Messaggio del 25-12-2006 alle ore 03:41:26
Quanto è poco logico rivolgersi a me pensando a ciò che altri hanno detto. E io che ho detto? Ho preso un'affermazione e ne ho fatto conseguire dei risultati pratici; forse sarò stato grossolano? Ma quando l'acqua scorre, sceglie il centro del letto del fiume, non preferisce i lati, e quando ingrossa il fiume deborda disordinatamente, travolgendo tutto con violenza. Così la pioggia comincia di fino, ma conclude sempre in grossolano; e gli uomini, uno per uno, finiscono in una folla. E ugualmente il tuo ragionamento non potrà che concludersi con quei risultati, ma anche molti altri in più che fanno un danno maggiore del servigio che tu ipotizzi rendano.
E cosa ancora ho detto e voluto dire? Ho parlato di anima? Io parlo di tre attività fondamentali che sono Volontà, Intelligenza e Memoria; e mettiamo pure che siano originati da reazioni chimiche e impulsi elettrici. Ma cosa hanno di materiale, oltre a questo? Quelle sostanze che compongono l'uomo, quelle reazioni chimiche, quegli impulsi elettrici, sono dappertutto; ma non è dappertutto l'uomo, non è dappertutto Volontà, non è dappertutto Intelligenza, non è dappertutto Memoria. Allora mi pare evidente che c'è nell'uomo qualcosa in più che non è altrove che permette di volere cose che ci sono, di immaginare cose che ci saranno, di ricordare cose che non ci sono più; qualcosa che in un certo modo è legato con ciò che è materiale, e a questo si richiamata attraverso i sensi, ma in un certo altro qual modo tende altrove.
E chi ci proibisce di chiamare questo qualcosa in più che distingue l'uomo, qualunque sia la sua natura, Anima e distinguerne un Animo che voglia, un Intelletto che capisca e una Coscienza che ricordi? E chi ci impedisce di chiamare l'attività di questa Anima, qualunque sia la sua natura, Pensiero? E chi ci impedisce di affermare che il Pensiero ha qualcosa di metafisico, laddove pensa cose che non esistono?
Questo io chiamo Anima, Pensiero, Volontà, Intelligenza e Memoria. A te sembra banale, a me elementare ed evidente. A te sembra inutile, a me serve per dimostrare la fondatezza di tutte quelle convinzioni che l'umanità ha perseguito, ma che non hanno senso nel tuo mondo.
Messaggio del 23-12-2006 alle ore 11:32:42
se quest'anima deve "subire" questo corpo fatto di deiezioni, se ne dovrà dedurre che l'anima è poco intelligente...a trovarsi come "appartamento in affitto" proprio "questo" corpo...
mi sembra che ogni metafisica tralasci in maniera sospetta l'ecceità del corpo...
laddove invece il corto circuito logico di adonai mi sembra essere quello di considerare il pensiero di cose non ancora esistenti (l'immaginazione) come emanazione diretta di questa supposta tensione metafisica...se solo si considerasse che l'immaginazione è la conseguenza diretta di scariche elettriche e reazioni chimiche...come tutto il resto delle attività di quel complesso che usiamo chiamare uomo...
cioè quello che dici tu adonai equivale a dire che la muraglia cinese è trascendente rispetto a me semplicemente in quanto io non la vedo...se poi la dovessi vedere?
Oppure mi vuoi far davvero credere che l'idea della ruota aleggiava in qualche iperuranio fino a quando, per gentile intercessione di non si sa chi, essa decide di scendere (come una linguetta di fuoco di pentecostiana memoria) tra gli nuomini e fenomenizzarsi?
Prima ancora che assurda questa visione del mondo, sembra essa a me essere ingenua, (leggi: legata ad una fase infantile dello sviluppo della civiltà umana)
difficile spiegarsi in due parole...cmq questa relazione soggetto(anima) e oggetto (corpo) ricade ancora e di nuovo nella logica hegeliana...bisognerebbe qui introdurre il discorso dell'alterità come mondo possibile o virtuale, che piuttosto che reificarsi si attualizza nel suo porsi di fronte a noi (al nostro viso)
basta questa relazione virtuale/attuale a smontare qualsiasi velleità metafisica, se solo la si pensasse fino in fondo...
