Cultura & Attualità

L'anomalia italiana
Messaggio del 25-12-2007 alle ore 09:53:25
In America i giudici fanno la faccia feroce per diventare Governatori, in Italia per fare gli ospiti da Supersimo
Messaggio del 25-12-2007 alle ore 02:32:41
Atelkin,
il problema è che quando cominciano i processi di Piazza e quelli sommari non si sa dove si va a finire e ci vanno di mezzo anche tanti innocenti e tanta povera gente.
Messaggio del 25-12-2007 alle ore 02:26:47
bettino,
so che è molto amaro, e non mi piace infatti averlo scritto, ma è ciò che penso.
anche io, come te, odio i processi di piazza, soprattutto mediatica (e l'ho sottolineato in vari post in passato), ma un paese malato come il nostro comincia a farmi sentire nel giusto solo quando viene reso così manifesto il male, da essere sbattutto sotto gli occhi delle persone. il problema è che ci stiamo così abituando alla cacca che cominciamo a gustarne il sapore. io personalmente non ci provo gusto, ma comincio a provarne nel sapere che gli altri ne fanno gran consumo, con anche la scarpetta.
Messaggio del 23-12-2007 alle ore 09:45:50
a me la gogna pubblica sa tanto di demagogia..
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 23:21:43
Atelkin,
il tuo è un commento molto amaro. Mi spiace che provi giustizia vedendo qualche personaggio distrutto sui giornali e sulle televisioni per la pubblicazione illegale di una intercettazione. Io continuo a pensare che ci sono milioni di procedimenti chiusi nei cassetti e che la maggior parte di loro finirà in prescrizione. Vorrei, a tal proposito, che si aprisse un dibattito su come accorciare i tempi dei processi, il vero dramma della giustizia italiana, che penalizza i più deboli. Anche tu rischi di vederti negata la giustizia in un procedimento giudiziario da una macchina amministrativa che gira male. A prescindere dalla noia delle tue telefonate...
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 23:06:52
caro bettino,
in linea di massima sono d'accordo con te. anche io vorrei una giustizia come l'hai dipinta te, ma semplicemente non cerco di farmi illusioni, che rischiano solo di allontanarmi da quella che è la realtà: l'impossibilità della giustizia in italia. l'unica cosa che resta, in un paese così lontano dalle regole democratiche del giudizio, mi sembra - al momento - solo quello della distruzione pubblica di un personaggio.
personalmente io non ho niente da nascondere, potrebbero pubblicare le mie intere conversazioni qui e ovunque, sarebbero solo noiose.

dodò, tu ti meriti uno scappellotto che prontamente ti darò domani sera al mio rientro in frentania.
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 14:25:52






Messaggio del 22-12-2007 alle ore 14:25:38
Fouquier tinville è ernesto
vu du ricapetevel chi è Couthon e chi Saint Just (Justì non c'entri un cazzo tu)
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 14:25:29
Atelkin,
in Italia avvengono circa 100.000 intercettazioni autorizzate all'anno. Tralasciando quelle illecite, tu pensi che in quelle 100.000 ci siano solo i politici, Moggi, Fiorani e Fazio? Non penso, forse un giorno ci finiremo anche tu ed io, se non ci siamo finiti già. Ma non è questa la questione di fondo. Il problema è che quelle pubblicazioni sono illegali e non provengono dalle segreterie dei politici, di Fiorani, Fazio e Moggi, bensì dalle Procure della Repubblica. Se tu pensi che si possa combattere una illegalità commettendone un'altra, allora accontentati della giustizia spettacolo e dei processi lunghi che finiscono con una bella prescrizione. La mia idea di giustizia è un'altra. Vorrei che i magistrati andassero di meno in televisione, rilasciassero meno interviste e lavorassero con maggiore imparzialità ed efficenze come un dipendente della pubblica amministrazione dovrebbe fare. Forse con meno intercettazioni dovrebbero lavorare di più, come i loro colleghi europei che fanno più cause. I magistrati non devono diventare dei personaggi famosi ed osannati, devono lavorare come i professori, i medici e qualsiasi altro dipendente pubblico. Così forse avremo processi più veloci, più sentenze sia di condanna che di assoluzione. E meno cittadini che pensano di compensare la mancanza di giustizia sociale con la forca mediatica per i potenti ed i famosi di turno.
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 14:24:57
A proposito di farmacisti... ieri sera in caffetteria giravano penne a forma di siringa... Divo ne sai qualcosa?
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 14:20:39
Carissimo giullare Dean, non ho mai avuto mal di testa in vita mia.
Sono sicuro, altresì, che allorquando citi Couthon vuoi riferirti a Bakunin!



Messaggio del 22-12-2007 alle ore 14:11:29
Ma checcazzo dici?



Messaggio del 22-12-2007 alle ore 13:39:21
La situazione italiana mi ricorda molto quella del biennio giacobino, in cui la follia sanguinaria del tribunale rivoluzionario giunse al parossismo nel grande terrore delle stragi del settembre 1793, ma a differenza di allora manca un Robespierre che sapeva dare un indirizzo politico e quindi una speranza di normalizzazione, nonostante i Saint Just e i Couthon che auspicavano il terrore permanente.
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 13:34:27
ma non ti incazzare sempre alla tua età può far male
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 13:29:54

tu stai malato



Certo! E avrei bisogno di un farmacista del cazzo...secondo te?
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 12:27:50
anche perchè non sarei stato in grado di rispondere cosi' rapidamente a Bakunin
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 12:26:43
era per KI, non per bakunin....
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 12:24:35
Piccoli Couthon crescono supportati da Fouquier Tinville borghesi.
Prima o poi arriverà il Termidoro
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 12:13:43

tu stai malato

Messaggio del 22-12-2007 alle ore 12:13:43
perkè il fascista d'alema ke passa per un uomo di sinistra come del resto il democristiano veltroni nn è anomalo?
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 12:08:11
L'anomalia italiana si chiama Cavalier Banana!



