Cultura & Attualità
L'ALTRA CHIESA
Messaggio del 16-06-2006 alle ore 00:01:32
Anima è ufficiale.... voglio che tu sia il mio padrino alla cresima.... semmai la farò....
Anima è ufficiale.... voglio che tu sia il mio padrino alla cresima.... semmai la farò....
Messaggio del 15-06-2006 alle ore 23:36:59
Ci indigna l’arroganza, la mancanza di pudore, la presunzione nel presentarsi come interpreti fedeli del magistero, della Dottrina Sociale della Chiesa e delle radici cristiane; l’uso strumentale dei riferimenti religiosi per il proprio potere; il tentativo di blandire gli interlocutori con sdolcinati riferimenti al magistero della Chiesa. E’ un’offesa alla serietà della politica. E’ un’offesa alla Dottrina sociale della Chiesa.
E, se permette, è un’offesa anche alla intelligenza degli elettori, e quindi anche nostra. Se vuole far campagna elettorale non utilizzi a proprio uso e consumo i riferimenti religiosi, cosa che purtroppo capita spesso a qualche autorevole esponente del suo gruppo politico.
Mi sembra che sia proprio il caso di dire: AMEN
Ci indigna l’arroganza, la mancanza di pudore, la presunzione nel presentarsi come interpreti fedeli del magistero, della Dottrina Sociale della Chiesa e delle radici cristiane; l’uso strumentale dei riferimenti religiosi per il proprio potere; il tentativo di blandire gli interlocutori con sdolcinati riferimenti al magistero della Chiesa. E’ un’offesa alla serietà della politica. E’ un’offesa alla Dottrina sociale della Chiesa.
E, se permette, è un’offesa anche alla intelligenza degli elettori, e quindi anche nostra. Se vuole far campagna elettorale non utilizzi a proprio uso e consumo i riferimenti religiosi, cosa che purtroppo capita spesso a qualche autorevole esponente del suo gruppo politico.
Mi sembra che sia proprio il caso di dire: AMEN

Messaggio del 15-06-2006 alle ore 22:59:35
Magnificat la mia non era una discussione legata alla ricerca della spiritualità, forse nel tuo caso religiosità ...(credo coreggimi se sbaglio)altrui. Era solo un puntualizzare (visto lo scempio di luoghi comuni sull'argomento fatti in altri topic) , che la chiesa o chiese sono composte da individui diversi da loro spesso con visioni della società (politica) diverse tra loro.
Magnificat la mia non era una discussione legata alla ricerca della spiritualità, forse nel tuo caso religiosità ...(credo coreggimi se sbaglio)altrui. Era solo un puntualizzare (visto lo scempio di luoghi comuni sull'argomento fatti in altri topic) , che la chiesa o chiese sono composte da individui diversi da loro spesso con visioni della società (politica) diverse tra loro.
Messaggio del 15-06-2006 alle ore 21:41:28
complimenti ,con questi documenti dimostri la mia tesi,la chiesa è fatta di santi e di peccatori,siamo noi la chiesa tutti i battezzati, il persecutore più insidioso oggi, il nemico che ci lusinga è credere che possiamo vivere senza Dio , è l'apostasia silenziosa, fra tutti i battezzati che rinnegano la loro fede.
"Se un tempo bastavano cinque prove per l?esistenza di Dio,oggi l'uomo le ritiene insufficiente.Ne vuole una sesta più completa,la più autorevole:la vita di coloro che credono in Dio"(J.Maritain filosofo francese)
complimenti ,con questi documenti dimostri la mia tesi,la chiesa è fatta di santi e di peccatori,siamo noi la chiesa tutti i battezzati, il persecutore più insidioso oggi, il nemico che ci lusinga è credere che possiamo vivere senza Dio , è l'apostasia silenziosa, fra tutti i battezzati che rinnegano la loro fede.
"Se un tempo bastavano cinque prove per l?esistenza di Dio,oggi l'uomo le ritiene insufficiente.Ne vuole una sesta più completa,la più autorevole:la vita di coloro che credono in Dio"(J.Maritain filosofo francese)
Messaggio del 15-06-2006 alle ore 16:44:41
Questa è la lettera che Mons. Valentinetti , Vescovo di Pescara e presidente di Pax Christi ha inviato a Bondi, in risposta all’opuscolo spedito da Forza Italia a tutte le parrocchie.
