Cultura & Attualità

Le vostre poesie
Messaggio del 15-11-2004 alle ore 00:31:15
Avete mai scritto delle poesie? Perché non ce le fate leggere?
Messaggio del 15-11-2004 alle ore 00:44:14
e tu che fai? le scrivi? se si fai il primo passo

PS: spesso chi scrive poesia lo fa' in sordina, una poesia è la foto di uno stralcio di vita, e di certo non gli va di spifferallo ai 4 venti.
Messaggio del 15-11-2004 alle ore 00:47:46
Be', chi scrive in cuor suo, cerca un destinatario che legga, altrimenti non avrebbe senso scrivere, sarebbe mero solipsismo...

Una volta leggevo che quasi tutti gl'italiani hanno nel cassetto qualche poesia, più o meno, e pensavo fosse interessante scoprire se c'è qualcuno di talento... a parte Enio Morena...
Messaggio del 15-11-2004 alle ore 01:02:31
Mero solipsismo, forse, ma cosa c'e' di sbagliato? su questo campo potrei anche accettarlo.
Spesso si trova la persona che legge a distanza di anni e molto piu' spesso quella persona è lo stesso autore... lo si fa' per lo stesso motivo per cui si fa una foto, cioe' quello di voler imprimere una sensazione per poterla un giorno ritrovate tra le righe.
Messaggio del 15-11-2004 alle ore 01:02:40
solips..che?!
Messaggio del 15-11-2004 alle ore 11:39:36
Sì, ma a mio avviso, chi scrive una poesia, scrive una sorta di messaggio nella bottiglia, ma sta bottiglia bisogna buttarla a mare...
Messaggio del 15-11-2004 alle ore 12:03:48
..ne misi una tempo fa..!!

..grave errore!!
Messaggio del 15-11-2004 alle ore 19:38:40

Una volta leggevo che quasi tutti gl'italiani hanno nel cassetto qualche poesia, più o meno, e pensavo fosse interessante scoprire se c'è qualcuno di talento... a parte Enio Morena...



Hi hi hi hi hi!!!
Messaggio del 16-11-2004 alle ore 13:46:19
L' idea di adonai è ottima..Perchè non scrivere ognuno le proprie poesie..Questa è una mia poesia che è stata pubblicata anche sull'indice dei poeti italiani..Spero vi piacerà..

OLTRE LA VITA

Son'morto,
ma credo ancora di essere vivo,
son'morto si,
ma sono ancora confuso,
son'morto almeno credo,
ho capito,
solo ora comincio a vivere.


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Editato il 13:47:15 16/11/2004 da conteso
Messaggio del 16-11-2004 alle ore 18:52:55
Hai ragione Adonai! Le poesie vanno lasciate al vento perchè sono dei semi che devono trovare la loro terra da coltivare. Sono i semi della propria esperienza dei propri sentimenti. Il Grande Faber(Fabrizio De Andrè) diceva che le poesie sono di due categorie: quelle degli adolescenti, che scrivono quasi tutti; e quelle dei presunti poeti...Troverò la citazione esatta.
Messaggio del 16-11-2004 alle ore 18:56:33
SOLO IN SOLITUDINE

Se pensassi per un solo istante
su quante storie percorrono
la quotidianità della vita
ti accorgeresti della tua
Solitudine.

Anima sola in un mare
di gente frettolosa.

