Cultura & Attualità

la fine dei bambini colpiti dal maremoto
Messaggio del 03-01-2005 alle ore 12:37:22
ecco le nuove nutizie che colpiscono i bambini prima scamapati e ritrovati e poi dispersi,presi da uomini si presume che subiranno il mercato degli organi,o violenze sessuali
alcuni di loro rimasti orfani ora nn solo devono combattere la morte,la fame e le epidemie ma ora anche questi sciacalli,che li portanovia e li sfruttano poveri piccoli...
nn meritano nulla,neanche un minimo di perdono e di giustizia se vengono beccati in flagrante
Messaggio del 03-01-2005 alle ore 12:56:41
Tranquilla nirvà tanto non li becca nessuno.
Fin'ora abbiamo avuto la fase più "spettacolare", passatemi il termine, della tragedia, con i suoi 150.000 o più morti.
Ma è anche la fase che ha permesso di raccogliere in una settimana oltre 2 miliardi di dollari di aiuti, soldi che non si riescono a spendere. Ci sono molti villaggi che non sono stati ancora raggiunti neanche dagli elicotteri ed altri posti, compresa la grande città di Banda Aceh a Sumatra dove gli elicotteri non possono atterrare, dove l'acqua non si è ancora ritirata.
Le linee di comuncazione non esistono più e la burocrazia di questi paesi fa il resto, senza dimenticare la Birmania che non comunica neanche le cifre del disastro e l'India che non permette ai soccorritori di avvicinarsi alle isole Andamane praticamente l'epicentro del terromoto.
I queste condizioni è facile prevedere una vera ecatombe, oltre 1 milione di persone non hanno ne cibo ne acqua potabile ed oltre 5.000.000 sono a rischio epidemie.
Mettiamoci gli sciacalli che ricordava nirvana ed il quadro non è ancora completo.
Le multinazionali del turismo nel lungo periodo approfitteranno della situazione per incrementare i loro lauti guadagni approfittando delle peggiorate situazioni degli abitanti della zona, aiutate in questo da quei....., non so come definirli, turisti occuidentali che se ne fregano di tutto e sono già tornanati a metter le chiappe al sole
Messaggio del 03-01-2005 alle ore 13:08:03
ho sentito di migliaia di scatoloni inviati dai paesi ricchi pieni di cibo che marcisce la mentre questi muoiono di fame per il rutto tempo,hanno bloccato gli aiuti
ma nn è giusto che si ritorce tutto addosso a questa gente
Messaggio del 03-01-2005 alle ore 13:09:35
Nirvà se non fosse così non sarebbero in quelle condizioni
Messaggio del 03-01-2005 alle ore 13:20:21
SISMA ASIA/ ORFANI DELLO TSUNAMI VENDUTI PER DENARO (ASIANEWS)
03/01/2005 - 09:20
Ministro Affari Sociali: Polizia impedisca commercio innocenti

Roma, 3 gen. (Apcom) - Nei campi di accoglienza di Medan, nella parte settentrionale di Sumatra, è in atto un "commercio di vite umane": alcune persone cercano di "comprare" gli orfani dell'Aceh, rimasti senza genitori in seguito alla tragedia di domenica scorsa, per rivenderli al mercato clandestino. La denuncia parte dai volontari del Partito islamico di giustizia e prosperità (Pks), citati dall'agenzia AsiaNews. Le fonti sottolineano che negli ultimi giorni si sono registrati "diversi episodi" nei centri di Medan.

"E' nostro compito indagare sulla questione - sottolinea un membro del Pks - e per farlo abbiamo allestito un centro di ricerca nell'aeroporto di Medan". Bachtiar Chamsyah, ministro indonesiano per Affari Sociali, non nasconde le proprie preoccupazioni e chiede alla polizia di "mettere fine" al commercio di vite innocenti. Chamsyah ha già dato disposizioni ai funzionari del suo ministero di occuparsi degli orfani, sottolineando che le eventuali adozioni "devono essere vagliate dall'Acehnese Agreement Association (Aac, un organismo di supervisione e controllo, ndr) per tutte le informazioni del caso e per seguire la corretta procedura giudiziaria".

Interrogato dai giornalisti sulla questione, il ministro ha confermato che il governo ha proibito le adozioni immediate per ridurre al minimo il rischio di un commercio illegale. Bachtiar Chamsyah ha poi assicurato che "solo seguendo l'iter corretto per l'adozione, sotto il controllo del mio ministero, l'adozione dei bambini sarà ritenuta valida ai fini della legge". Ora i bambini sono ospitati nei centri di rieducazione a Pancing, nel Medal, sotto il controllo del ministero degli Affari sociali e dei responsabili dell'Acehnese Agreement Association, per garantire loro una "maggiore protezione". Come gesto di solidarietà verso la popolazione colpita dalla tragedia, il governo di Singapore ha offerto i propri ospedali e le attrezzature mediche per curare i feriti

Messaggio del 03-01-2005 alle ore 13:21:43
SISMA ASIA/ ORGANIZZAZIONI UMANITARIE CRITICANO AUTORITA' INDIA
03/01/2005 - 11:20
Stanno ostacolando soccorsi a sopravvissuti nelle isole

Port Blair (India), 3 gen. (Ap) - Anche oggi le organizzazioni umanitarie internazionali denunciano l'atteggiamento delle autorità indiane, che impediscono alle squadre di soccorso straniere di aiutare i sopravvissuti del maremoto del 26 dicembre. Intanto il Ministero degli Interni indiano ha fissato a 9.479 il numero delle vittime accertate nel Paese. Si contano ancora 5.681 dispersi, che si troverebbero per lo più nelle isole più remote degli arcipelaghi delle Andamane e di Nicobar.