Onorevole Bondi,
abbiamo ricevuto l’opuscolo “I frutti e l’albero, cinque anni di governo Berlusconi letti alla luce della dottrina sociale della Chiesa” che, riteniamo, sia stato inviato a tutte le parrocchie e le comunità religiose in Italia. E’ giunto anche alla nostra Casa per la Pace in Firenze. Non possiamo nascondere lo stupore o meglio, la nostra indignazione, non perchè lei ci ha inviato pubblicità elettorale, cosa legittima e che molti fanno, ma per aver avuto l’ardire di affermare che molti provvedimenti dell’attuale Governo sono in “forte consonanza con la dottrina sociale della Chiesa”. Si potrebbe e si dovrebbe discutere a lungo delle scelte di questo Governo ben più disinvolte di quelle indicate nell’opuscolo come fedeli alla Dottrina Sociale della Chiesa …. E facciamo solo alcuni esempi. Le leggi ad personam, il mancato provvedimento per i detenuti (nonostante le 26 interruzioni con applausi durante l’intervento di Giovanni Paolo II in Parlamento che chiedeva un atto in quella direzione), impoverimento di molte persone, legge Bossi-Fini (più repressiva che altro: dalla relazione della Corte dei conti per l’anno 2004, le spese per “misure di sostegno” risultano pari a 29.078.933 euro contro i 115.467.102 euro per quelle di contrasto, fra cui rientrano i costi per i cosiddetti CPT - Centri di permanenza temporanea), il mancato sostegno alla cooperazione internazionale (siamo l’ultimo tra i Paesi donatori Ocse, con lo 0,15% del PIL per il 2005),la riduzione drastica del Fondo per lo Sminamento Umanitario, l’incremento inarrestabile delle spese militari (una spesa pari a 478 dollari pro-capite annui, a fronte di appena 545 euro per stato sociale, contro i 1.558 di media UE), il sostegno alla guerra in Iraq motivata con continue menzogne, il tentativo di modificare la legge 185 e di impedire il controllo parlamentare del commercio delle armi, il mancato finanziamento e sostegno ai giovani in Servizio Civile (malgrado la Corte Costituzionale abbia stabilito che sia il servizio civile che quello militare concorrono alla difesa della Patria, al primo si assegnano 224 milioni di euro, ed al secondo 19.021 milioni di euro, più 1.200 milioni di euro per le missioni militari e vari fondi fuori bilancio della difesa per nuovi sistemi d’arma), la mancata cancellazione del debito dei paesi poveri (a cinque anni dalla storica assunzione di responsabilità nell’anno del Giubileo, inoltre, l’Italia può “vantare” di non avere nemmeno rispettato gli obblighi derivanti dalla legge 209/2000, che prevedeva una cancellazione di 6 miliardi di euro, mentre ad oggi ne sono stati cancellati solo 2,5 miliardi) e molte altre cose tra cui, cosa non secondaria, il coinvolgimento di autorevoli personaggi nella tristemente nota Loggia massonica P2. Ma non è solo di questo che ora vorremmo parlare. Ci indigna l’arroganza, la mancanza di pudore, la presunzione nel presentarsi come interpreti fedeli del magistero, della Dottrina Sociale della Chiesa e delle radici cristiane; l’uso strumentale dei riferimenti religiosi per il proprio potere; il tentativo di blandire gli interlocutori con sdolcinati riferimenti al magistero della Chiesa. E’ un’offesa alla serietà della politica. E’ un’offesa alla Dottrina sociale della Chiesa.
E, se permette, è un’offesa anche alla intelligenza degli elettori, e quindi anche nostra. Se vuole far campagna elettorale non utilizzi a proprio uso e consumo i riferimenti religiosi, cosa che purtroppo capita spesso a qualche autorevole esponente del suo gruppo politico. In conclusione le proponiamo un testo che può aiutare tutti nella riflessione e nella conversione. Essendo stato scritto nel V secolo dopo Cristo, è al di sopra di ogni sospetto:
“Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga…, non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro”. (Ilario di Poitiers, V
Questa è la lettera che Mons. Valentinetti , Vescovo di Pescara e presidente di Pax Christi ha inviato a Bondi, in risposta all’opuscolo spedito da Forza Italia a tutte le parrocchie.
