Cultura & Attualità
Allora qui il discorso non e' approvare la riforma di "questo" o "quell'altro" intesi secondo un sentire esclusivamente POLITICO (ovvero di parte per definizione).
Qui non c'entra una emerita cippa essere di destra o di sinistra, ovvero avere i paraocchi e le recchie foderate dal prosciutto (marcio tra l'altro) della PROPAGANDA DI PARTITO.
Qui si tratta di decidere il futuro assetto istituzionale della nostra Italia.
La riforma proposta e' un imbroglio populista che creerebbe solo casini ed ulteriori bordelli al nostro purtuttavia amato paese, in un momento gia' per esso molto delicato a livello internazionale (crisi economica, fatica ad agganciare la ripresa, concorrenza sempre piu' forte dei paesi emergenti, etc etc,).
RIBADISCO I MOTIVI DEL NO (che vanno ben oltre la semplificazione furba ed ipocrita)
[b}Il testo sottoposto a referendum, indicato con l'improprio nome di "devolution":
a) ferisce l'unità nazionale attribuendo alle Regioni la competenza esclusiva in materie che riguardano i livelli essenziali delle prestazioni per i diritti alla salute ed alla istruzione. Oltre ai costi mai precisati di questa operazione, che sarebbero comunque molto alti, è chiaro che soluzioni dissociative di questa natura si risolverebbero in un ulteriore depotenziamento delle Regioni finanziariamente più deboli, rendendo vano ogni sforzo di perequazione nell'ambito del federalismo fiscale. In più, il sistema sanitario tenderebbe a differenziarsi per il diverso rapporto tra sanità pubblica e sanità privata. Bisogna poi tener conto dei pesanti effetti di differenziazione derivanti dalla attribuzione del carattere esclusivo alle competenze regionali nelle altre materie non espressamente riservate alla legislazione dello Stato (agricoltura, industria e turismo, tra le altre): in queste materie potrebbe diventare impossibile la determinazione di principi generali unitari e di qualunque politica nazionale;
b) concentra nel Primo ministro poteri che rendono del tutto squilibrata in senso autoritario la forma di governo dell'Italia, isolandola dagli Stati liberal-democratici. La blindatura del vertice del governo è praticamente assoluta, perché la sua sostituzione con un altro Primo ministro appartenente alla stessa maggioranza (che eviterebbe lo scioglimento della Camera), è resa impossibile dall'altissimo quorum richiesto. Il Presidente della Repubblica perde il potere di scioglimento della Camera, che passa integralmente al Primo ministro: la Camera dei deputati è degradata ad una condizione di mortificante inferiorità: o si conforma alla richiesta di approvazione di un testo legislativo su cui il Premier ha posto la questione di fiducia o, se dissente, provoca lo scioglimento dell'Assemblea e il ritorno di fronte agli elettori. La finalità "antiribaltone" non giustifica queste scelte estreme, perché la stabilità del governo dipende soprattutto dal "fatto maggioritario", realizzabile anche con l'attribuzione di un premio di maggioranza, come è già avvenuto nelle XIV e XV legislature;
c) Il superamento del bicameralismo paritario (escludendo il Senato dal rapporto di fiducia) non è giustificato dalla creazione di un vero Senato federale rappresentativo degli enti e delle comunità territoriali. La riduzione del numero dei parlamentari è un espediente puramente demagogico perché essa è operativa solo dal 2016 quando i capi e capetti di oggi saranno sperabilmente in pensione;
d) La distribuzione delle attribuzioni legislative tra Camera e Senato in base alle diversità delle materie (quelle di competenza esclusive dello Stato, le altre di competenza concorrente con le Regioni) rende del tutto incerto l'esercizio del potere di legiferare, anche perché il Primo ministro può spostare dal Senato alla Camera la deliberazione in via definitiva sui testi ritenuti fondamentali per l'attuazione del programma di governo;
e) da ultimo, ma non per ultimo, il testo sottoposto a referendum viola l'art. 138 della Costituzione, che non prefigura "riforme totali" della Carta, e viola i diritti degli elettori, radicati negli artt. 1 e
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Cost., elettori che con un solo "si" o "no"
vengono costretti a prendere contemporaneamente posizione sulle modifiche delle funzioni del Presidente del Consiglio, delle funzioni del Presidente della Repubblica, del procedimento legislativo, della composizione e delle funzioni di Camera e Senato, delle competenze legislative regionali, della composizione della Corte costituzionale, del giudizio di legittimità costituzionale in via diretta e del procedimento di revisione costituzionale.
Se vincesse il sì diventerebbe impossibile per molto tempo cambiare un testo approvato dal popolo; mentre se vince il no, c'è solo il rifiuto di "quella" riforma (votata nella passata legislatura) restando aperta la strada per emendamenti migliorativi puntuali coerenti con i principi ed equilibri fondamentali dell'impianto costituzionale: emendamenti da approvare a maggioranza qualificata, in forza della auspicata riforma dell'art. 138 della Costituzione, volta a mettere fine una volta per tutte all'epoca delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza.
molto sinteticamente:
punto a- lo stato federale non ferisce l'unità nazionale, se l'italiano medio non ha sentimento nazionale non c'è assetto statale che regga... su la sanità guarda che cambierebbe veramente poco...
punto b- mi sembra che una democrazia presidenziale non sia una aberrazione degli ideali di libertà politica... sullo scioglimeto della camera hai quasi ragione, tuttavia sfido un primo ministro a restare insediato al governo senza la maggioranza parlamentare e dunque l'impossibilità di legiferare male che va scioglie le camere per cercare una ridistrubuzione dei seggi in parlamento e riguadagnare la maggioranza
punto c- se si adotta il modello federale non può esistere bicameralismo paritario, il che non è affatto un difetto ma un vantaggio, una legislazione più agile e veloce è anche più utile al paese...
punto d- e questa è una cazzata immane, perchè il fenomeno che condanni tu si verifica con la competenza concorrente (che in linea di massima, vige adesso) si verificherà tutto l'opposto
punto e- non si riforma in toto la carta: SAI COME L'ULTIMO TITOLO DELLA COSTITUZIONE CHE TI HO RIPORTATO, PER "OCCULTARE" IL POST SI CHIAMA: "DELLE GARANZIE COSTITUZIONALI, E DIFENDE LA COSTITUZIONE STESSA DA RIFORME E LEGGI INCOSTITUZIONALI, PER DI PIU',SE E' ARRIVATA FINO AL REFERENDUM LA RIFORMA E' TUTTO TRANNE CHE INCOSTITUZIONALE...
se l'italiano medio non ha sentimento nazionale non c'è assetto statale che regga... su la sanità guarda che cambierebbe veramente poco...
