Fonti vicine alla polizia smentiscono il ministero dell'Interno e confermano: a sequestrare Clementina Cantoni è stata proprio la banda di Mohamed Telagy, conosciuto come Tela.
I rapitori chiedono uno scambio di prigionieri. Ma chi sono i rapitori? Una sorta di banda della Magliana in versione Afgana.
Ritenuti da tutti un pericolosissimo gruppo di delinquenti comuni, reso forte da una serie di legami politici probabilmente non solo nazionali.
Una banda che utilizza il cellulare di Clementina senza che nessuno si prenda la briga di localizzare la chiamata e di andare ad arrestare i rapitori, un altro segno, questo, che l'Afghanistan non è controllato dal suo governo, dalla sua polizia, ma nemmeno dalle forze occupanti.
Una banda strana: in un Afghanistan ancora diviso in tribù e in famiglie di diversa origine, questo gruppo di delinquenti riesce a tenere insieme tajki e pashtun, gente dello Shomali e gente di Khost. Come dire il diavolo e l'acqua santa.
Il precedente. Sono gli stessi che quattro mesi fa rapirono tre funzionari delle Nazioni Unite, due donne e un uomo, di nazionalità inglese, filippina e kosovara.
I tre furono liberati, dopo 27 giorni di trattative, il 23 novembre scorso.
Anche allora, i rapitori chiesero la liberazione di alcuni prigionieri dal carcere di Pol-i-Charki, dove erano detenuti per una serie di rapine compiute dalla banda.
Ma alla conclusione della vicenda il ministro dell'Interno afgano ha negato che la liberazione fosse stata frutto di un accordo o che fosse stato pagato un riscatto. "Non è stato liberato alcun prigioniero, non è stata pagata alcuna somma di denaro, non è stata accettata alcuna richiesta".
La banda. Il capo della banda di Mohamed Telagy "Tela" è Rais Dada Qoda. Viene da Khost, una città che sorge in una zona montagnosa e impervia a circa cinque ore di macchina a sud-est di Kabul, verso il confine pakistano, ed è attualmente libero.
Quella di Khost è zona di produzione di oppio, e la banda di Rais Dada Qoda oltre che al commercio di oppio è dedita ai furti e alle rapine. Ed è proprio una rapina a riportare alla ribalta, dopo la vicenda del sequestro dei funzionari Onu, la banda di Rais Dada Qoda.
La rapina. Circa due settimane fa, nella piana dello Shomali, a nord-est di Kabul, la banda attacca, nei pressi della base statunitense di Bagram, un convoglio su cui viaggiava un businessman afgano, a cui rapinano circa ottantamila dollari.
Ahji Almas e Maulana Said Khael, due comandanti della polizia dello Shomali, intercettano la banda nel villaggio di Rabat,vicino alla cittadina di Charikar. Nasce un violento conflitto a fuoco, nel quale quattro componenti della banda vengono feriti e uno muore. Due dei feriti, Aziz e Noor, finiscono in ospedale. Altri due, Mohamed Rafiq e appunto Mohamed Telagy "Tela" vanno direttamente in carcere. Il morto, Moshuq, è probabilmente il fratello di Mohamed Telagy.
Lo scambio? A Kabul si dice anche, e questo confermerebbe l'ipotesi che non di normali delinquentelli si tratta, che ad Ahji Almas, il comandante della polizia dello Shomali che ha fatto arrestare i quattro, sia arrivata una telefonata da un misterioso turco che offriva denaro per la liberazione dei componenti della banda. Dopo questi nuovi arresti, sono dodici i detenuti della banda di Rais Dada Qoda rinchiusi in prigione, tutti in isolamento, nella sezione del carcere che solitamente ospita i detenuti politici.
Sulla liberazione di uno di questi, Mohamed Telagy "Tela", ritenuto dalle autorità afgane il più pericoloso della banda, puntano i rapitori di Clementina Cantoni.
Maso Notarianni
Messaggio del 19-05-2005 alle ore 12:11:09
sono contro le guerre.spero che venga liberata pacificamente. se ci sara' bisogno di un riscatto spero che venga pagato.credo nella buonafede di chi fa del volontariato,ma una domanda mi sorge spontanea,per far del bene c'e' bisogno di andare fino in iraq e in afghanistain?proprio in questi stati che fanno capire di non voler alcuna presenza occidentale sul loro territorio?propprio in quei posti dove la pres dei volontari mette a rischio la vita di chi li deve proteggere o eventualmente salvare(calipari)?lo so che li sono utilissimi,ma ci sono molti altri posti dove c'e' altrttanto bisogno di loro e dove potrebbero operare in maggior tranquillita' ed essere pure piu' efficaci.SPERO CHE VENGA LIBERATA SENZA SPARGIMENTI DI SANGUE(di nessuno)
Messaggio del 19-05-2005 alle ore 12:43:35
tuttobene, sono seriamente preoccupato; è la seconda volta in pochi minuti che mi trovo d'accordo con te.
e aggiungo, ma ci sono tante famiglie italiane che avrebbero bisogno di aiuto. ci sono tante situazioni difficili in italia, perchè questo bisogno di portare aiuto in questi posti?? beh, una risposta c'è. guardate un po quel che in effetti guadagnavano le due simone....
un'altra risposta si può forse trovare nel protagonismo.
detto questo aggiungo che spero che la salvino. ma solo per un senso di cristianità!!
ma una domanda mi sorge spontanea,per far del bene c'e' bisogno di andare fino in iraq e in afghanistain?proprio in questi stati che fanno capire di non voler alcuna presenza occidentale sul loro territorio?...
Messaggio del 19-05-2005 alle ore 14:09:07
Aspè, qui c'è un equivoco
lei non è una volontaria.
E' una cooperante che è tutta un'altra cosa.
Si occupa di progetti, ammetto che non so di quali, ma che probabilmente hanno ragion d'essere solo se svolti in determinate aree
Messaggio del 19-05-2005 alle ore 14:14:09
Proprio in questo momento sto inviando curricula a diverse ONG che hanno progetti all'estero, in particolare in medio oriente, ma certo non per fare il volontario.
Messaggio del 19-05-2005 alle ore 14:18:09
non faccio domanda certoper l'Afghanistan o l'Iraq, visto che il mio settore non è uno di prima emergenza ma ha bisogno di condizioni relativamente stabili
Messaggio del 22-05-2005 alle ore 20:52:55
ma che fa non la caga nessuno? si vede che non e' una giornalista del manifesto...DI CLEMENTINA NON SE NE FOTTE NESSUNO
Messaggio del 10-06-2005 alle ore 00:07:05
è libera grazie allo scambio fatto con la madre del rapitore Timor Shah,la quale aveva maledetto il figlio,chissà come andrà a finire!