Cultura & Attualità

la fine del liberismo selvaggio?
Messaggio del 17-09-2008 alle ore 16:59:26
Guardate dietro al giornalista cosa succede... mentre la Lehman Brothers affonda...



Messaggio del 17-09-2008 alle ore 12:13:40
Il petrolio è sceso sotto i 90 dollari a New York, scivolando fino a 89,2. Una forte flessione, dovuta anche al taglio delle stime da parte dell'Opec sulla crescita della domanda petrolifera mondiale

Perchè la benzina non sta ad un euro?
Messaggio del 17-09-2008 alle ore 11:25:28
Moratti e' un pigmeo...un pesce piccolo se confrontato a personaggi che hanno fatto un crack di 600 miliardi di dollari Credo che i prezzi dei carburanti stanno subendo cali significativi sotto precise "pressioni" politiche....non c'e' altra spiegazione....
Messaggio del 17-09-2008 alle ore 10:03:38
Fuori Concorso... non c'é mai limite al peggio, e noi siamo ban lontani dallo stare MALE. (Se non ci credi fatti un giro in uno stato africano a caso)
Messaggio del 17-09-2008 alle ore 09:16:21
a noi comuni cittadini più bistrattati di come stiamo cosa potrà accadere!?!?

Voglio vedere moratti e tanti come lui, se hanno ancora la maschera di mettere la benzina a un euro e 50 e poi comprare queresma e compagnia bella...
Messaggio del 17-09-2008 alle ore 08:25:19
Aspettiamo gli sviluppi per far commenti piu'precisi e puntuali...lo scenario e' davvero complesso e gli spazi di manovra limitati....di fatto e' la fine di un epoca....
Messaggio del 16-09-2008 alle ore 18:09:20
non posso non essere quantomeno sorridente per la fine di una larga fetta di speculatori, chissà che non si riaprano molte finestre come nel '29...
hanno vergognosamente sporcato i mercati per decenni, è ora che ne paghino le conseguenze pesantemente.
purtroppo ci rimettono, come sempre, le persone alla fine della catena alimentare come noi ma almeno stavolta siamo a galla a guardare i cadaveri.
Messaggio del 16-09-2008 alle ore 17:29:28
Ecco trovata la scusa cosi' il governo potra' giustificare l'incapacita' (o l'impossibilità date le circostanze) nel gestire la poverta' crescente degli italiani (della maggior parte) mentre l'esigua minoranza continuera' a prosperare sempre piu' (Alitalia docet: polpa ai soliti amici degli amici e debiti agli italiani; intanto la compagnia viene tenuta in ostaggio sospesa sul burrone: accettate l'accordo o lasciamo la presa).

Come all'epoca del famoso contratto con gli italiani quando l'illusionista di arcore ha tirato fuori la postilla (che nemmeno vespa, che era presente alla firma, ha potuto leggere, tanto era scritta piccola) della recessione provocata dall'11 settembre 2001 e palle del genere per giustificare il fallimento di questo contratto. Comodo, vero?
Messaggio del 16-09-2008 alle ore 17:11:48