17 Dicembre 1998 K
Messaggio del 16-11-2004 alle ore 19:21:59
AMARTI

Pensarti
come una piuma
bianca,
planante
s'un manto di neve,
candida.
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Editato il 19:14:40 29/11/2004 da Dimas
Messaggio del 17-11-2004 alle ore 00:35:18
Rugge inaudito su un picco montano
Scuote le cime, s'espande pian piano
Quell'urlo mortal discende la valle
Protende mani, fameliche, gialle,
Chiede il suo pegno a' villan spaventati
Chiede il compenso degli anni attardati;
Forse credevan quei poveri sciocchi
Che mai morte avrebber visto lor occhi.
Quella però trista, reietta e negletta,
Fera attendeva infin giusta vendetta,
Scia di natura e di leggi vetuste,
Le fiamme covava di pire inuste.
Fiera essa scatta, travolge pensieri
Lieti rivolti agli ascosi sentieri
Che l'uomo percorre in tempo di pace
Ignaro del fato ché ragion tace.
Accendi tuoi lumi s'è buia la sera,
La morte non mente n'è menzognera.
Messaggio del 17-11-2004 alle ore 01:44:14
enio morena il poeta che fa pena...

enio morena,sei come un vento che si scatena...dal fondoschiena
Messaggio del 17-11-2004 alle ore 14:34:08



…. e questo calore
nettare di un sole così distante,
mi rinfranca la fatica di parlare
ad un pubblico così assente.
È questo stesso calore,
che si effonde dal tuo seno,
a rincuorarmi nel pianto.




Messaggio del 17-11-2004 alle ore 14:36:46



Nell’ultimo vagito del giorno che muore,
si sfalda la compattezza del tempo.
È questa fretta che ci rende immaturi:
colpevoli di un assassinio premeditato,
atarassici nell’osservare scorrere la vita.


Messaggio del 17-11-2004 alle ore 19:56:46
Dietro tremante, miserrima face
Dimentica e triste salma si giace.

V'era già tempo in cui questa divina
Culta veniva da tutte le genti
Madre e maestra fu poi poverina
Di tutte le specie di rei insurgenti.

Ora quest'umo che t'ha ricoperta
Solo bagna la pioggia, te diserta!

Passa distratto un villan fastidioso,
Sotto quell'uggia di grigia tristezza,
Che plurimi crucci han reso stizzoso,
Il capo scuote, la veste assai mézza.

«Ah! La meschina qui stassi Ragione!
Questa cretina! T'è bene oblivione!»
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Editato il 00:46:05 18/11/2004 da Adonai
Messaggio del 17-11-2004 alle ore 20:09:29
Vanno bene anche gli aforismi?
Questo l'ho scritto un paio di mesi fa...
spero vi piaccia:

-Gottfrei-
Come una benzina senza piombo -Bleifrei- libera dal piombo, così ci si dovrebbe cominciare ad affrancare dai vecchi Dei; componenti oramai non piu necessari per la forza propulsiva di cui abbiamo bisogno. Componenti addirittura percebili come pericolosamente inquinanti.
Questo per gli Dei antichi...e per quelli nuovi? Non meno pericolosi in effetti; anche se anch'essi sono cominciati ad invecchiare. Tecno(a-)logie, economie senza nè casa nè nomos.
Vecchi e nuovi Dei come paliativi per la solitudine e l'inquietudine umana.
Solo da un nuovo e piu profondo stato di solitudine puo derivare una nuova amicizia piu salda e piu sincera; un'amicizia che tenda a ricucire lo strappo, la lacerazione che soli la rendono possibile.
Si dovrebbe cominciare ad essere stanchi dell'amicizia che si appropria della ferita credendo di poterla rimarginare.

(gottfrei è un neologismo tedesco creato da me, calcato sulla parola "bleifrei", che significa senza piombo. Gottfrei gioca sulla doppia valenza di "senza dio" e libero da dio [frei coorisponde all'inglese Free])
Messaggio del 18-11-2004 alle ore 02:03:28
AMORIRE [b/]
Poni fine a questi giorni
sfila la lamma dalle carni,
ma lentamente
amore mio.

Stringo amar dolore tra le dita,
ma tu sorridimi ancora,
con le labbra il respiro sfiora,
e rubati l'anima.

sento le lacrime sfumare nel sangue,
vieni vicino con il viso
che dai tuoi occhi
mi guardo morire.

Non tremare,
amare m'uccide,
e non come ora invano
la tua mano.


