Messaggio del 18-07-2007 alle ore 11:11:20
Ki se, ad esempio, nellalegge biagi applichiamo solo una parte delle raccomandazioni, cioè quelle che liberalizzano il mercato, ma ci "dimentichiamo" di tutti quei provvedimenti che dovrebbero controbilanciare la perdita di sicurezza sono daccordo con te che è come tagliarselo.
Messaggio del 18-07-2007 alle ore 10:52:42
sete fatte diventà pure Travaglio, notoriamente di destra "nu cumunist"
perchè diceva la cruda verità, e la dice tuttora...ma a far orecchie da mercante siete fatti apposta...pure lui era fazioso?
o era la verità ad essere scomoda?
Messaggio del 18-07-2007 alle ore 10:48:22
ottusità sulle pensioni? certo l'ottusità di sindicati e sinistra massimalista (col cazzo che la chiamo radicale)
Messaggio del 18-07-2007 alle ore 10:48:04
chi ha sbagliato paghi (ma in Italia...quando mai....)
la cosa che mi fa ridere però è che quando c'era un presidente del consiglio indagato per corruzione, mafia e chi più ne ha più ne metta (che non ha pagato solo in virtù della prescrizione e delle leggi ad personam) con un conflitto di interessi che ha fatto ridere tutti i paesi civili del mondo...
quelle jeve bbone vero?
Messaggio del 18-07-2007 alle ore 09:37:05
Ultimamente vi confesso che non riesco più a capire cosa succede nella politica quando leggo i giornali. Certo, che poi ci sia una tendenza in atto di tipo terzista, per la costruzione di un centro, voluta e sostenuta particolarmente dal "Corriere della sera" insieme all'ottusità sulle pensioni, mi sembra una realtà piuttosto chiara!
Messaggio del 13-07-2007 alle ore 21:24:12
L'inchista si riferisce a un comitato d'affari sull'asse San Marino-Bruxelles Panorama: «Prodi indagato a Catanzaro»
Il premier: «Fiducia nei giudici» Il presidente del Consiglio: «Se l'avviso di garanzia sarà confermato, dimostrarò la mia totale estraneità alle accuse» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
Romano Prodi (Ansa)
ROMA - Prodi, secondo il sito di Panorama, è indagato dalla procura di Catanzaro per abuso d'atti d'ufficio. Il Premier ha immediatamente replicato che «pur non avendo ricevuto alcun avviso di garanzia o informazione al riguardo, non posso che testimoniare, come sempre, la mia totale fiducia nel lavoro dei magistrati che hanno voluto tutelare la mia persona, se l'avviso di garanzia sarà effettivamente confermato, con un atto che permetterà di dimostrare la mia totale estraneità a qualsiasi eventuale accusa». Per la procura, ha scritto il settimanale della Mondadori, l'iscrizione del Presidente del Consiglio nel registro degli indagati si tratta di un atto dovuto, anche a tutela delle garanzie della Difesa, che permetterà di chiarire i rapporti tra il premier e altri personaggi sotto inchiesta per la cosiddetta loggia di San Marino.
IL PROCURATORE SMENTISCE LA NOTIZIA - In una nota, il Procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi, ha smentito la notizia riportata dal sito web di Panorama: «Non sono a conoscenza - ha fatto sapere Lombardi - dell’iscrizione del Presidente del Consiglio dei Ministri nel registro degli indagati. Ritengo che se il sostituto De Magistris avesse deciso o avesse iscritto il Presidente del Consiglio nel registro degli indagati avrebbe dovuto informarmi ma questo non è avvenuto e quindi non sono in grado di dare chiarimenti in merito».
