Sei talmente borioso e pieno di te stesso che nella tua arroganza oltre a riempire il forum di spam stucchevoli ora sei addirittura arrivato a sragionare!
quote:
soprattutto ARICALE DA SU PIEDISTALL del cavolo!
quote:
Quindi ado', papa', lascia stare le cose dei grandi che ti ci puoi scottare, e torna a giocare coi tuoi fasci littorii su...
Di fronte a te posso solo tacere, tu maestro assoluto d'arroganza, io privo dei minimi numeri per risponderti, dunque m'inchino.
Ti risponderò quando sarò giunto ai tuoi livelli ovvero quando avrai appreso a dialogare cogli altri.
Messaggio del 03-03-2005 alle ore 03:57:11
ah dimenticavo...
Lo sai perche' la francia era contraria alla guerra? Lo sai?
All'epoca la Total direttamente o grazie alle sue controllate quali Elf o Fina avevano in mano contratti per lo sfruttamento dei giacimenti iracheni e facevano affari d'oro col cattivone Saddam ed ovviamente sapevano benissimo che se il regime fosse stato destituito i contratti con la firma di Saddam valevano meno della carta igienica...
Ovviamente agli americani questa cosa non andava proprio giu' ed "allora affanculo saddam e i francesi, mo' ci siamo noi!"
Lo sai perche' gli italiani sono stati assegnati nella zona di Nassirya dal comando americano? Lo sai? Ancora una volta non c redo proprio...
Gli italiani sono stati mandati li' perche' anche l'ENI aveva stipulato contratti interessanti con "la madre di tutte le dittature" e, guarda caso, i tali accordi si riferivano proprio in quell'area (tra l'altro c'e' una forte attivita' Eni in Iran a circa ducento kilometri da Nassirya). Ovviamente Berluska che stupido non e' si e' subito affrettato a dare le truppe in appoggio aglil americani che per "ricompensa" tratteranno ora gli italiani come "soci" (proprio come in crimea...).
Questo spiega anche perche' al di la' delle alpi Chirac (che fino a tre anni fa era famoso per essere un guerrafondaio che faceva esplodere la testate nucleari nelle isolette del pacifico) non puo' vedere Berlusca nemmeno in fotografia (eppure ambedue in teoria sono di "destra"...)
Quindi ado', papa', lascia stare le cose dei grandi che ti ci puoi scottare, e torna a giocare coi tuoi fasci littorii su...
Ebbene sì, devo ammettere che la strategia politica statunitense in Medioriente mi ha molto stupito e positivamente colpito!
E devo dire che ciò vedo e leggo mi palesa ogni giorno di più quanto questa Europa e le sue varie sinistre siano veramente fuori dal mondo, fuori dal tempo, in libera sospensione nel vuoto cosmico
Adona' ma che cosa ti stai inventando?!?
Sei talmente borioso e pieno di te stesso che nella tua arroganza oltre a riempire il forum di spam stucchevoli ora sei addirittura arrivato a sragionare!
Ma tu lo sai chi e' che ci guadagna davvero col petrolio? Lo sai ? Non credo proprio...
Le piu' grandi compagnie petrolifere sono AMERICANE (ExxonMobil, Conoco Philips, che sono i due giganti, ma ci sono una moltitudine di compagnie medio piccole che neanche ti immagini e che fanno soldi a palate, anzi a barili!), poi c'e' il gigante britannico BP (British Petroleum), a seguire la Royal Dutch Shell (Shell per gli amici) di proprieta' anglo/olandese, dopodiche' viene Total (francese) e la nostrana Agip/Eni. In pratica il 90% degli immensi introti va a finire nelle tasche del mercato OCCIDENTALE !! Altro che favoletta dell'economia dei paesi medio-orientali. Sai quanto se ne sbattono le grandi compagnie petrolifere dell'islam o delle disastrose condizioni ambientali dei paesi dell'ex-blocco comunista o delle dittature africane? Una emerita cippa! Tanto, in mezzo a fiumi di denaro che scorrono ogni minuto secondo (l'attivita' di estrazione/produzione/ricerca va' avanti 24 H su 24, 365 giorni all'anno), vuoi che qlc briciola (cmq trattasi di milioni di dollari) non finisca "inavvertitamente" nelle tasche di qualche presidente fantoccio filo-americano ovviamente senza dovuta ricevuta o dichiarazione ed in cambio di qlc "favore" o della sicurezza per gli operatori del settore?