E TU CHI SEI PER SAPERE COSA E' e COSA PENSA L'italiano MEDIO?
Ancora una volta motivazioni qualunquiste e senza la minima sostanza.
Per quanto riguarda la Sanita' hai ragione cambierebbe poco...gia' adesso gli abitanti delle regioni del Sud (e anche noi dell'abruzzo) fanni "I VIAGGI DELLA SPERANZA" per andarsi a curare al Nord o all'estero. Votando Si non si farebbe altro che accentuare questo gia' sconfortante aspetto della sanita' pubblica.
punto b- mi sembra che una democrazia presidenziale non sia una aberrazione degli ideali di libertà politica...etc etc
Infatti hai ragione. Non e' un'aberrazione MA SOLO SE C'E' un valido sistema di bilanciamento dei poteri istituzionali. Togliere al Presidente della Repubblica la prerogativa di sciogliere le camere, eliminerebbe automaticamente questo bilanciamento.
Inoltre quando dici
tuttavia sfido un primo ministro a restare insediato al governo senza la maggioranza parlamentare
e' esattamente quel che succederebbe in caso di vittoria del si.
Il premier sarebbe L'UNICO a poter legittimare lo scioglimento delle camere...ce lo vedi un possibile presidente che democraticamente dice "OK ORA LASCIO IL POTERE PERCHE' NON HO GOVERNATO BENE ED I CITTADINI MI HANNO REVOCATO LA MAGGIORANZA"...ma andiamo manco nel mondo dei sogni piu' sfrenati....
continuo dopo ora devo andare
E TU CHI SEI PER SAPERE COSA E' e COSA PENSA L'italiano MEDIO?
Ancora una volta motivazioni qualunquiste e senza la minima sostanza.
Per quanto riguarda la Sanita' hai ragione cambierebbe poco...gia' adesso gli abitanti delle regioni del Sud (e anche noi dell'abruzzo) fanni "I VIAGGI DELLA SPERANZA" per andarsi a curare al Nord o all'estero. Votando Si non si farebbe altro che accentuare questo gia' sconfortante aspetto della sanita' pubblica.
la mia confutazione era vaga, perchè la tua tesi è una stronzata, senza capo ne coda, non mi hai dato nemmeno la possibilità di darti una risposta seria, andiamo avanti...
e' esattamente quel che succederebbe in caso di vittoria del si.
Il premier sarebbe L'UNICO a poter legittimare lo scioglimento delle camere...ce lo vedi un possibile presidente che democraticamente dice "OK ORA LASCIO IL POTERE PERCHE' NON HO GOVERNATO BENE ED I CITTADINI MI HANNO REVOCATO LA MAGGIORANZA"...ma andiamo manco nel mondo dei sogni piu' sfrenati....
p.s. 1-come responsabile di quello che scrivo, ti invito a non stravolgere le mie affermazioni, ne tantomeno a isolare bellamente frasi dal proprio contesto a tuo personalissimo uso e consumo...
2- evita di darmi del qualunquista se non hai tesi valide che tu possa supportare e io confutare...
Posso essere sincera anima? nn ho capito nulla
e così dimostro quanto sono realmente senza senso
cioè tu che voti no sei contro l'assetto federalista visto che è realtà il fatto che in Italia c'è un grande dislivello nord-sud e questo può essere combattuto solo rimandendo uniti come lo si è ora, con l'assetto che abbiamo...passando ad un assetto federalista il nord continuerebbe a proliferare e il sud (o cmq le regioni deboli e con a capo soggetti con poca voglia di attivarsi per migliorare la propria regione) tornerebbe allo stato brado del passato...
in più concentrando più poteri nelle mani del premier non è garantita la totale libertà e si rischia di avere un premier-dittatore a capo del nostro governo?
e poi scusate un'altra cosa (nn ammazzatemi, sono scema
) eliminando sti parlamentari e poi però dando poteri alle singole regioni...le regioni stesse dovranno creare nuovi ruoli...e quindi i soggetti che prima risiedevano in parlamento andranno a risiedere nelle regioni?parlate in modo più chiaro? io sono a digiuno di certe nozioni
voglio capire Certo è che la riduzione dei parlamentari dal 2017 è una figata pazzesca.
Negli spot sul referendum si parla chiaramente della suddetta riduzione ma nessuno cita la data in cui dovrebbe entrare in vigore. Non che voglia vedere la malafede in questo, però un pò mi preoccupo.
E se poi vogliamo parlare del resto....Referendum costituzionale: le ragioni del no
Domenica 25 e lunedì 26 giugno si terrà un importantissimo referendum costituzionale. Si tratta di una consultazione ‘‘confermativa’’, senza quorum, mediante la quale si chiede agli elettori di approvare o respingere una proposta di riforma della Costituzione, già votata dal Parlamento.
Il disegno di revisione costituzionale sul quale gli italiani dovranno esprimersi in modo vincolante è quello voluto nella passata legislatura dalla coalizione di destra guidata da Berlusconi, che introduce la ‘‘devolution’’ e stravolge tutto il sistema di equilibrio tra i vertici Istituzionali della Repubblica.
Degli attuali 134 articoli del Testo Costituzionale, questa riforma ne cambia ben 50 e ne aggiunge 3. L’insieme delle modifiche delineano una Repubblica non più parlamentare, bensì plebiscitaria, dal momento che attribuiscono un potere enorme al Primo Ministro (finora definito Presidente del Consiglio).
