non ci restava secca, poi veniva sostituita da un'altra donna.

La mortalità infantile era altissima.. altro che aborto...
una donna partoriva mediamente ogni due anni come vi dicevo.. ma più di 3 o 4 figli non sopravvivano...

Il boom demografico, unito al calo delle rendite agrarie e alle periodiche carestie, determinò il fenomeno dell'emigrazione...


Segue nella terza parte...
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 16:37:37
edit: precedente senza ad esso.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 16:34:17
sarò stato tratto in inganno dalla poca concisione del tuo primo intervento, comunque sia ho avuto come il sentore che volessi negare qualche aspetto da me delineato nel discorso precedente ad esso.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 16:25:51
Perfetto!
Allora in cosa vedi una divergenza? Nelle conclusioni che vengono tratte dai documenti?

I dati in sintesi mi sembrano convergano in un'unica direzione, fino ad un centinaio di anni fa oltre il 70% della popolazione era "cafone", se con cafone vogliano intendere persona che lavora la terra, (cosa che cmq storicamente non è) però viveva in città!


Mi sembra una giusta sintesi della contrapposizione città e campagna!
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 16:19:41
nessun tifo da stadio.

i tuoi dati sono inconfutabili quanto le informazioni che ho riportato io.

casali o meno, rimesse di attrezzi o meno, la parte di territorio dove io abito è sempre stata soggetta a frequentazione ed abitazione.

basti rifarsi alla molteplicità di rilievi e ricognizioni effettuati in località cerratina e santa margherita, contesti caratterizzati dalla presenza di lacerti strutturali appartenenti ad epoche decisamente precedenti il 1800.

la stessa chiesa di Villa Elce era frequentata dagli abitanti della contrada sin dai primi del 1700.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 15:58:24
Bartam io non ho cercato e non cerco nessuna contrapposizione nei tuoi confronti, anzi ti dirò che sono molto dispiaciuto che quello che potrebbe essere un intelligente scambio di informazioni debba ogni volta trasformarsi in un qualcosa da tifo da stadio.

Le fonti per ricostruire lo stato della popolazione sono diverse e molteplici.

Va necessariamente premesso però che la popolazione era in numero assai inferiore a quello attuale, per avere un termine di paragone al primo censimento, nel 1861 la popolazione italiana era appena di 22.000.000 con una densità quindi molto più bassa rispetto a quella attuale.

Le indicazioni sulla popolazione ci vengono innanzitutto dagli "stati animarum" istituiti dopo il concilio di Trento e da tutti i documenti ecclesiastici. Dall'inizio dell'800 è possibile disporre anche dei docuemnti dello Stato Civile.

Abbiamo inoltre il catasto del 1618 che riporta i nomi di tutti i capi famiglia , con le loro proprietà e la residenza, e il catasto del 1747 che riporta per intero la composizione dei nuclei familiari, la residenza e le rispettive proprietà.

Dall'esame di tutto questo insieme di documenti si può facilemnte riscontrare che la residenza era, generalmente, all'interno delle mura, o nella sue prossimità, (vedi ad esempio il nucleo di Sant'Egidio - Sciacquarelli - Santa Liberata) ma pensa che fino alla metà dell'800 persino le terre migliori, perchè più pianeggianti e vicine alla città che erano quelle del viale dei cappuccini erano quasi del tutto inedificate. eccezioni erano la Torre dei Canci, su fondazioni romane, oggi abbattuto e il casino tardo settecentesco dei de' Crecchio. A metà ottocento vengono invece costruiti i casini Sorge e Stella, la distutta villa Maranca e altri fabbricati.

Discorso a parte sono le "Ville di Lanciano". Esse erano agglomerati simil urbani in alcuni casi di fondazione anche antica. L'esempio più classico è costituito da Villa Stanazzo, che per un certo periodo, all'inizio dell'800, costituì anche un nucleo urbano separato con una propria amministrazione, altri esempi erano Villa Mozzagrogna, Villa Pietra Costantina e Villa Santa Vittoria che all'inizio dell'800 furono aggregate in un'unica municipalità e separate da Lanciano. Così come vennero aggregate San Vito e Sant'Apollinare.

