Cultura & Attualità
No, semplicemente un populista e negatore delle libertà alle minoranze

Basta con le guerre contro gli Stati canaglia, l'Italia non ha più uomini da inviare al fronte
Perchè è una ...canaglia?
Anima, non sapevo che per aiutare i Paesi poveri bisognasse aumentari i dazi nei confronti delle loro merci

Ki, spero che tu non alluda a Chavez...
Anima i cinesi fanno dumping sociale e ambientale e su questo non ci piove, anche perchè se lo facesse sarebbero piogge acide

Ma questi si combattono in un solo modo facendoli arricchire, in cina ci sono ancora centinaia di milioni di, letteralmente, morti di fame, che rappresentano il serbatoio in cui le aziende cinesi, ma anche americane ed europee, attingono per tener bassi salari e limitare i diritti, una volta che questo serbatoio verrà esaurito e i cinesi avranno eliminato il problema della sussistenza, le loro richieste economica sociali e di qualità della vita aumenteranno, mettendo in crisi il regime
ma ecco che la palla ritorna alla politica
Il Mercato liberista nella sua grande prepotenza tende a non essere controllato.
Su questo comportamento deviante si esercitano sia le Chiese che lo Stato per mantenere la loro autorità: dalla sua parte il Mercato approfitta di questa concorrenza per mantenere un suo potere autonomo, sempre condizionato ma mai dominato del tutto dalla sacralità o dalla politica.
Bisognerebbe rifiutare la proprietà e il mercato, così com'è, e quindi essere eversivi del sistema.
Nell'America del Sud si esperimentano sistemi positivi che stanno dando notevoli risultati.

