Cultura & Attualità
Leggevo qualche commento sulla poesia moderna, con maggior riferimento, diciamo, a quella dagli anni novanta ad oggi, che mi ha incuriosito! e pertanto espongo...
Poesia libera da schemi, convenzioni stilistiche, formalismi metrici e retorici.... o poesia in "forma"? Una via di mezzo o agli estremi tout court?
Beh...vi riporto un passo del brano che mi ha incuriosito...
Risponde Armitage alla domanda: "Qual è la situazione della poesia inglese di questi anni?: "Very varied, very plural, very exciting. A broad church - no right or wrong way to write. No dominant school of thought or dominating scholars. People doing their own thing, coming at poetry from different angles. Spread out across the classes. Healthy I think." [Molto varia, plurale, molto stimolante. Una chiesa liberale - nessuno che dica "giusto" o "sbagliato" su come si deve scrivere. Nessun dominio da parte di una scuola di pensiero o di qualche critico in particolare. La gente fa la propria cosa arrivando alla poesia da ogni possibile angolazione. La poesia attraversa le classi e i confini territoriali. Mi pare proprio che sia in buona salute.]
Gli fa eco Ian Hamilton sulla Poetry Review n° 87 winter 1997/98: "I don't even know that I could define this period at all. I do feel that poetry's become more of a rag bag - more inclusive, more discursive, more shapeless, more chatty, more of a recepctacle for amusing observations. I think that poetry should begin with the kind of intensity and focus and craftsmanship that insists on every line being perfect. Most of what is out there today isn't really poetry. Is the "New Gen" really about poetry?" [Non so nemmeno se si possa definire questo periodo. Mi sembra che la poesia sia diventata sempre più un guazzabuglio, sempre più comprensiva, discorsiva, senza forma, un chiacchiericcio utile come ricettacolo per osservazioni argute e divertenti. Io penso che la poesia dovrebbe partire da quel tipo di intensità, attenzione ed abilità tale che ogni verso che viene creato miri alla perfezione. La maggiore parte di quanto va sotto la definizione di poesia, oggi, non lo è. Forse che la "New Gen" è davvero poesia?]
Io, dico la verità, da amante della forma più che del contenuto, condivido, seppur con una posizione aperta allo sperimentalismo, quanto considera Ian Hamilton...
fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu...che vende!!
cerco di dire la mia
credo ke arte sia tutto ciò ke dà emozioni
sia dare amozioni esprimendo le proprie attraverso la forma ke il cuore ti dice di scegliere
per quanto riguarda la poesia, + di altre forme d'arte deve seguire il fluire del tempo...come dire, la parola è una forma di espressione + diretta, maggiormente collegata alla persona, non so spiegarmi, credo ci siano meno filtri tra il cuore e il dipinto o una scultura o la musica....mentre per le parole...escono + dall'intelletto ke dal cuore, quindi leggo di tutto ed è + difficile avere dell'emozioni forti come quelle ke mi suscita la musica o la pittura o la scultura o la danza o la fotografia
per me la cosa fondamentale è che uscire dagli schemi classici non significhi automaticamente perdita di qualità ma semplice evoluzioni stilistica e di contenuti.
L'arte nasce dall'emozione...
La poesia credo che segua o anticipi il proprio tempo. Quindi nella fase dell'incomunicabilità che stiamo osservando si è fatta sempre più scarna e introversa, almeno per quel poco che ho letto non essendo un amante del genere. Personalmente mi fermo ad Ungaretti, poi mi perdo
up
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La Poesia...
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