Cultura & Attualità
L'Amerika? Finita!
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 23:50:34
e si desume da cosa?
e si desume da cosa?
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 23:42:39
Katechon, a te dà fastidio che esista uno Stato chiamato Israele!?
Katechon, a te dà fastidio che esista uno Stato chiamato Israele!?
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 22:21:14
Scusate! ecco il testo dell'articolo di Buchanan: "Se George Bush lancerà una guerra preventiva contro l'Iran, la presidente della Camera Nancy Pelosi ne porterà la piena responsabilità morale"
non l'avevo incollato...
Scusate! ecco il testo dell'articolo di Buchanan: "Se George Bush lancerà una guerra preventiva contro l'Iran, la presidente della Camera Nancy Pelosi ne porterà la piena responsabilità morale"
non l'avevo incollato...
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 22:19:35
Patrick Buchanan, un famoso giornalista Americano, in un articolo del 20/03/2007 testualmente scrive: .
Perché è stata la Pelosi ad accettare, zitta zitta, di cancellare, dalla legge che finanzia con altri 100 miliardi di dollari la guerra in Iraq, la norma che richiedeva al presidente Bush di ottenere l'approvazione del Congresso prima di cominciare una nuova guerra in Iran. Se Bush ora attacca l'Iran, può dire con qualche ragione che il Congresso e i democratici gli hanno dato il via libera.
La norma rimossa dalla Pelosi diceva che il presidente NON aveva l’autorità di andare in guerra senza il consenso degli eletti dal popolo. Rimuovendola ha di fatto annunciato al mondo che invece Bush questa autorità ce l’ha.
E' per questo che la nazione ha votato un Congresso democratico?
Patrick Buchanan, un famoso giornalista Americano, in un articolo del 20/03/2007 testualmente scrive: .
Perché è stata la Pelosi ad accettare, zitta zitta, di cancellare, dalla legge che finanzia con altri 100 miliardi di dollari la guerra in Iraq, la norma che richiedeva al presidente Bush di ottenere l'approvazione del Congresso prima di cominciare una nuova guerra in Iran. Se Bush ora attacca l'Iran, può dire con qualche ragione che il Congresso e i democratici gli hanno dato il via libera.
La norma rimossa dalla Pelosi diceva che il presidente NON aveva l’autorità di andare in guerra senza il consenso degli eletti dal popolo. Rimuovendola ha di fatto annunciato al mondo che invece Bush questa autorità ce l’ha.
E' per questo che la nazione ha votato un Congresso democratico?
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 21:46:40
smettete le inutili ciance e intervenite sul tema del post
smettete le inutili ciance e intervenite sul tema del post
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 21:37:46
a volte ritornano
a volte ritornano
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 21:13:57
Le caccole nasali hanno una funzione
Le caccole nasali hanno una funzione
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 21:11:33

sei inutile come una caccola nasale!

sei inutile come una caccola nasale!
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 15:52:07
Ki è n'asene
Ki è n'asene
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 14:42:24
A New York vincerà (forse) anche se l'11 settembre è abbastanza lontano.
Non credo nel resto d'America. Ha fatto troppi danni Bush, non solo in politica estera.
A New York vincerà (forse) anche se l'11 settembre è abbastanza lontano.
Non credo nel resto d'America. Ha fatto troppi danni Bush, non solo in politica estera.
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 14:32:10
Si però bisogna vedere chi vince le presidenziali nel 2008.
VAI RUDOLPH
Si però bisogna vedere chi vince le presidenziali nel 2008.
VAI RUDOLPH