Non si trattava di grandi masserie quanto piuttosto di piccolo borghi, comunque fortificati, le costruzioni sparse erano o semplici ricoveri oppure costruzioni turriformi nelle quali magari fermarsi per una o più notti.

Da esse sono nati toponimi come Torre Marino, Torre Sansone e anche ad Olmo di Riccio ve n'era una di proprietà della famiglia Ricci.

Un esemplare importante, ma alquanto compromesso, è ancora possibile vederlo in mezzo al quartiere santa rita, dimenticato, chissà per quanto ancora, dallo "sviluppo" edilizio. Per avere un'idea di come fosse in origine lo si può confrontare con la Torre Di Bene di Orsogna.

Esistevano poi dei Casali, in gran parte lungo il tratturo, alcuni erano anche importanti, come quelli dei de Ninnis, dei de' Arcangelis e dei Cappuccini (ora inglobato all'interno delle tenuta ex de' Riseis) che sorgevano in prossimità dell'attuale ospedale.

Tali fabbricati erano comunque funzionali all'attività agricola, servivano da rimessa per gli attrezzi ma soprattutto per l'immagazzinamento dei raccolti, prima invece anche i raccolti venivano conservati all'interno della cinta urbana dentro le fosse granarie e le cisterne di cui tutti i grandi palazzi signorili erano dotati. Nei fabbricati extraurbani gli sapzi residenziali sono quelli riservati in alla famiglia del possidente la quale trascorreva nella residenza di campagna alcuni periodi dell'anno, soprattutto per sovrintenedere ai lavori di raccolta che in genere non erano protati avanti dalla famiglia del "contadino" ma da braccianti pagati a giornate.


A tal proposito secondo taluni studiosi la nascita delle città è proprio da mettere in relazione all'esigenze di difendere i raccolti da parte delle popolazioni di agricoltori.

Concludo con un dato statistico: al momento dell'Unità d'Italia la popolazione addetta all'agricoltura era del 70% e che tale parcentuale fosse coincidente con quella dei residenti in territori extraurbani credo sia proprio un dato indimostrabile, la residenza fuori dai centri abitati, grandi o piccoli che fossero, era un'eccezione, altrimenti avremmo un assetto del territorio del tutto diverso da quello che i nostri occhi possono vedere.


Messaggio del 23-01-2008 alle ore 15:35:02
    
Quote:
E’ ovvio però che senza una "personale partecipazione", senza una voglia di essere "migliore" nessuna eccellenza può essere raggiunta.

Sacrosantissima verita. With compliments!  
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 15:18:48
hai letto da qualche parte che prima dell'unità d'Italia, nelle campagne circostanti Lanciano non vi erano abitanti?
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 15:13:41
Per quello esistono i catasti...
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 15:11:55
hai letto nell'archivio di stato che prima dell'unità d'Italia, nelle campagne circostanti Lanciano non vi erano abitanti?
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 15:07:44
Credo che quanto ho scritto non si trovi in nessun manuale... se così fosse sarei felice di leggerlo...

Un conto è la storia, che si fa sui documenti e non sui libri, un conto è la memoria.

Con la memoria quanto possiamo andare indietro?

I documenti rappresentano invece testiomonianze inoppugnabili. A conferma di quanto ho scritto ci sono centinaia di atti conservati presso l'Archivio di Stato, presso lo Stato Civile, e l'Archivio Comunale.

Le polemiche sterili, per partito preso, non mi interessano, men che meno le frecciatine cretine!

Riguardo all'argomento, che a qualcuno sembra stare più a cuore, vi quoto quanto ho scritto sul forum di un altro sito...




Tutti nasciamo "cafoni, ignoranti e maleducati". Non mi è mai capitato di vedere nessuno nascere in modo signorile, già colto e già elegante...

La vita di ciascuno dovrebbe essere una tensione verso il miglioramento di se stesso, perchè migliori ahimè non lo si nasce ma lo si diventa e ciascuno sa con quanta fatica.

Nascere in una famiglia piuttosto che in un'altra può essere un vantaggio, certamente, ma credo che questo "vantaggio" sia misurabile solo come la capacità di quella famiglia di favorire le nostre capacità di apprendimento.