Onorevole Bondi,
abbiamo ricevuto l’opuscolo “I frutti e l’albero, cinque anni di governo Berlusconi letti alla luce della dottrina sociale della Chiesa” che, riteniamo, sia stato inviato a tutte le parrocchie e le comunità religiose in Italia. E’ giunto anche alla nostra Casa per la Pace in Firenze. Non possiamo nascondere lo stupore o meglio, la nostra indignazione, non perchè lei ci ha inviato pubblicità elettorale, cosa legittima e che molti fanno, ma per aver avuto l’ardire di affermare che molti provvedimenti dell’attuale Governo sono in “forte consonanza con la dottrina sociale della Chiesa”. Si potrebbe e si dovrebbe discutere a lungo delle scelte di questo Governo ben più disinvolte di quelle indicate nell’opuscolo come fedeli alla Dottrina Sociale della Chiesa …. E facciamo solo alcuni esempi. Le leggi ad personam, il mancato provvedimento per i detenuti (nonostante le 26 interruzioni con applausi durante l’intervento di Giovanni Paolo II in Parlamento che chiedeva un atto in quella direzione), impoverimento di molte persone, legge Bossi-Fini (più repressiva che altro: dalla relazione della Corte dei conti per l’anno 2004, le spese per “misure di sostegno” risultano pari a 29.078.933 euro contro i 115.467.102 euro per quelle di contrasto, fra cui rientrano i costi per i cosiddetti CPT - Centri di permanenza temporanea), il mancato sostegno alla cooperazione internazionale (siamo l’ultimo tra i Paesi donatori Ocse, con lo 0,15% del PIL per il 2005),la riduzione drastica del Fondo per lo Sminamento Umanitario, l’incremento inarrestabile delle spese militari (una spesa pari a 478 dollari pro-capite annui, a fronte di appena 545 euro per stato sociale, contro i 1.558 di media UE), il sostegno alla guerra in Iraq motivata con continue menzogne, il tentativo di modificare la legge 185 e di impedire il controllo parlamentare del commercio delle armi, il mancato finanziamento e sostegno ai giovani in Servizio Civile (malgrado la Corte Costituzionale abbia stabilito che sia il servizio civile che quello militare concorrono alla difesa della Patria, al primo si assegnano 224 milioni di euro, ed al secondo 19.021 milioni di euro, più 1.200 milioni di euro per le missioni militari e vari fondi fuori bilancio della difesa per nuovi sistemi d’arma), la mancata cancellazione del debito dei paesi poveri (a cinque anni dalla storica assunzione di responsabilità nell’anno del Giubileo, inoltre, l’Italia può “vantare” di non avere nemmeno rispettato gli obblighi derivanti dalla legge 209/2000, che prevedeva una cancellazione di 6 miliardi di euro, mentre ad oggi ne sono stati cancellati solo 2,5 miliardi) e molte altre cose tra cui, cosa non secondaria, il coinvolgimento di autorevoli personaggi nella tristemente nota Loggia massonica P2. Ma non è solo di questo che ora vorremmo parlare. Ci indigna l’arroganza, la mancanza di pudore, la presunzione nel presentarsi come interpreti fedeli del magistero, della Dottrina Sociale della Chiesa e delle radici cristiane; l’uso strumentale dei riferimenti religiosi per il proprio potere; il tentativo di blandire gli interlocutori con sdolcinati riferimenti al magistero della Chiesa. E’ un’offesa alla serietà della politica. E’ un’offesa alla Dottrina sociale della Chiesa.
E, se permette, è un’offesa anche alla intelligenza degli elettori, e quindi anche nostra. Se vuole far campagna elettorale non utilizzi a proprio uso e consumo i riferimenti religiosi, cosa che purtroppo capita spesso a qualche autorevole esponente del suo gruppo politico. In conclusione le proponiamo un testo che può aiutare tutti nella riflessione e nella conversione. Essendo stato scritto nel V secolo dopo Cristo, è al di sopra di ogni sospetto:
“Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga…, non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro”. (Ilario di Poitiers, V
Messaggio del 15-06-2006 alle ore 16:25:53
Hans MAIER
La resistenza è una Rosa Bianca (intervista di Christoph Scholz)
tratto da Tempi, anno X, 21.07.2005, n. 30, p. 89s.
Un gruppo di ventenni si oppose a Hitler pagando con la vita. Le loro lettere, i loro volti, la loro battaglia per la libertà.
Il 22 febbraio del 1943 alcuni studenti ventenni e il loro professore Kurt Huber furono condannati a morte dal regime nazionalsocialista. Sul banco degli imputati salirono quel giorno i fratelli Hans e Sophie Scholl e il loro amico Critoph Probst. Di lì a pochi giorni, altri giovani furono arrestati e uccisi. Appresa la notizia, Thomas Mann, esiliato in America, annotò nei suoi diari, con ammirazione: «E ora, dieci studenti e un professore giustiziati, con l'esplicita aggiunta che ce ne sarebbero tanti come loro». La colpa di questo gruppo, i "ragazzi della Rosa Bianca", era stato quello di distribuire per nove mesi sei volantini contrari all'ideologia hitleriana.
[...]
Tempi ha chiesto al maggior intellettuale cattolico tedesco, Hans Maier, un aiuto per comprendere l'importanza storica di quella resistenza all'ideologia in nome della libertà e della sacralità della vita (Probst scriverà alla madre nel giorno dell'esecuzione e del suo battesimo: «Ti ringrazio di avermi dato la vita. Se la guardo per quella che è, è stata un'unica strada verso Dio»).
Professor Maier, sessant'anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale regna ininterrotto il pubblico interesse per la resistenza al nazismo. Che dimensioni aveva l'opposizione a Hitler?
