Messaggio del 01-11-2005 alle ore 13:02:13
appena hanno saputo in Mongolia che erano a parimerito con noi, nella famosa classifica... scontri di Piazza e dimissioni del governo
Messaggio del 31-10-2005 alle ore 18:16:45
Parlare di Celentano come bandiera della sinistra mi sembra fuori luogo, visto che il molleggiato è sempre stato un demagogo qualunquista, anche le ultime apparazioni lo hanno confermato. Semmai dei suoi programmi sono da ammirare i grandi autori che gli stanno attorno(musiche, scenografie...) e il potere che ha nel fare quel che vuole, a livelli sia di contenuto che di budget. Perfino Berlusconi si è divertito con il tormentone rock-lento, lo ha riproposto anche dopo la partita milan-juve. Piuttosto l'altro giorno leggevo un'intervista a Raimondo Vianello, che parlava della sua amicizia privata e professionale con Ugo Tognazzi. La coppia, negli anni 60, fu censurata per aver preso in giro l'allora presidente Gronchi. Il giornalista fece notare a Vianello come Celentano abbia preteso carta bianca per il suo programma. Vianello ha così risposto: se c'è il permesso, non c'è più gusto
Messaggio del 31-10-2005 alle ore 18:06:29
La liberta` di stampa nel nostro paese infatti non c'era anche prima di Berlusconi, mi sebra un buon punto da cui partire.
E` il grado culturale degli Italiani che mi preoccupa, se accendi la TV ti rirovi con Celentano diventato difensore delle liberta` e bandiera delle sinistre ( un analfabeta pagato fior di milioni),e se non ti piace Celentano giri canale e ti ritrovi ovunque una tipa che chiamano la Lecciso.
Tanto in RAI quanto in Mediaset.
In pochi si indignano. Ma in tanti continuano a guardare quella monnezza che chiamano "informazione".
Messaggio del 31-10-2005 alle ore 17:52:39
Ma infatti il problema è molto più generale. Anche con la sx al governo, la rai tornerebbe sotto controllo, d'altronde parliamo di un servizio pubblico che, storicamente, ha subito l'influenza dei partiti. Per la carta stampata la situazione non è certo migliore, che sia un partito, un grosso gruppo industriale, o addirittura confindustria a circoscrivere la libertà d'informazione. Perchè tutti si preoccupano del problema politico, ma quello economico? La libertà d'informazione, in un paese liberale, non deve tutelare soprattutto i piccoli azionisti? Certo è che quel signore che tu ami tanto, l'uomo più ricco d'Italia, ha unito il potere politico di bush a quello mediatico di Murdoch... è ovvio che c'è qualcosa che non va. Dunque, piuttosto che fare del qualunquismo, sarebbe opportuno criticare sia Berlusconi che l'infrastruttura normativa, quella che gli ha permesso di ottenere un potere così forte. Non è un discorso di dx o di sx, ma di sentirsi liberali o meno. Anzi, finchè vediamo le cose coi paraocchi della politica, questi problemi non verranno mai risolti. Se proprio vogliamo fare la caccia alle streghe, il primo a farne le spese dovrebbe essere proprio D'Alema. Infine, dopo tutte ste chiacchiere, mi pongo sempre la solita domanda: a cosa cazzo serve l'autorità antitrust in Italia?
Messaggio del 31-10-2005 alle ore 16:55:36
Quando l'ho letto mi sono fatto grosse e grasse risate; ma procediamo con ordine.
Per mesi il centrosinistra e i suoi simpatizzanti si sono riempiti la bocca con la classifica stilata da un organo internazionale, che nessuno di noi aveva mai sentito e che relegava l'Italia tra i paesi parzialmente liberi, per quel che riguarda la libertà di stampa. Tutti quanti, tutti i progressisti "dello stivale", tutta "la società civile", insomma, tutti-tuttissimi contro Berlusconi, oppressore della libertà.
Ma nessuno, a destra come a sinistra, si era chiesto quali erano stati i criteri applicati, i criteri che avevano determinato il passaggio dell'Italia dai paesi liberi a quelli semiliberi.
Finché non lo ha fatto un giornalista de "Il Giornale", incalzato da degli studenti stranieri sconcertati da questa situazione.
E quello che ne è venuto fuori mi ha letteralmente fatto morir dal ridere: Freedom House, questo perfetto sconosciuto, ha declassato l'Italia in quanto Lino Jannuzzi, giornalista e senatore di Forza Italia, è stato condannato, evidentemente ingiustamente, ad avviso dell'ente internazionale, da un magistrato per diffamazione a mezzo stampa; il centrodestra ritiene, suppongo, che questa condanna sia l'ennesimo attacco della magistratura di sinistra contro gli esponenti di destra.
A chi affibbiavano la colpa quelli di sinistra del declassamento? A Berlusconi; di chi è in realtà? Di Prodi!
Questa è l'ennesima dimostrazione della falsità del centrosinistra, maestro di mistificazioni e di menzogne.