E' ovvio però che senza una "personale partecipazione", senza una voglia di essere "migliore" nessuna eccellenza può essere raggiunta.

Sempre cordialmente.

Messaggio del 23-01-2008 alle ore 14:44:12
bravi,
fate paura a portare la discussione su altri territori da quello originale...
così state più comodi.
Difendere l'indifendibile invece risulta più difficile.
Meglio di no.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 14:39:38
bene, allora oggi cerca di passare in biblioteca voglio sapere un pò di cose
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 14:38:57
la conosco attraverso la memoria tramandata da chi l'ha vissuta.

comunque nessun problema
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 14:30:23
Barta, tu che conosci, a quanto pare, la storia locale, mi dai qualche lezione?
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 14:22:36

fino alla metà dell'ottocento le "contrade" non esistevano ovvero non vi abitava praticamente nessuno.. infatti provate a vedere l'epoca di costruzione delle case più antiche e vedrete che quasi mai riuscite ad andare oltre la metà dell'800



innanzitutto correggi PRATICAMENTE con QUASI.

a Villa Martelli, luogo di provenienza delle famiglie che andranno poi a "comporre" Villa Pasquini, vi sono delle sepolture risalenti al 1760; oltretutto vi è una chiesa, quella di S.Donato, in piedi dal 1700.

sin dove arriva la memoria dei bisnonni dei miei nonni, nessun membro delle nostre famiglie compiva questo fantomatico rientro serale nelle mura.

vogliamo fare un salto a S. Onofrio? dove sorge una chiesa risalente a poco prima del 1500?

questo limitatamente alle contrade interessate dai miei precedenti interventi.

per ora non approfondisco di piu', poichè attendo la seconda parte..


Vivere isolati non era comodo nè sicuro



non mi sembra di averlo mai affermato, ed in ogni modo non toglie che nelle contrade vi fossero abitanti.

P.S. quanto ho affermato ha validità sino a prova contraria, laddove per prova contraria non si intenda la cieca lettura di un manuale.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 13:37:02
quanto scritto non toglie e non aggiunge.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 13:01:56
Bartam, sei superato
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 12:59:00
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 12:23:42
ehm... scusate se m'intrometto....
comincio col dire che il mio intervento non ha nessuna natura ideologica e vorrei anche ricordarvi che siamo arrivati ormai nel 2008 e che certi argomenti... specie se trattati in un certo modo mi sembrano assolutamente superati.

Precisazioni:

fino a due secoli fa la proprietà privata della terra, almeno nella nostra zona, non era nemmeno concepita. La proprietà della terra era quasi sempre collettiva: delle chiese, delle confraternite, del Comune etc.

Nemmeno i nobili era proprietari delle loro , infatti le loro terre erano spesso della Corona e le avevano ricevute insieme al titolo. I loro beni erano infatti distinti in burgensatici o allodiali, quando erano di piena proprietà, e feudali che il titolare aveva ricevuto da altri e sui quali esercitava il possesso.

Soltanto con l'epoca napoleonica con l'eversione della feudalità e la progressiva espropriazione dei patrimoni degli enti ecclesiastici venne a costituirsi una classe di proprietari terrieri borghesi.

All'inizio ad approfittarne furono furono consolidate famiglie di "massari" delle antiche famiglie feudali, un esempio più lampante è la parabola della famiglia de Riseis che vide crescere la sua potenza all'ombra dei d'Aquino d'Aragona d'Avalos giungendo persino ad assimilarsi alla classe dei suoi ex "padroni"

Grandi latifondi dalle nostre parti non esistevano... il maggiore appezzamento in mani private era quello di Sette di proprietà dei Conti Genoino, di circa 400 ettari, ben poca cosa rispetto alle grandi tenute del resto d'Italia. Fu proprio a partire dallo smembramento di Sette che, un po' com'era avvenuto a Vasto tra d'Avalos e de' Riseis, si affermò la famiglia Marcantonio.