A quest’ultimo viene riconosciuto esplicitamente il potere di imporre al Presidente della Repubblica lo scioglimento della Camera, qualora i deputati disturbino troppo la propria azione di governo, portando così il Paese a nuove elezioni politiche che gestirà nella pienezza dei propri poteri. Egli è eletto direttamente dal popolo e per insediarsi non ha più bisogno della fiducia della Camera, che è tenuta ad esprimersi favorevolmente (pena lo scioglimento) solo sul ‘‘voto di programma’’. Per espressa dicitura costituzionale, inoltre, il Primo Ministro determina la politica del Governo, nomina e revoca i Ministri a suo insindacabile giudizio.
Si concentra in capo ad una sola persona, quindi, il potere esecutivo, quello di iniziativa legislativa, nonché importanti funzioni di garanzia finora assegnate al Capo dello Stato.
Viene svilito, così, sia il ruolo del Presidente della Repubblica, sia quello del Parlamento.
Il primo perde il principale strumento per garantire l’equilibrio tra le parti politiche ed intervenire sugli eccessi del potere legislativo, ossia quello di sciogliere di propria iniziativa le Camere. Viene cancellato, inoltre, ogni suo potere nell’autorizzare il Governo a presentare i propri disegni di legge alle Camere.
Quanto al Parlamento, viene ridimensionata la propria funzione di soggetto legislatore, limitandosi di fatto ad approvare l’operato del Primo Ministro, salvo la possibilità (drastica) di sfiducia al Governo, con il conseguente ritorno a nuove Elezioni. L’ipotesi di “sfiducia costruttiva”, del resto, che prevede la sostituzione del Primo Ministro da parte della stessa maggioranza di Governo, appare piuttosto difficile a realizzarsi, poiché occorre il parere favorevole quasi unanime di tutti i deputati della maggioranza uscente.
Un vero e proprio stravolgimento e pasticcio istituzionale si realizza in materia di potestà legislativa e di sistema di approvazione delle leggi, regolato da un lunghissimo e complicato nuovo art. 70. La questione appare direttamente legata, tra l’altro, all’altra grande novità di questa riforma: la devolution, imposta dalla Lega e dalle forze politiche sensibili agli interessi delle aree del nord più sviluppato.
In sostituzione dell’attuale principio secondo cui ‘‘la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere’’, nella proposta di revisione costituzionale diventa rilevante la tradizionale distinzione tra le materie di competenza esclusiva dello Stato e quelle a potestà legislativa concorrente, (per la cui disciplina concorrono sia lo Stato che ne stabilisce solo i principi fondamentali sia le Regioni).
Nel primo caso, il ruolo predominante spetta alla Camera, mentre il Senato federale può apportare modifiche. Nel secondo, le parti risulterebbero invertite, attribuendo al nuovo Senato, eletto su base regionale e fortemente connotato in senso federalista, un potere legislativo enorme su materie tutt’altro che secondarie. Il fatto che il Senato federale venga rinnovato in tempi diversi e in concomitanza con le singole elezioni regionali, inoltre, rende abbastanza probabile l’eventualità di maggioranze politiche di orientamento diverso tra i due rami del Parlamento. Altro che governabilità!
La riforma, tra l’altro, introduce per la prima volta in modo esplicito il concetto di ‘‘potestà legislativa esclusiva’’ delle Regioni. In alcune materie espressamente citate, i Consigli Regionali potranno legiferare autonomamente e in modo diverso l’una dall’altra. Tra queste: assistenza sanitaria, organizzazione e gestione del sistema scolastico (compresa la definizione di una parte dei programmi scolastici), polizia amministrativa regionale e locale. Potremmo realisticamente avere, quindi, una regolamentazione dei diritti alla salute, all’istruzione e alla sicurezza pubblica differenziata da regione a regione. Il processo di disgregazione del tessuto sociale ed economico, in favore di una nazione sempre più diseguale e meno solidaristica, è così compiuto!
Non va sottovalutato un altro aspetto inquietante della riforma, che consiste nella lesione dell’autonomia della Magistratura (terzo potere dello Stato), che sarebbe sempre più sottomessa nei confronti del potere politico. Due le modifiche dagli effetti negativi: la diversa composizione della Corte Costituzionale (massimo Organo giurisprudenziale garante del rispetto e della conformità delle leggi alla Costituzione stessa), dei cui 15 membri ben 7 verrebbero designati su indicazione di Camera e Senato, mentre Magistratura e Presidente della Repubblica ne sceglierebbero, rispettivamente, solo 4; l’obbligo, per il Presidente della Repubblica, di scegliere il vicepresidente del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura - massimo Organo di autogoverno dei giudici) tra i membri indicati dal Parlamento, cioè dalla politica, mentre oggi tale figura è eletta liberamente in seno al Consiglio stresso.
Esistono motivi più che sufficienti per opporsi a questo progetto di riforma. La sua applicazione darebbe un colpo terribile al già scarso senso delle Istituzioni presente attualmente nel Paese e connoterebbe ulteriormente la nostra democrazia in senso poco partecipativo, uniformata al principio della delega, secondo cui il coinvolgimento popolare si esaurisce esclusivamente nel periodico esercizio elettorale.
La nostra Costituzione, sebbene in vigore da quasi 60 anni, è ancora storicamente giovane, molte delle sue parti non hanno mai trovato effettiva applicazione e rappresenta uno dei testi costituzionali più avanzati del mondo occidentale, aperta alle innovazioni non solo di tipo istituzionale, ma anche sociale e politico. Eventuali aggiornamenti, pur fisiologicamente necessari per renderla costruttivamente più funzionale nella parte relativa agli Organi istituzionali, non vanno confusi con operazioni di revisionismo del suo spirito complessivo.
Il Testo attualmente in vigore nacque da un grande slancio popolare ed è stato opera di uomini che si opposero al fascismo. Molti di loro vissero in clandestinità e guidarono la Resistenza. Gente che durante i lavori dell’Assemblea Costituente seppe mettere da parte le enormi differenze politiche tra loro esistenti per tracciare le linee generali di uno Stato nuovo e condiviso. Si dimostrarono Statisti.
Le norme che dovrebbero sostituire quelle attuali, e che saranno oggetto del prossimo Referendum, sono il frutto di compromessi di basso profilo tra i partiti di una sola parte del panorama politico, concretizzatesi nelle farneticazioni di poche menti bagate che rispondono, tra gli altri, ai nomi di Calderoli, Nania, La Loggia e D’Onofrio.