E poi i paesi medioorientali potranno anche avere le risorse, ma la TECNOLOGIA usata per sfruttarle e' SOLTANTO OCCIDENTALE ed americana per lo piu'. Prova ad immaginare solamente il secondo fiume di denaro derivante da questo gigantesco indotto...
Infine ma non ultima per importanza, se DAVVERO come dici tu le fonti alternative sarebbero pronte ed economicamente (ovvero che grantissero guadagni "facili" senza dover investire cifre spropositate in ricerca e sviluppo) sfruttabili su grande scala, ti pare che gli americani starebbero ancora ad aspettare che qualcun altro gli freghi l'occasione buona per mandare a fanculo sti benedetti paesi medioorientali?
Ti faccio solo un esempio: e' stato stimato che per essere produttivo, il giacimento che stiamo perforando qui nel Golfo del Messico dove i costi di estrazione/produzione/raffinazione e distribuzione ammontano a crica 12 dollari al barile, ebbene questo giacimento e' "produttivo" almeno con un costo del petrolio tra i 16/18 dollari a barile. Ora siamo a 52!
quando lavoravo in Algeria, dunque paese considerato "ostile" ma dove noi lavoratori del petrolio eravamo perfettamente al sicuro, il costo complessivo di un barile prodotto si aggirava sui 7/8 dollari. In Iraq il costo medio di produzione per barile e' invece di soli 3 dollari!!!
Ecco perche' gli americani (e tutti gli altri gli sono andati dietro)sono andati a far la guerra laggiu': il paese possiede immense riserve non ancora sfruttate in modo adeguato (e' stato stimato che prima della guerra l'iraq sfruttava solamente il 25 % delle proprie riserve) ed il tutto a costi ridicoli per l'industria petrolifera!
Altro che vaneggianti "strategia alunghissima gittata"....
Adona' ma svejiete nuccone va...e soprattutto ARICALE DA SU PIEDISTALL del cavolo!
Messaggio del 02-03-2005 alle ore 21:59:52
Prego di scusare il mio stile, ma ero più preoccupato di fissare il concetto piuttosto che perderlo per curare la forma so scrivere meglio....
Messaggio del 02-03-2005 alle ore 21:42:46
Ebbene sì, devo ammettere che la strategia politica statunitense in Medioriente mi ha molto stupito e positivamente colpito!
E devo dire che ciò vedo e leggo mi palesa ogni giorno di più quanto questa Europa e le sue varie sinistre siano veramente fuori dal mondo, fuori dal tempo, in libera sospensione nel vuoto cosmico (e qui mi verrebbe da riprendere una volgarissima battuta del senatore Bossi a propisito del fu Miglio, battuta che nella sua profonda volgarità è di una arguzia sconvolgente, che disse "Miglio è una scorreggia nello spazio").
E già!!! Questi neo-post-vetero-tutto-comunisti il primo pensiero che fanno riguardo l'intervento militare in Iraq è il petrolio.
Il petrolio!!!!!!
Cari signori, il petrolio c'entra, ma non come potete pensare voi, che siete arretrati, passate ancora il vostro tempo a visitare le baracchette di Auschwitz, ma non vi rendete nemmeno conto di quello che avete intorno e dubito, quindi, possiate comprendere il passato... del resto, mentre in Europa trionfava il nazismo, l'Europa stava ancora pensando alle trincee della Grande Guerra ed è successo quel che è successo... tant'è... del resto anche Sergio Romano sottolinea che questo vezzo europeo di osannare il passato deriva dall'incapacità di trovare soluzioni per il presente e il futuro.
Il petrolio c'entra, ma non è in ballo l'interesse americano, ma l'interesse del mondo intero; e ora mi spiego anche quella notizia secondo la quale l'Arabia Saudita ha deciso di mantenere il prezzo del barile alto, per capitalizzare per il futuro...
La strategia adottata dagli Stati Uniti è, a mio avviso, molto più ampia, complessa e a lunghissimo termine. Dubito che sia attribuibile all'amministrazione Bush o anche solamente a qualche altra amministrazione precedente, ma sia da andare a ricercare nelle piaghe dell'amministrazione americana nel suo complesso, ovvero, io vedo assolutamente una politica di continuità nel tempo. Posso attribuire alle singole amministrazioni l'aver premuto o meno il piede sull'acceleratore, cosa che Bush ha fatto senza troppe remore.