Messaggio del 22-12-2007 alle ore 08:52:40
io so solo che senza le intercettazioni, con un magistrato letteralmente ostacolato nel proprio lavoro o ancor meglio rimosso,
fazio sarebbe ancora seduto sulla sua poltrona,
banca antonveneta...,
fiorani,
i furbetti di varia natura,
d'alema e consorte,
moggi (nel suo piccolo),
ecc. ecc. ecc.

in un paese civile, non ci sarebbe bisogno di pubblicarle, ma visto che non lo siamo (civile nel senso di società sviluppata, democratica, ecc.) io dico ben vengano le intercettazioni, sono l'unica modalità per un magistrato di far emergere, almeno, qualche stralcio di nefandezza.
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 08:46:37
in un paese come il nostro, le intercettazioni sono l'unica via verso se non la giustizia, quantomeno verso la conoscenza.
a forza di spade garantiste abbiamo segato le gambe alla giustizia e costruito solide basi al parlamento indagato.
qui non si tratta di innominato o altro bettino, non è un automatismo dire male ad un politico per essere grilliano, ci tengo particolarmente a questa distinzione.
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 02:36:07
Tutti che si lamentano... ma la legge sulle intercettazioni l'hanno fatta destri e sinistri nella scorsa legislatura. Così come il segreto istruttorio che fu abolito molto prima...
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 02:19:14
I garantisti sono sempre pochi, i seguaci dell'innominato sempre assetati invece. L'Italia dei guardoni e dei curiosi che spazza via l'Italia dei desiderosi di rispetto e dignità, anche per i rei ed i presunti tali.
Messaggio del 22-12-2007 alle ore 01:40:06
dal sito www.opinionipersonali.it


L'ANOMALIA ITALIANA OVVERO LA DISFATTA DELLA GIUSTIZIA

La pubblicazione dell'intercettazione telefonica tra Berlusconi e Saccà pone l'accento sulla crisi della giustizia in Italia:in nessun paese civile, infatti, sarebbe permesso non solo pubblicare il testo di tale intercettazione, ma addirittura l'intercettazione stessa.
Nel nostro paese invece, si sfama l'appetito del popolo bue dandogli in pasto il contenuto di conversazioni private, nelle quali non si ravvisano ipotesi di reato, per la semplice necessità di dimostrare che la magistratura ha tutto sotto controllo.
La realtà piuttosto è un'altra: in Italia la magistratura ha miseramente fallito il proprio ruolo di sorveglianza e, soprattutto, di repressione: i processi durano una vita, quasi mai arrivano a condanne definitive, e quelle rare volte che vi arrivano, la condanna è cancellata dal colpo di spugna dell'indulto.
Ormai i giudici non fanno i processi nei tribunali, e neanche in piazza, come qualcuno bramerebbe, ma sui giornali: la carta stampata ha sostituito le aule dei tribunali, il lettore ha preso il posto del togato, ed è pronto a giudicare sulla base delle intercettazioni telefoniche che all'improvviso, non si sa perchè e per come, compaiono su Repubblica o sul Corriere della Sera.
L'uomo comune può quindi arrogarsi il diritto di giudicare la Franzoni matricida, Amanda una assassina e Azouz Marzouk una vittima o un correo, a seconda dei punti di vista e delle soffiate mediatiche.
E lo stato di diritto, direte voi? E' dato per disperso nella barbarie mediatica, avvistato in una puntata di "Porta a porta" e poi sparito, finchè non è riapparso a "Matrix", ove aleggiava nell'aria, come una strana presenza alla quale nessuno dava peso...
La presunzione d'innocenza è ormai un optional: buoni o cattivi lo decidi tu, davanti al plastico della casa di Cogne o al coltello, "simile a quello che ha ucciso Meredith"; la giustizia è diventata interattiva...
La sconfitta della giustizia in Italia è palese: i magistrati inquirenti sanno che, per come è articolata la gestione della giustizia in Italia, non riusciranno a venire mai a capo di nulla, almeno non in tempi brevi, ed allora alle aule di tribunale preferiscono la carta stampata: il reo deve subire il processo si', ma che sia un processo mediatico!
La gente deve sapere che Vittorio Emanuele di Savoia, anche se non sarà mai condannato per alcunchè, sosteneva che i sardi si accoppiano con le pecore; deve sapere che Salvo Sottile, che anche tra 20 anni avrà la fedina penale immacolata, faceva sedere sulle proprie ginocchia aspiranti soubrette promettendo loro successo.
La gente deve sapere delle sveltine di Sabani, delle doti segrate di Merolone, delle telefonate amichevoli tra Berlusconi e Saccà.
E visto che la Giustizia è cosi' inetta da non saper giudicare in tempi brevi nè condannare, ci penserà la Gente, unico Giudice supremo, a giudicare chi è buono e chi no, chi merita rispetto e chi va esposto al pubblico ludibrio.
Dopotutto non inventiamo niente: anche ai tempi dell'occupazione nazista vi era la condanna "per volontà di popolo".



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