Messaggio del 10-04-2007 alle ore 14:30:32
La portavoce della camera statunitense Nancy Pelosi è in visita in medio Oriente. “La leader del congresso statunitense Pelosi incontra il siriano Assad nonostante le obiezioni di Bush” titola l’International Herald Tribune. “L’avventura siriana di Nancy Pelosi” è la scelta del Guardian. Il New York Times nota “Pelosi, accolta calorosamente in Siria, è criticata dalla Casa Bianca”. Per il Times “La collera di Bush perché Pelosi ha preso la sua via verso Damasco”. “Dopo l’incontro con Assad, Pelosi considera la visita in Siria la via verso la pace” titola il Boston Globe. Neutrale il titolo del Wall Street Journal: “Pelosi visita l’Arabia Saudita”. “La portavoce del congresso afferma che parlare con Assad è stato ‘molto produttivo’” spiega il Washington Post. “Pelosi, in contrasto con Bush, cerca il dialogo con la Siria” afferma la Reuters. Per Ya Libnan “Il re saudita Abdullah e la portavoce Usa Pelosi discutono sul Medio Oriente”. Nancy Pelosi è stata anche in Arabia Saudita. “Pelosi chiede ai Sauditi: dove sono le donne?” titola CBS News, mentre il Washington Post rileva “Pelosi prende posto nel consiglio saudita composto da soli uomini”. “Pelosi solleva la questione delle votazioni per le donne saudite” sottolinea il Guardian.
in effetti Nancy Pelosi sta facendo ciò che avrebbe dovuto fare Bush! Così operando ha messo fine anticipatamente alla politica estera fallimentare di Bush e dei suoi alleati, primo fra tutti Berlusconi.
La portavoce della camera statunitense Nancy Pelosi è in visita in medio Oriente. “La leader del congresso statunitense Pelosi incontra il siriano Assad nonostante le obiezioni di Bush” titola l’International Herald Tribune. “L’avventura siriana di Nancy Pelosi” è la scelta del Guardian. Il New York Times nota “Pelosi, accolta calorosamente in Siria, è criticata dalla Casa Bianca”. Per il Times “La collera di Bush perché Pelosi ha preso la sua via verso Damasco”. “Dopo l’incontro con Assad, Pelosi considera la visita in Siria la via verso la pace” titola il Boston Globe. Neutrale il titolo del Wall Street Journal: “Pelosi visita l’Arabia Saudita”. “La portavoce del congresso afferma che parlare con Assad è stato ‘molto produttivo’” spiega il Washington Post. “Pelosi, in contrasto con Bush, cerca il dialogo con la Siria” afferma la Reuters. Per Ya Libnan “Il re saudita Abdullah e la portavoce Usa Pelosi discutono sul Medio Oriente”. Nancy Pelosi è stata anche in Arabia Saudita. “Pelosi chiede ai Sauditi: dove sono le donne?” titola CBS News, mentre il Washington Post rileva “Pelosi prende posto nel consiglio saudita composto da soli uomini”. “Pelosi solleva la questione delle votazioni per le donne saudite” sottolinea il Guardian.
in effetti Nancy Pelosi sta facendo ciò che avrebbe dovuto fare Bush! Così operando ha messo fine anticipatamente alla politica estera fallimentare di Bush e dei suoi alleati, primo fra tutti Berlusconi.
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 14:24:07
la mia connessione comunista mi boicotta
la mia connessione comunista mi boicotta
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 14:21:58
ma porc...ti sì ndundinite?
ma porc...ti sì ndundinite?
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 14:21:02
Sai qual'è il problema che la Pelosi sa di vecchio, ripropone pari pari la politica di Clinton, cioè la stessa che ha portato al disastro della Somalia e al non intervento in Rwanda e in Congo negli anni 90.
Un'ideologia onusiana che riconferisce potere e discrezionalità ai magnacci del palazzo di vetro (32 miliardi di dollari di tangenti per il programma oil for food in Iraq, ruberie, stupri, collusioni mafiose dei caschi blu in Africa, decennale immobilismo nei balcani, in cui poi gli americani furono costretti ad intervenire praticamente da soli, ma limitati dai piagnistei europei).
La guerra in Iraq fu un errore? certo che si, distolse fondi e truppe dalla guerra in Afghanistan e a quella al terrorismo.
Si tratta con Siria, Corea del Nord e Iran? certo che si, in fondo gli israeliani trattano con Hezbollah.
Ma riportare in auge una politica fallimentare e ridare potere ai loschi figuri dell'Onu non grazie.
Sai qual'è il problema che la Pelosi sa di vecchio, ripropone pari pari la politica di Clinton, cioè la stessa che ha portato al disastro della Somalia e al non intervento in Rwanda e in Congo negli anni 90.
Un'ideologia onusiana che riconferisce potere e discrezionalità ai magnacci del palazzo di vetro (32 miliardi di dollari di tangenti per il programma oil for food in Iraq, ruberie, stupri, collusioni mafiose dei caschi blu in Africa, decennale immobilismo nei balcani, in cui poi gli americani furono costretti ad intervenire praticamente da soli, ma limitati dai piagnistei europei).
La guerra in Iraq fu un errore? certo che si, distolse fondi e truppe dalla guerra in Afghanistan e a quella al terrorismo.
Si tratta con Siria, Corea del Nord e Iran? certo che si, in fondo gli israeliani trattano con Hezbollah.
Ma riportare in auge una politica fallimentare e ridare potere ai loschi figuri dell'Onu non grazie.
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 14:12:01
ecco io lo sapevo il ban gli ha fuso gli ultimi, vecchi, neurone

ecco io lo sapevo il ban gli ha fuso gli ultimi, vecchi, neurone

Messaggio del 10-04-2007 alle ore 14:09:15
Sei sicuro di ciò che scrivi, mister Corso?
Io intendo Amerika e non America!
Sei sicuro di ciò che scrivi, mister Corso?
Io intendo Amerika e non America!
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 14:04:40
ecco io lo sapevo il ban gli ha fuso gli ultimi, vecchi, neurone