L'INCHIESTA SULLA LOGGIA DI SAN MARINO - Che l'inchiesta si fosse allargata in ambiti non lontani dal premier era cosa già nota. «Da mesi il sostituto procuratore Luigi De Magistris - scrive Panorama - sta indagando su un presunto comitato d'affari che, sull'asse San Marino-Bruxelles, si sarebbe arricchito incassando finanziamenti dell'Unione europea in modo illegale. Al centro dell'inchiesta, oltre a numerose società sospette, ci sono alcuni uomini considerati dagli inquirenti molto vicini a Prodi e che sono già stati iscritti sul registro degli indagati per i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Come l'onorevole Sandro Gozi, ex funzionario dell'Unione europea, già "assistente politico" di Prodi a Bruxelles e attualmente suo sostituto in Commissione Affari Costituzionali della Camera». «Per De Magistris - scrive Panorama - uno degli uomini chiave a San Marino sarebbe, invece, un'altra vecchia conoscenza del Professore: Piero Scarpellini, 57 anni, impiegato in una società con sede nella Repubblica del Monte Titano e definito dal pm nel decreto di perquisizione «consulente di Prodi» («consulente non pagato dell'ufficio del consigliere diplomatico della presidenza del consiglio per i paesi africani» ha precisato di recente palazzo Chigi)».
I SOSPETTI SU UN NUMERO TELEFONICO - «I personaggi in questione - aggiunge Panorama - sarebbero tra i principali interlocutori dell'utenza telefonica 32074... intestata alla Delta spa e che De Magistris ipotizzerebbe essere riconducibile al «Presidente del consiglio dei ministri, o a qualche diretto collaboratore del suo staff». Adesso la procura vuole capire se ci sia un nesso tra la perfetta conoscenza da parte dell'entourage del premier della macchina comunitaria e di tutti i suoi ingranaggi (Prodi è stato presidente della commissione dal 1999 al 2004) e le presunte truffe euromilionarie ai danni dell'Unione europea». «Gli inquirenti - prosegue Panorama - non escludono che il Professore fosse all'oscuro delle operazioni sospette realizzate intorno a lui e sulla cui illegalità gli investigatori avrebbero già trovato nelle ultime settimane riscontri, documentali e testimoniali. Dall'inizio dell'inchiesta uno degli strumenti investigativi più utilizzati dall'accusa sono stati i tabulati telefonici. Ora, per poter valutare la posizione dell'onorevole Prodi, gli inquirenti potranno chiedere l'autorizzazione al parlamento per l'acquisizione del traffico telefonico del premier, in base alla legge numero 140 del 20 giugno 2003».
13 luglio 2007
Messaggio del 13-07-2007 alle ore 20:46:57
ATTUALITA' - Inchiesta di Catanzaro, la loggia di San Marino chiave del comitato d'affari illeciti
Interessi finanziari nella Repubblica di San Marino: è su questa pista che si sta concentrando in queste ore il lavoro dei magistrati sul "comitato d'affari" individuato nell'inchiesta "Why Not" della Procura della Repubblica di Catanzaro. Dopo l' acquisizione di nuovi elementi raccolti nel corso delle perquisizioni dei giorni scorsi…
… il sostituto procuratore De Magistris sta incrociando i dati sulle attività finanziarie degli indagati con le risultanze di altre inchieste condotte negli ultimi anni sullo sfruttamento illecito di finanziamenti pubblici nella Regione Calabria.
Il presunto "comitato d'affari" si incontrava ed aveva la sua base operativa nella Repubblica di San Marino. E' da qui, quindi, che nasce il nome dato dai componenti del gruppo alla loggia coperta di cui avrebbero fatto parte.
A San Marino gli indagati potevano sfruttare i vantaggi fiscali consentiti dalla piccola Repubblica moltiplicando così i guadagni delle attività, sottraendosi al contempo ai conrolli delle autorità di polizia e fiscali italiane.
Le attività erano molteplici ed estese non soltanto sull'intero territorio nazionale ma anche all'estero. Centinaia e centinaia di milioni di euro che rappresentavano lo sfruttamento a fini privatistici dei finanziamenti pubblici che avrebbero dovuto essere utilizzati, invece, per creare occasioni sviluppo
per il territorio.
La loggia coperta di San Marino diventava così il grande ombrello sotto il quale trovavano comodo rifugio le persone che facevano parte del comitato d'affari. Della loggia di San Marino avrebbero fatto parte anche massoni "in sonno" per motivi legati ad incarichi istituzionali e politici o per dissensi con la massoneria ufficiale e che, in tal modo, hanno potuto mantenere il vincolo, funzionale soprattutto a finalità affaristiche, con i loro sodali. Un gruppo di potere che aveva la caratteristica di essere traversale politicamente, coinvolgendo, infatti, partiti della sinistra, del centro e della destra.