Tra le due Costituzioni, decisamente meglio la prima.
Il 25 e 26 giugno è opportuno per tutti che prevalgano i NO.
X SAMU
invece io penso che hai capito in pieno quello che volevo dire

La tanto decantata "riduzione" dei parlamentari porterebbe ESATTAMENTE al risultato che hai detto tu, ovvero riduzione si a livello nazionale, ma MOLTIPLICAZIONE dei suddetti a livello locale (esattamente come e' avvenuto per le TASSE, apparentemente ridotte a livello Nazionale salvo poi riapparire sottoforma di imposte locali aumentate per compensare i "tagli" dello stato centrale
)Questo mi porta direttamente a rispondere anche all'altro punto citato dal Coniglio: ovvero quello in cui afferma:
se si adotta il modello federale non può esistere bicameralismo paritario, il che non è affatto un difetto ma un vantaggio, una legislazione più agile e veloce è anche più utile al paese...
ASSOLUTAMENTE FALSO. Legislazione piu' agile e veloce??? Ma quando mai...provate ad immaginare i conflitti di competenza, gli incasinamenti giurisdizionali ed i macelli burocratici derivanti dall'avere uno stato centrale per ogni grande "regione" del paese (NORD CENTRO E SUD).
Immaginate i permessi nel caso in cui ad esempio io mi volessi curare al Nord ma la legislazione e' "leggermente" diversa da quella per il Centro e opposta a quella del Sud (o viceversa...) Un bordello totale ed una confusione istituzionale risolvibile solo, guarda caso, OMOLOGANDO le varie legislazioni fra loro ed allora dove sta' il vantaggio di averne tre diverse?
Hai capito brava
anche per quel che riguarda l'ulteriore indebolimento delle regioni gia' deboli (in prevalenza quelle del sud tra cui l'Abruzzo non dimentichiamolo).A me sembra (e questo e' un parere personale per carita') che gli unici a guadagnarci da questa pastrocchio costituzionale siano le regioni del Nord (Lombardia in primis), guarda caso proprio quelle da cui provengono Bossi e Compagnia. Io in quanto abitante del Sud ci penserei due volte prima di accordare il mio assenso ai seguaci di Bossi non credi?
continuo a rispondere al Bianco Coniglio:
e questa è una cazzata immane, perchè il fenomeno che condanni tu si verifica con la competenza concorrente (che in linea di massima, vige adesso) si verificherà tutto l'opposto
Visto che non vuoi che ti si accusi di qualunquismo, mi faresti il gentile favore di spiegare PERCHE' "si verifichera' tutto l'opposto".
Mi sembra che tu continui a proporre interpretazioni personali basate sul tuo sentore generale, partendo dal presupposto che TU HAI RAGIONE e tutti quelli che non la pensano come te invece hanno torto. Non fai nulla per argomentare coi fatti alla mano o usando un minimo di coerenza logica se non quella del "se non sei con me sei un comunista ottuso e liberticida". Fintanto che non proporrai argomentazioni "serie", supportate dalla necessaria coerenza dei dati continuero' a ritenerti un populista qualunquista in grado di dare commenti "da bar dello sport"
Ovviamente, essendo appassionato di focagna
apprezzerei molto un dialogo piu' corposo 
Permettini infine un'ultima citazione:
Tu afermi bellamente:
non vedo 1 perchè dovrebbe restare in carica (nemmeno come tornaconto personale) 2 per convenienza gli sarebbe più utile sciogliere le camere, indire nuove elezioni, e cercare una nuova maggioranza con cui fare i propri porci comodi...
NOn lo vedi o diciamo piuttosto che PREFERISCI NON VEDERLO il tornaconto. Mi sembra una persona intelligente Coniglio, scommetto che non ci credi nemmeno tu a quello che hai scritto se rileggi meglio e comprendi fino in fondo le sue implicazioni...

X SAMO 80 again...Hai capito brava
anche per quel che riguarda l'indebolimento delle regioni del sud. I vantaggi in caso di approvazione della "nuova" costituzione solo solo ad esclusivo vantaggio ah bene allora HAI STATO SPIEGATO BRAVO tu
ti ho chiesto per favore evitare sta robba delle citazioni ad minchiam...
io parlo perchè un minimo di diritto costituzionale e pubblico comparato hai tempi lo studiai... non è "sentore" o "presentimento"...

aspe' allora ri-cito INTERAMENTE la tua confutazione al punto...
punto d- e questa è una cazzata immane, perchè il fenomeno che condanni tu si verifica con la competenza concorrente (che in linea di massima, vige adesso) si verificherà tutto l'opposto
visto che tu hai fatto le "scole avte" in fatto di giurisprudenza mentre invece io sono solo un dilettante autodidatta che cerca di capire il piu' possibile di quello che mi si dice, ti ripeto, saresti cosi' gentile da spiegarmi esattamente COSA VUOL DIRE CIO' CHE HAI SCRITTO e perche' le motivazioni del "no" al riguardo siamo una "cazzata immane"?
Grazie ad minkiam

un minimo di diritto costituzionale e pubblico comparato hai tempi lo studiai..
e non potevi dedicar un po' di tempo anche alla lingua italiana?
Ah ma forse stavi già troppo avanti e dedicavi le tue attenzioni alla lingua federale!
d) La distribuzione delle attribuzioni legislative tra Camera e Senato in base alle diversità delle materie (quelle di competenza esclusive dello Stato, le altre di competenza concorrente con le Regioni) rende del tutto incerto l'esercizio del potere di legiferare, anche perché il Primo ministro può spostare dal Senato alla Camera la deliberazione in via definitiva sui testi ritenuti fondamentali per l'attuazione del programma di governo;
se decidere in maniera netta e precisa le attribuzioni (ricordando che il senato diverrà "camera regionale") significa allungare i tempi di legiferazione rispetto ad oggi dove le leggi fanno la spola per mesi da una camera all'altra io sono geppetto, mi sembra un principio semplicissimo...
e non potevi dedicar un po' di tempo anche alla lingua italiana?
Ah ma forse stavi già troppo avanti e dedicavi le tue attenzioni alla lingua federale!
ho presolezioni da gienni hai tempi... non zi vede?
scusami ma la tua mi sembra una spiegazione ad minkiam...Facciamo cosi' provo a riassumere il concetto generale e tu mi dici se va bene o no e perche' ok?