C'erano molte forme di resistenza. Dall'anticonformismo al rifuto fino alla ribellione e, nei casi più estremi, la congiura, l'attentato, la sovversione. Dopo la guerra la resistenza è stata da subito descritta come un curva il cui vertice fu il 20 luglio, cioè la resistenza militare dall'interno del regime. In seguito si sono prodotti ampi studi che mostravano l'esistenza di un'opposizione popolare più vasta, soprattutto nella forma del rifiuto.
Contemporaneamente è diventato evidente che l'affermarsi di ambienti non plasmati dal nazionalsocialismo fu un importante presupposto per la resistenza. La Rosa Bianca si è sviluppata in queste nicchie.
Dunque la resistenza non fu sporadica.
Il regno della violenza sotto Hitler durò dodici brutti anni. Ma, a differenza dei settant'anni del comunismo, al Führer non riuscì di influenzare tutti gli ambienti, come invece avvenne in Russia. Perciò tanti riuscirono a sottrarsi al regime, soprattutto nell'ambito delle Chiese cristiane. La resistenza iniziò lì.
In quale forma?
Lo storico Martin Broszat parla di un'ampia resistenza nel popolo, soprattutto attorno agli ambienti cristiani. Di fatto in questo contesto la resistenza riuscì a essere molto efficace. Ne è un esempio l'azione contro la rimozione dei crocifissi nel 1941-42. Allora in alcune regioni si arrivò quasi a una vera sollevazione popolare. I nazisti dovettero fare marcia indietro e permettere che i crocifissi fossero riappesi. I rappresentanti vicini ai partiti di Weimar, al contrario, a causa della persecuzione, riuscirono solo eccezionalmente a costituire una rete di resistenza efficace. Fu il caso ad esempio dei comunisti e dei socialisti di sinistra, o anche del centro nella forma del movimento sindacale cristiano a Colonia.
Come reagirono le istituzioni ecclesiastiche?
Qui bisogna distinguere tra Chiesa evangelica e Chiesa cattolica. Il protestantesimo, sull'atteggiamento nei confronti del Terzo Reich, si divise. Nel 1933-34 la maggioranza apparteneva ai Deutsche Christen e stava dalla parte dei nazionalsocialisti. Una minoranza decise di unirsi alla "Chiesa riconosciuta" contro il nazionalsocialismo oppure semplicemente per la libertà e l'autonomia della Chiesa. La Chiesa cattolica, fedele a se stessa sulle questioni fondamentali, tentò di ritirarsi nella funzione e nella cura delle anime. Abbandonò l'avamposto del cattolicesimo sociale e politico. La principale preoccupazione dei vescovi risiedeva nel mantenimento e nell'assicurazione delle funzioni ecclesiastiche, cioè nell'autoaffermazione. Così la resistenza era incoraggiata religiosamente, ma non politicamente.
Tuttavia ci fu una resistenza pubblica.
Comunque si limitava a singole persone che andavano avanti e praticavano resistenza attiva, come il protestante Dietrich Bonhoeffer o il vescovo cattolico di Münster, Clemens August Graf von Galen, che protestò contro l'eutanasia, oppure il padre gesuita Alfred Delp e i gesuiti del Circolo di Kreisau. Questo, si badi, non significa che le Chiese si accordarono con il regime; in molti infatti diedero sollievo e aiuto ai prigionieri della Gestapo. Numerosi preti e impiegati ecclesiastici morirono nei campi di concentramento a causa della loro fede cristiana.
Come si posiziona il gruppo della Rosa Bianca all'interno della resistenza?
I suoi membri, per lo più molto giovani, si coinvolsero già nel 1942 e il carattere pubblico della loro azione suscitò stupore e ammirazione. Distribuivano volantini e affiggevano manifesti. Già solo questo era un gesto coraggiosissimo. Se poi andiamo a leggere quel che scrivevano, non possiamo non rimane colpiti dalla schiettezza e -direi- dalla brutalità delle loro prese di posizione.
Cosa li muoveva?
Un'educazione semplice. Questi giovani provenivano da ambienti borghesi (nel senso di civili, liberali, ndr). Quanto più il Terzo Reich abbatteva i limiti dell'umanità, tanto più faceva emergere in loro un sentimento di repulsione. È interessante il fatto che vi fossero rappresentate tutte e tre le confessioni cristiane e che sulle questioni religiose non vi fosse unità nel gruppo. I protagonisti, Hans e Sophie Scholl, venivano da una famiglia liberale evangelica di Ulm, incontrarono il mondo cattolico ad Augsburg e a Monaco e, in particolare, si confrontarono con il filosofo della cultura Theodor Haecker e con il fondatore del giornale cattolico Hochland, Carl Muth. Willi Graf veniva dalla gioventù cattolica, mentre Alexander Schmorell era cristiano ortodosso. Già per questo avevano fatto percorsi diversi.
Tuttavia il richiamo alla loro fede fu fondamentale per questi giovani.