------------ Editato da Deleuze il 23/12/2006 alle 11:48:39
Messaggio del 22-12-2006 alle ore 23:04:20
...se ammettiamo l'esistenza dell'anima, se la consideriamo eterna...ok, quest'anima e'in un corpo, saranno "fusi insieme", non ci sara' dualita', ok, e' pur vero che quest'anima eterna e pura deve subire le limitazioni e le impurita' del corpo fisico, le malattie fisiche, il decadimento del fisico... questo intendevo dire... semplicemente
corpo senz'anima: un pezzo di hardware senza software quindi inutile...
------------ Editato da Cintamani il 22/12/2006 alle 23:10:10
Messaggio del 22-12-2006 alle ore 20:58:45
Prima di tutto, voglio ricitarmi, giusto a scanso di equivoci: quote:
Io non credo che l'anima sia imprigionata in un corpo temporaneo
Quando Socrate dice, prima di bere la cicuta, ai suoi (cito a memoria e spero di farlo in maniera sufficientemente corretta): quote:
E' giunto il tempo di andare; io a morire e voi a vivere. Chi abbia sorte migliore, solo il dio lo sa
apre una breccia che se non è il "De contemptu mundi" innocentino, non è nemmeno un baccanale; perché dice che non è in grado di stabilire se la morte, che priva l'uomo della sua dimensione corporea, sia una condizione migliore della vita.
Messaggio del 22-12-2006 alle ore 15:34:42
In natura gli "opposti" sono necessari e di conseguenza più che di opposizione si dovrebbe parlare di complementarità.
Ha ragione deleusss quando (a modo suo afferma che non è possibile che un qualcosa di presunto puro ed immacolato venga rinchiuso in una sorta di "prigione" quale è il corpo.
Tra l'altro nell'antichità il corpo non era affatto disprezzato nè tantomeno ritenuto inpuro o "prigione" di alcunchè.
Sia in Oriente ma anche in Occidente (antico Egitto per intenderci) il corpo era semplicemente UNO degli aspetti costitutivi dell'essere umano ed in quanto tale dunque indispensabile alla vita.
In realtà per gli egizi e per tutta la tradizione misterica antica (misteri eleusini, dionisiaci, per esempio), ciò che importava veramente non era "contrappore" o "dividere", anima/corpo, bene/male, maschile/femminile etc etc BENSI' RIUNIRE.
Il culto ancestrale della fertilità ne è il perfetto esempio. I complementari "servono" alla vita. senza complementarietà degli "opposti" non si ha generazione e dunque evoluzione.
poi nel corso della storia qualcosa è cambiato e ciò che prima era unito andò in frantumi e prevalse la visione dualistica degli opposti inconciliabili ed in eterna lotta tra loro.
In realtà questa è la vera menzogna raccontata agli uomini. Altro che verità.
"io vengo per dividere" disse qualcuno e così fu fatto.
Filosoficamente la radicalizzazione di questo concetto avvenne con Cartesio e le sue "res cogitans" (l'uomo) e "res extensa" (tutto il resto, inferiore qualitativamente alla "purezza" essenziale del pensiero.
Il corpo non ha niente di malvagio, nè tantomeno è prigione per l'anima.
Senza "anima" il corpo si ammala, così come senza corpo l'anima non potrebbe esperire il mondo che la circonda. Entrambi questi aspetti sono fondamentali per la vita (sebbene in modalità diverse).
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una.
a parte il travisamento totale del concetto da parte di adonai
Da te mi aspetto qualcosa di più; questa affermazione non significa nulla se non illustri il tuo pensiero
quote:
questa concezione per cui il corpo è carcere dell'anima è un pericoloso virus che le teologie orientali iniettarono nella filosofia greca
Se Platone afferma afferma che il mondo materiale (figura) è proiezione imperfetta del mondo ideale (forma), credo di avere abbastanza materiale per incominciare a sospettare che i teologi orientali siano l'ultima ruota del carro in questo discorso. Del resto anche le visioni più strettamente materialistiche sono portatrici del concetto di dominio di sé che lascia aperta non una porta, ma un portone sulla questione di una dicotomia tra aspetto strettamente corporale e aspetto non strettamente corporale.
Messaggio del 22-12-2006 alle ore 13:12:10
un dottorucolo ebreo poi + di recente trasformò e riadattò questo leitmotiv dandogli altri nomi...inconscio...lì si recita un teatrino non poco penoso...