Allora con la nuova Costituzione, una delle due camere dello stato perderebbe la facolta' di analizzare ed eventualmente modificare una certa legge di competenza dello Stato centrale. OK.
E fin qui non ci sarebbe niente di male, ma procediamo pure.
Passiamo ad una Legge la cui competenza e' "concorrenziale" a quella dello Stato centrale e quindi a competenza prettamente regionale.
Come si fa' a stabilire a chi dare la precedenza? Chi e' che decide se una legge e' giusta e favorevole allo Stato italiano in generale e non soltanto a quella regione in particolare? Ci si rivolgerebbe dunque al Senato regionale (che cosi' diventerebbe organo di controllo, tra le altre "cose" e di interrelazione Stato-Regioni). Immaginati che 21 regioni italiane propongano in base alla loro autonomia decisionale 21 differenti sistemi sanitari pubblici.
Il Senato si troverebbe improvvisamente a dover analizzare, capire ed approvare la validita' di questi 21 sistemi diversi. Ok (immagino gia' le complicazioni ed i tempi biblici
che ci vorrebbe per fare cio'), ma poi? Mettiamo che 10 regioni decidono modifiche al loro sistema mentre altre 11 decidono di andare per la loro strada a scapito dello Stato centrale. Chi e' che decidera' cosa fare? Il Premier certo, dall'alto della sua onnipotenza discrezionale e legislativa. mettiamo il caso che la decisione del Premier (che non solo deve decidere a livello Nazionale, ma anche Regionale a questo punto) imponga un deciso cambio di rotta a quelle regioni che hanno deciso di tirare avanti per la loro strada sul servizio sanitario ma, improvvisamente si trovano senza fondi necessari per completare la riforma prevista e lo Stato Centrale non concedera' piu' fondi e contributi perche' il sistema sanitario regionale prescelto e' in contrasto con il benessere superiore dello Stato centrale...che si fa'? Chi e' che decide? Immagina i tempi necessari ai vari enti regionali che si dovrebbero creare per avere rapporti con lo stato centrale, immagina i tempi archeologici dei ricorsi, delle modifiche e delle risoluzioni dei miliardi di complitti burocratici e/o di competenza....
Insomma non se ne uscirebbe piu'...altro che velocita' e snellezza...
Dall'"alto" della tua conoscenza di diritto costituzionale, dimmi tu come si risolverebbero questo tipo di problematiche nell'ambito della nuova legislazione, visto che tu A PRIORI e senza nessuna motivazione se non la tua preparazione specifica
SAI GIA' COME ANDRA' A FINIRE.
CAPO V
MODIFICHE AL TITOLO V DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE
Art. 37.
(Modifiche all’articolo 114 della Costituzione)
1. La denominazione del titolo V della Parte II della Costituzione e` sostituita dalla seguente: « Comuni, Province, Citta` metropolitane, Regioni e Stato ». 2. All’articolo 114, primo comma, della Costituzione, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , che esercitano le loro funzioni secondo i princý`pi di leale collaborazione e di sussidiarieta`3. All’articolo 114 della Costituzione, il terzo comma e` sostituito dal seguente: « Roma e` la capitale della Repubblica e dispone di forme e condizioni particolari di autonomia, anche normativa, nelle materie di competenza regionale, nei limiti e con le modalita` stabiliti dallo statuto della Regione Lazio».
Art. 38.
(Approvazione degli statuti delle Regioni speciali)
1. All’articolo 116, primo comma, della Costituzione, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « previa intesa con la Regione o Provincia autonoma interessata sul testo approvato dalle due Camere in prima deliberazione. Il diniego alla proposta di intesa puo` essere manifestato entro tre mesi dalla trasmissione del testo, con deliberazione a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio o Assemblea regionale o del Consiglio della Provincia autonoma interessata. Decorso tale termine senza che sia stato deliberato il diniego, le Camere possono adottare la legge costituzionale».
Art. 39.
(Modifiche all’articolo 117 della Costituzione)
1. All’articolo 117 della Costituzione, il primo comma e` sostituito dal seguente: « La potesta` legislativa e` esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche´ dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario ».
2. All’articolo 117, secondo comma, della Costituzione, alla lettera a) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « promozione internazionale del sistema economico e produttivo nazionale; ».
3. All’articolo 117, secondo comma, della Costituzione, alla lettera e) sono premesse le seguenti parole: « politica monetaria, »; dopo le parole: « tutela del risparmio » sono inserite le seguenti: « e del credito »; dopo le parole: « tutela della concorrenza » sono inserite le seguenti: « e organizzazioni comuni di mercato ».
4. All’articolo 117, secondo comma, della Costituzione, alla lettera h), dopo le parole: « polizia amministrativa » sono inserite le seguenti: « regionale e ».
5. All’articolo 117, secondo comma, della Costituzione, dopo la lettera m) e` inserita la seguente: « m-bis) norme generali sulla tutela della salute; sicurezza e qualita` alimentari ».
6. All’articolo 117, secondo comma, della Costituzione, alla lettera o) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « sicurezza del lavoro; ».
7. All’articolo 117, secondo comma, della Costituzione, alla lettera p) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « ordinamento della capitale; ».
8. All’articolo 117, secondo comma, della Costituzione, dopo la lettera s) sono aggiunte le seguenti: « s-bis) grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza; s-ter) ordinamento della comunicazione; s-quater) ordinamento delle professioni intellettuali; ordinamento sportivo nazionale; s-quinquies) produzione strategica, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia ».
9. All’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) sono soppresse le parole: « e sicurezza »;
b) sono soppresse le parole: « tutela della salute; »;
c) dopo le parole: « ordinamento sportivo » e` inserita la seguente: « regionale».
d) le parole: « grandi reti di trasporto e di navigazione » sono sostituite dalle seguenti: « reti di trasporto e di navigazione »;
e) le parole: « ordinamento della comunicazione » sono sostituite dalle seguenti: « comunicazione di interesse regionale, ivi compresa l’emittenza in ambito regionale; promozione in ambito regionale dello sviluppo delle comunicazioni elettroniche »;
f) le parole: « produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia » sono sostituite dalle seguenti: « produzione, trasporto e distribuzione dell’energia »;
g) le parole: « casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale » sono sostituite dalle seguenti: « istituti di credito a carattere regionale ».