AFORISMA
Ho pensato ad un pensiero.
Ma penso che pensare ad un pensiero pensato, sia pensare ad un pensiero, senza pensare.

Messaggio del 19-11-2004 alle ore 11:14:28
Carine... ora ci metto pure la mia (in realtà ricopio una che avevo già scritto qui (baci... perugina))



Le notti sono assai piu' brevi
di quanto potessi temere

solo... col familiare cuscino,
vento che accarezza i neri capelli

e il lieve solievo
che percorre le tue nude spalle

solo... con le impercettibili sensazioni
che spingono a mentire al cuore
ma che sollevano le menti

spettatore di un macabro teatrino
che si ripete gia' da molto a sua insaputa

lo stesso che un giorno ha deciso,
deciso per tutti e che ha mantenuto in silenzio tutto

solo... nel posto dove molte persone vorrebbero stare
ma dove solo mi fa restare

li solo... quando dovrei essere radioso
contento perche' qualcuno, prima di dormire
mi regala un suo pensiero
pensiero di cui non son degno di ridire

ma eccomi di nuovo qui, solo
tra la gente che mi vede radioso

come il raggio che è passato dalla finestra
che ti ha fatto scappare con troppa fretta

I giorni scorrono lenti
piu' di quanto potessi desiderare

Messaggio del 19-11-2004 alle ore 11:40:50
Prendimi per mano
come ogni mattina
aspettami
fuori il cancello
accompagnami a scuola
solo un tratto di strada
tu e il tuo profumo
ti tengo per mano
oh sacca della minnezza
Messaggio del 19-11-2004 alle ore 11:41:16
..scusami ma i primi e gli ultimi 2 versi nn sono di una canzone dei 99 posse??..SFUMATURE credo si kiami??
Messaggio del 19-11-2004 alle ore 12:13:36
Si la prima e la penultima riga le ho riarrangiate ma la loro origine è quella canzone (una delle piu' belle canzoni dei 99posse).

Li ho utilizzati per aprire e chiedere per un motivo ben preciso, a te l'interpretazione (se ti interessa)
Messaggio del 19-11-2004 alle ore 19:49:09
Una donnina di bassa statura
Piccola, anziana con lieve ossatura

Il corpo trascina colla sua spesa
Timida e mite, tra tante persone,
Affaticata, la busta le pesa
E 'l freddo che punge 'n questa stagione.

Pensa alla casa che sola l'attende,
Pensa al bucato che tutt'i dì stende.

Dopo mangiato rifugia al camino,
Mentre la fiamma le fa compagnia,
Spegne i pensieri e si china 'l capino,
Le sue paure par che fuggano via.

Dimmi i sogni, (forse te giovinetta),
Tu c'ora sei sola, vecchia e negletta.
Messaggio del 21-11-2004 alle ore 20:49:24
Ama Amor chi ama,
a lui s'accompagno lieto,
non fallo mai vieto,
l'avvolge nella dolce trama
Messaggio del 21-11-2004 alle ore 22:04:53
Il mondo mi rifiuta perché non
Sono alto né biondo né bello.
Il mondo mi respinge perché son
Cattivo, ostinato e son fello.

Ai brutti non posso e vo' appartenere
Perch'anch'essi mi spregiano assai,
Non solo degli occhi il brutto vedere
Ma anche i pensier sopporteran mai.

È questa la bella cagione,
Per cui questo mondo vivace,
Non trova la strada verace
E resta da solo coglione.
Messaggio del 23-11-2004 alle ore 01:05:39
Amo il bel viso e il bello sguardo,
Amo il bel sorriso e i begli occhi,
Quegli occhi che nel vuoto nulla vedon
Se non suoi pensieri.
Amo quei pensieri che non conosco,
Amo quei pensier di cui non sono
Cittadino.
Amo quelle mani che baciar senza
Dispetto sempre vorrei.
Amo te e altrimenti
Non potrei.
Messaggio del 23-11-2004 alle ore 09:14:19
Riporto un commento di Ian Hamilton apparso su Poetry Review...