A questo punto è necessario fare una considerazione circa la bassissima redditività delle terre. Bisogna considerare infatti che le terre coltivabili erano molto meno di oggi e assai meno produttive, e più ci si spostava verso la montagna più questa produttività scendeva mentre l'unità di misura della terra si faceva sempre maggiore.

L'Abruzzo si trovava costretto ad importare gran parte dei prodotti alimentari agricoli, in particolare olio e grano, e fu su questo che si fondò la ricchezza delle grandi famiglie lancianesi. Da Lanciano, oltre alle greggi (e pensate che in Abruzzo alla fine del '500 si contavano oltre 5.700.000 pecore) passavano grano e olio per quasi tutto l'Abruzzo (anche perchè sennò le bruschette prima delle rustelle come le preparavano? ).

Le grandi famiglie mercantili non ebbero alcun interesse ad investire i loro capitali nell'acquisto di terre almeno finchè il commercio si mantenne un'attività assai più reddizia. I proprietari di terre erano soprattutto esponenti del notabilato... i liberi professionisti come li chiameremmo oggi, i notai, i numerosissimi avvocati, i medici i quali cercavano in questa maniera di stabilizzare le rendite del loro patrimonio.

La mezzadria non era affatto diffusa dalle nostre parti... i contratti che legavano i lavoratori della terra ai proprietari terrieri erano quelli di enfiteusi, e l'uso di questa particoalre forma di contratto ha anche generato l'equivoco circa la diffusione di una classe di contadini - proprietari.
L'enfiteusi è un diritto reale di godimento su cosa altrui che attribuisce al titolare (enfiteuta) lo stesso potere di godimento del fondo che spetta al proprietario, salvo l’obbligo di migliorare il fondo e di pagare al proprietario (concedente) un canone periodico che costituisce un onere reale. L’enfiteusi è il più ampio dei diritti reali limitati, in quanto concede al suo titolare poteri quasi analoghi a quelli del proprietario.

Fino alla seconda metà dell'800 gran parte delle nostre terre non erano coltivate (pensate che il semplice taglio di legna dai boschi e la raccolta delle ghiande era attività assai più interessante che spaccarsi la schiena sulle zolle) quindi il proprietario dava in enfiteusi ad una famiglia di enfiteuti un certo appezzamento, in genere per tre generazioni, a patto che lo migliorassero (che vi piantassero nuove piante, che lo disboscassero..) ricevendone in cambio un annuo canone..(e quindi non dividendo a metà col padrone del fondo profitti e perdite come nella mezzadria). In genere per un tommolo di terra si pagava un tommolo di grano ma ovviamente la natura dell'accordo era riservato alle parti.

Altra precisazione, fino alla metà dell'ottocento le "contrade" non esistevano ovvero non vi abitava praticamente nessuno.. infatti provate a vedere l'epoca di costruzione delle case più antiche e vedrete che quasi mai riuscite ad andare oltre la metà dell'800 e questo non perchè i contadini vivessero dentro i pagliai...

Vivere isolati non era comodo nè sicuro.. infatti la città era difesa da mura e la sera, prima della chiusura delle porte tutti rientravano dentro, anche se si chiamavano Andreoli, Pasquini, Martelli, Nasuti, Camiscia etc. etc.

Solamente in epoca post brigantaggio le cose cambiano, radicalmente.

Con l'arrivo dei Savoiardi viene lottizzato il tavoliere... antico luogo di pascolo delle greggi abruzzesi e l'economia locale ne subisce un gravissimo contraccolpo, la transumanza cerca di aprirsi nuove vie verso il Lazio (per chi non lo sapesse l'attuale zona delle Capannelle a Roma era di proprietà dei Cipolla che erano anche grandi proprietari di greggi) ma i Savoia avevano deciso di favorire l'agricoltura sulla pastorizia..

Quelle che erano state le grandi famiglie mercantili lancianesi cominciano a reinvestire i loro capitali nell'acquisto di terre che sono soprattutto quelle espropriate alla Chiesa (che sarà poi ampiamente risarcita coi patti lateranensi) dopo il 1861.

Scompare così l'importante "feudo" di Sant'Amato di proprietà delle Clarisse.