ecco io lo sapevo il ban gli ha fuso gli ultimi, vecchi, neurone

Messaggio del 10-04-2007 alle ore 14:03:45
Quoto totalmente Ki!
Quoto totalmente Ki!
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 13:57:24
Bannatelo!!!
Bannatelo!!!
Messaggio del 10-04-2007 alle ore 13:52:36
L’America di George W. Bush era virtuale ed è alla fine.
L’idea, imposta con vigore da quel libero mercato berlusconiano che è il pensiero unico Bondi-Schifani-Martino che dispone di una bella fetta di editoria, di televisioni, di telegiornali del duopolio e di intimidazione (che resta inalterata, non si sa mai) di un buon numero di addetti ai lavori, vuole che l’America di Cheney-Bush, intollerante di ogni esitazione o debolezza di chi non combatte, ci sia ancora, sia intatta e domini, con consenso e obbedienza, l’opinione del mondo libero.
Se fosse così, la deputata Nancy Pelosi, che va in Siria ad aprire un contatto con il presidente di quel Paese-canaglia sarebbe una fuoriuscita del sistema politico americano. Invece Nancy Pelosi è la presidente della Camera, è la terza carica dello Stato.
A differenza di Cheney, è stata clamorosamente e largamente eletta dai cittadini per fare esattamente quello che fa: smontare la guerra e avviare un processo di pace.
Prima iniziativa: chiedere ai membri del Congresso di non usare mai più l’espressione (così cara a George Bush) “guerra al terrore”, ma di chiamare invece le cose con il loro nome: “guerra in Iraq”, “guerra in Afghanistan”.
Seconda iniziativa: allontanare dalla guerra uno dei più potenti e minacciosi nemici di Israele, la Siria appunto.
Nancy Pelosi, terza carica dello Stato, alla testa della maggioranza politica e di opinione pubblica americana vigorosamente anti-Bush, è la protagonista del nuovo paesaggio americano.
Ma noi, politica, media e cittadini italiani, dobbiamo abitare il finto villaggio Usa in cui Bush e Cheney vanno alla guerra finale insieme a Berlusconi, a Martino e ai volenterosi. Chi si oppone è un traditore filo-islamico e comunista.
E dobbiamo immaginarci un nostro primo ministro trepidante che aspetta finalmente di essere ricevuto (in piedi e a distanza, si immagina) da un irato e onnipotente presidente Bush.
A nome di tutto quel Paese (che invece non rappresenta più) dirà che non ci perdona di avere esitato sul raddoppio della base militare di Vicenza.
Nella realtà, la nuova Commissione Esteri del Senato americano considera bloccate tutte le spese militari americane, salvo il sostegno ai soldati, ma solo fino al 2008.
Ciao a tutti!
L’America di George W. Bush era virtuale ed è alla fine.
L’idea, imposta con vigore da quel libero mercato berlusconiano che è il pensiero unico Bondi-Schifani-Martino che dispone di una bella fetta di editoria, di televisioni, di telegiornali del duopolio e di intimidazione (che resta inalterata, non si sa mai) di un buon numero di addetti ai lavori, vuole che l’America di Cheney-Bush, intollerante di ogni esitazione o debolezza di chi non combatte, ci sia ancora, sia intatta e domini, con consenso e obbedienza, l’opinione del mondo libero.
Se fosse così, la deputata Nancy Pelosi, che va in Siria ad aprire un contatto con il presidente di quel Paese-canaglia sarebbe una fuoriuscita del sistema politico americano. Invece Nancy Pelosi è la presidente della Camera, è la terza carica dello Stato.
A differenza di Cheney, è stata clamorosamente e largamente eletta dai cittadini per fare esattamente quello che fa: smontare la guerra e avviare un processo di pace.
Prima iniziativa: chiedere ai membri del Congresso di non usare mai più l’espressione (così cara a George Bush) “guerra al terrore”, ma di chiamare invece le cose con il loro nome: “guerra in Iraq”, “guerra in Afghanistan”.
Seconda iniziativa: allontanare dalla guerra uno dei più potenti e minacciosi nemici di Israele, la Siria appunto.
Nancy Pelosi, terza carica dello Stato, alla testa della maggioranza politica e di opinione pubblica americana vigorosamente anti-Bush, è la protagonista del nuovo paesaggio americano.
Ma noi, politica, media e cittadini italiani, dobbiamo abitare il finto villaggio Usa in cui Bush e Cheney vanno alla guerra finale insieme a Berlusconi, a Martino e ai volenterosi. Chi si oppone è un traditore filo-islamico e comunista.
E dobbiamo immaginarci un nostro primo ministro trepidante che aspetta finalmente di essere ricevuto (in piedi e a distanza, si immagina) da un irato e onnipotente presidente Bush.
A nome di tutto quel Paese (che invece non rappresenta più) dirà che non ci perdona di avere esitato sul raddoppio della base militare di Vicenza.
Nella realtà, la nuova Commissione Esteri del Senato americano considera bloccate tutte le spese militari americane, salvo il sostegno ai soldati, ma solo fino al 2008.
Ciao a tutti!

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