Il petrolio non è la fonte energetica del futuro e sicuramente lo si sarebbe potuto superare già da diversi anni, ma... c'è un ma grande come il Medioriente... l'economia di molti paesi di quell'area, soprattutto Arabia Saudita, si regge sulla commercializzazione del petrolio, unica vera grande ricchezza; cosa accadrebbe se questa ricchezza venisse meno? I regimi che vigono in quei paesi si sgretolerebbero in brevissimo tempo e sarebbe il caos totale, scoppierebbero rivoluzioni incontrollabili e l'integralismo islamico avrebbe buon gioco a far sfogare il pentolone musulmano verso la guerra all'occidente per la diffusione della legge coranica; sarebbe la terza guerra mondiale.
Per intanto l'Arabia Saudita punta ad un prezzo medio del petrolio che è il doppio rispetto a quello di pochi anni fa in quanto le scorte finiranno nel giro di pochi anni, e sarà una nuova rivoluzione energetica, con nuove tecnologie che, se non sono già pronte, sono a buon punto di sviluppo, più avanti di quanto non sappia l'opinione pubblica, giusto per non mettere subito in crisi il sistema.
Ma in vista della rivoluzione energetica sorge il problema: come gestire in futuro un mondo così frammentato e ostile come quello mediorientale? Quali soluzioni adotteremo quando ci troveremo di fronte il fatto compiuto di una massa di persone che vivono in pratica nel deserto, in balia di governi che non hanno più quelle risorse economiche con cui si reggevano e che quindi sono valvole di sfogo difettose?
La partita che si sta giocando è molto complessa e richiede, dopo l'undici settembre, un decisionismo esasperante.
La politica dell'amministrazione Clinton, tutta di gommapiuma, ha trovato la sua smentita clamorosa nell'attentato dell'unidici settembre.
Non era più tempo di tergiversare poiché l'avversario più temibile, l'Arabia Saudita, era già entrato in gioco e di prepotenza, era finito l'idillio.
Si trattava dunque, e si tratta ancora oggi, di ridisegnare il quadro politico mediorientale e di costruire per l'Occidente solide basi d'appoggio per l'azione futura, cioè costruire un bel muro di gomma che attutisse l'impatto.
Innanzitutto il nemico numero uno è l'Iran, che non poteva essere attaccato, pur avendo al suo interno un diffuso fermento di rinnovamento, in quanto ancora troppo saldo. Si usa allora la tattica della terra bruciata. Si fa cadere l'Afghanistan, del resto ci sono tutte le scuse e i presupposti che l'opinione pubblica possa gradire, in quanto l'opinione pubblica fatica a riconoscere le buone ragioni se non sono "evidenti".
Poi si passa all'Iraq, che non era stata democratizzata prima in quanto: 1) i tempi non erano sufficientemente maturi; 2) si sarebbero andati a ledere interessi che in un piano globale era meglio non ledere.
Il processo di democratizzazione dell'Iraq, per quanto discutibile e immaturo, tuttavia è quanto di meglio si potesse anche solo sperare. La congiuntura si dimostra assai favorevole per la propizia dipartita di Arafat, vero ed unico nemico del popolo palestinese, un grandissimo criminale. La morte di Arafat porta le elezioni in Palestina e i palestinesi, a dispetto da quanto possano pensare i "pensatori" della sinistra, eleggono Abu Mazen che è ben altro che Arafat.
Altra congiuntura favorevole e l'omicidio, organizzato dai siriani, dell'ex primo ministro libanese Harari, che suscita l'indignazione dei libanesi che chiedono democrazia e indipendenza per il loro paese.
Il cerchio comincia a chiudersi!!! Cominciano ad essere isolati i nemici dell'Occidente, i quali sono anche nemici dell'Oriente!!! Se la fortuna ci assisterà, quando ci sarà, finalmente per noi, la rivoluzione energetica e cominceremo ad abbandonare il petrolio, forse sarà più facile trovare la soluzione ai conflitti economici che partiranno dal medioriente e forse avremo evitato la guerra più distruttiva che il mondo abbia mai conosciuto. E forse avremo imparato veramente dalla storia e non vedremo la nascita di un nuovo Hitler.