Non ci siamo.
Abolire ulteriormente le protezioni equivarrebbe ad ingigantire il problema della posizione dominante.
Questo perchè in un libero mercato ferocemente de-regolato, il "piccolo" NON AVRA' ALCUNA SPERANZA DI SOPRAVVIVENZA nei confronti del "grande" .
Senza protezioni selettive che riequilibriano il mercato a favore dei "piccoli" , questi ultimi sarebbero destinati inesorabilmente al fallimento o, nel migliore dei casi, ad essere fagocitati dal "grande".
Un esempio? La Cina.
I prodotti cinesi hanno invaso letteralmente il mondo.
Perchè? perchè sono economici.
Perchè costano poco? Perchè i salari dei lavoratori ed il costo del lavoro in generale in cina è enormemente più basso di quello europeo e/o occidentale in genere.
Il problema dell'attuale mercato de-regolamentato è proprio questo. I salari tendono ad appiattirsi sempre più su quelli minimi (nella speranza di ridurre i costi e competere coi prodotti cinesi), ma riducendosi il potere di acquisto occidentale, si assiste ad una crisi sempre più acuta.
I consumi crollano. Ci sono sempre più prodotti sempre più economici, ma sempre più persone non hanno la possibilità di acquistarli, e di conseguenza i consumi continueranno a crollare etc etc.
nel mercato ad indici industriali si assiste pertanto al fenomeno della delocalizzazione degli stabilimenti di produzione nelle aree povere del pianeta dove il costo del lavoro è minimo, con gravi ripercussioni sull'ambiente sempre più depredato ed inquinato, e sul mercato stesso con i consumi che calano sempre di più in occidente mentre schizzano alle stelle in quelli del terzo mondo ma i cui salari non sono sufficienti per poter dare inizio al ciclo virtuoso del mercato liberale.
Non è un caso che il mercato finanziari ha assunto sempre una maggiore importanza negli ultimi tempi. E' la finanza che al momento fa crescere l'economia occidentale, che altrimenti sarebbe già ampiamente in recessione.
Cosa succederà quando, come sta' accadendo in questi ultimi tempi, anche il mercato finanziario si bloccherà?
Si ingigantirà sempre di più il problema della "posizione dominante".
Ci saranno pochi ma immensi colossi (originatisi da fusioni ed acquisizioni sempre più massicce) che controlleranno un mercato asfittico e sempre più privo di risorse detrminando la cosiddetta DECRESCITA a livello globale.
Invece introducendo dazi di importazione per compensare la forte diseuguaglianza del costo del lavoro, si creerebbero, almeno in teoria, quelle condizioni di parità ideali nelle quali la libera concorrenza può scatenanrsi e proteggendo i piccoli a favore dei grandi.
la multa alla Microsoft per posizione dominante da parte della unione Europea potrebbe essere il punto di partenza ad esempio per correggere le storture attuali di un mercato impazzito a avviato verso la decrescita.
ma ecco che la palla ritorna alla politica.
Diciamo che ho studiato il mercato internazionale dei prodotti agricoli e conosco i vari sistemi di protezione, il sistema di protezione americano è più efficiente di quello europeo, con meno soldi riescono ad avere una protezione maggiore, cmq concordo Usa e U.E. hanno attuato politiche criminali di protezione, non tanto nei confronti dei paesi poveri, quelli sono marginali nel commercio internazionale, ma soprattutto nei confronti di quei paesi che poveri non sono, ma non possono mantenere sistemi di protezione come Argentina, Brasile e Australia.
Ti dirò di più io sono contrario ad ogni forma di aiuto alimentare ai paesi del terzo mondo, tranne ovviamente nei momenti di crisi acuta
Caro Corso, se dobbiamo fare i liberali si!!!
Sai qual'è il paese più protezionista al mondo, gli USA!!!...le ricette liberalistiche sono buone e ottime e d'applicare...per gli altri!!!...
Ramblert non ti seguo, tu chiedi l'eliminazione dei dazi e delle protezioni?
L'Argentina si è salvata solo quado ha mandato a quel paese il F.M.I e gli janqui....altro che cazzo.
Che cazzo di compagno abbiamo, Ramblert!
Scusate ovviamente "TERZO"mondo!!!!!!!!!
Appunto Bettì...allora che alzi la mano uno e dico uno!!!...dei paesi ricchi che è capace di ritirare un dazio o eliminare una politica protezionista a favore dei paesi del terso mondo incominciando per gli USA,continuando con la UE e finendo con il Giappone e Australia.
beh... intanto questo non accada ( e secondo me, non accadrà mai!!!) tutto il terso mondo seguirà a subire degli EFFETTI COLLATERALI!!!...
Vedi Ramblert, io ritengo che per rendere migliori le condizioni di vita degli argentini come dei senegalesi, dei cingalesi come dei marocchini, non serva sottoscrivere l'8x1000 a favore della Chiesa cattolica, ma basterebbe permettere ai cittadini ed alle imprese dei Paesi in via di sviluppo di vendere i propri prodotti nei nostri mercati senza dazi o quant'altro danneggi il commercio, i poveri ed i consumatori. L'unico vincolo che può essere richiesto è quello del rispetto delle norme sulla salute e la sicurezza. Si potrebbe studiare all'ONU anche un modo per mandare dei sindacalisti in quei Paesi e non solo degli osservatori dei diritti umani. I No Global sono solo a vantaggio dei pessimi imprenditori nostrani e di chi non vuole fare ricerca ed innovazione.
Caro compagno Ghino, lo che tu chiami effetto collaterale è proprio l'essenza
del liberalismo globalizzato!!!!!
effetto collaterale

POVERO SOCIALISMO!
Che milioni di uomini e di donne comincino ad avere le tue comodità l'ho capito. Se a te questo da fastidio, a me no. Che un grosso guadagno vada nelle tasche delle multinazionali è, purtroppo, un effetto collaterale al momento non curabile.
Preferisco rinunciare a qualche elettrodomestico inutile e vedere che centinaia di milioni di uomini e donne sono in marcia verso nuove condizioni di vita.
Che uomo generoso e altruista!
Non hai proprio capito un cazzo di niente del globalismo economico!