Dal 1875, quando qualsiasi traccia di brigantaggio scompare dal nostro territorio, ccominciano a diffondersi anche le abitazioni rurali, la comodità di lavorare direttamente sui fondi prevale sulle comodità e sulla sicurezza di vivere dentro la cinta urbana... immaginate di dovervi alzare tutte le mattine per andare a lavorare a Serre.... comincia a delinearsi solo allora qundi l'assetto che noi riteniamo "storico" del rapporto tra città e campagna...

Fine prima parte.



Messaggio del 23-01-2008 alle ore 10:56:42
Caro Ghino, non sono affatto d'accordo. I latifondisti che non si sporcavano le mani e ai quali non grondava una goccia di sudore, erano proprio pochi. La maggior parte faceva i lavori più delicati o importanti. Ai contadini veniva lasciato il lavoro che non necessitava di interventi particolari.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 08:05:58
Bartam,
non sarò certo io a rinnegare le riforme agrarie dai Gracco a De Gasperi. Resta il fatto che non c'erano solo i piccoli possidenti, coltivatiori diretti, ma anche tanti grossi proprietari, diciamo latifondisti. Ebbene questi ultimi non si sporcavano mai le mani di letame e non colava mai il sudore dalle loro fronti. Forse che i tanti poveri senza terra di queste parte piegavano la schiena al loro posto nelle centinaia e migliaia di ettari che possedevano i vari Marcantonio della zona?
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 05:41:28
riporto quanto scritto poco sopra, perchè il tema si è disperso.

ghino, io non ho detto che i socci non c'erano. c'erano eccome, ma dato che esistevano anche tantissimi possidenti, occorrerebbe fare le dovute precisazioni.

anche in città tra gli artigiani c'era lu mastre e l'aiutante, il libero professionista e il lavoratore dipendente.

aggiungerei un approfondimento:

come ho già affermato sopra, i contadini proprietari esistono, nelle nostre campagne, da tantissimi anni, forsa da secoli..

non so se ce n'è in giro ancora qualcuna, ma hai presente quelle vecchie foto in bianco e nero che ritraevano antiche famiglie di contadini?

dove era possibile notare alcuni membri di sesso maschile indossare una specie di bandana e due grossi orecchini d'oro (uno per orecchio)?

bene..coloro i quali indossavano tali elementi , erano quelli che da poco avevano assunto la proprietà delle terre che lavoravano.

erano segni di passaggio da uno stato di sudditanza ad uno di libertà e possesso.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 02:35:43
Vedo che non smentisci che mi giri intorno: la mia impressione era corretta, allora...
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 02:06:24
Ti da fastidio che io ti giri intorno? Certo che sei proprio megalomane... spesso gli spazi sono stretti, non posso certo salirti sopra la testa, oppure prenderti e buttarti dal ponte così non ti ho più tra i piedi
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 02:01:16
Sì, forse a te che preferisci girarmi insistentemente intorno sembra strano, ma è così
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:54:39

osserverò chi si infila nei vicoletti quando mi vede passare




Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:46:51
Se è necessario saperlo fare, osserverò chi si infila nei vicoletti quando mi vede passare
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:45:26
L'importante è che impari ad aggirare gli ostacoli
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:41:11
Ho imparato innumerevoli cose osservandoti
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:38:37
Azz... allora ne sai una più del diavolo!
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:33:28
Se tu fai un grave torto a qualcuno, magari quel qualcuno si vendicherà...
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:31:31
Io nn l'ho dato a nessuno... qualcuno lo ha fatto al mio posto.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:26:26
Anche tu dovresti stare molto attento a chi vai dando il tuo msn
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:22:46
E cmq stai attento... che in caffetteria già gira il nome del presunto mandante del teramano... non ti confidare con il primo che passa.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:18:00
Sapessi quanta ne fai tu a me
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:16:04
ma jetevn all'altr paese tutti quanti...stem aji...vers nù mond di merda!...anzi già abbiam affondato i piedi
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:13:06
ghino, io non ho detto che i socci non c'erano. c'erano eccome, ma dato che esistevano anche tantissimi possidenti, occorrerebbe fare le dovute precisazioni.