Assolutamente. Lo si comprende dal fatto che si definiscono "martiri" ed è reso esplicito dal testo del loro quarto volantino che recita: «C'è, lo chiedo a te che sei cristiano, c'è in questa lotta per la salvezza del tuo bene più grande una qualche esitazione, un gioco di intrighi, un rimandare la decisione nella speranza che qualcun altro prenda le armi per difenderti? Forse che Dio stesso non ti ha dato la forza e il coraggio per combattere? Dobbiamo attaccare il male là dove esso è più forte ed è più forte nel potere di Hitler».
Che effetto sortirono le condanne a morte sull'opinione pubblica?
L'annientamento dell'intero gruppo, di fatto, ottenne un effetto intimidatorio. Poi, fino all'amaro epilogo, non si è più visto nei circoli universitari e fra i giovani alcun moto di resistenza di questo tipo. La notizia però si diffuse nell'ambito accademico di parti passo con un generale moto di ammirazione per questi giovani.
Che ancora oggi persiste. L'ultimo film su Sophie Scholl è stato premiato alla Berlinale 2004. Perché, secondo lei?
Erano persone giovani che hanno dedicato la propria vita a contrastare il nazionalsocialismo. Per questo il loro destino ci tocca in modo particolare. Klemens von Klemperer, uno fra gli studiosi più rinomati di questa materia, ha parlato anche di «devozione della resistenza». Udo Zimmermann nella sua opera da camera "La Rosa Bianca" descrive la loro vita come «sacrificio cristiano nella sequela di Gesù». Non si spinge così in là il recente film di Marc Rothemund, "Sophie Scholl" seppur metta in risalto la motivazione cristiana che spingeva questi ragazzi verso la morte.
Hans MAIER
La resistenza è una Rosa Bianca (intervista di Christoph Scholz)
tratto da Tempi, anno X, 21.07.2005, n. 30, p. 89s.
Un gruppo di ventenni si oppose a Hitler pagando con la vita. Le loro lettere, i loro volti, la loro battaglia per la libertà.
Il 22 febbraio del 1943 alcuni studenti ventenni e il loro professore Kurt Huber furono condannati a morte dal regime nazionalsocialista. Sul banco degli imputati salirono quel giorno i fratelli Hans e Sophie Scholl e il loro amico Critoph Probst. Di lì a pochi giorni, altri giovani furono arrestati e uccisi. Appresa la notizia, Thomas Mann, esiliato in America, annotò nei suoi diari, con ammirazione: «E ora, dieci studenti e un professore giustiziati, con l'esplicita aggiunta che ce ne sarebbero tanti come loro». La colpa di questo gruppo, i "ragazzi della Rosa Bianca", era stato quello di distribuire per nove mesi sei volantini contrari all'ideologia hitleriana.
[...]
Tempi ha chiesto al maggior intellettuale cattolico tedesco, Hans Maier, un aiuto per comprendere l'importanza storica di quella resistenza all'ideologia in nome della libertà e della sacralità della vita (Probst scriverà alla madre nel giorno dell'esecuzione e del suo battesimo: «Ti ringrazio di avermi dato la vita. Se la guardo per quella che è, è stata un'unica strada verso Dio»).
Professor Maier, sessant'anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale regna ininterrotto il pubblico interesse per la resistenza al nazismo. Che dimensioni aveva l'opposizione a Hitler?
C'erano molte forme di resistenza. Dall'anticonformismo al rifuto fino alla ribellione e, nei casi più estremi, la congiura, l'attentato, la sovversione. Dopo la guerra la resistenza è stata da subito descritta come un curva il cui vertice fu il 20 luglio, cioè la resistenza militare dall'interno del regime. In seguito si sono prodotti ampi studi che mostravano l'esistenza di un'opposizione popolare più vasta, soprattutto nella forma del rifiuto.
Contemporaneamente è diventato evidente che l'affermarsi di ambienti non plasmati dal nazionalsocialismo fu un importante presupposto per la resistenza. La Rosa Bianca si è sviluppata in queste nicchie.
Dunque la resistenza non fu sporadica.
Il regno della violenza sotto Hitler durò dodici brutti anni. Ma, a differenza dei settant'anni del comunismo, al Führer non riuscì di influenzare tutti gli ambienti, come invece avvenne in Russia. Perciò tanti riuscirono a sottrarsi al regime, soprattutto nell'ambito delle Chiese cristiane. La resistenza iniziò lì.
In quale forma?