10. All’articolo 117 della Costituzione, il quarto comma e` sostituito dal seguente: « Spetta alle Regioni la potesta` legislativa esclusiva nelle seguenti materie:
a) assistenza e organizzazione sanitaria;
b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione; d) polizia amministrativa regionale e locale;
e) ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato ».
11. All’articolo 117 della Costituzione, l’ottavo comma e` sostituito dal seguente: « La Regione interessata ratifica con legge le intese della Regione medesima con altre Regioni per il miglior esercizio delle proprie funzioni amministrative, prevedendo anche l’istituzione di organi amministrativi comuni ».
Art. 40.
(Modifica dell’articolo 118 della Costituzione)
1. L’articolo 118 della Costituzione e` sostituito dal seguente: « ART. 118. – Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Citta` metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarieta` , differenziazione ed adeguatezza. I Comuni, le Province e le Citta` metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. La legge, approvata ai sensi dell’articolo 70, terzo comma, istituisce la Conferenza Stato-Regioni per realizzare la leale collaborazione e per promuovere accordi ed intese. Per le medesime finalita` , puo` istituire altre Conferenze tra lo Stato e gli enti di cui all’articolo 114. Ai Comuni, alle Province e alle Citta` metropolitane e` garantita l’autonomia nell’esercizio delle funzioni amministrative, nell’ambito delle leggi statali o regionali. La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e disciplina inoltre forme di coordinamento con riferimento alla tutela dei beni culturali ed alla ricerca scientifica e tecnologica. Disciplina altresý` forme di coordinamento con riferimento alle grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale. Comuni, Province, Citta` metropolitane, Regioni e Stato riconoscono e favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attivita` di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarieta` , anche attraverso misure fiscali. Essi riconoscono e favoriscono altresý` l’autonoma iniziativa degli enti di autonomia funzionale per le medesime attivita` e sulla base del medesimo principio. L’ordinamento generale degli enti di autonomia funzionale e` definito con legge approvata ai sensi dell’articolo 70, primo comma. La legge, approvata ai sensi dell’articolo 70, terzo comma, favorisce l’esercizio in forma associata delle funzioni dei piccoli Comuni e di quelli situati nelle zone montane, attribuendo a tali forme associative la medesima autonomia riconosciuta ai Comuni».
Art. 41.
(Modifiche all’articolo 120 della Costituzione)
1. All’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: « Il Governo puo` sostituirsi a organi delle Regioni, delle Citta` metropolitane, delle Province e dei Comuni » sono sostituite dalle seguenti: « Lo Stato puo` sostituirsi alle Regioni, alle Citta` metropolitane, alle Province e ai Comuni nell’esercizio delle funzioni loro attribuite dagli articoli 117 e 118 »; b) dopo le parole: « dei governi locali » sono inserite le seguenti: « e nel rispetto dei princý`pi di leale collaborazione e di sussidiarieta` »; c) e` soppresso il secondo periodo.
Art. 42.
(Modifiche all’articolo 122 della Costituzione)
1. All’articolo 122, primo comma, della Costituzione, dopo le parole: « stabilisce anche » sono inserite le seguenti: « i criteri di composizione e ». 2. All’articolo 122, quinto comma, della Costituzione, al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e non e` immediatamente rieleggibile dopo il secondo mandato consecutivo ».
Art. 43.
(Modifiche all’articolo 123 della Costituzione)
1. All’articolo 123, secondo comma, della Costituzione, e` soppresso il secondo periodo. 2. All’articolo 123 della Costituzione, il quarto comma e` sostituito dal seguente: « In ogni Regione, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali, quale organo di consultazione, di concertazione e di raccordo fra le Regioni e gli enti locali ».
Art. 44.
(Modifiche all’articolo 126 della Costituzione)
1.All’articolo 126, primo comma, della Costituzione, l’ultimo periodo e` sostituito dal seguente: « Il decreto e` adottato previo parere del Senato federale della Repubblica ». 2. All’articolo 126, terzo comma, della Costituzione, al primo periodo, sono soppresse le parole: « , l’impedimento permanente, la morte » e il secondo periodo e` sostituito dai seguenti: « Non si fa luogo a dimissioni della Giunta e a scioglimento del Consiglio in caso di morte o impedimento permanente del Presidente della Giunta. In tale caso, lo statuto regionale disciplina la nomina di un nuovo Presidente, cui si applicano le disposizioni previste per il Presidente sostituito. In ogni caso le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio ».
Art. 45.
(Leggi regionali ed interesse nazionale della Repubblica)
1. All’articolo 127 della Costituzione, dopo il primo comma e` inserito il seguente: « Il Governo, qualora ritenga che una legge regionale o parte di essa pregiudichi l’interesse nazionale della Repubblica, entro quindici giorni dalla sua pubblicazione invita la Regione a rimuovere le disposizioni pregiudizievoli. Qualora entro i successivi quindici giorni il Consiglio regionale non rimuova la causa del pregiudizio, il Governo, entro gli ulteriori quindici giorni, sottopone la questione al Parlamento in seduta comune che, entro gli ulteriori quindici giorni, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei propri componenti, puo` annullare la legge o sue disposizioni. Il Presidente della Repubblica, entro i successivi dieci giorni, emana il conseguente decreto di annullamento ».
Art. 46.
(Garanzie per le autonomie locali)
1. Dopo l’articolo 127 della Costituzione, e` inserito il seguente: « ART. 127-bis. – I Comuni, le Province e le Citta` metropolitane, qualora ritengano che una legge o un atto avente forza di legge dello Stato o della Regione leda le proprie competenze costituzionalmente attribuite, possono promuovere dinanzi alla Corte costituzionale la questione di legittimita` costituzionale. Una legge costituzionale disciplina le condizioni, le forme e i termini di proponibilita` della questione ».
Art. 47.