Mi sembra che la poesia sia diventata sempre più un guazzabuglio, sempre più comprensiva, discorsiva, senza forma, un chiacchiericcio utile come ricettacolo per osservazioni argute e divertenti. Io penso che la poesia dovrebbe partire da quel tipo di intensità, attenzione ed abilità tale che ogni verso che viene creato miri alla perfezione. La maggiore parte di quanto va sotto la definizione di poesia, oggi, non lo è.

Messaggio del 23-11-2004 alle ore 12:51:45
Esce la poesia,
O piccola Maria,
Quando malinconia
batte del cor la porta

Giosue Carducci
_______________________________________________
La poesia è la ragione messa in musica.

Francesco De Sanctis
_______________________________________________
Una poesia ragionevole è lo stesso che dire una bestia ragionevole

Giacomo Leopardi
_______________________________________________
Il ricordo è poesia e la poesia non è se non ricordo.

Giovanni Pascoli
_______________________________________________
Il più sublime lavoro della poesia è alle cose insensate dar senso.

Giovan Battista Vico
_______________________________________________

Ps. Poesie, non giudizi
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Editato il 12:53:59 23/11/2004 da Adonai
Messaggio del 23-11-2004 alle ore 23:59:31
Quand'è mattino, o forse un po' più presto,
Si schiudon gli occhi e 'l pensier non è lesto

Ancor, ma sonnacchioso un poco vaga
A' sogni fatti, a quelli ancor venturi,
E non vuol la mente lasciar impaga
Dolci carezze de' momenti oscuri.

Ma la giornata incalza, colla prescia
Che mille affanni e 'mpicci sempre méscia.

Allor ciascuno, più o meno volente,
Dalle coperte si sforza e si slega,
Si reca agli offici assai immantinente
A rinnovar la perenne sua bega.

A noi l'eterno quest'è girotondo
Che senza sosta ci affligge nel mondo.
Messaggio del 23-11-2004 alle ore 23:59:44
Giunse un dì Ragione fra noi mortali
Con mentite spoglie e falsi natali.

Convinta era questa d'essere giunta
Tra menti illuminate e tolleranti,
Con spe certa di non restare inulta
Degl'inganni passati in tempi avanti.

Si mise a predicare con veemenza
Spargendo 'n larghezza saggia semenza.

Accadde che 'n principio pur qualcuno
Si voltasse per ascoltar codesta,
Ma poiché i più han intelletto digiuno
A molti fu quella favella infesta.

«Questa come l'altre è solo opinione»
Diss'un «va dimostrata con ragione»
Messaggio del 24-11-2004 alle ore 22:47:15
Un dito e tre quarti
Muovono sette stelle
Che dividono in due parti
Quel pianeta che le facelle
Spegne ogni evoluzione del sole.
Messaggio del 29-11-2004 alle ore 00:00:37
Attraverso un bosco di rovi;
non mi uccidono,
ma mi ferisco
continuamente.

La noia è ormai passata,
ma resta la spossatezza;
il nostro profilo morale
c’impedisce di perderci

nei fumi dell’ebrezza,
ma il fango c’impedisce,
ci appesantisce,
non riesco ad alzarmi.

I nostri desideri,
sono soddisfatti
ed anzi
già mi figuro

il sapore di quelli reali,
già me ne sazio
e immagino,
già ne sono nauseato.

Quell’unica cosa che desidero,
quella che mi manca,
non so se un destino
beffardo

me la preserva oppure
me la sottrae
quando me la concede
a mo’ di scherno.

È l’anima che si dissangua.
Messaggio del 29-11-2004 alle ore 19:13:43
Le poesie son piccole lacrime del cuore da conservare per se come un gioiello inestimabile..da donare certo ma centellinando i propri sentimenti con saggezza e sobrietà..