Lo storico Martin Broszat parla di un'ampia resistenza nel popolo, soprattutto attorno agli ambienti cristiani. Di fatto in questo contesto la resistenza riuscì a essere molto efficace. Ne è un esempio l'azione contro la rimozione dei crocifissi nel 1941-42. Allora in alcune regioni si arrivò quasi a una vera sollevazione popolare. I nazisti dovettero fare marcia indietro e permettere che i crocifissi fossero riappesi. I rappresentanti vicini ai partiti di Weimar, al contrario, a causa della persecuzione, riuscirono solo eccezionalmente a costituire una rete di resistenza efficace. Fu il caso ad esempio dei comunisti e dei socialisti di sinistra, o anche del centro nella forma del movimento sindacale cristiano a Colonia.
Come reagirono le istituzioni ecclesiastiche?
Qui bisogna distinguere tra Chiesa evangelica e Chiesa cattolica. Il protestantesimo, sull'atteggiamento nei confronti del Terzo Reich, si divise. Nel 1933-34 la maggioranza apparteneva ai Deutsche Christen e stava dalla parte dei nazionalsocialisti. Una minoranza decise di unirsi alla "Chiesa riconosciuta" contro il nazionalsocialismo oppure semplicemente per la libertà e l'autonomia della Chiesa. La Chiesa cattolica, fedele a se stessa sulle questioni fondamentali, tentò di ritirarsi nella funzione e nella cura delle anime. Abbandonò l'avamposto del cattolicesimo sociale e politico. La principale preoccupazione dei vescovi risiedeva nel mantenimento e nell'assicurazione delle funzioni ecclesiastiche, cioè nell'autoaffermazione. Così la resistenza era incoraggiata religiosamente, ma non politicamente.
Tuttavia ci fu una resistenza pubblica.
Comunque si limitava a singole persone che andavano avanti e praticavano resistenza attiva, come il protestante Dietrich Bonhoeffer o il vescovo cattolico di Münster, Clemens August Graf von Galen, che protestò contro l'eutanasia, oppure il padre gesuita Alfred Delp e i gesuiti del Circolo di Kreisau. Questo, si badi, non significa che le Chiese si accordarono con il regime; in molti infatti diedero sollievo e aiuto ai prigionieri della Gestapo. Numerosi preti e impiegati ecclesiastici morirono nei campi di concentramento a causa della loro fede cristiana.
Come si posiziona il gruppo della Rosa Bianca all'interno della resistenza?
I suoi membri, per lo più molto giovani, si coinvolsero già nel 1942 e il carattere pubblico della loro azione suscitò stupore e ammirazione. Distribuivano volantini e affiggevano manifesti. Già solo questo era un gesto coraggiosissimo. Se poi andiamo a leggere quel che scrivevano, non possiamo non rimane colpiti dalla schiettezza e -direi- dalla brutalità delle loro prese di posizione.
Cosa li muoveva?
Un'educazione semplice. Questi giovani provenivano da ambienti borghesi (nel senso di civili, liberali, ndr). Quanto più il Terzo Reich abbatteva i limiti dell'umanità, tanto più faceva emergere in loro un sentimento di repulsione. È interessante il fatto che vi fossero rappresentate tutte e tre le confessioni cristiane e che sulle questioni religiose non vi fosse unità nel gruppo. I protagonisti, Hans e Sophie Scholl, venivano da una famiglia liberale evangelica di Ulm, incontrarono il mondo cattolico ad Augsburg e a Monaco e, in particolare, si confrontarono con il filosofo della cultura Theodor Haecker e con il fondatore del giornale cattolico Hochland, Carl Muth. Willi Graf veniva dalla gioventù cattolica, mentre Alexander Schmorell era cristiano ortodosso. Già per questo avevano fatto percorsi diversi.
Tuttavia il richiamo alla loro fede fu fondamentale per questi giovani.
Assolutamente. Lo si comprende dal fatto che si definiscono "martiri" ed è reso esplicito dal testo del loro quarto volantino che recita: «C'è, lo chiedo a te che sei cristiano, c'è in questa lotta per la salvezza del tuo bene più grande una qualche esitazione, un gioco di intrighi, un rimandare la decisione nella speranza che qualcun altro prenda le armi per difenderti? Forse che Dio stesso non ti ha dato la forza e il coraggio per combattere? Dobbiamo attaccare il male là dove esso è più forte ed è più forte nel potere di Hitler».
Che effetto sortirono le condanne a morte sull'opinione pubblica?
L'annientamento dell'intero gruppo, di fatto, ottenne un effetto intimidatorio. Poi, fino all'amaro epilogo, non si è più visto nei circoli universitari e fra i giovani alcun moto di resistenza di questo tipo. La notizia però si diffuse nell'ambito accademico di parti passo con un generale moto di ammirazione per questi giovani.
Che ancora oggi persiste. L'ultimo film su Sophie Scholl è stato premiato alla Berlinale 2004. Perché, secondo lei?