L'Italia è proprio un discorso a parte, visto che il "nanismo" è stato favorito dalla svalutazione dopo che i principali settori ad altra tecnologia sono stati smantellati(più per assenza di una politica industriale a lungo termine).
Cara compagna Animamundi,
nel mondo non tutti stanno subendo la concorrenza della Cina allo stesso modo. Ci sarà pure un motivo. Se nel nostro Paese si spende poco per ricerca scientifica ed innovazione tecnologica non è colpa della Cina. Il turbo capitalismo che spinge la Cina e l'India tra i grandi Paesi industrializzati un merito ce l'ha sicuramente: centinaia di milioni di uomini e donne in pochi anni stanno conoscendo condizioni di vita che nessuno avrebbe potuto immagginare fino a pochi decenni fa. Certo restano le grandi disuguaglianze tra le regioni interne contadine e quelle industrializzate dell'est, tra i nuovi ricchi e i tanti che, pur lavorando 12-15 ore al giorno a malapena arrivano alla fine del mese, i diritti civili, politici e religiosi negati. Ma quando si mette in moto un processo economico e sociale così grandioso difficilmente si riesce a prevederne tutte le conseguenze e gli innumerevoli cambiamenti che ancora ci attendono. Da uomo della sinistra riformista non ho mai pensato che le migliori condizioni di vita degli occidentali dipendessero solo dalla negazione dell'ingresso nella società del benessere ai Paesi poveri ed in perenne via di sviluppo. Preferisco rinunciare a qualche elettrodomestico inutile e vedere che centinaia di milioni di uomini e donne sono in marcia verso nuove condizioni di vita. Tra pochi decenni consideremo l'India e la Cina con grande rispetto economico, come abbiamo fatto nel XX secolo con gli USA. Spero di poter dire altrettanto per quanto riguarda la libertà. Perchè da buon socialista dico che la giustizia sociale ed il benessere economico sono nulla senza la libertà e le libertà.
Concordo Anima sull'Europa, ma certo non questa Europa, l'Europa Franco tedesca, l'Europa dei burocrati raddrizzatori di banane, l'Europa delle decisioni all'unanimità per non decidere.
Un mercato senza regole non è mercato è anarchia
dannato edit: non prevede al suo interno nessun meccanismo di auto-limitazione
Sampè aridacce l'edit !!!!!
No Bettino.
Qui nessuno vuole tronare al feudalesimo (tra l'altro se ci pensi beni stiamo vivendo prorpio una fase economicamente molto simile
)Il problema qui è come cercare di regolamentare un sistema che è sempre più estremista e disumano.
Estremista perchè non prevede nel suo meccanismo di auto-limitazione, disumano perchè per essere in grado di COMPETERE a livello globale, l'unico modo di mantenere (non dico certo aumentare) l'attuale livello "qualità" è quello della riduzione dei costi.
E come si riducono i costi? ovvio non rispettando le regole e/o tagliando i salari degli impiegati e delecazzindo in aree del pianeta dove la manodopera è abbondante e di poche pretese.

perchè diavolo credi che la Cina stà straripando a livello globale?
perchè dispone delle condizioni politico-sociali ideali nelle quali il capitalismo liberista più sfrenato possa ttecchire.
Ovvero una rigida dittatura aperta al profitto ed una pressocchè illimitata disponibilità di manodopera a prezzi irrisori.
Comunque, se le cose stanno come dite voi, la soluzione non e' politica, ma diplomatica.
Buono, questo significa più lavoro per me!
Se qualcuno vuole il ritorno al feudalesimo c'è sempre qualche bella ghigliottina da rispolverare.
un post decisamente interessante..
In Italia di tempo libero ne hanno molto anche molti dipendenti pubblici
(non vi incazzate).Inoltre so benissimo che non e' una soluzione (mica puoi produrre automobili o computer a casa).
Comunque, se le cose stanno come dite voi, la soluzione non e' politica, ma diplomatica.
quindi è a livello di organismi internazionali che si dovrebbe combattere l'eccesso di de-regolamentazione in atto.
Ecco perchè l'unica speranza per gli stati europei è quella di unirsi e fare fronte comune nei confronti delle tigri asiatiche e dei colossi USA e Cina.
Il problema a questo punto però diventa meramente politico.
Verissimo, l'economia è globalizzata, lo deve essere anche l'intervento politico
Si sono d'accordo Dean.
Ma a quale livello? Non certo quella a livello "locale", cioè dei singoli Stati.
Anima lo hai detto tu deve essere la politica a far rispettare le regole di mercato, ma se la politica non ne è capace è colpa della politica non del mercato.
Gipsy sfortunatamente la tua soluzione non è applicabile.
per avere il proprio "orticello" privato bisogna disporre di TEMPO da dedicargli.
Non a caso è proprio il TEMPO il vero unico "bene" di LUSSO del mondo moderno.
E come bene tutti i beni di lusso, SONO SOLO IN POCHI a poterne disporre.
In teoria, il "nanismo" all'italiana (tante piccole imprese medio-piccole) dovrebbe offrire la soluzione al problema. Purtroppo non è così.
le aziende medio-piccole sonole prime a soffrire e a soccombere nell'attuale sistema di mercato a competizione globale.
In teoria, ma sempre in teoria, l'idea di dazi e limiti di importazioni non è sbagliata, e d'altronde questo è ciò che accadeva fino a soli 15-20 anni fa in un sistema regolamentato e con alcuni settori strategici a controllo pubblico.
poi è arrivata l'ondata liberista assolutista e la finanza a cominciato a prendere il sopravvento sul "vecchio" mercato ad indici industriali.
E' proprio il concetto "nuovo" mercato il problema.
La soluzione? L'orticello privato
Il liberismo è una delle cose più ignobili e disoneste che Uomo abbia mai idealizzato!