..non ho mai amato le bachehe in cui esporre se stessi..e compiacersi ed adularsi da solo..

..la poesia splende nel buio dei silenzi ke custodiamo..
Messaggio del 29-11-2004 alle ore 19:32:52
La poesia è tecnica ed evocazione, è un'endiadi di parole e pensier, è la comunicazione rituale, è filosofia arcaica. La poesia è l'acme della comunicazione. Nella poesia il contenuto è superiore e sublime rispetto al contenente. La poesia è superiorità morale, necessità ancestrale di tenere intatta ogni riflessione e di comunicarla ampliamente. Una poesia, una volta composta vive di vita propria, come un fiocco di neve moltiplica la propria mole procedendo nel suo viaggio, ma il suo destino desiderato è quello di formare un ghiacciaio eterno e memorabile per chiunque voglia vederlo
Messaggio del 29-11-2004 alle ore 19:47:56
..il mio pensiero è diverso..

..x me la poesia è ben altro..e rifugio segreto nel buio della mai anima..gioiello ineffabile..da mostrare a pochi..se non a nessuno..

..le parole non lette rimangono vergini dai commenti impudici..risate burlesche..lacrime stupide..il loro valore è inestimabile..e raggiungerle dev'essere un dono..

..altrimenti le parole rimangono solo lettere su un foglio..o un monitor..
Messaggio del 29-11-2004 alle ore 20:19:40
ma chi cazzo sei adonai? il figlio di giacomo leopardi?

CMQ la poesia si distingue in primo luogo per la forma, poi ci sono dei contenuti...
Messaggio del 29-11-2004 alle ore 20:58:45
Credo ke forma e contenuto siano entrambi importanti..

Messaggio del 29-11-2004 alle ore 21:25:18

..le parole non lette rimangono vergini dai commenti impudici..risate burlesche..lacrime stupide..



Caro Dimas, quello di cui ti parli non è poesia, ma è il circolo dell'uncinetto.
Che Dio maledica in eterno il romanticismo nordico che ha relegato la poesia ad un universo focolaresco e da camere di sicurezza per persone psicolabili e avulse dal mondo.


il loro valore è inestimabile..e raggiungerle dev'essere un dono..



Caro Dimas, se una poesia deve essere nascosta per renderne difficile l'accesso, tanto vale getterla nel cesto della cartastraccia, perché non è poesia ma è una prosetta filosofica.

La poesia è potenza comunicativa ma è anche l'intrico delle parole; come ho già detto, il contenuto è maggiore del contenente. La poesia evoca, non dice, quindi due parole suscitano ciò che nemmeno 50 parole di prosa potrebbero esprimere. Questa è la poesia, una reazione a catena, una minuzia che moltiplica se stessa e si fa grande e incontenibile.

Una poesia non è in primo luogo una forma, ma è un contenuto che esige una forma e la esige in sua funzione, in funzione del contenuto. Il contenuto domina la forma e domina il poeta stesso. Il contenuto avvince il poeta, gl'infonde passione. Il poeta è schiavo del contenuto e gli asserve la forma e ogni briciolo di sentimento e ragione.
La poesia è una intuizione illuminante, una epifania, una rivelazione, un inaudito, una scoperta insperata, una sintesi suprema, una possessione divina, l'irrazionale e supremo atto della mente razionale, l'infrazione di ogni analiticità a favore della sintesi e dell'immediato, è un grido che cerca il suo spazio, che non tollera compressione, è liberazione dai limiti materiali.
O è questo o è una morte anonima...
Messaggio del 29-11-2004 alle ore 23:50:41
giudice giullare,
riscalda il focolare,
se non vengo è presto,
ciò che tieni è perso,
se chiedi e vuoi sindacare,
in fondo devi andare.
Messaggio del 30-11-2004 alle ore 12:02:11
Caro ADONAI abbiamo concezioni diverse..x me la poesia altro..non solo vantarsi di saper comporre versi..compiacersi nella propria tecnica..ed adularsi..e postare le proprie rime a destra e a manca..

