Cultura & Attualità

La solidarietà è di famiglia
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 11:28:35
in galeraaaaaaa..........tutti senza distinzione......
Messaggio del 15-07-2008 alle ore 11:10:35
Le foto che incastrano Del Turco
"Prendeva soldi, gli dava le mele"
L'ordinanza del gip: ecco perché crediamo a chi accusa il governatore

dal nostro inviato CARLO BONINI (La Repubblica)


Ottaviano Del Turco nell'auto dei finanzieri che l'hanno arrestato
PESCARA - Scrive nelle 420 pagine della sua ordinanza il Gip Maria Michela Di Fine che, il 31 ottobre del 2007, Vicenzo Angelini, Grande Elemosiniere della sanità abruzzese, Grande Pentito di questa inchiesta, fece le cose con metodo e maligna astuzia. Perché c'era da salire ancora una volta a Collelongo per saldare il Presidente. Il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco. E Angelini, questa volta, non voleva restare a mani vuote. Era un mercoledì, il 31 ottobre del 2007. E, come sempre, Angelini chiese alla filiale della Banca di Roma su cui erano appoggiati i conti delle sue cliniche, di predisporre un prelievo contante per 200 mila euro. "In banconote di grosso taglio". Quattro mazzette fascettate da 50 mila euro l'una in biglietti da 500. Ritirò il denaro chiedendo "la stampa di una contabile" e di "un estratto conto" che conservò con cura. Una volta nel suo ufficio, quindi, dispose le quattro mattonelle di bigliettoni in buon ordine. Con una macchina digitale ne fotografò i numeri di serie, zoommò sulle fascette che documentavano il nome del servizio di vigilanza che aveva assicurato il trasporto nel caveau della Banca di Roma, scattò un'istantanea al sacchetto di carta da shopping, sul cui fondo il denaro era stato pigiato.

Quarantotto ore dopo, il 2 novembre, un venerdì, ponte di Ognissanti, Angelini si infilò nella sua Audi spiegando all'autista dove erano diretti e quale sarebbe stato il suo lavoro. A questo giro, gli disse, non avrebbe dovuto dimenticare come la prima volta che erano saliti in montagna dal Presidente ("un giorno compreso tra il 10 e il 26 marzo del 2006", scrive il gip). A questo giro, avrebbe dovuto fotografarlo mentre, a piedi, varcava la soglia della casa di Ottaviano Del Turco. E, quindi, fotografarlo ancora quando ne fosse uscito.

Il 2 novembre, l'Audi di Angelini entrò dunque al casello del raccordo autostradale Chieti-Pescara e dopo neppure un'ora di A25 in direzione Roma, uscì a quello di Aielli/Celano. Scrive il gip: "I riscontri effettuati sulle macchine Telepass confermano gli spostamenti di quel giorno". Il resto, lo documentano le foto, il racconto di Angelini e quello del suo autista, le quattro fascette in cui i 200 mila euro erano avvolti.
Nelle foto, il Grande Elemosiniere è sull'uscio della casa di Collelongo. Stringe nella mano destra il sacchetto di carta con il contante. "L'incontro con il Presidente dura pochi minuti". "Misi come avevo fatto la prima volta il denaro sulla libreria del salone. Riuscendo a sfilarlo dalle fascette, che conservai come prova. Rimasi poi brevemente a chiacchierare di quadri e di pittura e, prima di uscire, mi raccomandai genericamente per le mie cose. Quindi il Presidente mi congedò". Ricorda Angelini: "Del Turco mi chiese se ero venuto o meno da solo e quando gli dissi che mi aveva accompagnato il mio autista, si preoccupò del fatto che avrebbe notato che il sacchetto con cui ero entrato in casa era vuoto. Per questo, vi infilò dentro quattro mele". Delle mele ha un ricordo vivo anche l'autista di Angelini. E le mele, il loro "costo nominale" (50 mila euro l'una), diventano metafora della qualità della corruzione, dei suoi modi, anche nella stigmatizzazione sarcastica che ne danno il procuratore capo Nicola Trifuoggi e i suoi sostituti Bellelli e Di Florio nella loro richiesta di custodia cautelare.


DI FRONTE A CIO', PROVO UNA FORTE SENSAZIONE DI NAUSEA!!



Messaggio del 14-07-2008 alle ore 21:09:37
polemica inutile.
Messaggio del 14-07-2008 alle ore 21:06:05
Atelkin,
Messaggio del 14-07-2008 alle ore 20:35:21
commoventi le parole di sostegno a del turco di questi due capolavori:



oggi del turco, e domani...

avanti!

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