Cultura & Attualità

La Dottrina Cattolica
Messaggio del 02-11-2006 alle ore 00:26:55
Non mi sono spiegato bene.

Nei dieci comandamenti e nei cinque precetti della Chiesa non c’è scritto: non ubriacarti, non drogarti, non mangiare troppo (vizio del gusto); non fare il taccagno, (vizio dell’avarizia); non avere rapporti prematrimoniali (vizio della lussuria); non oziare (vizio dell’accidia) e non ti arrabbiare (vizio dell’ira).

Ma come dici tu: farsi dominare da questi comportamenti senza riuscire a venirne fuori è peccato, ed in questo hai pienamente ragione!

Questo significa che farsi una canna ogni tanto non è peccato (se riesce a farne a meno!)! Ubriacarsi ogni morto di Papa non è peccato (se riesce a farne a meno!)! Farsi una pella all’anno con la guagliona (se non è sposata con un altro) non è peccato (se riesce a farne a meno!)!

Ma farsi dominare dall’alcol, dal fumo, dalla rabbia e dall’ozio (come dici tu) è peccato!

Dire una falsa testimonianza con la volontà di fare del male, nella consapevolezza di sbagliare è peccato! Ma dire una menzogna al momento giusto per non far soffrire troppo una persona non lo è (lo sanno anche i bambini!)! Ma non sottovalutare la menzogna, perché è un peccato molto grave: senza la menzogna non c’è l’abuso nei confronti del più debole; il nazismo ha costruito la soluzione finale intorno ad una propaganda menzognera sugli ebrei che giustificasse le loro violenze; è come la favola di Fedro del lupo e l’agnello: «piglia e strappa eppure aveva torto: il più forte, la ragione se la crea lui!». L’egoista si aggiusta la verità come vuole.

Ad ogni modo ho parlato delle regole del cattolicesimo, uno degli argomenti più brutti della dottrina cattolica (sinonimo specifico: catechismo). Ce ne sono di tre tipi a centri concentrici dal più piccolo al più grande: i dieci comandamenti; i vangeli e l’amore verso il prossimo. I dieci comandamenti (il primo cerchio), che non erano stati capiti bene sin dall’inizio, hanno avuto bisogno di una spiegazione autorevole: visto che li avevamo capiti, il Signore Dio (il più grande materialista della storia) si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto Uomo (dogma di fede) per spiegarci di Persona come ci dobbiamo comportare (i vangeli, secondo cerchio), ovverosia se sceglieremo sinceramente e liberamente di seguire Gesù Cristo (libero arbitrio) ameremo il prossimo nostro come noi stessi e non avremo bisogno più della legge (i dieci comandamenti).

San Paolo dice (cito a memoria): «Una volta i nostri errori erano giustificati dalla legge, perché la legge era la condizione per farci sbagliare, ma con la venuta di Cristo, la legge è stata superata e non siamo giustificati più: siamo i figli di Dio e destinati alla grazia dall’amore verso il prossimo»

Se riprendiamo il buon vecchio Albert troviamo una cosa simile: «Che la materia nel suo ordine è un sottoinsieme di un essere ordinatore è una cosa talmente evidente che non può essere negata.». Ovvero: «Se la materia è ordinata, Dio non gioca a dadi.».

Infatti, il cristianesimo è una religione razionale e concreta; il nostro Dio è lo stesso Dio di Abramo, di Isacco e Giacobbe; è l’unico che interviene direttamente nella storia dell’uomo; è lo stesso Dio che fa uscire il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto e mentre lo riportava in terra santa è comparso sul monte Oreb e ha inciso le tavole della legge con il suo dito. Il primo comandamento dice (torniamo all’argomento iniziale):

«Io sono il Signore Dio tuo, che ti ha fatto uscire dalla schiavitù d’Egitto, non avrai altro Dio all’infuori di me. Non ti costruirai degli idoli di pietra di animali che camminano sulla terra, sotto terra o che volano in cielo; non li adorerai e non ti inginocchierai davanti a loro perché, sono geloso del mio popolo.»

