Cultura & Attualità

MANIPOLAZIONE MENTALE DEI GIOVANI
Messaggio del 22-07-2007 alle ore 19:47:15
Alla tua enorme superbia, Berto, non interessa il contenuto dell'articolo ma chi lo ha scritto...una comunista...brrrr. Leggi cosa dice nella seconda parte dell'articolo perchè Rossana Rossanda può insegnare anche a te qualcosa:
A premessa o coronamento di questo assioma stanno le previsioni sul futuro, destinate a dimostrare che saremo sempre meno, sempre più vecchi, quindi ci saranno sempre meno contributi, spaventevoli «gobbe» nei deficit. Nuove leve a pensione zero. E' perfino curioso, direi strampalato, che nessuno dia un'occhiata al trascorso decennio, dalla riforma Dini in poi: non una delle proiezioni avanzate allora si è rivelata giusta. Nel 1995 s'era previsto che la popolazione residente sarebbe calata, nel 2005 saremmo stati 57.613.144, mentre a quella data siamo risultati 58.751.711: errore di oltre un milione, siamo il 2% di più. Ma più vecchi improduttivi? No, è aumentato il numero di chi è in età lavorativa, la fascia fra i 24 e 29 anni è cresciuta di oltre il 6%, il tasso di chi sta al lavoro fra i 15 e 64 anni è cresciuto del 3%. Last but not least, in concreto in Italia si va in pensione mediamente a 61 anni e qualcosa. Non sarà stata cattiva intenzione, ma certo un clamoroso errore, che dimostra quante varianti intervengano nella previsione e quanto valgano le attuali estrapolazioni su un temibile futuro.

C'è da aggiungere che negli ultimi decenni la produttività per singola unità di lavoro (nell'industria, in edilizia, agricoltura, ecc.) è aumentata mediamente di 10-20 volte, con punte fino a 50 volte.
Tradotto in equazioni algebriche elementari significa che si potrebbe tranquillamente lavorare (tutti!) 4 ore al giorno e andare in pensione dopo vent'anni. Se poi si eliminassero i lavori inutili e improduttivi (non solo burocratici), il problema non si porrebbe proprio.
La questione vera non riguarda la compatibilità economica (INPS in attivo!) ma il potere del denaro. Di chi ne ha molto e vuole farlo comandare. In Italia come in Cina e altrove.





Messaggio del 22-07-2007 alle ore 18:20:12
Messaggio del 22-07-2007 alle ore 17:15:11
ho trovato un articolo interessante che mette in chiaro come non è che tu e i tuoi amici comunisti non abbiate tutte le ragioni. spero che almeno riterrai un componente del nucleo di valutazione della spesa previdenziale (il nucleo che fa da supporto al tecnico al governo per la riforma) oggettivo e soprattutto informato.

http://www.portalecnel.it/portale%5CrassegnaStampaweb.nsf/0/C1256B96004BD704C125731E0023D121/$FILE/019-F1XK4.pdf
Messaggio del 22-07-2007 alle ore 16:56:35
scusa ki ma in base a cosa scegli le parti da tagliare e da incollare? spiegamelo, perchè così capisco meglio quello che vuoi (o megli, vogliono dire). tu dici:


Questo sta scritto nei dati ufficiali, lo dicono i sindacalisti, lo spiega su Repubblica in termini semplici ed esatti Luciano Gallino




dell'articolo però che hai riportato, faresti meglio a specificarne la fonte, sennò sembra che li scrivi tu. l'articolo (http://www.coordinamentorsu.it/doc/altri2007/2007_0718_manipolazioni.htm)

dice invece:


Questo sta scritto nei dati ufficiali, lo dicono i sindacalisti, vi ha lavorato Rc, lo spiega su Repubblica in termini semplici ed esatti Luciano Gallino



come mai togli dalle fonti RC? che i comunisti non siano dei famosi economisti? che rossana rossanda non sia il lume dell'economia moderna? che i sindacati siano una parte oggettiva e imparziale del dibattito?

ti rimando a quello che scrive giavazzi, già pubblicato in un altro post di poco tempo fa. chi è più imparziale un professore universitario o i sindacalisti?

comunque invece che leggere il manifesto ti consiglio qualunque manuale di scienza delle finanze per vedere come funziona il meccanismo dei coefficienti e del calcolo delle quote.

avere un bilancio in attivo, ti ripeto non significa avere assicurata l'economicità e la sostenibilità nel medio termine. poichè i contribuenti di oggi pagano le pensioni degli attuali pensionati, se i giovani entrano nel mondo del lavoro tardi e i pensionati vivono a lungo è facile capire come il sistema andrà in crisi. l'evidenza è dimostrata anche dalla politica di prodi che ha provato ad alzare l'età pensionabile, senza però riuscirci in maniera forte e decisa.

cmq w l'economia da bar dello sport







Messaggio del 22-07-2007 alle ore 16:37:54
Prodi e D'Alema ti hanno ingannato?
Messaggio del 22-07-2007 alle ore 16:18:14
Governo e grandi firme dicono che occore d'urgenza riformare il sistema previdenziale perché come tale è in deficit.
E' falso.
Il rapporto entrate e uscite delle pensioni da lavoro - quanti contributi hai versato e quanto riceverai a occupazione finita - è da qualche anno in attivo, compensandosi le categorie relativamente più privilegiate sui fondi del lavoro dipendente privato e pubblico.

Se nel bilancio dell'Inps appare un modesto deficit è perché gli sono attribuiti, oltre alle pensioni di lavoro, una serie di provvedimenti assistenziali cui il governo fa fronte (più o meno giusti e se mai a decrescere). Questo sta scritto nei dati ufficiali, lo dicono i sindacalisti, lo spiega su Repubblica in termini semplici ed esatti Luciano Gallino(leggete qualcosa di quest'uomo) ma niente, la tesi resta quella, troppi i pensionati, pochi i contributi, e sarà sempre peggio.
E chi deve pagare questo deficit assistenziale (dopo avere già colmato quello previdenziale dei coltivatori agricoli, degli artigiani e dei dirigenti d'azienda (sic!), dei telefonici e degli elettrici, perché è una selva di sistemi differenti) se non l'ex fondo dei lavoratori dipendenti specie del settore privato?
Quelli pagati meno e sicuramente non evasori? A costoro si chiede di allungare il tempo di lavoro e allargare la contribuzione.
Questa, diomio, ridotta al sugo, la famosa riforma.


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