Cultura & Attualità

L'analfabetismo
Messaggio del 18-11-2005 alle ore 12:24:29
Dal primo censimento, successivo all'unità d'Italia, gli analfabeti rappresentavano il 75% della popolazione, con percentuali dell'80/90% nelle regioni meridionali e nelle isole, del 50/55% nelle regioni settentrionali, mentre secondo il linguista Tullio De Mauro, al momento dell'unità soltanto 630.000 italiani, il 2,5% della popolazione, parlava la lingua italiana.

Oggi sono 5.981.579 gli analfabeti totali e senza alcun titolo di studio: numeri che vengono da un'indagine dedicata dall'Unione Nazionale per la Lotta contro l'Analfabetismo (UNLA) al sistema scuola-società nell'Italia di oggi e basata sui dati del censimento Istat del 2001.

Da questi dati emerge una immaginaria piramide della cultura, dove la base è costituita dai cittadini con la licenza elementare o nessun titolo che sono 19.667.600, corrispondente al 36,52%; nella fascia successiva si collocano i 16.221.737 pari al 30,12 % che hanno il diploma di scuola media inferiore; e più in alto 13.923.366 che è il 25,85% sono in possesso del diploma di scuola superiore, mentre il vertice è rappresentato dai 4.042.259 laureati che è il 7,51%.

Lo studio dell'Unla dice anche che l'offerta educativa è rimasta sostanzialmente ferma, mentre per la politica scolastica i paesi dell'Ue, nel 2000, riuniti a Lisbona si erano dati l'obiettivo di accrescere la scolarizzazione dell'11% entro il 2010.Un obiettivo che alla luce dello studio non sarà sicuramente raggiunto.

Un altro risultato interessante dell'inchiesta si ottiene disaggregando i dati nazionali per regione: emerge che nove regioni sono oltre il limite dell'8% che l'Ocse definisce di "allarme" quando si parla di popolazione senza titolo di studio. Il divario tra nord e sud rimane sempre marcato e l'Italia, anche questa volta, si spezza in due. La regione con il maggior tasso di analfabeti è la Basilicata con il 13,8% seguita dalla Calabria con il 13,2%, dal Molise con il 12,2% , dalla Sicilia con l'11,3% e dalla Puglia con il 10,8%. Sotto il dieci si colloca l'Abruzzo con il 9,8% seguito dalla Campania con il 9,3% e dalla Sardegna con il 9'1%.

Ma all'interno della graduatoria emerge un dato sorprendente: la Calabria ha un tasso di laureati del 7,9% maggiore della Lombardia che ha il 7,7% , del Piemonte, e dell'Emilia Romagna e del Veneto.

Ma a parte queste scomposizioni il numero degli analfabeti è contestato dalla stessa Istat che, in base all'ultimo censimento, li quantifica in 782.342.

I sei milioni circa dell'Unla sarebbero, invece, il risultato della somma tra gli analfabeti totali e le persone prive di licenza elementare e quindi una cifra artificiosa.

Ma per il professore Saverio Avveduto, autore dello studio Unla, il problema vero non è solo di cifre ma sta nell'impedire che le persone che hanno fatto qualche classe elementare e leggono e scrivono in maniera approssimativa possano regredire verso un "analfabetismo di ritorno", dando vita ad un fenomeno ancora più esteso.

C'è ancora di più. Il professor Tullio De Mauro, docente di linguistica afferma: "Il 25% degli studenti con la licenza media non sa né leggere né scrivere, né fare i conti".

Al di là dei numeri, quindi, il problema è reale e va esaminato adeguatamente essendo l'analfabetismo un problema che viene da lontano e che è stato sempre all'attenzione di tutti i governi.

Senza andare tanto indietro va detto che, non ostante l'istituzione della scuola media dell'obbligo, varata nei primi anni ‘60, dal primo governo di centro-sinistra, i risultati non sono stati pari agli sforzi compiuti. Il forte analfabetismo è frutto di quella elusione scolastica che nessuna riforma è riuscita a superare, nonostante gli enormi capitali investiti nella scuola e le grandi energie impiegate. La soppressione dei concorsi e il sistema clientelare instaurato hanno contribuito alla dequalificazione del sistema formativo delle giovani generazioni.