..è la mia poesia..le mie parole..i miei sentimenti..il mio dolore..la mia gioia..

..di tutto ciò ognuno ne fa quello di cui meglio crede..

..x qst nn partecipo a concorsi..non mando scritti ad editori..e non frequento i salotti intellettuali..

..sinceramente se vuoi saperlo a volte odio anke la poesia..ma non posso farne a meno..se potessi xò lo farei..

..e cmq sia molte volte le mie poesie ho preferito farle diventare "carta straccia" come dici te..


..non ci tengo al protagonismo D'Annunziano..preferisco la semmplicità..l'umiltà e la sofferenza intima ed ermetica di un Ungaretti..
Messaggio del 30-11-2004 alle ore 13:47:25
Caro Dimas,


..x qst nn partecipo a concorsi..non mando scritti ad editori..e non frequento i salotti intellettuali..



Come avranno fatto i nostri illustri padri senza " i salotti intellettuali", senza " i concorsi"?!?!?!?

Ah Ungaretti l'ermetico, e chi sarà mai costui, questo Carneade?!?!? Graecus non sum, nescio qui sitdirebbe Agostino!!!

Caro Dimas,

Ungaretti scriveva poesia ermetica; ciò non significa che seppellisse le sue poesie dentro un cofanetto d'argento e platino a dieci km sotto la superficie terrestre, ma significa che i suoi sentimenti sono seppelliti sotto le parole, che comunque restano schiuse alla luce del giorno.

Caro Dimas,

Ungaretti non è né semplice e tantomeno umile, come non lo era nemmeno "l'elementare" Pascoli.

Non so quale idea abbia tu della poesia, ma la poesia è personalità straordinaria, non si limita ad una poesiola d'amorucciolo, ad una poesia timidina che fa capolino, si vergogna piccina e temebonda.

Caro Dimas,

necessiti di una visione più organica e meno sfatta; la poesia non si legge nei salotti, né si potrebbe scriverla perché è un momento inopinato, viene a suo piacimento; la poesia si idea e si scrive intimamente e altrettanto intimamente si legge e si medita, ma che debba restare chiusa al cesso nel mentre di tutta la sua esistenza mi pare assai una pratica coprofagica.

Messaggio del 30-11-2004 alle ore 13:49:48
Ps. Caro Dimas

Se una persona tiene per sé le poesie che scrive, queste sono le alternative:

1) è una monnezza indegna di essere letta;
2) si considera una monnezza indegna di essere letta;
2) pensa che gli altri siano un branco di deficienti indegni di leggere ciò che scrive.
Messaggio del 30-11-2004 alle ore 14:02:21
Caro Adonai probabilmente tutte e 3!!

..abbiamo concezioni diverse..io la penso così e non vedo xkè se sta bene a me..dovrei cambiarla..

..apprezzo e stimo il tuo pensiero..anke se non lo condivido appieno..

..son felice..o meglio meno triste..tra la mia immondizia..carta straccia..o "prosetta filosofica"..ke molto probabilmente non leggerà nessuno..
Messaggio del 30-11-2004 alle ore 14:05:59
Adonai aggiungerei una cosa, la poesia non è impeto creativo, o almeno non solo, ma è anche disciplina mentale e tecnica.
Io non scrivo poesie da quando ho capito che rispondono al punto 1
Ma imbratto cmq la carta, come Van Gogh imbrattava le tele, naturalmente
E per anni ho nascosto tutto in cassetti o addirittura li distruggevo, poi mi sono reso conto che più hce coprofagia è onanismo
Messaggio del 30-11-2004 alle ore 14:10:09
Caro Dimas,
Io non ho niente contro il tuo pensiero, ma tu mi stai portando sull'orlo del baratro della disperazione, in quanto hai introdotto tu questo discorso, che tutto sommato qui potrebbe essere anche superfluo...
Messaggio del 30-11-2004 alle ore 14:12:12
Caro Dean,
Ma io ho sempre saputo che Van Gogh fosse matto... Sarai matto pure tu?
Messaggio del 30-11-2004 alle ore 14:13:26
Beh Certo che scoperta
Messaggio del 30-11-2004 alle ore 14:15:11
E ti dirò di più, vado fiero della mia consapevole follia
Messaggio del 30-11-2004 alle ore 16:57:03
..se superfluo allora non sprecare le tue favelle..e lascia morir il discorso se per te insulso..
Messaggio del 30-11-2004 alle ore 21:25:54
Caro Dimas,
Rispondo xké detesto essere contraddetto!