(Coordinamento interistituzionale da parte del Senato federale della Repubblica)
1. Dopo l’articolo 127-bis della Costituzione, e` inserito il seguente: « ART. 127-ter. – Fatte salve le competenze amministrative delle Conferenze di cui all’articolo 118, terzo comma, la legge dello Stato, approvata ai sensi dell’articolo 70, terzo comma, promuove il coordinamento tra il Senato federale della Repubblica e i Comuni, le Province, le Citta` metropolitane e le Regioni e ne disciplina forme e modalita`. Il regolamento del Senato federale della Repubblica garantisce rapporti di reciproca informazione e collaborazione tra i senatori e i rappresentanti degli enti di cui al secondo comma dell’articolo 114. I senatori possono essere sentiti, ogni volta che lo richiedono, dal Consiglio o Assemblea della Regione ovvero dal Consiglio della Provincia autonoma in cui sono stati eletti con le modalita` e nei casi previsti dai rispettivi regolamenti ».
Art. 48.
(Modifica all’articolo 131 della Costituzione)
1. All’articolo 131 della Costituzione, le parole: « Valle d’Aosta » e « Trentino-Alto Adige » sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: « Valle d’Aosta/Valle`e d’Aoste » e: « Trentino-Alto Adige/Südtirol ».
Art. 49.
(Città metropolitane)
1. All’articolo 133 della Costituzione e` premesso il seguente comma: « L’istituzione di Citta` metropolitane nell’ambito di una Regione e` stabilita con legge dello Stato, approvata ai sensi dell’articolo 70, terzo comma, su iniziativa dei Comuni interessati, sentite le Province interessate e la stessa Regione ».
Art. 50.
(Abrogazione)
1. All’articolo 116 della Costituzione, il terzo comma e` abrogato.
leggi e vedi che tutto questo caos, non esiste...
oh, poi se è illegibile o scarsamente fruibile sti cazzi, vista la disinformazione che c'è in giro... se la si sta facendo diventare una battaglia del quartierino non è colpa mia...
Coniglio sei ridicolo

fammi capi' mo' che significa sto' papiro del kaiser che hai messo.
Scommetto che manco tu lo capisci o improvvisamente sei diventato un luminare di diritto costituzionale?
Sai spiegarci A PAROLE TUE che cosa vuol dire tutto cio'? Visto che tu sei tanto bravo e superiore ai comuni mortali che hanno difficolta' nella "fruibilita' " del tutto, facci capire COME CAMBIERA' lo Stato Italiano e, soprattutto, SE QUESTO CAMBIAMENTO E' COSA BUONA E GIUSTA oppure no.
Vattajetta' coni', mi sembravi una persona intelligente, invece sei un ottuso presuntuoso qualunquista. E io chi ci perdo pure tempo
VEDI, IO NON DEVO DIRE, A DIFFERENZA DI QUALCUNO, SE CAMBIERA' IN MEGLIO O IN PEGGIO, ME LO TENGO PER ME, O COMUNQUE MI DA FASTIDIO CHE CI SIA GENTE IGNORANTE IN MATERIA CHE SENZA AVER MINIMAMENTE LETTO ED ESSERSI INFORMATA SULL'ARGOMENTO IN QUESTIONE SPARA SENTENZE E PRETENDE DI ARGOMENTARE COSE CHE NON SA, SCIMMIOTTANDO IL POLITICO DI TURNO SENTITO LA SERA PRIMA A BALLARO'.
se mi deve dare del qualunquista uno che non conosce minimamente quello di cui si sta parlando, beh siamo al paradosso assoluto, vedi io non sarò un granchè come studente di scienze giuridiche, ma tu chi sei per arrivare all'insulto? sei fortunato con mi va di risponderti a tono...
prima hai sparato buchi di legislazione e possibilità che sono al paradosso della dottrina... ma dico secondo te è lasciato tutto al caso, uno si sveglia la mattina e trova dei buchi clamorosi nella costituzione, occhio che hai negato ha questo punto involontariamente anche la minima giustizia costituzionale che prima tu avevi "elogiato"...
leggi attentamente e vedi che tutto quello che avevi paventato, caos nell'iniziativa di attività legiferativa, attribuzioni, competenze territoriali, ecc... non esistono... poi che sia un bene o un male a me interessa, ma interessa molto di più che ci sia gente che da aria alla bocca senza manco essersi fatta una PROPRIA opinione...
poi mi scadi pure nell'insulto... che tristezza...
tra parentesi per essere esemplificativo:
anche oggi, per farla breve, e ti ho voluto citare di proposito l'art.117 ci sono materie di competenza degli enti locali, dello stato centrale o entrambi, e forse qui quello che non si è capito, è che non si rivoluziona un bel niente, si vuole solo rendere più funzionale, quel primo e timido passo verso il federalismo che è il titolo quinto riformato in vigore attualmente... stop, niente di trascendentale... poi funziona, non funziona, io ripeto, in teoria per come è disciplinata la dottrina un amministrazione di questo tipo funziona meglio, poi tu puoi fare utte le obiezioni che vuoi ma non scadiamo nel ridicolo che si possono venire a creare dei buchi rendendo la costituzione incompleta... questo no...
ti ripeto quello detto in precedenza:
se mi vuoi fare un discorso onesto, mi lascia dubbioso in ruolo presidente della repubblica- primo ministro, quello si e ci si può discutere, ma sulle altre obiezioni no, mi dispiace...
vedi visto che il Comitato del SI deve CONVINCERMI per avere il mio voto, io pretendo che mi venga data una spiegazione del PERCHE' SI E" DECISO DI CAMBIARE LA LEGGE FONDAMENTALE DELLO STATO ITALIANO e DI COME SI INTENDE PROCEDERE IN PARTICOLARE PER COPRIRE I COSIDDETTI BUCHI.
Siccome ho deciso che votero' no (ed io a differenza di te che pretendi di aver capito tutto ed invece non c'ahi capito una mazza) ho cercato anche il confronto con te che invece sei orientato per il si, sperando di capirne di piu' della piu' importante riforma dello stato italiano negli ultimi 60 anni.