Un'altra causa del crescente analfabetismo va individuata nelle scelte delle famiglie che specie nel sud, per motivi economici e spesso di sopravvivenza, hanno avviato prematuramente al lavoro i figli, nonostante che la legge 9/del 1999 introdotta con la riforma Berlinguer prevedesse l'obbligo scolastico sino ai dieci anni e la frequenza della seconda classe della scuola media inferiore.

Le scelte compiute sono anche collegate alla vecchia cultura dell'Italia contadina che specie in molte regioni del sud ha continuato ad essere operante e che è stata aggravata dai miti del guadagno immediato, imposto dal consumismo crescente.

C'è poi quell'analfabetismo di ritorno, cui accennava l'autore dello studio Unla, che non è stato più curato non ostante che l'Italia del dopoguerra avesse dedicato al problema grande attenzione. Per combattere il fenomeno erano stati introdotti nelle scuola corsi popolari e serali per facilitare la partecipazione dei cittadini impegnati nel lavoro diurno.

Senza dubbio sono molte le cause che hanno determinato la permanenza di un fenomeno che non ostante sia stato lungamente combattuto, richiede per la sua rilevanza sociale ed economica ancora un impegno notevole di uomini e mezzi.

Per questo obiettivo risulterà decisiva la collaborazione delle amministrazioni locali grandi e piccole che dovranno affrontare il problema con una consapevolezza diversa dal passato.

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Messaggio del 19-11-2005 alle ore 15:47:00
In effetti l'italiano si parla e si scrive male, sempre di più. E più sono giovani meno sanno l'italiano. Poi se uno li corregge... non sia mai! Brutto presuntuoso del piffero (ovviamente non è quella la parola), come ti permetti di correggermi?
E questo anche su questo sito. Ci sono obbrobri ripetuti che non possono essere sempre e solo errori di battitura. Il sistema scolastico è allo sbando da anni, da decenni... ma va bene così. È sempre colpa degli altri, dei professori scadenti, della televisione, degli sms... Ma leggere un libro ogni tanto proprio non si può? Bocciare proprio no?
Andiamo avanti con il debito formativo, tanto già come uno nasce è indebitato con lo stato, se ci alleghiamo pure questo che differenza fa?
Messaggio del 19-11-2005 alle ore 18:51:04
Qui c'è parecchia confusione
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 09:58:45
sull'articolo ( se non erro ), che ha avuto tra l'altro molto risalto in tv e radio, si parla non di errori, ma proprio di ignorare, non conoscere, i principi della lettura e della scrittura. penso che il dato sia solo un po' allarmista e che comprende gran parte di quella popolazione anziana che per ovvi motivi storici e sociali, non sa leggere e scrivere. popolazione che per ragioni biologiche è destinata a sparire in un decennio, quindi il dato dovrebbe abbassarsi.
il problema grave è invece, come sottolineava kal el, il quantitativo di errori ortografici, di lessico, di costruzione, ecc. che fa la nostra generazione, per tanti e tanti motivi, buon ultimo le chat e gli sms. ma anche il sitema scolastico; diceva bene adonai tempo fa che anche su questo ( o altri forum ) si leggono laureandi in lettere che fanno veri e proprio orrori, non errori ( come diceva il mio prof alle medie ): ma questo è un altro discorso.
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 12:35:48
Anche il mio prof di economia politica, zamagni, si lamentava che gli studenti non sanno più scrivere, ed è per questo che insisteva particolarmente sulla prova scritta. Io punterei il dito contro gli insegnanti, che x lavorare di meno non fanno che assegnare i quiz, i quali sono facili da correggere, da copiare e x nulla indicativi della preparazione dello studente.
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 12:39:01
infatti skin, ma colpa anche degli studenti che spingono per farli i quiz ed evitare le noiose ore a scrivere e scrivere. il prof se ne sbatte, e lo studente ne gode.
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Editato da Atelkin33 il 21/11/2005 alle 12:39:16
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 12:45:30
Atè, lo studente è lo studente.. il suo interesse è sempre quello di sgobbare meno, ma è assolutamente normale. Nn mi dire che "una volta" non si passavano i compiti in classe, nn si faceva filone o che non c'era la zucca vuota che passava l'anno solo perchè la madre invitava gli insegnanti a pranzo. Però posso dire di aver imparato qualcosa da insegnanti bravi, proprio nulla da insegnanti nullafacenti.
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Editato da Skin il 21/11/2005 alle 12:48:46
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 12:50:14
no no certo, prima si faceva, si fa e si farà. anche io ho capito tanto da persone competenti ( uomini e donne, prima che prof ) e nulla da asini in materia e nella vita. il discorso è che, da parte notra ( studente ) il cazzeggio è sempre maggiore, vuoi per impegni, vuoi per interessi diversi, vuoi per...boh. senza contare il fatto che passa sempre di più come cool come modello di uomo e di vita "l'ignorante ma furbo".
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 12:58:32
beh l'italia è pur sempre la nazione europea ke legge menio quotidiani, libri, che ignora le arti e le scienze(nonostante qui siano nati tra i + grandi)