anche in città tra gli artigiani c'era lu mastre e l'aiutante, il libero professionista e il lavoratore dipendente.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:10:25
Perchè a me e ad altri fai solamente pena.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:08:04
Quando vuoi sono a tua disposizione. O sei uno di quelli che preferisce far fare agli altri?
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:07:21
Peccato che fino a mo' non ti hanno mai fatto una tritata.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:05:38
Bartam,m
ma dove l'hai letto che dalle nostre parti ci siano stati sempre e solo coltivatori diretti?
Possibile che i braccianti, i mezzadri e i socci siano esistiti solo nei Comuni limitrofi al nostro?
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:03:59

jena, cosa c'è che non hai capito?

Che è, una domanda retorica?
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:03:17
jena, cosa c'è che non hai capito?
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:02:26
Bisognerebbe chiederlo a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscere te.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 01:00:01
Solo da quando ti ho conosciuto
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 00:55:51
Poi c'è Adonai che, pur essendo frocio, dice male ai froci. In pratica, dice male a se stesso... chissà cosa gli è capitato durante l'infanzia.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 00:52:04
PER BARTAM!!!
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 00:50:47

il punto è che cafone = negretto = frocio è una similitudine che non regge.



Messaggio del 23-01-2008 alle ore 00:37:57
il punto è che cafone = negretto = frocio è una similitudine che non regge.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 00:17:03
Bartam, sei il mio eroe!
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 00:14:15
In ogni caso sembra che io abbia lanciato questo discorso dei contadini per vantarmi di non essere nato in campagna... semplicemente tu ti alteri visibilemente se si utilizza il termine "cafone" ma ti fai il fregnetto con epiteti tipo negro o frocio. Un po' di coerenza non ti farebbe male.
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 00:10:51
il punto è che la discriminazione sussiste ancora ad oggi..però i ragazzini hanno fortunatamente imparato a capire quali siano le differenze sostanziali tra loro ed alcuni di questi "cittadini".
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 00:10:30

ne sia prova il fatto che la maggior parte dei loro discendenti vivono attualmente in grosse case, detenendo moltissime referenze tra le quali figurano in bella mostra titoli di studio di tutto rispetto, contrariamente alla maggior parte dei "cittadini discriminatori" che, loro malgrado, vivacchiano di espedienti, in piccoli appartamenti popolari.

Questa è spettacolare
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 00:03:27
Bravissimo, Bartam
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 00:02:15
Sono sempre Jena
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 00:01:49
Sul fatto i contadini(oggi) stiano meglio dei piccoli borghesi non ci piove... ed è anche vero che fino a mezzo secolo fa a Lanciano c'erano famiglie numerose che vivevano in una sola camera(questo lo so pure io), ma in campagna(prima delle innovazioni tecnologiche, delle infrastrutture ecc.) era proprio difficile passarsela bene.
Già quando facevo le medie io c'era l'insegnante che discriminava l'alunno poichè figlio di contadini(per come sta messo oggi, se l'accatte quell'insegnante) ed io al posto suo le avrei sputato dentro un occhio da tempo(spero sempre che l'abbia fatto).
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 23:54:40

è vero: ci sono contadini ricchissimi, che vivono in mega casermoni dove potrebbero starci tranquillamente tre famiglie...
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 23:48:03
Bravo, Bartam
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 23:45:37
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 23:18:57
premettendo che i "miei amichetti" esistono solo nei tuoi sogni, è mio dovere informarti che anche più di mezzo secolo fa, le "nostre campagne" erano più che sufficienti al fabbisogno di una casa, tanto è vero che nella mia famiglia, per lo meno per quanto riguarda l' "ascendenza diretta" nessuno è mai stato all'estero.

il secondo punto sul quale vorrei disquisire, riguarda la maledetta convinzione che tu e molti altri tuoi concittadini avete, del fatto che i contadini delle "nostre campagne" fossero poveracci scattati alle dipendenze di non so che fantomatico signore..

bene, tenetevi forte vi do una dritta: è una sonora cazzata. i contadini asserviti a "lu conde" erano infatti una minoranza.

i restanti erano possidenti sin da prima dell'unità d'Italia, e se poi in epoca successiva decisero di andare all'estero, era, come si suol dire, "soltanto per un di più".