La schiavitù degli ebrei in Egitto è un evento storicamente accertato, ma al tempo stesso simboleggia la schiavitù dell’uomo nei confronti degli idoli, oppure: simboleggia la schiavitù dell’uomo nei confronti del creato; ovvero: i sette vizi capitali.

Solo l’intervento di Dio ci può salvare da queste schiavitù. È un intervento che viene fatto quotidianamente senza che ce ne accorgiamo, ma se non diamo al Signore la possibilità di intervenire su di noi, Lui rispetta la nostra volontà e non interviene. E rimaniamo schiavi dei sette vizi capitali dei quali faremo volentieri a meno, che non ci permettono di essere felici (e lo sappiamo!), ma ci ostiniamo a farci del male, perché abbiamo ragione noi: siamo superiori al Padre Eterno! Ma Gesù dice: «La verità vi renderà liberi!», se non abbiamo speranze significa che non siamo liberi.

La libertà non è una forma di governo che a volte c’è e a volte no: siamo in democrazia eppure siamo schiavi dei nostri vizi: questa non è libertà. Nessuno è libero solo in alcuni momenti, si è liberi sempre quando viviamo «la» libertà, si è liberi quando si è felici:

«E’ IL NOSTRO PENSIERO CHE SI PROTENDE VERSO L’INFINITO!»

E’ L’ESIGENZA DI UNA RISPOSTA CERTA, DI UN PUNTO FERMO, DI UN APPRODO DEFINITIVO.

E’ L’ESIGENZA DI CHI E’ STUFO DI ESSERE UN CANE CHE SI MORDE LA CODA E HA L’ESIGENZA DI FINIRLA CON L’ESISTENZIALISMO METTENDOSI ALLA RICERCA DELL’USCITA DEL LABIRINTO.

E’ L’ESIGENZA DI DIO!

Una volta ho conosciuto un ragazzo di 50 anni che ha raccontato di aver fatto il liceo scientifico. Poi si è iscritto all’università di Milano e in un anno e mezzo non è riuscito a fare niente. Ha trovato lavoro facile, facile con una ditta di Monza da 500.000 lire al mese, quando un metalmeccanico ne prendeva 150.000, ma dopo sei mesi è voluto tornare a Lanciano e non è riuscito a trovare più un lavoro redditizio come quello. Alla fine del racconto ha detto: «la fortuna passa una sola volta!», un’affermazione che mi ha dato una forte amarezza.

Non è una persona libera, il suo pensiero non si protende verso l’Infinito (che è Dio), ma rimane chiuso dentro uno schema che non gli dà speranze («la fortuna passa una sola volta!»).

Se volete conoscere altri, passate davanti al bar del corso tra le dieci e mezza, undici del venerdì o del sabato sera, ne vedrete tanti così: infelici, insoddisfatti e senza speranze.
Messaggio del 01-11-2006 alle ore 20:23:13
Ah, è vero, ma mi stavo ancora chiedendo a quale precetto della sharia ti stessi riferendo
Messaggio del 01-11-2006 alle ore 18:02:33
veramente avevo detto che ti avrei denunciato ma questo a quanto pare l'hai dimenticato....
Messaggio del 01-11-2006 alle ore 12:43:36
Io non ti ho detto cosa fare, non scambiare ceci per fagioli; io ti ho chiesto cosa avevi detto tu che avresti fatto.
Messaggio del 01-11-2006 alle ore 10:02:05
caro Adonai, non avevo detto proprio questo.... ma poi proprio tu mi parli di cosa devo fare? e' meglio che mi lasci stare... e se mi va io intervengo dove e quando voglio e sicuramente non come fai tu!
Messaggio del 31-10-2006 alle ore 12:41:43
x Bruce

questo ti costerà caro, la mia vendetta non tarderà a manifestarsi

x Bambino

non avevi promesso a tutti che non saresti più intervenuto se non nei tuoi post?
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Editato da Adonai il 31/10/2006 alle 12:43:00
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Editato da Adonai il 31/10/2006 alle 12:43:38
Messaggio del 31-10-2006 alle ore 08:22:17
grande Bruce hai capito che su una questione del genere non si puo' arrivare ad una "soluzione" su un semplice post... se ne dovrebbe discutere nei luoghi adatti, con persone veramente interessate a capire le differenze tra fede e dottrina, tra la ricerca di qualcosa che sta al di sopra di tutto e la semplice ripetizione di riti formali... magari tornando anche alla messa in latinorum con il prete che da le spalle ai "fedeli"...
Messaggio del 31-10-2006 alle ore 02:31:15
Messaggio del 31-10-2006 alle ore 02:00:40

I sette vizi capitali, non sono peccati

il vizio è la perserveranza nel peccato, quindi i vizi sono peccati.


