Cultura & Attualità
per chi come il Dottor Casa (l'ennesimo clone di Adonai???) sostiene che le tracce celtiche in Italia sono solo fandonie ecco che proprio DIETRO CASA NOSTRA spuntano prove e documenti archeologici a confermare il legame tra le popolazioni italiche, gli etruschi e gli stessi celti:
L'Aquila, 4 nov. - L'inglese Peter BerresFord Ellis, il più autorevole studioso dei Celti, ha scritto un libro sulla materia (L'impero dei Celti - n.d.r.), con pagine che riguardano la nostra zona e, tra storia e leggenda, dalle tracce oggi affioranti rivedremo presto scritta la nostra storia. I recenti ritrovamenti nelle necropoli a valle stanno lì a testimoniare quale importante crocevia di associazioni umane, fino ad oggi enormemente sottovalutati, sia stata questa regione. Cioè erano i pastori-guerrieri a fare vita e storia anche nel mediterraneo, erano i pastori a cercare ed agglomerare le civiltà che certo non è nata spontaneamente. E' una tribù di pastori-guerrieri proveniente da queste regioni che fonda Roma e gradatamente, sotto le sue insegne, unificò il mondo, protagonisti prima e fieri antagonisti dopo fino ad essere soggiogati nelle inquadrature romane.
Questo mondo sepolto che riemerge sempre di più è una realtà dove guardare con rinnovata speranza, come una nave immensa carica di ricchezze e di spirito inghiottita dal mare, che ora riemerge. Nel 405 a.C. Roma strinse d'assedio la roccaforte etrusca di Veio, diciannove chilometri a nord di Roma. Fu l'inizio di una lunga guerra che a fasi alterne portò Etruschi, celtici, e italici sabini a stringere un'alleanza contro Roma. Tra i capi di quelle genti ci furono il re Bremos dei Celti e Lucomo degli Etruschi (non sarà un caso se molti nostri luoghi portano ancora questo nome: Lucoli, Monteluco ecc.). Questa allenza portò alla conquista di Chiusi (a nord di Roma) finché nel 390 a.C. toccò alla stessa Roma essere assediata e presa. Eppure Roma inviò il console Quinto Sulpicio alla testa di quarantamila uomini. Il solo colle Capitolino, barricato e difeso, potette resistere. Il Campidoglio era al comando di marco Manlio, all'interno del Foro i Celti trovarono i senatori imperturbabili e tranquillamente seduti finché qualcuno, per convincersi che non fossero statue, tirò la barba di uno dei vecchi e alla reazione fu il massacro.
Già.. che fine ha fatto dottor capanna? (non gianni
) Grazie per avermi paragonato a quel genio, per me è lusinga.
Siccome il tuo intervento sembra abbastanza confusionario, tengo a precisare quanto segue:
1) celti sono arioeuropei, come gli Italici, i Germani, gli Ellenici etc.
2) i celti colonizzarono buona parte dell'Europa, arrivarono pure nell'Ellade settentrionale e si ellenizzarono;
3) che i celti siano stati in Italia è un fatto risaputo, come il fatto che si spinsero fino a Roma e ne furono ricacciati;
4) furono gli Italici ad avere la meglio nell'Italia centrale, in particolare i Romani;
5) i pastori guerrieri che fondarono Roma erano in parte anche agricoltori, ma soprattutto commercianti, ma questo lo sappiamo da decenni, ce lo dice Mommsen;
6) Roma fu fondata da una federazione di tre tribù, due latine e una sabina; la più consistente era la tribù latina dei Ramnes, che diede il nome alla città; ogni tribù eleggeva il suo "tribunus";
7) la lingua, la cultura e ogni altro elemento celta si è quasi totalmente estinto sotto la macina della latinità;
8) che cosa ci dice di nuovo che non sapevamo, questo signore che citi?
Nuova reply all'argomento:
l'abruzzo e i celti
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