E cmq, se hai qualcosa contro le mie poesie, dillo apertamente, senza girare intorno a questioni accidentali...
Messaggio del 01-12-2004 alle ore 02:49:02
non ho nulla contro le tue poesie..anzi x la verità mi piacciono molto alcune..anke se ho uno stile differente..

..forse xò ti piace crogiolarti sul fatto di saper scrivere..e x qst essere compiaciuto..e non essere contradetto..

P.S. hai valutato il fatto ke ci sia la possibilità ke non sempre hai ragione??
Messaggio del 01-12-2004 alle ore 12:50:14
Caro Dimas,
In un mondo in cui tutti parlano come se avvessero sempre ragione, esprimere i propri dubbi su se stesso è un pregiudizio troppo grave; non esprimo dubbi su me stesso, gli altri lo fanno già ampliamente!
Messaggio del 01-12-2004 alle ore 12:55:50
..credo invece caro ADONAi ke esprimere dubbi su se stessi sia indice di intelligenza..la molla ke spinge continuamente a confrontarsi e conseguentemente migliorarsi..
Messaggio del 01-12-2004 alle ore 19:08:02
Avere dei dubbi è un contro, esprimerli è un altro... Siccome non mi pare di aver mai visto qualcuno che mentre parla afferma di dire cazzate, ma anzi afferma di dire cose ben dette, non vedo xké dovrei cominciare a farlo io...
Messaggio del 01-12-2004 alle ore 19:09:17
Cmq a sto punto potremmo cominciare a pensare di aprire un post: Dimas vs Adonai ovvero Scontro Continuo!
Messaggio del 02-12-2004 alle ore 12:29:59
I' mi trovai un mattino in un bel tempio
Grande, ornato e di nulla d'util scempio,

Quand'i' vidi gente in lor fede saldi
Pieni di canti e tutti salmodianti,
Nemici giurati d'ogni ribaldi,
Con' prima mai n'avevo visti innanti.

Ma occulti eran questi, per me rubelli;
Ascolta ch'i' racconti e ch'i' favelli:

Lor canti, li quali udii a piene voci,
Un poco più parvermi rancorosi,
Inimici 'nvèr degli umani soci,
A segno che quel che fûro non osi

Dir io, ma essere tutto mi penso
Tal Divino Amor che n'avrebbe senso.
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Editato il 12:40:51 02/12/2004 da Adonai
Messaggio del 05-12-2004 alle ore 11:27:10
«D'un lumine risplende il mare tremulo»
E 'l giorno oscuro del chiaro pare emulo.

Così scrisse Virgilio nell'Eneide
E io 'l presi e scrissi, esempio di poesia,
Non certo per parlar d'una Nereide
O d'altra opra d'antica fantasia.

È questo un dei versi più resistenti
Nella memoria mia e tra li più ardenti.

E quando la luna 'n cielo si splende
Sola e la notte tutta si rischiara,
E 'l buio coi suoi pensieri affondo fende
Non so cosa in me faccia men amara,

Ma sol vo' for guardare e sonnolento,
E senza pensare, ascoltare 'l vento.

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