Messaggio del 24-04-2007 alle ore 09:53:04
447 voti a favore, solo 7 astenuti: con una schiacciante e trasversale maggioranza, il 17 aprile scorso la Camera dei Deputati ha dato il via libera alla proposta di legge del ministro Mastella, denominata “Disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali e di pubblicità degli atti di indagine”. Una proposta esibita come strumento di difesa contro “la gogna delle intercettazioni” e a salvaguardia della privacy (“un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare”, ha dichiarato il ministro), ma che in realtà nasconde una pericoloso bavaglio per i giornalisti e, di conseguenza,per tutti i liberi cittadini, come denunciato su “L’Unità” da Marco Travaglio e riportato a destra e a manca sulla rete.
Quella presentata da Mastella non è specificatamente una legge contro i giornalisti - il che potrebbe giustificare in qualche modo l’assordante silenzio della categoria e dei suoi rappresentati a tal proposito (salvo qualche voce/articolo fuori dal coro) - ma «è una legge contro i cittadini». Cerchiamo di capire il perché.
LA PROPOSTA
Gli atti d’indagine, fino ad oggi, sono stati coperti dal segreto investigativo, dopo l’abolizione nel 1989 di quello istruttorio.
Nel momento in cui, però, l’indagato viene a conoscenza dell’atto in corso, tutta la documentazione (ordinanze di custodia, verbali, perquisizioni, eccetera) diventa pubblica e pubblicabile.
Grazie a ciò, gli italiani hanno potuto conoscere di volta in volta tutte le malefatte dei furbetti e delinquenti di turno, da Tangentopoli ai più recenti Calciopoli e Vallettopoli, passando per i vari Fazio, Cirio, Parmalat, e quant’altro.
Se fosse stata già in vigore legge proposta dal ministro durante i citati scandali del belpaese, non avremmo potuto sapere nulla di quanto in corso, ma soltanto nel momento in cui si fosse arrivati ad arresti e processi.
Il grave di tutto questo sta anche nel fatto che una legge del genere proteggerebbe non solo i furbetti e le cupole, ma anche i criminali più ordinari, come possibili killer o pedofili, «senza che i vicini di casa sappiano di che cosa sono sospettati», ricorda Travaglio.
La nuova legge, se approvata anche nel passaggio al Senato, aumenta tantissimo le sanzioni per chi infrange il divieto: infatti, con la legge attualmente in vigore, sono previste multe bassissime (dai 51 ai 258 euro) per chi pubblica «integralmente e testualmente» gli atti d’indagine, mentre con la proposta mastelliana si arriva ad ammende che vanno dai 10mila ai 100mila euro, con l’arresto fino a trenta giorni (la qual cosa è tuttora, comunque, prevista come risoluzione estrema).
Quale cronista sarebbe disposto a pagare tali cifre pur di pubblicare gli atti d’indagine?
Ma fossero solo le sanzioni a destare preoccupazione… La legge allargherebbe a dismisura il novero degli atti non pubblicabili: «è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pubblico ministero o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare».
Le notizie ci saranno sempre e comunque, e i giornalisti le verranno a sapere in qualche modo. Unico problema?
Non potranno più trasmetterle ai cittadini.
Per una coalizione che aveva promesso, in campagna elettorale, di dare maggiore libertà di stampa, un bel passo indietro, aiutata dai voti compatti dell’opposizione.
LE INTERCETTAZIONI.
Le intercettazioni telefoniche sono state le vere protagoniste dei recenti scandali dello stivale, facendo molti arrivare a pensare che in un paese di precaria legalità, sbattere in prima pagine i dialoghi dei personaggi coinvolti fosse l’unico modo per creare un movimento di opinione e disgusto.
Ovviamente, con la proposta di legge di Mastella, anche le intercettazioni ricevono la loro bella spallata: si vieta la pubblicazione, anche solo contenutistica, del materiale relativo alla documentazione e agli atti riferiti «a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico e telematico, anche se non più coperti da segreto».
Non vedremo mai più le intercettazioni sui giornali, sostanzialmente.
LE SPESE PER I MAGISTRATI.
L’ultima parte della legge è una vera mazzata per i magistrati che si danno davvero da fare in Italia: sarà infatti previsto, in caso di approvazione, che le spese sostenute dalle magistrature per le intercettazioni dovranno essere vagliate dalla Corte dei Conti, «per eventuali responsabilità contabili».
Quanti pubblici ministeri correranno il rischio di dare il via ad intercettazioni, se poi la Corte dei Conti può negare la spesa, costringendo il PM a pagare di tasca sua.
COSA RESTA?
Cosa resta della cronaca giudiziaria?
I giornalisti potranno, in sostanza, riferire solo di arresti, e spiegarne i perché.
Potranno essere oggetto di cronaca, ma solo nel contenuto e non nel testo (che è testimone fedele e inequivocabile), le misure cautelari, eccezion fatta «per le parti che riproducono il contenuto di intercettazioni»: ancora lo spauracchio della manifesta verità.
Il dibattimento è sì pubblico, ma gli atti del fascicolo del Pm potranno essere resi noti e pubblici «dopo la pronuncia della sentenza d'appello». Conoscendo i tempi processuali italiani, questo potrebbe voler dire aspettare anche una decina d’anni: quando si dice, la freschezza della notizia.
Messaggio del 24-04-2007 alle ore 09:55:37
il silenzio intorno a tutto questo, in primis della stampa, è assordante e preoccupante. vogliono coprire le porcate dei signorotti, insabbiare le malefatte della GGente per bene e inondarci di gossip.
e come volevasi dimostrare, maggioranza ampia e trasversale quando si tratta di votare certa immondizia.
Messaggio del 24-04-2007 alle ore 10:19:23
Quoto Bak. Oramai ci mancano solo una legge che prevede per ogni parlamentare una porca che fa le pompe alla camera(ma forse c'è già).
Figli di puttana, hanno pure i Dico(solo per loro).
Messaggio del 24-04-2007 alle ore 11:31:55
In America John McCain sta pensando di ritirarsi dalla politica perchè un giornalista della CNN gli ha riso in faccia in diretta per una puttanata che ha detto
Messaggio del 24-04-2007 alle ore 11:38:46
Ah! Finalmente sono riuscito a capire il tuo papozzo, Skin... e che siccome che sono cecata...
Non so perche' ma ho la sensazione che a questa ed altre normalizzazioni dovremo presto "abituarci" quando il PD mostrera' il meglio delle sue belle anime centriste (da Binetti a Fioroni a Rutelli passando per il subdolo D'Alema).
Messaggio del 24-04-2007 alle ore 11:58:04
qualcosa contro macchiavelli baku'?
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ho detto che ho qualcoso contro i tempi di machiavelli, casomai
l'epoca di franza o spagna purchè se magna
secondo me ora siamo anke messi peggio perkè invece di machiavelli abbiamo il nulla
Messaggio del 25-04-2007 alle ore 03:57:48
non ci crederete , ma oggi ho dato uno sguardo in edicola e l unico quotidiano che buttava merda su questa ennesima porcata di mastella e compari è "il giornale"