il problema è ke purtroppo in democrazia votano pure qielli ke vedono il grande fratello e queston spiega tante cose
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 13:02:45
infatti, il discorso è strutturale e plurisettoriale. le cause sono tante, diverse e soprattutto diffuse.
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 13:03:05
Atè, gli insegnanti non fanno nemmeno più studiare sui libri, che poi sono scritti sempre peggio
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 13:04:33
io credo fermamente ke la prima cosa da fare in italia è una ristrutturazione radicale della scuola e dell'università...dando alle ciance!!!!
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 13:07:16
certo, il fatto che sono trent'anni che sfasciano il sistema scolastico universitari è senza dubbio il cancro maggiore. ma come ho detto altre volta, è importante anche cambiare la testa degli studenti.

skin, oltre ad essere scritti male, molti sono scritti dagli stessi prof in maniera grossolana e veloce per pubblicarli prima dei corsi, così da venderli a noi. le case editrici per lavori scolastici e universitari non badano al contenuto o all'innovazione che porta il libro, ma al numero di studenti che ha il prof/autore nel corso.
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 13:08:18
Da dove bisogna iniziare? Vediamo che ci esce

Cmq sono sempre del parere che la testa dello studente la fa la qualità dell'insegnamento da una parte e l'educazione familiare dall'altra
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Editato da Skin il 21/11/2005 alle 13:10:58
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 13:09:49
bisogna fare una riforma dell'università all'amenricana...niente baroni ma contratti con persone abilitate all'insegnamento..naturalmente se voglio studiare lettere e trovo milan kundera come prof mi iscrivo subito..se c'è pinco pallino sconosciuto e raccomandato nn si iscrive nessuno ovviamente
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 13:13:09
primo punto valido certamente. seconda cosa eliminazione di corsi bimestrali da 24 ore, che cazzo apprendo di una materia in 24 ore? e dunque, conseguente ritorno ai semestri, o quadrimestri almeno.
poi: riforma delle borse di studio che vengono date male e a molti che non ne avrebbero bisogno. così sistemate, si avrebbero fondi per i corsi.
poi: più selezione agli esami ( renderli più difficili ).
poi: numero chiuso ( ma ben strutturato no che chiudo e poi i 30 posti li do ai figli di chi già esercita la professione ) per alcune facoltà stracolme come giurisprundenza o comunicazione.
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 13:15:41
sul numero kiuso nn sono tanto d'accordo...mi piacerebbe un sistema con università prestigiose frequentate x merito..ma bisognerebbe controllare bene i voti delle superiori

