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napolitano ambasciatore vaticano
Messaggio del 18-07-2008 alle ore 01:30:17
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Messaggio del 17-07-2008 alle ore 01:47:47

Napolitano a Mosca
apre alla Chiesa russa

Il capo dello Stato italiano è stato accolto dal leader del Cremlino Dmitri Medvedev che ha ringraziato per la restituzione alla Russia della chiesa ortodossa di Bari

MOSCA -Un vescovo ortodosso russo nominato per la prima volta in Italia, un invito a Mosca del patriarca Alessio II per il cardinale Dionigi Tettamanzi, capo della diocesi più estesa del mondo cattolico, quella di Milano: e per la prima volta, l’idea di prospettive eccellenti nella collaborazione fra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica italiana.

In una visita fuori programma al monastero Danilov, residenza del patriarcato di Mosca, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha indicato una possibile svolta fino a qualche anno fa impensabile nelle relazioni fra le due confessioni.

La visita di Tettamanzi, ha lasciato intendere il ministro degli Esteri Franco Frattini che accompagna il capo dello Stato nella missione in Russia, potrebbe preludere ad altre importanti novità. E Napolitano ha parlato di una cooperazione
“articolata in molteplici forme”, che verrà esaminata “in visite in Russia di autorevoli cardinali”.

Ma il segnale di un vento nuovo, che pure si aggiunge ad altri recenti gesti di apertura, è soprattutto nella decisione di nominare un vescovo ortodosso russo per l’Italia: decisamente, la salita di Benedetto XVI al soglio pontificio e la sua offensiva diplomatica nei confronti dell’ortodossia in generale e della Chiesa russa in particolare ha portato una notevole schiarita in un dialogo interconfessionale prima paralizzato dalle accuse di proselitismo rivolte ai cattolici dal Patriarcato di Mosca.

Questa nuova aria di cooperazione deve molto anche al gesto del comune di Bari e del passato governo italiano di restituire agli ortodossi russi la chiesa dedicata a Bari a San Nicola, icona fra le più venerate in quel paese e meta di costanti pellegrinaggi. Un gesto per il quale Napolitano ha ricevuto i ringraziamenti anche del presidente Dmitri Medvedev e del premier Vladimir Putin.

Non è ancora l’annuncio, sospirato dal Vaticano, di un incontro fra il Papa e il Patriarca russo: ma la pubblicità che il solitamente riservato Alessio ha voluto dare all’incontro con Napolitano, invitando i giornalisti italiani e russi, fa pensare che qualcosa si sta muovendo. Anche perchè un’altra figura non gradita dalle gerarchie russe, l’arcivescovo Tadeusz Kondrusevicz, è stato recentemente sostituito dal più benvoluto italiano monsignor Paolo Pezzi, eliminando un altro motivo di attrito.

Il grande desiderio al quale il predecessore di Benedetto XVI, papa Giovanni Paolo II, aveva dovuto rinunciare nei lunghi anni di pontificato – non aiutava la diplomazia vaticana di quei tempi la nazionalità polacca del Papa – sembra quindi avvicinarsi. Il condizionale è d’obbligo, date le molte distanze non solo geografiche che separano il Vaticano dal monastero Danilov. Ma Alessio II ha ringraziato con soddisfazione “la posizione molto ferma del presidente della Repubblica italiana a difesa del diritto di pregare nelle chiese, che spetta agli immigrati ortodossi che arrivano in Italia”, e ha sottolineato una vicinanza di posizioni fra le due chiese in molti aspetti della vita sociale, dal valore della famiglia all’educazione dei giovani.






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