La differenza tra peccati mortali e peccati veniali la puoi trovare sul capitolo 5 della prima lettera di Giovanni.

Ah sì?


Il peccato mortale è formato da tre caratteristiche: colpa grave (trasgressione dei dieci comandamenti o dei cinque precetti della Chiesa), volontà e consapevolezza di peccare.

La trasgressione dei Dieci Comandamenti non è peccato mortale (una bugia è peccato mortale?)
Il peccato mortale è quello che, commesso deliberatamente, consiste nel rifiuto totale di Dio, ovvero idolatria, apostasia e ateismo.
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Editato da Adonai il 31/10/2006 alle 02:01:22
Messaggio del 31-10-2006 alle ore 01:37:54
Per cortesia, non confondiamo la fede con il fideismo. La fede è una delle tre virtù teologali (fede, speranza e carità) tra le quali (secondo san Paolo) la più importante è la carità (= amore verso il prossimo). “Fede” significa “fiducia”, e con essa si intende la fiducia nell’uomo che ci parla di Dio nella sua esperienza personale. È come se un anziano contadino insegnasse ad un giovane come coltivare bene la terra e lo arricchisse con l’esperienza che ha accumulato negli anni. Sta alla volontà del discepolo imparare quel mestiere del quale l’anziano contadino è felicissimo di rivelargli i segreti. Se un giorno l’allievo si dovesse arrabbiare (come fanno molti giovani), l’anziano ci rimarrà male e continuerà a fare il contadino, senza rispondere alle accuse. Ma se il giovane si pentirà e tornerà da lui (come il figliol prodigo) sarà felice di insegnargli tutto da capo. L’esperienza del contadino

“non è un’esperienza teorica”,

ma è un’esperienza reale che gli ha permesso di vivere dignitosamente con i frutti del suo lavoro sia materiali (soldi, casa, automobile, trattore, depositi, servizi, ecc.) che spirituali (rispetto verso la natura e verso gli uomini, intelligenza, razionalità, senso morale, ecc.). Per intenderci è lo stessa metafora dell’anziano “sensei” nel film “karate kid”. Ralph Macchio ha “fiducia” nel suo maestro e ne riceve gli insegnamenti. Dunque, in senso metaforico:

«l’anziano rappresenta la persona verso il quale, il giovane ha fede (ha fiducia!)»

“Fideismo” invece significa “credere a occhi chiusi” ed è proprio delle religioni irrazionali come l’islam e delle ideologie totalitarie. È sbagliato attribuire il significato di questa parola, alla parola “fede”. In caso di dubbio consultate il vocabolario e mi farebbe piacere che lo facciate!

Quello che si vuole chiamare interpretazione della Bibbia, viene chiamata “tradizione” ed è la stessa interpretazione che la Chiesa ha sempre dato delle Sacre Scritture e che ha sempre insegnato. Gli aggiornamenti successivi vengono fatti (come dice Samuel) in presenza di avvenimenti inediti, dopo un’approfondita ricerca sui nuovi argomenti. Ciò non significa non fare ricerche ermeneutiche sui contenuti dei testi originali o sui ritrovamenti anteriori (che pure potrebbero essere falsi), ma di ricercare assiduamente, se vogliamo, liberamente e sinceramente, la verità (se ci interessa). Se i ragionamenti sulle Sacre Scritture saranno fatti bene e con buoni propositi (con metodo) i risultati saranno gli stessi che hanno conseguito gli altri cristiani, esattamente come nei risultati dei calcoli matematici, semplici o complessi. La teologia è una materia definita alla quale non si possono aggiungere elementi sostanziali, ma solo sfumature, ad esempio “alla Ravasi”, affascinanti nel suo modo di scrivere e di parlare, o “alla padre Paolo”, nel suo modo di parlare nudo e crudo.