Erano persone giovani che hanno dedicato la propria vita a contrastare il nazionalsocialismo. Per questo il loro destino ci tocca in modo particolare. Klemens von Klemperer, uno fra gli studiosi più rinomati di questa materia, ha parlato anche di «devozione della resistenza». Udo Zimmermann nella sua opera da camera "La Rosa Bianca" descrive la loro vita come «sacrificio cristiano nella sequela di Gesù». Non si spinge così in là il recente film di Marc Rothemund, "Sophie Scholl" seppur metta in risalto la motivazione cristiana che spingeva questi ragazzi verso la morte.
Messaggio del 15-06-2006 alle ore 16:21:09
ALLORA .... questo topic l'ho aperto non perchè io sia cattolico o meno ma per
dar luce a chi su questa community continua fare confusione tra CHIESA & POLITICA o meglio non tutto il clero è Opus Day ed non tutti i cristiani (CATTOLICI) sono reazionari alcuni esempi presi on line...
PRETI COMUNISTI! BONDI SCRIVE ALLE PARROCCHIE, MA UN PRETE RISPEDISCE IL PLICO AL MITTENTE "È, questo, il nostro modo di impegnarci per testimoniare la nostra fede. La prego di voler accogliere questo piccolo pensiero, la nostra semplice brochure, come un modo per condividere l'impegno difficile per l'affermazione della Verità Cristiana nella nostra società e nel tempo che ci è dato di vivere. Con questi sentimenti e pensieri voglia ricevere i miei più affettuosi saluti. Con viva cordialità. Suo devotissimo. Sandro Bondi". Così si conclude la lettera allegata all'opuscolo "I frutti e l'albero. Cinque anni di governo Berlusconi alla luce della dottrina sociale della Chiesa" inviato da Forza Italia ai 25 mila parroci italiani. Si tratta di una brochure dove sono elencati tutti i provvedimenti in favore della Chiesa promossi in questi anni dalla maggioranza di centrodestra, fra cui la legge per la regolarizzazione degli insegnanti di religione, la legge per gli oratori, l'abolizione dell'Ici per gli enti ecclesiastici e non profit, la battaglia per il riferimento alle radici cristiane dell'Europa e la difesa del crocifisso nelle scuole. Particolare enfasi è riservata alla legge sulla procreazione assistita "approvata dal governo", scrive Bondi, "e che la sinistra ha cercato di abrogare per mezzo di un referendum. La famiglia, cuore dell'attuale e fecondo lavoro pastorale di Benedetto XVI, e costante premura dell'indimenticabile Giovanni Paolo II, ha guidato la nostra politica facendoci scoprire sentieri nuovi e oggi ancor più fecondi per la società italiana". Rispetto all'appoggio dato alla guerra in Iraq, che finora ha provocato più di 30mila vittime civili, il coordinatore nazionale di Forza Italia scrive: "Non ci siamo, altresì, tirati indietro per costruire la pace nella verità, come recentemente ha affermato anche Benedetto XVI, impegnandoci, nel contempo, nella lotta alla povertà e alle malattie nel Terzo Mondo e in numerose missioni di pace nei Balcani, in Afganistan, in Iraq, dove i nostri soldati si sono distinti per preparazione e per umanità". Don Aldo Antonelli ha rispedito al mittente l'opuscolo ed ha inviato a Sandro Bondi una lettera che di seguito riportiamo: Signor Bondi, sono abituato a dare alle parole il loro peso per cui a chiamarla "onorevole" dovrei coartare la mia coscienza. Ho ricevuto l'inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie d'Italia. Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio. Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio religioso, culturale, sociale ed umanistico che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato. Avete fatto razzia di tutto. Avete dissestato la finanza pubblica, avete ridotto alla fame gli enti locali da una parte e foraggiato, dall'altra, gli enti ecclesiastici cercando di comprarvi il nostro silenzio se non addirittura la nostra compiacenza. Avete popolato il Parlamento di manigoldi, ladri e truffatori. Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del vostro gruppo. Avete fornicato con il razzismo della Lega e con il fascismo di Rauti. Con voi i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri. Il vostro "Capo" in cinque anni ha quadruplicato il suo patrimonio, mentre le aziende del Paese andavano in crisi. Solo l'elettromeccanica, nell'ultimo quadrimestre del 2005, ha perso il 7,1% del suo fatturato. I nostri pensionati, da qualche anno in qua, non solo non riescono più ad accantonare un soldo, ma hanno incominciato a rosicchiare il loro già risicati risparmi. Avete speso energie e sedute-fiume in Parlamento per difendere a denti stretti le "vostre" libertà mentre il Paese rotolava al 41° posto quanto a libertà di stampa e pluralismo di informazione, dopo l'Angola. Avete mercificato i lavoratori e ipostatizzato le merci. Si tenga pure, signor Bondi, la sua presunzione di coerenza con la "dottrina sociale della Chiesa". Noi preti vogliamo tenerci cara la libertà di lotta e di contestazione contro la deriva liberista e populista della vostra coalizione. Aldo Antonelli (parroco) Antrosano, 1 marzo 2006.
in + per chi non conoscesse l'esistenza ecco un'altra faccia della chiesa
GRUPPO ABELE una delle tante...