La CONCORRENZA dovrebbe essere il motore di ogni SANA ECONOMIA.
Infatti come non elogiare un sitema in cui le aziende SI DANNO BATTAGLIA spietatamente e a tutto campo per proporre prodotti sempre più di qualità al minor prezzo possibile per accaparrarsi i denari del consumatore, il quale, spronato dal continuo miglioramento della qualità di beni e servizi, e dal conseguente abbattimento dei prezzi, continuerebbe a "far girare l'economia" globale.
Quante aziende, immagina (erroneamente) il consumatore, lottano quotidianamente per avere il mio “voto” e per soddisfare il nostro modo di pensare!
Non ci si pensa mai, ma se appena lo si prova a fare anche per un attimo non si può non immaginare tante piccole fabbrichette, una di fianco all’altra, ognuna con i propri alchimisti che assaggiano gli impasti, con i propri pubblicitari che cercano di prevedere i nostri desideri per realizzarli nel momento in cui essi vengono fatti materializzare, con i propri manager che si sfidano quotidianamente per offrirci il miglior rapporto qualità-prezzo, magari con le spie e con gli atti di sabotaggio. Tutto a nostro vantaggio: un sistema grandioso, e sempre al limite, che dalla concorrenza genera qualità e competizione sui prezzi.
Bello vero? Talmente bello da essere completamente IRREALE.
guardando la TV, leggendo i giornali, ascoltando la radio o semplicemente andando a fare compere, A NOI SEMBRA che vi siano centinaia di prodotti diversi, ognuno in diretta concorrenza con l'altro (la chiamano COMPETIZIONE) per essere venduti.
In realtà a cotanta PLURALITA' di prodotti NON CORRISPONDE un'altrettanta ampia pluralità di aziende in diretta concorrenza tra loro.
Anzi tutt'altro! vediamo un esempio banale: le caramelle.
Il mercato delle gomme da masticare (e delle caramelle da bar), in Italia, è in mano infatti a un solo gruppo multinazionale: l’italo-olandese Perfetti – Van Melle [2] con sedi a Lainate (Milano) e Breda (Olanda). Esso, tramite fusioni, acquisizioni e creazione di marchi nuovi è arrivato ad offrire, a partire dalle medesime materie (la gomma è tutta prodotta dalla Gum Base di Lainate nell’impianto di Shangai [3]) e attraverso gli stessi canali di distribuzione, quasi venti prodotti venduti sotto loghi differenti ma tutti appartenenti alla stessa famiglia.
Si parte dai chewing gum: Brooklyn, Air Action Vigorsol, Happy Dent, Vivident, Big Babol, Daygum, tutti prodotti dalla stessa azienda. Perfetti – Van Melle si occupa poi di mentine e simili: Mentos, Golia, Smint, Tabù solo per citare i più noti. Infine le caramelle: Fruit-tella, Alpenliebe, Goleador, Morositas, alle quali bisogna aggiungere tutti i prodotti della Gelco di Teramo (ad esempio le liquirizie, le caramelle sfuse e in busta) e quelli della catalana Chupa Chups [4], l’ultima grande acquisizione di Perfetti. Tutti questi prodotti, insieme ad altri meno noti in Italia, partono dagli stabilimenti cinesi, indiani ed indonesiani, per diffondersi in tutto il mondo, dal Brasile agli Stati Uniti, dalla Turchia al Bangladesh.
I prezzi, i gusti e le materie sono insomma decise da un’unica mente che controlla il mercato nazionale. La pubblicità, che sponsorizza i singoli marchi (e mai la Perfetti-Van Melle) e che in questo settore è particolarmente martellante ed efficace, simula una molteplicità di produttori che in realtà non esiste e serve soltanto a mantenere saturo il mercato. La distribuzione a bar e distributori automatici, in mano a questa azienda, fa in modo che anche coloro che comprano i chewing gum o le caramelle casualmente non possano non rivolgersi a Perfetti visto che altri prodotti non sono disponibili sul mercato (salvo, alcune volte, le Halls e le Saila di proprietà di un colosso statunitense, la Warner Lambert). La situazione è simile anche se si volge lo sguardo agli snack: a farla da padrone la Mars (Mars, M&M's, Bounty, Milky Way, Snickers, Twix sui mercati italiani) e la Kinder, con un ruolo minore ricoperto dalla Nestlè (Smarties, Kit Kat).