Non c’è contraddizione tra fede e scienza, le due discipline hanno la medesima origine che è Dio e lo stesso fine che è la Verità (Dio stesso) attraverso due strade diverse. La Chiesa non condanna la scienza, né la ricerca scientifica, ma è nel suo dovere religioso ed istituzionale richiamare moralmente gli scienziati e le nazioni sui metodi della ricerca, sulle finalità negative e sul cattivo uso della scienza. È immorale, ad esempio, usare gli embrioni umani al posto delle cavie per testare la tossicità dei prodotti cosmetici, solo perché costano molto meno e rispondono meglio alle reazioni. È immorale usare come cavie umane i bambini partoriti dalle donne povere e venduti agli ospedali universitari americani. È immorale sviluppare le tecnologie per costruire nuove armi offensive. Dunque, non c’è contraddizione tra scienza e fede, né tra ricchezza e fede: non sono gli argomenti a contraddire la fede, ma il loro utilizzo. Sui dieci comandamenti non c’è scritto: “non siate ricchi”, semmai cercate di aiutare il prossimo con le vostre ricchezze (con il giusto compenso agli operai, il giusto trattamento, dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, visitare i carcerati, ecc. Non lo avevate mai sentito dire?). La chiesa ha l’obbligo di richiamare verbalmente gli errori umani con i suoi strumenti di diffusione, ma non può condannare nessuno. In passato c’erano le condizioni storiche che richiedevano l’uso dell’inquisizione e si è “arrogata” il diritto di condannare i peccatori, ma oggi è diverso; i richiami morali della Chiesa fanno parte del suo compito.

Quando lo stato discute su una legge immorale e si offende perché riceve il richiamo della Chiesa, si mette a parlare di ingerenza. Come sapete il comportamento immorale (sinteticamente: ateismo) porta a rovesciare il significato dell’oggetto. Ovvero, lo stato invade il compito della Chiesa legalizzando i fenomeni immorali (chiamasi ingerenza dello stato), ma poi accusa la Chiesa di ingerenza. Il formaggio sotto e i maccheroni sopra! Badate bene: accadrà di nuovo quando sarà discussa una nuova legge immorale: si parlerà di nuovo di ingerenza della Chiesa (secondo le statistiche il primo a parlarne è Marco Pannella! Segue il gruppo.)

La differenza tra peccati mortali e peccati veniali la puoi trovare sul capitolo 5 della prima lettera di Giovanni. Il peccato mortale è formato da tre caratteristiche: colpa grave (trasgressione dei dieci comandamenti o dei cinque precetti della Chiesa), volontà e consapevolezza di peccare. Se dovesse mancare una sola di queste caratteristiche, il peccato sarebbe veniale.

I sette vizi capitali, non sono peccati, ma sottomissioni dell’uomo alla natura. Sottomissione all’ira, al gusto, all’invidia (il desiderio che gli altri non siano felici), alla superbia, alla lussuria, al non voler educare quando è possibile (accidia) e alle ricchezze materiali. Sui dieci comandamenti non c’è scritto: “non siate ricchi” o “non mangiate con gusto”, ma “Io sono il Signore tu Dio non avrai altro Dio all’infuori di me”. Ciò significa che ci dobbiamo sottomettere a Dio e non alla natura (vizi capitai), altrimenti diventa difficilissimo uscirne fuori, ci si sente schiavi della natura, legati mani e piedi ai vizi. Badate bene: non è il vizio che si avvicina all’uomo, ma è l’uomo che si avvicina al vizio. Non sono i rapporti prematrimoniali ad avvicinarsi agli uomini, ma sono gli uomini a volersi avvicinare ai rapporti prematrimoniali. Come non è il vino ad avvicinarsi agli uomini, ma sono gli uomini che si avvicinano al vino (vizio del gusto). Nessuno ha l’istinto di ubriacarsi se non si è avvicinato volontariamente all’alcol.

