Messaggio del 16-01-2006 alle ore 22:15:41
considerato che in alcuni recentissimi post si è parlato apertamente di possibili vie legali, spero nessuno si offenderà se mi permetterò di dare qualche consiglio al mio camerata bartam, con una piccola appendice che potrà essere utile ad ....altri.
bartam, se io dico, come spesso ho detto, che sono fascista, non rischio nulla penalmente, perchè il codice penale prevede come reati la RICOSTITUZIONE opuure l'APOLOGIA DEL REGIME fascista. anche se per incorrere in tali reati non è "facile" come molti erroneamente credono, ma occore riscontrare una serie di "cosette". ma non prevede(e ci mancherebbe) la punibilità nel il DICHIARARSI fascista. ma se tu affermi, come hai affermato, di essere nazista, il discorso cambia. è vero che non esiste in italia nessuna legge che vieta di dichiararsi nazista, ma il papalia di turno può ravvedere in tali affermazioni la violazione della legge mancino, adducendo l'aspetto razziale insito nel nazional socialismo. so bene che è solo un mezzuuccio repressivo, ma dobbiamo imparare a conoscere queste sfumature della repressione più dei "laureandi" in giurisprudenza e dei magistrati stessi.
passando all'appendice che ho citato nell'apertura del post, do qualche consiglio anche al nemico. ho solo iniziato la lettura di una risposta ad un altro mio post, ma mi è bastato per capire che l'autore potrebbe avere non pochi problemi. è notizia di questi giorni, che ho avuto direttamente da stefano, che proprio a lanciano chi aveva affermato quelle stesse falsità è stato rinviato a giudizio. consiglierei all'autore di fare quel che IO non ho mai fatto: editare. se le cose restano in ambienti circoscritti come il "nostro", dove magari ci "becchiamo e accapigliamo", ma tra di noi (passatemi il "tra di noi"), è un conto. sono più che certo che come io non denunceri mai un "nemico forumiano" lui farebbe altrettanto. ma se la cosa, come è successo nel precedente caso in questione, esce fuori da questa realtà virtuale, doventa incontrollabile.
questo è il consiglio che mi sento di dare al camerata e al nemico. poi ogni individuo è naturalente libero di fare il che vuole. naturalmente assumendosene le responsabilità!!
tu hai detto che sei cattolico-romano in tutto e per tutto, vero???
...dunque, ti prego, fai tue le dichiarazioni del Romano Pontefice:
quote:
Citta' del Vaticano, 16 gen. (Adnkronos) - ''A voi e' vicina la Chiesa cattolica e vi e' amica. Si', noi vi amiamo e non possiamo non amarvi, a causa dei Padri: per essi voi siete a noi carissimi e prediletti fratelli''. Cosi' si e' espresso questa mattina Benedetto XVI ricevendo in udienza una delegazione della comunita' ebraica romana guidata dal rabbino capo Riccardo Di Segni.
Messaggio del 17-01-2006 alle ore 11:31:42
I disturbi schizofrenici sono caratterizzati in genere da alterazioni della percezione, del pensiero e da affettività inappropriata ed appiattita. Lo stato di coscienza e le capacità intellettuali sono di solito mantenuti, anche se con il passare del tempo possono comparire dei deficit cognitivi. Il disturbo riguarda le funzioni basali che danno al soggetto il senso d'individualità, unicità ed autodirezione. I pensieri più intimi, i sentimenti e le azioni sono spesso vissuti come condivisi o conosciuti dalle altre persone e si possono sviluppare dei deliri secondari in cui forze naturali o sovrannaturali sono ritenute essere in azione per influenzare le azioni ed i pensieri del soggetto in modo spesso bizzarro. Il soggetto può vedersi come il centro di tutto quello che succede. Le allucinazioni, specialmente uditive, sono comuni e possono commentare il comportamento ed i pensieri dell'individuo. La percezione è spesso disturbata in altri modi: i colori o i suoni possono sembrare oltremodo vividi o alterati qualitativamente, caratteristiche irrilevanti di cose ordinarie possono sembrare più importanti dell'oggetto o della situazione nel suo insieme. Nello stadio iniziale la perplessità è comune e spesso conduce a credere che le situazioni di tutti i giorni possiedano un significato speciale, solitamente sinistro, e diretto al soggetto. Nel caratteristico disturbo schizofrenico del pensiero, aspetti marginali ed irrilevanti di un concetto globale, che sono trascurati nell'attività mentale normale, sono portati in primo piano ed utilizzati al posto di quelli che sono rilevanti ed appropriati alla situazione. Il pensiero diventa quindi vago, ellittico, oscuro e la sua espressione nel discorso è spesso incomprensibile. Deragliamento ed interruzione del pensiero sono spesso frequenti ed i pensieri sembrano essere sottratti da qualche forza esterna. L'umore è caratteristicamente incongruo, capriccioso e fatuo. L'ambivalenza ed il disturbo della volontà possono comparire come inerzia, negativismo o stupore. Può esserci catatonia. L'esordio può essere acuto, con comportamento gravemente disturbato oppure può essere insidioso, con uno sviluppo graduale di idee ed atteggiamenti bizzarri. Il decorso della patologia è estremamente variabile e non conduce inevitabilmente alla cronicità ed al deterioramento. In una percentuale di casi, che può variare nelle diverse culture e popolazioni, l'esito è rappresentato dal completo, o quasi completo, recupero. Entrambi i sessi sono interessati in maniera quasi simile, ma l'insorgenza tende ad essere più tardiva nelle donne.