Siamo insomma di fronte alla ennesima, contraddittoria torsione del capitalismo deflattivo del nostro secolo. Da tempo questo sistema impone a tutti i paesi del mondo una politica di schiacciamento dei salari e della domanda interna, e li costringe a cercare sbocchi commerciali all'esterno dei propri confini. Gli Stati Uniti hanno agito per anni da spugna assorbente, domandando ben al di là di quel che potevano acquistare. E questo non certo in virtù di una politica di alti salari, ma al contrario grazie a una spaventosa esplosione di spese finanziate con debiti, che negli ultimi tempi hanno coinvolto anche e soprattutto la classe lavoratrice. Con il diffondersi delle insolvenze tra i lavoratori il sistema è andato in stallo, e adesso si prevedono due diverse vie d'uscita. La prima è quella "capitalistica pura": si lasciano le banche al proprio destino, le più fragili ed esposte falliranno o verranno assorbite, e assisteremo a una ulteriore accelerazione del processo in corso di centralizzazione dei capitali mondiali in poche mani. Questa soluzione trova però un ostacolo nel fatto che gli assetti proprietari e di controllo del capitale finirebbero per subire un vero e proprio terremoto. Per esempio, la finanza asiatica sembra esser tra le poche attualmente in grado di ricapitalizzare gli istituti bancari, soprattutto americani ma in parte anche europei. Non sarebbe certo la prima volta, beninteso, ma in questa occasione l'intervento necessario ai salvataggi potrebbe rivelarsi di tali proporzioni da rendere inevitabile l'ingresso dei cinesi nelle stanze dei bottoni di Wall Street e della City, dalle quali sono stati finora tenuti accuratamente alla larga. Ecco allora che alcuni guru della finanza statunitense ed europea iniziano a levare alte le voci sul pericolo di una recessione globale, e sul rischio conseguente di una reazione neo-protezionista. La diffusione di queste paure verte su un preciso obiettivo strategico: spianare la strada a una soluzione "assistita", ossia basata su un intervento pubblico che permetta di scaricare sui contribuenti occidentali il peso dei rifinanziamenti bancari e che eviti eccessivi scossoni negli assetti di controllo. Quello che suscita maggiori preoccupazioni, comunque, è che in entrambi i casi il sistema scaricherebbe il peso dell'aggiustamento sulle spalle dei lavoratori e delle categorie sociali più deboli: o attraverso la recessione e la disoccupazione, o tramite un aumento dei carichi fiscali sul lavoro e delle iniezioni di liquidità pubblica a sostegno del capitale privato in crisi, oppure ancora attraverso una combinazione intermedia delle due soluzioni. Nella storica emergenza in atto, insomma, i lavoratori restano al tempo stesso la variabile residuale per eccellenza, pressata sul piano economico e silente sul piano politico. Un paradosso, questo, dal quale non si uscirà né a breve né in modo necessariamente pacifico.



Gli unici che hanno i soldi per salvare le banche americane (e con esse l'economia occidentale) sono i CINESI che sicuramente SI FARANNO PAGARE imponendo il loro prezzo.

Messaggio del 16-09-2008 alle ore 17:02:47
Ora aspettiamoci una crisi apocalittica in cui la produzione, l'occupazione,i redditi,i salari,i consumi,gli investimenti e i risparmi crolleranno a danno di tutti gli innocenti esseri umani di questo mondo.
E tutto ciò per colpa di poche centinaia di delinquenti e di quelli (molti) che hanno loro creduto a bocc'aperta come babbei.
Ma forse questa fine è la panacea...forse si tornerà a parlare al plurale e mai più al singolare.
Certi valori non si sono mai istinti.





Messaggio del 16-09-2008 alle ore 16:50:54
Messaggio del 16-09-2008 alle ore 16:38:05
Stavo , proprio in questi minuti, aprendo un post con lo stesso titolo ma senza il punto interrogativo.
Era inevitabile!
Fine delle speculazioni selvagge.
Come corollario i prezzi delle materie prime crollano letteralmente.
Il petrolio in un mese è passato da 148 dollari al barile a 88.
Il frumento ha perso quasi il 50% del suo valore e così anche le altre materie alimentari.
Il boom dell'edilizia è svanito in pochi giorni.





Messaggio del 16-09-2008 alle ore 16:14:16
Nazionalizzazione di Società finanziarie in profonda crisi (Fannie & Freddie)

Lehman Brothers è morta (uno dei più grandi carck finanziari che la storia del capitalismo d'assalto ricordi).

Il colosso assicurativo AIG è in coma profondo (le sue azioni hanno perso il 36% ) dal quale sembra difficile che si riprenderà.

Goldman Sachs è in prognosi riservata (forti perdite per il terzo trimestre consecutivo)...

i nodi stanno venendo al pettine e hanno tutta l'apparenza di essere nodi...SCORSOI

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