Cultura & Attualità
amo sia monicelli che pasolini ma di più Pietro Germi.
@Ki
comunista a chi? Mai stato cosí lontano dall'essere comunista.
Questo l'avevo capito

Però uno che dice"A 92 anni la pensa esattamente come me che ne ho 27."...dovrebbe almeno informarsi sul "pensiero" di "chi la pensa allo stesso modo"

In realtà. Monicelli, "pensa" esattamente l'opposto di ciò che pensi tu!
Anche sul '68...la sua è un'opinione pasoliniana e antiborghese e ciò che tu scrivi..."Credo che abbia perfettamente ragione, in Italia nessuno vuole più lavorare e in buone parte lo dobbiamo al '68.", è sbagliato e dimostra molta superficialità nell'affrontare un tema molto complesso.
Informati! E studia la storia


@Il piccioso:
puó darsi, l'unica cosa é che lo stesso spirito lo rivedo in altri film di Monicelli (tipo Bertoldo Bertoldino e Cagasenno
)@Ki
comunista a chi? Mai stato cosí lontano dall'essere comunista.
@ Anvedi:
Perché tu hai una valutazione migliore degli anni del '68?
C'è gente che apre bocca solo per dare aria anche a 92 anni. Deprimente.
Gipsy,
ti ricordo umilmente che il progetto di Amici Miei era di un altro grande cineasta, il compagno Pietro Germi. La sua prematura scomparsa ha portato all'ultimo momento Mario Monicelli a dirigere quel film. Non è che il testamento spirituale di quel film che tanto ti ha colpito non sia quello del regista de "Il ferroviere", "Alfredo, Alfredo", "Divorzio all'italiana", "Signore e signori", etc ?
Mi fa piacere che tu sia comunista

Monicelli è una delle poche persone che invidio per intelligenza e capacità. A 92 anni la pensa esattamente come me che ne ho 27. Forse sono rincoglionito io, oppure forse è veramente lui uno spirito libero.
Vedo in "amici miei" il suo testamento spirituale e devo dire che è il miglire che abbia mai visto. Profondo e scanzonato allo stesso tempo, buono e crudele, dipinge una realtà italiana che era e che purtroppo non è più.
Credo che abbia perfettamente ragione, in Italia nessuno vuole più lavorare e in buone parte lo dobbiamo al '68. E' stato l'inizio della fine, e ora raschiamo il barile.
la posizione sul '68 di monicelli è nota ed interessante e la condivido pienamente da tempo.
il contenuto dell'intervista non è originale o altro, ma è un bene che una personalità come lui intervenga per sottolineare determinate cose.
Quando ti ricapiterà fatti spiegare il valore dello specchio dal punto di vista psicanalitico...
Ora che lo dici anche tu, sono più che convinto che tu sia bravissimo a giovarti dell'esperienza altrui
No essendo dotato di un normale cervello evoluto riesco a comprendere le cose anche giovandomi dell'esperienza altrui.
Ah, già l'hai provato?
Sembra bravo nell'individuazione delle patologie ma assai scarso nelle terapie, almeno a giudicare dai risultati...
Sono sicuro che ti sarà utile
Un tentativo di recuperare la fiducia e la stima di sé stessi, attraverso la svalutazione di chi ha di più: in termini di fortuna, di successi personali, di possibilità economiche
Ah si spiegano un sacco di cose... bravo il tuo psicanalista.
No! Non crescerà...si è fermato alla fase anale!
la stima di se stessi è un traguardo difficile da raggiungere, per tutti gli adolescenti.
In particolare in questo momento storico, in cui l'aspetto fisico sembra essere l'unica cosa che abbia valore.
Dai fatti coraggio Adonai, crescerai anche tu un giorno...lontano ma crescerai
Un caso da manuale
anzi:


L'invidia può provocare uno stato di profonda prostrazione: in taluni casi, l'invidioso può assumere comportamenti molto aggressivi e il tentativo di sminuire l'invidiato può raggiungere toni esasperati, arrivando anche al pubblico disprezzo e alla pubblica derisione, come a dire: "io sto male per colpa tua, perché tu metti in luce la mia inferiorità; allora devo assolutamente evidenziare le tue mancanze, i tuoi difetti, facendoti sentire ridicolo: farò in modo che anche tu soffra". Se, tuttavia, il progetto dell'invidioso fallisce, egli si sentirà sempre più debole e ridicolo.
sci' e' vero !
Bravo adonai hai capito tutto tu bravo. Un genio:

Visto che solo i disegnucci capisci...
L'invidia è anzitutto un sentimento doloroso, che si impone spesso contro la propria volontà e del quale è difficile liberarsi attraverso riflessioni di tipo razionale. L'invidia comporta infatti sentimenti negativi, che sfiorano il rancore, l'odio, l'ostilità verso chi possiede qualcosa che l'invidioso non ha. L'invidia agisce allora come un meccanismo di difesa, come un tentativo di recuperare la fiducia e la stima di sé stessi, attraverso la svalutazione di chi ha di più: in termini di fortuna, di successi personali, di possibilità economiche ecc.
di che? 
quanda si sceme adona' si proprie nu citile sceme
Quella brutta cosa chiamata invidia
Coccia svoijta, ma non erano solo i sinistri a parlare male dell'Italia?
Ma tu che ne vuoi capire. Pinza a fa' li disegnucce va'...
Tutto colpa del sessantotto, quindi
Mario Monicelli, 92 anni uno degli ultimi grandi del Cinema italiano in un intervista a Repubblica:
La Roma di oggi è tanto diversa da quella della sua gioventù?
"E' più grande, più affollata, con più divertimenti. Quando ci arrivai io, negli anni Trenta, dopo le nove e mezzo di sera era già tutto buio".
Allora c'era il fascismo, come descriverebbe la situazione politica attuale?
"Forse il fascismo sta tornando: non esplicitamente, ma con un altro vestito. E sta tornando anche la povertà di allora: ma allora eravamo tutti poveri, oggi la povertà non viene accettata".
Torniamo un momento sulla situazione politica italiana.
"L'Italia è una barca che due generazioni di classe dirigente hanno ormai portato alla deriva. Per salvarla ci vorrebbe un nuovo equipaggio. Dalla generazione precedente abbiamo ereditato la corruzione, che si prolunga fino a ora. Non c'è più musica, non c'è più letteratura, non c'è danza, c'è solo qualche sussulto al cinema. Ma in generale non c'è più nulla".
Pensa che ci vorrebbe un altro Sessantotto, di cui quest'anno ricorre il quarantennale?
"No. Quella è stata una rivolta dei figli contro i padri: i genitori insegnavano loro a rispettare la scuola, a tirare la cinghia, mentre i ragazzi hanno detto 'basta, divertiamoci, consumiamo'. E' stata quella la generazione che ci ha trascinato nel consumismo attuale: la gente, invece di imparare a lavorare, pensa a comprarsi la Ducati".
Nuova reply all'argomento:
Ma in generale non c'e' piu' nulla
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