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Messaggio del 16-01-2008 alle ore 03:08:27
Una meravilgia
Una meravilgia
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 02:26:20
Bollettino economico della Banca d'Italia
Bankitalia: frena la crescita del Pil
Si fermerà all'1% nel 2008 e all'1,1% nel 2009. Il governo sperava nell'1,5%
La sede di Bankitalia in via Nazionale a Roma (Emblema)
ROMA - La crescita del Pil italiano si fermerà all'1% nel 2008 e all'1,1% nel 2009. A certificare la brusca frenata rispetto al'1,5% auspicato dal governo è il Bollettino economico della Banca d'Italia che ancora nel luglio scorso riteneva possibile replicare l'incremento dell'1,7% segnato nella media del 2007.
IN PICCHIATA - Crisi dei mutui subprime (quelli a rischio), deterioramento del quadro internazionale e caro greggio, le principali ragioni del rallentamento. La revisione al ribasso per l'anno in corso, si legge nel documento, «è attribuibile essenzialmente a tre cause: gli effetti sul reddito disponibile delle famiglie dei rincari delle materie di base (in sei mesi il prezzo in euro del petrolio è aumentato di quasi il 20 per cento, quello dei beni alimentari di oltre il 10%); l'apprezzamento dell'euro (del 4% in termini nominali effettivi nella seconda metà del 2007), che ha peggiorato la competitività di prezzo dei nostri beni su tutti i mercati; un abbassamento della base di partenza del 2008 dovuto al fatto che i fattori prima citati si sono riflessi in un indebolimento congiunturale fine nello scorcio del 2007».
MIGLIORANO I CONTI PUBBLICI - Migliorano in modo «significativo» i conti pubblici italiani: il fabbisogno del settore statale è sceso nel 2007 «al livello più basso dal 2000». L’indebitamento netto e il debito, sottolinea la Banca d’Italia nel bollettino economico, "dovrebbero collocarsi su livelli inferiori alle stime indicate dal governo alla fine di settembre e pari rispettivamente al 2,4% e al 105,0%», che erano già state ridotte rispetto agli obiettivi iniziali stabiliti in occasione della manovra di bilancio 2007, e pari rispettivamente al 2,8 e al 106,9%. Aumenta però la pressione fiscale che, nei primi nove mesi del 2007, è salita rispetto allo stesso periodo del 2006 mentre sono calate in rapporto al pil le spese primarie correnti. In particolare, spiega il bollettino, la crescita delle entrate complessive è stata sostenuta dalle imposte dirette e dai contributi sociali. Questi ultimi, aumentati del 6,4%, riflettono sia i versamenti connessi con il trasferimento all’Inps delle quote del tfr maturato nell’anno sia «l’inasprimento di alcune aliquote contributive disposto con la legge finanziaria per il 2007».
aggiungo io... pesano anche le mancate vendite , causa della scarsità di denaro in circolazione.
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le cose vanno bene o vanno male?
Bollettino economico della Banca d'Italia
Bankitalia: frena la crescita del Pil
Si fermerà all'1% nel 2008 e all'1,1% nel 2009. Il governo sperava nell'1,5%
La sede di Bankitalia in via Nazionale a Roma (Emblema)
ROMA - La crescita del Pil italiano si fermerà all'1% nel 2008 e all'1,1% nel 2009. A certificare la brusca frenata rispetto al'1,5% auspicato dal governo è il Bollettino economico della Banca d'Italia che ancora nel luglio scorso riteneva possibile replicare l'incremento dell'1,7% segnato nella media del 2007.
IN PICCHIATA - Crisi dei mutui subprime (quelli a rischio), deterioramento del quadro internazionale e caro greggio, le principali ragioni del rallentamento. La revisione al ribasso per l'anno in corso, si legge nel documento, «è attribuibile essenzialmente a tre cause: gli effetti sul reddito disponibile delle famiglie dei rincari delle materie di base (in sei mesi il prezzo in euro del petrolio è aumentato di quasi il 20 per cento, quello dei beni alimentari di oltre il 10%); l'apprezzamento dell'euro (del 4% in termini nominali effettivi nella seconda metà del 2007), che ha peggiorato la competitività di prezzo dei nostri beni su tutti i mercati; un abbassamento della base di partenza del 2008 dovuto al fatto che i fattori prima citati si sono riflessi in un indebolimento congiunturale fine nello scorcio del 2007».
MIGLIORANO I CONTI PUBBLICI - Migliorano in modo «significativo» i conti pubblici italiani: il fabbisogno del settore statale è sceso nel 2007 «al livello più basso dal 2000». L’indebitamento netto e il debito, sottolinea la Banca d’Italia nel bollettino economico, "dovrebbero collocarsi su livelli inferiori alle stime indicate dal governo alla fine di settembre e pari rispettivamente al 2,4% e al 105,0%», che erano già state ridotte rispetto agli obiettivi iniziali stabiliti in occasione della manovra di bilancio 2007, e pari rispettivamente al 2,8 e al 106,9%. Aumenta però la pressione fiscale che, nei primi nove mesi del 2007, è salita rispetto allo stesso periodo del 2006 mentre sono calate in rapporto al pil le spese primarie correnti. In particolare, spiega il bollettino, la crescita delle entrate complessive è stata sostenuta dalle imposte dirette e dai contributi sociali. Questi ultimi, aumentati del 6,4%, riflettono sia i versamenti connessi con il trasferimento all’Inps delle quote del tfr maturato nell’anno sia «l’inasprimento di alcune aliquote contributive disposto con la legge finanziaria per il 2007».
aggiungo io... pesano anche le mancate vendite , causa della scarsità di denaro in circolazione.
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