Cultura & Attualità
ntè brutt l'ignoranza...
Luzy
Sai una cosa caro Anvedi??? a volta mi meraviglio delle tue parole...e riesci a toccare le cose più intime delle persone...e come ti conosco abbastanza, sono sorpresa, perchè molte volte le cose che dici feriscono....e mi sembra non solo a me....
E' inutile che parlate per utopie. Se la famiglia tradizionale non esistesse più, come vorreste voi, l'umanità sarebbe destinata all'estinzione, quindi non sparate cartucce a vuoto e smettela.
Cara Luzy, mi sono stufato di doverti dire sempre le stesse cose. Sai benissimo come la penso io. Se tu pensi di essere il nulla e una merda, è solo ed esclusivamente un tuo problema.
Ecco un altro modello di famiglia...
«Mi vuoi sposare? Sono 2 milioni di dollari»
Così le donne prima dell'altare "battono cassa"
di Luca Schirru
ROMA (15 dicembre) - La voglia di sposarsi, si sa, a molti era già passata. Non fosse altro per quello stereotipo di uomo perfetto, stile tronista o calciatore, che luccicava negli occhi delle donne e non rispecchiava esattamente quello che vedevamo noi uomini guardandoci allo specchio. Ma se eravamo rimasti alle signorine pronte ad accontentarsi di un macho da guardare, non eravamo certo preparati alla nuova moda dell'uomo da "spogliare", nel significato più completo del termine: secondo uno studio americano, infatti, le donne sono pronte a convolare a nozze col proprio compagno ma solo per qualcosa di poco meno sentimentale dell'amore: un sacco di soldi.
Chi, accecato dall'amore volesse iniziare a risparmiare, prenda nota del tariffario che segue, il prezzo richiesto è quello inserito nell'accordo prematrimoniale, cifra acquisita, in caso di divorzio, dalla parte più debole: chi chiede di più per sposarsi sono le ventenni, e come non capirle, il cui prezzo è di 2,5 milioni di dollari. La cifra scende a 1,1 milioni per le trentenni, ma risale nuovamente a 2,2 milioni per le quarantenni, e qui qualche domanda è lecito farsela. E se i piccoli Briatore in erba possono iniziare a gongolare in vista di una vita a bagno nell'amore, c'è da scommettere che qualche altro si starà già preparando psicologicamente ad un risveglio asciutto, con la compagnia del solo cuscino e quel gusto amaro in bocca che solo una ricca colazione da single a base di zuccheri, speranza e buonumore potrà addolcire.
La fluttuazione del prezzo richiesto dalle donne intorno ai trenta è dovuta al fatto che le donne di quest'età sentono più forte su di loro la pressione per sposarsi, ipotizza il Wall Street Journal che da notizia dei
risultati dello studio. Al contrario, invece, le ragazze più giovani non pensano ancora al grande passo. Le quarantenni, donne affermate professionalmente e indipendenti, alzano nuovamente le tariffe per concedere parte della loro libertà.
Delle oltre mille persone con reddito tra i 30 e i 60 mila dollari all'anno (salari che corrispondono alla media americana) intervistate in tutti gli Stati Uniti, i due terzi delle donne hanno dichiarato di essere favorevoli a un matrimonio di interesse. Mentre gli uomini pronti a convolare a nozze per questioni economiche sono solo la metà del campione intervistato. «È come se le persone - commenta Pamela Smock, sociologa dell'Università del Michigan - si sposassero solo se hanno i soldi e se l'uomo è economicamente stabile».
E pazienza se chi, condannato allo stipendio a pochi zeri, si vedrà costretto a rinunciare ad un'ambiziosa compagna stabile, accontentandosi di una vita meno ricca, fatta di: calcetto con gli amici, piatti a farsi compagnia l’un l’altro sul lavello, serate stravaccati sul divano col telecomando in una mano e il joy pad nell'altra, il bagno allagato dopo la doccia e dolci e affettuose carezze ai bambini (degli altri). Meglio soli... che male accompagnati.