"Questo approccio della porta chiusa che non consente alle Ong di intervenire sta comportando dei ritardi nelle operazioni di soccorso", ha detto oggi Shaheen Nilofer, che dirige i programmi per l'India orientale dell'organizzazione umanitaria Oxfam.

"Abbiamo perso del tempo prezioso per questo ritardo, (L'India) sta aggravando la miseria di questa povera gente. Da qualche parte qualcuno ne è responsabile. Se non vi prendete cura dei sopravvissuti, il numero delle vittime potrà oltrepassare di gran lunga il numero delle persone uccise dallo tsunami", ha detto Nilofer.

Le organizzazioni umanitarie indiane, assieme a squadre di soccorso inviate dal governo, stanno cercando isola per isola eventuali sopravvissuti al disastro.


Messaggio del 03-01-2005 alle ore 13:23:14
SISMA ASIA/ SRI LANKA, AIUTI UMANITARI IN UN COLLO DI BOTTIGLIA
02/01/2005 - 20:55
Progetti italiani per aiutare località del nordest

Trincomalee (Sri Lanka), 2 gen. (Apcom) - Si tratta di un vero e proprio collo di bottiglia. Gli aiuti arrivano, ma si trovano di fronte a un sistema aeroportuale non abituato a un traffico così intenso. Una volta giunti in Sri Lanka, prima di essere dirottati alle popolazioni, devono scavalcare il muro della burocrazia di un Paese non abituato a un'emergenza del genere.

Gli aiuti italiani sono atterrati all'aeroporto di Colombo questa mattina alle 9.30, ma per sdoganarli ci sono volute molte ore. L'aeroporto non è attrezzato a gestire situazioni di questa portata. Dall'Italia è arrivato l'equivalente in aiuti di quattro camion. Uno è riuscito a partire alle 17.30, altri tre addirittura alle 22.30 locali. A bordo ci sono tende, farmaci, altri materiali sanitari. Non ci sono aiuti alimentari, perché il governo di Colombo ha chiesto esplicitamente di non inviarne.

Le attrezzature serviranno per rimettere in sesto l'ospedale di Trincomalee, investito il 26 dicembre dall'onda di maremoto che ma messo in ginocchio l'Asia sudorientale, e per installare un ospedale da campo nell'isola antistante la città, Kinniyai.

Da Colombo sono partiti nel pomeriggio, per arrivare a tarda notte, anche uomini della Protezione civile, Vigili del fuoco, tra cui due squadre da tre sommozzatori, e sei tra medici e paramedici che si occuperanno dell'ospedale da campo di Kinniyai

Dovranno percorrere un lungo tragitto e strade particolarmente impervie per raggiungere Trincomalee. La strada, in anni passati talvolta obiettivo di attacchi delle Tigri Tamil, è stretta e fatiscente. Un ambiente, insomma, che cerca di rallentare l'affluire dei soccorsi.

Trincomalee si trova a ridosso della zona controllata dalle Tigri di liberazione di Tamileelam, l'organizzazione che dal 1983 è impegnata in una sanguinosissima guerra contro le truppe del governo di Colombo. Oggi, secondo alcune informazioni, le Trigri avrebbero attaccato un campo profughi di cingalesi. L'organizzazione, dal canto suo, ha declinato ogni responsabilità.

In base a un accordo raggiunto con le Tigri, gli italiani si sono impegnati a fornire una certa quantità di farmaci anche alle popolazioni colpite nella zona controllata dai Tamil dove, secondo dati forniti dal governo dello Sri Lanka, ci sarebbero 13mila dei 30mila morti nell'ex isola di Ceylon.

La protezione civile ha già aperto un altro ospedale da campo nel sud, a Unawatuna. Ogni giorno un gran numero di persone fa la fila per essere visitata. Sempre nel sud la Protezione civile cercherà di rimettere in sesto l'ospedale di Matara.

Dall'Italia, inoltre, sono arrivati oggi due velivoli anfibi CL-415, cioè due "Canadair' che al posto dell'acqua per spegnere gli incendi trasportano uomini e mezzi. Presso l'ambasciata italiana a Colombo è stato firmato un memorandum d'intesa per l'utilizzo degli aerei tra l'ambasciatore Salvatore Zotta e, in rappresentanza del governo srilankese, il generale dell'aeronautica Rosnas Goonetileke.

I velivoli saranno utilizzati per portare soccorso a località irraggiungibili via terra e sprovvisti di aeroporto. La loro capacità di trasportare sia personale che materiali fino a cinque tonnellate li renderà preziosi in località non ancora toccate dalla macchina dei soccorsi.


Messaggio del 03-01-2005 alle ore 15:10:22
che vergogna
Messaggio del 10-01-2005 alle ore 10:29:40
non riesco a trattenermi
Messaggio del 10-01-2005 alle ore 20:13:54
...concordo con ariel......

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