Messaggio del 22-12-2006 alle ore 13:09:21
a parte il travisamento totale del concetto da parte di adonai...mi chiedo:
ma come è possibile che una cosa così alta pura ed immacolata come l'anima si faccia ricoprire di merda che esce da un ano che le stà così pericolosamente vicino???
questa concezione per cui il corpo è carcere dell'anima è un pericoloso virus che le teologie orientali iniettarono nella filosofia greca...e che poi descartes riprese per aggiornarne la versione...penoso...
l'uomo e' un'anima imprigionata in un corpo temporaneo
Io non credo che l'anima sia imprigionata in un corpo temporaneo, anzi; ho elaborato una mia teoria a riguardo, ma forse sarebbe da esporre in un post a parte
Messaggio del 21-12-2006 alle ore 23:24:25
Dio e' un burlone ti fa gli scherzi e recita la parte del cattivone cosi' tutti gli obbediscono... come la maestra a scuola
Messaggio del 21-12-2006 alle ore 23:22:46
ti capisco... io adesso uso sempre, prima di postare, "copia" dopo aver evidenziato il testo appena scritto ... poi se non funziona faccio incolla e risolvo, ri-postando il papiro
Messaggio del 21-12-2006 alle ore 23:11:31
cristo benedetto avevo scritto un papiro e mi si è cancellatoooooooooooooooooo...porco di chi stracazzo so iooooooooooooo
Messaggio del 21-12-2006 alle ore 22:05:43
adonai, dimentichi il cervello... dire che memoria e quella summa di processi elaborativi che tu raggruppi sotto il nome di intelligenza siano attività metafisiche equivale a dire che la mia fotocamera digitale sia dotata di anima e, per quanto io la stimi profondamente, dubito di potermela ritrovare accanto nei Verdi Pascoli...ricordo perfettamente una anziana quanto tenera signora opporsi strenuamente ai trapianti di cuore per paura che i sentimenti di una persona potessero trasferirsi in un'altra...il cervello caspiterolina il cervello
Messaggio del 21-12-2006 alle ore 18:55:31
Come argomento di speculazione mi interessa molto.
Speriamo che non faccia la stessa fine: http://www.lanciano.it/forum/cultura_attualita/la_mancanza_dellanima/36833/ ------------ Editato da Mat3o3 il 21/12/2006 alle 19:03:41
Messaggio del 20-12-2006 alle ore 23:50:23
Delus afferma che l'uomo (homo) non possiede un corpo, ma è un corpo, volendo così eliminare la componente metafisica, in quanto egli è materialista e ostile a ciò che è trascendentale. Egli pretende di ricuperare attraverso questo artificio, di ricuperare un rapporto più sincero con le sensazioni.
Parlo di artificio poiché non condivido l'opinione che l'uomo sia un corpo poiché l'uomo si distingue per una volontà e un raziocinio che agiscono sincronicamente e inscidibilmente, per cui l'uomo pensa e desidera, seppure in relazione alle sensazioni, cose che non esistono e che egli può immaginare, cose che la volontà trae attraverso l'intelligenza, ma non hanno materialità; quindi volontà e intelligenza sono immateriali, seppure legate al materiale per mezzo delle sensazioni, e producono cose immateriali, che costituiscono parte della nostra coscienza, la quale è dotata di memoria, che ricorda cose materiali che possono non esistere più, quindi anche essa è immateriale. Da ciò ne deduco che l'uomo è composto di realtà materiale e realtà immateriale.
A ciò aggiungo che non è utile per un essere umano asserire di essere un corpo, piuttosto che possederlo.
Se l'uomo è un corpo, il valore dell'uomo potrà essere stabilito solo in base al valore del corpo. E un corpo è valido secondo i parametri della forza e della bellezza, ovvero della capacità di espletare attività fisica e di suscitare concupiscenza. Ne consegue che un corpo debole e deforme ovvero meno forte e meno attraente, è un corpo non valido; per la qual cosa chi non sia abile fisicamente né attraente sarà un uomo meno valido di altri che abbiano ad un livello buono le due qualità.
Ma poiché io ritengo che l'uomo non sia un corpo, ma sia costituito non accidentamelmente di parti dotate di tensione metafisica, dovrò altresì ritenere che la condizione dell'uomo non è caratterizzata e valida in relazione allo stato generale della sua fisicità (abilità e desiderabilità), ma in relazione alle sue attività metafisiche che lo distinguono chiaramente: la volontà, l'intelligenza, la memoria e il sentimento.
L'interminabile lavorio di questi elementi, gerarchicamente disposti, sono la fonte della vita e rappresentano il suo valore. ------------ Editato da Adonai il 20/12/2006 alle 23:52:50