Sai, amore mio!? Prima di essere genitori, siamo persone che,al di là dell'avere o meno figli, Si amano,si dividono i tanti problemi del vivere insieme ma anche tutti i più bei momenti dello stare vicini, si appoggiano per provvedere alle quotidiane necessità.Quando arrivano i figli da 2 si diventa 3 o 4 o più,ma si parte da 2 , la famiglia è già quando non sei più solo,non sei più uno.Tutto quello (e non ancora tutto) quello che io e te insieme con altri millioni di persone facciamo decidendo di farlo insieme,se non siamo una famiglia noi mi fai capire dove ci collochi?
che ne pensi della curia ?
E meno male che ho riportato:
- nascono sempre più bambini in Italia
- sul versante dei matrimoni non si registra una crescita ma un calo
Ciò che significa che sempre più bambini crescono in situazioni more uxorio... quindi cosa c'azzecca la tua affermazione, Anvedi, per la quale la famiglia è riconosciuta solo quando può procreare?
tutta colpa dei gay che mettono in serio pericolo la famiglia eh?!

Anvedi, tu hai figli?
si, io non ho avuto dei figli....siamo due merde sposati da 18anni...ma troppa grazia dire che siamo una famiglia!!!!
Quindi marito e moglie di cui uno dei due sterile sono due merde?
Boh...
Allora io sono il nulla!!!
La famiglia è famiglia quando può procreare e basta. tutto il resto è nulla.
La vita famigliare come viene concepita, non ci è più naturale di quanto sia naturale una gabbia ad un Cacatoa..............
Ma Pezzotta e papesse varie addò vivono?
CVD tutta la menata sul family day e relativa sfilata di poltici "poligami" era tutta una manfrina per affossare qualsiasi tipo di riconoscimento di unione tra persone dello stesso sesso; violenza in famiglia? famiglie che stentano ad arrivare a fine mese? giovani che non possono permettersi si sposarsi? "CHISSENEFREGA" hanno praticamente risposto in questi ultimi mesi i cari esponenti del comitato del family day, visto l'impegno che hanno profuso a portare avanti la loro causa.... L'importante è che sia salvata la forma (al diavolo la sostanza) della famiglia "tradizionale" e che la josephine non sia costretta a passare gli alimenti al suo adorato george nel caso (malaugurato) di separazione
eh l situazione è sempre più complicata....
Le nozze di Sandra, ex uomo
don Santoro sfida la Chiesa
La Curia: "dialoghiamo"
Con una lettera l´annuncio ad Antonelli sull'intenzione di celebrare le nozze. Il prete che guida la Comunità delle Piagge vuole celebrare il rito religioso, ma nei documenti di battesimo e di cresima lei è sempre un maschio
di Maria Cristina Carratù
L´ha accompagnata per un lungo tratto della sua storia difficile, la conquista di una cittadinanza tuttora non piena, sebbene più che negli anni ´60 e ´70, quando lei entrava e usciva dal carcere come «persona socialmente pericolosa». E adesso, la Comunità delle Piagge guidata da don Alessandro Santoro farà per Sandra Alvino - autrice de Il Volo, storia della sua lotta contro una identità sessuale 'traditrice´, da cui, attraverso un duro percorso, si è infine liberata diventando donna - qualcosa di più: la accompagnerà al matrimonio religioso con l´uomo che le sta a fianco da venticinque anni, Fortunato Talotta, già sposato civilmente nell´83. Se tutto andrà bene, nella prossima primavera, mentre già questa mattina, con una prima benedizione della loro unione, si avvierà il cammino comunitario verso il grande appuntamento. E´ questa, almeno, l´intenzione comunicata ieri per lettera da don Santoro all´arcivescovo Ennio Antonelli, ai parroci e «alla città».
E che, se andrà in porto, costituirà un caso senza precedenti. Sebbene, spiega Santoro, non si tratti affatto di una sfida, ma «della semplice prosecuzione di un gesto di accoglienza».