ne sia prova il fatto che la maggior parte dei loro discendenti vivono attualmente in grosse case, detenendo moltissime referenze tra le quali figurano in bella mostra titoli di studio di tutto rispetto, contrariamente alla maggior parte dei "cittadini discriminatori" che, loro malgrado, vivacchiano di espedienti, in piccoli appartamenti popolari.

mi auguro di aver argomentato sufficientemente la teoria, mia e d'altri, secondo la quale la discriminazione verso "lu cafone" sarebbe la più stupida e fantasiosa.
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 22:27:09
Mi riferisco alle condizioni dei contadini fino a mezzo secolo fa... e se vuoi parlare delle nostre campagne, erano in condizioni disastrose... i contadini non avevano nemmeno l'acqua per lavarsi. Che poi all'estero ci andava anche il cittadino che qui non aveva lavoro(perchè scarseggiava) nessuno lo mette in dubbio. Quello che voglio dirti è che se non avessero avuto la possibilità di abbandondare la propria terra, se qualcuno avesse impedito loro di farlo, sarebbero morti di fame.
Un conto poi è creare le condizioni per assicurare la legalità(ma purtroppo in italia il concetto di certezza della pena non esiste, quando il ragazzo yuppie strafatto di coca investe e uccide il passante e il giorno dopo è di nuovo libero... ma tu e i tuoi amichetti vi scandalizzate solo quando a farlo è uno straniero morto di fame) altro è affermare il principio per cui l'italiano può anche violare la nostra legge ma lo straniero non può farlo assolutamente.
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 22:01:59
punto terzo, chiedi a qualche "cafone" emigrato se poteva andare in giro facendo matoni alle femmine o ubriacandosi per poi violentare ed uccidere come alcuni immigrati porci di merda che abbiamo noi..

dopo tre volte che non ti presentavi sul lavoro te ne tornavi a casa a calci.

altro che i mendicanti ai semafori.
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 21:57:31
jena, ti riferisci alle campagne lancianesi?

se si, hai scritto una roboante cazzata.

quali terre improduttive? quali contadini?

punto primo, le nostre campagne non sono mai state improduttive.

punto secondo "alla germania", o "al'america" ci andavano tutti, compresi tanti tuoi concittadini (quei pochi che avevano voglia di lavorare sia chiaro).
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 20:54:16
aggiungi anche perché la terra era dei latifondisti, almeno nel sud italia
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 20:52:37
Non è una teoria, è un dato di fatto: i contadini lasciavano le terre improduttive per trasferirsi in città, al nord o addirittura all'estero.
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 19:58:30

Personalmente "lu cafone" l'ho utilizzato solo per mettere in difficoltà chi ha dei problemi con l'immigrazione.



quindi "lu cafone" secondo la teoria dovrebbe meno di altri avere di che sindacare sull'immigrazione..

carina la tua teoria.

esponine gli argomenti però.
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 15:12:33
se è "cafone, negro e frocio", l'unica soluziuone sarehbbe un bel esorcismo alla sapienza insieme ai professori satanisti con la coda.

Messaggio del 22-01-2008 alle ore 14:52:56
Personalmente "lu cafone" l'ho utilizzato solo per mettere in difficoltà chi ha dei problemi con l'immigrazione.
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 14:52:07
Siamo quasi tutti discendenti di servi della gleba. Chi dovremmo discriminare? Le nostre origini?
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 14:50:29
io mi dovrei preoccupare di queste categorie di discriminazione, teneno conto che nel 2008 molti di voi cari esimi lancianesi discriminate ancora "lu cafone"?
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 14:48:50
capisco.
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 14:47:57
Bartam,
prevale la discriminazione maggiore...
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 14:43:29
e se è negro e frocio?
Messaggio del 22-01-2008 alle ore 14:39:55

«La Chiesa, mentre fermamente si oppone alle discriminazioni sociali poste in essere a motivo dell'orientamento sessuale, dice anche la propria contrarietà all'equiparazione tra tendenze sessuali e differenze di sesso, razza ed età»








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Negro ok...basta che non sei frocio

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