sul resto son d'accordo
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 13:18:19
sarebbe una buona alternativa, ma poi si andrebbe ad un compravendita di voti anche alle superiori, più di quanto già c'è.
siamo in italia, modelli del genere tenderebbero, almeno parlandone così senza fatti, ad un mercato di posti, con gente ricca e stupida nei posti prestigiosi. come negli states dove alle università buone ci vanno sì i migliori ma anche chi gioca bene a football. in italia ho paura che si prenderebbero solo i lati negativi, amplificandoli.
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 14:11:50
Chi gioca bene a football può iscriversi all'università, ma un zucca vuota nn va ad insegnare o a dirigere un'azienda. Secondo me nn è nemmeno tanto malvagia questa cosa dei meriti sportivi, la vedo come un aspetto di un sistema basato sul merito, non sui bilanci familiari taroccati. Poi, figuriamoci... qui, x meriti sportivi, danno addirittura la laurea ad onorem...
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Editato da Skin il 21/11/2005 alle 14:17:07
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 15:06:35
bak ma ti sei ammattito?
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 15:40:02
Siamo una nazione di Illetterati..come dice il mio docente
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 17:59:28
sui meriti sportivi non saprei, uhm. a 'sto punto creassero delle università specifiche e si risolve la cosa.
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 22:52:59
Il futuro della scuola italiana è poco roseo,pensate che tra poco fara' l'insegnante anche Adonai.
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 22:56:48

Siamo una nazione di Illetterati..come dice il mio docente

se è Oliva a dirlo... meglio che non aggiungo altro


Il futuro della scuola italiana è poco roseo,pensate che tra poco fara' l'insegnante anche Adonai.

e per prima cosa insegnerò ai miei allievi che non si usa l'apostrofo al posto degli accenti
Messaggio del 21-11-2005 alle ore 23:09:53
Che ne so addo' sta sopra la tastiera l'accento, solo è ed é so ritrovare,uauuu se vo refa' nghe l'apostrofo e l'accento dopo i suoi errori di grammatica,per non parlare del congiuntivo sbagliato ieri sulla chat.
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Editato da Cappellini il 21/11/2005 alle 23:21:12
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 00:11:56

bisogna fare una riforma dell'università all'amenricana



Bak sta frase me la incornicio
Un feroce bolscevico come te

Scherzo ovviamente
però bak il numero chiuso è fondamentale per reggere un sistema d'eccellenza, ma il numero chiuso ha senso se la laurea perde il valore legale, ma se lo perde perdono potere gli ordini professionali che sai bene sono intoccabili quasi quanto la chiesa
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 00:28:44
Cappelli', non diciamo cazzate, io non sbaglio i congiuntivi
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 00:40:31
Peccato che ieri ,Adonai,non hai salvato la conversazione sulla chat,come ti avevo chiesto di fare.Purtroppo io non sono bravo con i tasti,come te.Se tu l'avessi fatto avresti scoperto che il congiuntivo per te è una marca di jeans.
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 00:41:25
Cappellini, riusciresti ad arrampicarti su uno specchio anche se fosse inclinato di 15 gradi verso di te
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 00:46:22
Scusa,perchè arrampicarmi?Sto riconoscendo una mia lacuna.Davvero non so ritrovare gli accenti sulla tastiera e anche altre cose,non ho frequentato l'istituto commerciale.Puerile da parte tua attaccarti all'accento e all'apostrofo.Chiunque conosce la differenza.Gli errori di grammatica e i congiuntivi sbagliati sono un'altra cosa se permetti.
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 00:47:13
Ma perchè non andate a discuterne su un altro post?
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 00:47:26
Cappellini, io non sbaglio i congiuntivi; il congiuntivo l'ho inventato io.
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 00:49:53
Dean,hai ragione,ma non stiamo andando molto fuori tema.
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 01:06:33
Quote:
il problema è ke purtroppo in democrazia votano pure quelli ke vedono il grande fratello e questo spiega tante cose

Bak,io lo sapevo che eri uno di noi NSDAP quisse ni ie ca na da vutà,si d'accide proprio

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Editato da Phar Lap il 22/11/2005 alle 01:07:40
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 01:09:03
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 01:10:59
Nzia maie cummannesse quisse,lu prime ampecca' fusse Phar Lap.
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 02:31:17
Messaggio del 22-11-2005 alle ore 09:49:56

però bak il numero chiuso è fondamentale per reggere un sistema d'eccellenza, ma il numero chiuso ha senso se la laurea perde il valore legale, ma se lo perde perdono potere gli ordini professionali che sai bene sono intoccabili quasi quanto la chiesa


dean santo subito!

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