Voi direte "vabbè si sa che l'Italia è un mondo a parte e quindi non fa testo".
E invece no! Ciò che accade nel caso delle caramelle si può applicare a tutti gli altri settori, dalla grande distribuzione, alle banche, ai "servizi".
Ecco smontato il teorema del libero mercato che, generando concorrenza, genera autonomamente ed eternamente benefici per il consumatore.
Nella realtà il mercato aperto ha generato spontaneamente un monopolio, una posizione dominante impossibile da incrinare: la semplice competizione infatti genera colossi inaffondabili che acquisiscono posizioni inattaccabili ed un potere assoluto sull’ambito che hanno egemonizzato. Perché un altro gigante dovrebbe introdursi nel mercato tentando di offrire prodotti migliori, a prezzi inferiori? E’ sicuramente meglio fondersi, o acquisire azioni della società che ha il monopolio di un certo mercato, dividendo i profitti della posizione dominante in un unico mercato globale.
I piccoli soggetti che partono da zero sono, in ogni caso, esclusi in partenza, mentre il commercio mondiale si concentra in poche decine di mani.
Fanasie distorte da vetero-comunista e/o teorico del "complottismo" a tutti i costi?
Purtroppo no! Per verificare quanto detto, basta che verifichiate oltre alla marca del bene acquistato (che so un dentrificio ad esempio, o un detersivo), il "Gruppo" a cui il marchio appartiene. nel 90% dei casi esistono solo una mancioata di "colossi" internazionali che raggruppano, attraverso fusioni e partecipazioni, la stragrande MAGGIORANZA di marchi eprodotti.
OVVIAMENTE TALI COLOSSI INTERNAZIONALI non compaiono in prima persona (nelle etichette dei prodotti ad esempio, ma SOLO sul retro, in scritte piccolissime e a cui nessun consumatore pone la minima attenzione) e non fanno pubblicità diretta.
io credo di preferire "General" al "Dixan", ma alla fine sempre alla Henkel fannoa finire i miei soldi.
Ritorniamo all'esempio delle caramelle:
tutti i prodotti esposti vengono infatti fabbricati, da una medesima industria, negli stessi otto impianti di produzione tutti tra l’altro “delocalizzati” in Oriente: tre in Cina, due in India, due in Indonesia, uno in Russia, ai quali si affiancano decine di poli di distribuzione e rappresentanza in tutto il mondo
Sempre in teoria, la POLITICA, dovrebbe limitare questo abuso di POSIZIONE DOMINANTE, introducendo LEGGI AD HOC per impedire la formazione dei cosiddetti CARTELLI, TRUST etc etc. di aziende.
Ma quando il mercato prende il sopravvento sulla politica (attenzione non stò affatto difendendo il COMUNISMO sia chiaro, il quale rappresenta semplicemente l'estremizzazione statale del problema della POSIZIONE DOMINANTE, essendo lo Stato l'unico soggetto di mercato), tali leggi vengono facilmente aggirate nella totale impotenza dei governi a tutto decremento del consumatore che alla fine assisterà ad un generalizzato AUMENTO DEI PREZZI (anzichè riduzione) e DIMINUZIONE DELLA QUALITA' (anzichè aumento della stessa).
Tutte cose a cui, purtroppo, ci staimo oramai abituando passivamente.

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