Cominciato quindici anni fa, quando Sandra, oggi 63 anni, e Fortunato, 62, già conviventi da una decina d´anni, sono venuti a stare alle Piagge. Lei, operata a Londra, diventata finalmente donna, lui, calabrese purosangue, suo fiero compagno. Si erano incontrati nel carcere delle Murate nei primi anni ´70, ed era stato subito amore: «Quando io uscii mi disse: ti sposerò. Ma mi sembrò una battuta. Chi l´avrebbe mai detto…» racconta lei, che dice di essere oggi, «grazie a Fortunato, una donna felice». Nell´83 il matrimonio civile a Sollicciano, dove lui era tornato all´improvviso per scontare un residuo di una vecchia pena. Ma Sandra e Fortunato, cattolici, a un certo punto hanno sentito mancare qualcosa alla loro unione. «Sono stata educata in una famiglia di credenti» spiega lei «e la mia fede non è mai venuta meno, neppure nei momenti più bui». Con sofferenza, in carcere, ha subito il divieto dei cappellani di farla andare alla messa, e vive oggi l´esclusione dalla comunione, comminata dalla Chiesa a chi vive una vita sessualmente disordinata, divorziati, gay, «transgender» - come Sandra continua, a volte, a venire classificata. E però, a ferirla davvero, ormai, non è più l´ottusità della burocrazia, bensì «il divieto della Chiesa». Salvo eccezioni, come alla Comunità delle Piagge, appunto, dove la coppia è stata subito accolta «senza se e senza ma», «come ha fatto Gesù Cristo» ricorda Santoro. Insomma: chi l´ha detto che l´alternativa della Chiesa dei diktat e dei divieti sarebbe una Chiesa 'relativista´, a cui va bene tutto? E non, invece, «una Chiesa attenta ai volti delle persone, che accoglie sul serio, e fa del pane e del vino della mensa eucaristica una comunione concreta di vita?».
In Curia, però, come il cardinale ha già fatto presente alla Comunità delle Piagge dopo la sua visita pastorale, non va giù che Santoro dia la comunione ai gay nonché alla Sandra - che gay non è, ma che, per rispetto ai gay, preferisce replicare, di nuovo, col linguaggio di Gesù, «per esempio la parabola della pecorella smarrita». E adesso, di fronte al progetto di matrimonio religioso, il contrasto rischia di farsi incandescente. Nel certificato di battesimo e di cresima, infatti, necessari per il matrimonio religioso, Sandra è registrata come maschio, ciò che, a parte il giustizio sul suo «disordine sessuale», per la Chiesa le impedirebbe «alla radice» di sposare Fortunato. Ma lei non demorde: «Ho sofferto tanto per conciliarmi con me stessa. Come posso vivere di nascosto la mia vita di credente?». E «per un cristiano vero», conferma Santoro, «il matrimonio è un diritto irrinunciabile, come per una comunità cristiana, di fronte a un percorso di vita autentico, un dovere celebrarlo». Quanto al certificato di battesimo, «non averlo aggiornato è un vulnus giuridico da sanare, non una norma da imporre contro uno stato civile riconosciuto», mentre i sacramenti ricevuti «sanciscono l´essere cristiani una volta per sempre». E se è per questo, annuncia Sandra, «quando sarà il momento vorrei anche il funerale religioso». Mentre nel caso in cui l´arcivescovo negasse l´assenso al matrimonio, partirà un ricorso al Papa. E Santoro ne è convinto: «Ci fosse una reazione del genere, sarà la comunità, con me, a decidere cosa fare».
Lavoro temporaneo!
Io sono un alieno!
jena tu a quale delle categorie appartieni?
sposati (con o senza rito religioso) o conviventi nzk uxorio?
Nascono sempre più bambini in Italia. Lo confermano i dati dell’Annuario statistico italiano del 2007 presentato dall’Istat. La fecondità delle donne italiane nel 2006 è salita a 1,35 figli in media per donna: l’anno precedente era 1,32. E comunque, fa sapere l’Istituto nazionale di statistica, si tratta del livello più alto registrato in Italia negli ultimi anni. Nel confronto con gli altri paesi dell’Unione Europa a 15 il Belpaese rimane negli ultimi posti della classifica. Sul versante matrimoni invece non si registra una crescita ma un calo. Gli "anelli al dito" scendono da 247.013 nel 2005 a 243.511 nel 2006, con un tasso che passa dal 4,3 al 4,2 per mille. Continuano poi a diminuire i matrimoni celebrati con rito religioso, che si attestano al 66,3% del totale (erano il 67,6% nel 2005), mentre quelli con rito civile salgono al 33,7% del totale (erano il 32,4% nel 2005). Nelle regioni centro-settentrionali la percentuale dei matrimoni religiosi scende al 56,2%, nel Sud è del 79,2%.
Ma Pezzotta e papesse varie addò vivono?
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LA FAMIGLIA ITALIANA
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