Purtroppo tu non hai saputo proporre neiente altro che una marea di ca22ate pseudo tecniche e molto filo propagandistiche, arrivando pure a dire che, siccome tu ai tempi hai avuto "una infarinatura di diritto costituzionale" che se non ci si capisce niente e' solo perche' noi poveri mortali siamo ignoranti bhe...scusami ma questo per me significa
1) offendere l'intelligenza delle persone
2) essere ottuso e presentuoso
3) dimostrare di essere semplicemente uno "scemo" che abbocca alla propaganda
Io a differenza di te VOGLIO PROPRIO SAPERE SE CAMBIERA" IN MEGLIO. una legge costituzionale non si cambia per il gusto di cambiare o perche' non si ha altro da fare.
A me a differenza di te, interessa e non mi da' assolutamente fastidio che ci sia gente ignorante in materia.
Anzi faccio proprio appello a queste persone per cercare di capire insieme i problemi che si potrebbero presentare per noi poveri mortali.
Io a differenza di te non sono uno sveltarello arrogante e pretestuoso, io a differenza di te non pretendo di avere tutte le risposte e per tanto mi piace dialogare con le persone per capirne di piu'.
Ma per avere un dialogo occorre consapevolezza. Tu di quest'ultima mi sembri esserne decisamente sfornito e sembri solo un trombone vuoto che si limita a riprodurre a pappagallo la "lezioncina" imparata dal reparto comunicazione di Forza Italia/AN etc etc.
E chiudo qui la cosa che sinceramente e' diventata pesante e puzzolente.
Stammi bene Coniglio
io non ho insultato nessuno mi sembra sei tu che hai ammesso di non conoscere la materia, A PARTE QUESTO, io non devo convincere nessuno altrimenti lo potrei fare con la forza

Io a differenza di te VOGLIO PROPRIO SAPERE SE CAMBIERA" IN MEGLIO.
non ho mai detto che non ci si capisce niente perchè voi altri siete ignoranti... anzi, solo che con tutta la mia modestia certe cose dal mio punto di vista non stanno ne in cielo ne in terra, se noterai alla discussione di libero non ho avuto nessun appunto da fare... mi dai l'impressione di esserti un po' arenato hai dato le tue motivazioni del no, io ti ho detto perchè non sono valide dal mio punto di vista, ti ho dato la possibilità di farti una tua idea su una base obbiettiva senza spararti cazzate di mio pugno, dai la risposta sulle attribuzioni a cui ti ho allegato le modifiche degli articoli relativi per farti capire che sono piccoli aggiustamenti di un sistema che c'è già e che potrebbe un filo funzionare meglio, partendo dal presupposto che il tuo commento parte da un vizio della costituzione che non è fattibile in questo momento dell'iter legislativo. che altro ti devo dire, io mi limito a dire che le tue motivazioni e le tue argomentazioni sono sbagliate dal mio punto di vista poi fa come vuoi...
tra parentesi per essere esemplificativo:
anche oggi, per farla breve, e ti ho voluto citare di proposito l'art.117 ci sono materie di competenza degli enti locali, dello stato centrale o entrambi, e forse qui quello che non si è capito, è che non si rivoluziona un bel niente, si vuole solo rendere più funzionale, quel primo e timido passo verso il federalismo che è il titolo quinto riformato in vigore attualmente... stop, niente di trascendentale... poi funziona, non funziona, io ripeto, in teoria per come è disciplinata la dottrina un amministrazione di questo tipo funziona meglio, poi tu puoi fare utte le obiezioni che vuoi ma non scadiamo nel ridicolo che si possono venire a creare dei buchi rendendo la costituzione incompleta... questo no...
ti ripeto quello detto in precedenza:
se mi vuoi fare un discorso onesto, mi lascia dubbioso in ruolo presidente della repubblica- primo ministro, quello si e ci si può discutere, ma sulle altre obiezioni no, mi dispiace...
Votare NO credo che sia un atto di intelligenza minima
ho commesso l'errore di non leggere, non avendone avuto il tempo
...in ogni caso, ne sono certo, il dott. animamundi sarà stato, come al solito, competente e sincero

da costituzionalista di fama mondiale
, quale sono,
ritengo che la riforma della nostra povera Carta fondamentale sia, se non un disastro, qualcosa che si avvicina molto ad un macelletto istituzionale.Spero di avere il tempo per "dire la mia" prima del referendum, anche se non interesserà a nessuno

Comunque, qualora ne aveste il tempo e la voglia
, potreste leggere quello che ho scritto a proposito della riforma dell'art. 138 che, a mio avviso, è emblematica (la storia, per capirci, del referendum per la modifica costituzionale).Intendiamoci, io sono un convinto sostenitore della stabilità di governo anche a scapito (limitato, s'intende) di un po' di rappresentatività, ma credo che il sistema studiato dai saggi
della Casa delle libertà, faccia acqua un po' da ogni parte.C'è bisogno di una modifica della Costituzione, anche piuttosto urgente, per via dei casini fatti dal centrosinistra che hanno letteralmente ingolfato la Corte costituzionale con la questione delle competenze Stato-Regioni (complessivamente, però, quella rossa, non è una brutta riforma...del resto servì per dare copertura costituzionale alle varie Bassanini) . Materie come l'ordinamento della comunicazione, a competenza concorrente, fanno
cagare davvero! Detto questo e considerata la necessità di riformare una Costituzione che, seppur giovane, ha bisogno di alcuni ritocchi... non è possibile accettare uno stravolgimento così radicale, senza neppure sedersi ad un tavolo e rifletterci per benino. Molti costituzionalisti (direi la quasi totalità) hanno dato dei pareri disastrosi su questa riforma, per una volta, ascoltiamoli! (vi consiglio di leggere gli scritti di Alessandro Pace, grande costituzionalista e nonstro insigne concittadino
)Ultimo appunto tecnico: uno stravolgimento così rilevante, come quello prospettato, credo abbia bisogno non di un semplice referendum per essere approvato, ma di una vera e propria nuova Assemblea costituente, dal momento che gli assetti mutano in maniera troppo rilevante e ne verrebbe fuori un Ordinamento totalmente stravolto. Altri Paesi lo hanno fatto ed hanno scelto la via della Costituente.

dunque, dopo aver preventivamente mandato al diavolo la netiquette di chi so io
, metto quest'altro post e vi chiedo di:Come spesso ha ribadito Sergio Romano, questo governo per durare ha assolutamente bisogno che passi la riforma costituzionale
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