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Editato da Briskio il 15/06/2006 alle 16:40:13
ALLORA .... questo topic l'ho aperto non perchè io sia cattolico o meno ma per
dar luce a chi su questa community continua fare confusione tra CHIESA & POLITICA o meglio non tutto il clero è Opus Day ed non tutti i cristiani (CATTOLICI) sono reazionari alcuni esempi presi on line...
PRETI COMUNISTI! BONDI SCRIVE ALLE PARROCCHIE, MA UN PRETE RISPEDISCE IL PLICO AL MITTENTE "È, questo, il nostro modo di impegnarci per testimoniare la nostra fede. La prego di voler accogliere questo piccolo pensiero, la nostra semplice brochure, come un modo per condividere l'impegno difficile per l'affermazione della Verità Cristiana nella nostra società e nel tempo che ci è dato di vivere. Con questi sentimenti e pensieri voglia ricevere i miei più affettuosi saluti. Con viva cordialità. Suo devotissimo. Sandro Bondi". Così si conclude la lettera allegata all'opuscolo "I frutti e l'albero. Cinque anni di governo Berlusconi alla luce della dottrina sociale della Chiesa" inviato da Forza Italia ai 25 mila parroci italiani. Si tratta di una brochure dove sono elencati tutti i provvedimenti in favore della Chiesa promossi in questi anni dalla maggioranza di centrodestra, fra cui la legge per la regolarizzazione degli insegnanti di religione, la legge per gli oratori, l'abolizione dell'Ici per gli enti ecclesiastici e non profit, la battaglia per il riferimento alle radici cristiane dell'Europa e la difesa del crocifisso nelle scuole. Particolare enfasi è riservata alla legge sulla procreazione assistita "approvata dal governo", scrive Bondi, "e che la sinistra ha cercato di abrogare per mezzo di un referendum. La famiglia, cuore dell'attuale e fecondo lavoro pastorale di Benedetto XVI, e costante premura dell'indimenticabile Giovanni Paolo II, ha guidato la nostra politica facendoci scoprire sentieri nuovi e oggi ancor più fecondi per la società italiana". Rispetto all'appoggio dato alla guerra in Iraq, che finora ha provocato più di 30mila vittime civili, il coordinatore nazionale di Forza Italia scrive: "Non ci siamo, altresì, tirati indietro per costruire la pace nella verità, come recentemente ha affermato anche Benedetto XVI, impegnandoci, nel contempo, nella lotta alla povertà e alle malattie nel Terzo Mondo e in numerose missioni di pace nei Balcani, in Afganistan, in Iraq, dove i nostri soldati si sono distinti per preparazione e per umanità". Don Aldo Antonelli ha rispedito al mittente l'opuscolo ed ha inviato a Sandro Bondi una lettera che di seguito riportiamo: Signor Bondi, sono abituato a dare alle parole il loro peso per cui a chiamarla "onorevole" dovrei coartare la mia coscienza. Ho ricevuto l'inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie d'Italia. Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio. Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio religioso, culturale, sociale ed umanistico che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato. Avete fatto razzia di tutto. Avete dissestato la finanza pubblica, avete ridotto alla fame gli enti locali da una parte e foraggiato, dall'altra, gli enti ecclesiastici cercando di comprarvi il nostro silenzio se non addirittura la nostra compiacenza. Avete popolato il Parlamento di manigoldi, ladri e truffatori. Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del vostro gruppo. Avete fornicato con il razzismo della Lega e con il fascismo di Rauti. Con voi i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri. Il vostro "Capo" in cinque anni ha quadruplicato il suo patrimonio, mentre le aziende del Paese andavano in crisi. Solo l'elettromeccanica, nell'ultimo quadrimestre del 2005, ha perso il 7,1% del suo fatturato. I nostri pensionati, da qualche anno in qua, non solo non riescono più ad accantonare un soldo, ma hanno incominciato a rosicchiare il loro già risicati risparmi. Avete speso energie e sedute-fiume in Parlamento per difendere a denti stretti le "vostre" libertà mentre il Paese rotolava al 41° posto quanto a libertà di stampa e pluralismo di informazione, dopo l'Angola. Avete mercificato i lavoratori e ipostatizzato le merci. Si tenga pure, signor Bondi, la sua presunzione di coerenza con la "dottrina sociale della Chiesa". Noi preti vogliamo tenerci cara la libertà di lotta e di contestazione contro la deriva liberista e populista della vostra coalizione. Aldo Antonelli (parroco) Antrosano, 1 marzo 2006.
in + per chi non conoscesse l'esistenza ecco un'altra faccia della chiesa
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Editato da Briskio il 15/06/2006 alle 16:40:13
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