Non c’è contraddizione tra matrimonio e servizio sacerdotale, i dodici apostoli erano quasi tutti sposati, ma c’è da dire che il lavoro del sacerdote è molto impegnativo e difficilmente avrebbe del tempo da dedicare alla famiglia. Per quanto riguarda le religioni protestanti è diverso, perché non sono impegnati da mille attività come quelle dei cattolici. Il matrimonio dei preti è stato abolito nel concilio Lateranense IV, nel XIII secolo, a causa delle troppe mogli dei sacerdoti, un vero scandalo, lo sapevano tutti gli europei.
Messaggio del 30-10-2006 alle ore 11:45:10
Perdona l'errore, intendevo Nuovo Testamento, non Vangelo; anche se tu, da buon ex chierichetto, sai che i vescovi sono i successori degli apostoli.
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Editato da Adonai il 30/10/2006 alle 11:59:56
Messaggio del 30-10-2006 alle ore 11:40:37
con te adonai non si capisce mai se parli seriamente o meno.. .quindi non esprimo un giudizio di valore su questo post.
Davvero nel vangelo si parla di "vescovi"? evidentemente non me ne sono accorto quando facevo il chierichetto e mi toccava sempre di leggere.... sapresti indicarmi in quale libro, capitolo e versetto?
solo per capire se fai finta di averlo letto o sei davvero un tuttologo come molti vogliono far credere di se
a presto
Messaggio del 30-10-2006 alle ore 10:06:33
Dai Adonai aiutaci a sfatare altri luoghi comuni...!
Messaggio del 30-10-2006 alle ore 09:55:54
Ma quale fede ragionata!
Bastano la "credenza", la miracolistica, le madonnepiangenti, i gadget di Padre Pio...e i film sui santi Antonio, Francesco, Giuseppe, Carmine ecc...ultimo quello sul "Papa ridens".
Davvero non c'è più religione.
Povero Adonai.
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 23:33:29
Io mi sento un incompreso
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 22:51:55
sai belnegro, comincio a provare qualcosa per te
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 22:48:32
SAMUEL TU MI FAI IMPAZZIRE SEI MITICO
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 22:36:02
la fede deve essere ragionata e non imbonita come dice adonai, i cattolici non conoscono la propria religione che si esplica attraverso i testi sacri e la dottrina della fede;ogni cattolico dovrebbe le ggere per poter poi interrogarsi sia sugli insegnamenti di Cristo , sia sui principali dogmi della fede che del resto sono esplicati nel credo, ed io a ciò che ha detto adonai aggiungo chi conosce il significato profondo della messa ? perchè andare a messa la domenica?è semplicemente un rito o è il sacrificio perfetto di un Dio talmente umile che si è fatto uomo per poter prendere su di lui il peccato del mondo?
e noi con la nostra pochezza uniamo il nostro sacrificio a quello suo;quello che mi consola è che saremo giudicati dalla nostra coscienza non sulla fede ,ma sulla nostra malafede,come diceva Santa Caterina da Siena saremo giudicati secondo coscienza e conoscenza,
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 21:14:19
Anche un ignorante puo' comprendere quelli che sono i veri insegnamenti della fede, fidandosi ciecamente del "catechismo della chiesa cattolica" l'esposizione ufficiale degli insegnamenti della Chiesa Cattolica ,quello ufficiale, l'ultimo compendio e' stato sviluppato da Papa Ratzinger nel 2005
rappresenta una sintesi del catechismo, aggiornata ai tempi nostri.
E' normale che labibbia sia soggetta ad interpretazioni, oggi al posto delle capre c'e' l'euro adonai,al posto delle lance c'e' il mitra ecc ecc...
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 20:11:27
Letto bibbia e vangelo ma quando ero fanciullo,ora ho piccoli frammenti,e non sono piu' un grande cattolico.
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 19:19:14
Il titolo del post è "Dottrina cattolica". La domanda è "I cattolici conoscono la dottrina della fede che professano?"
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 19:17:26
Adonai la fede è fede punto la dottrina cattolica è un'altra cosa come pure praticarla o essere un fervente osservante...credo
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 19:02:38
Dean, io sto parlando di conoscenza della dottrina cattolica, di curiosità del credente di intelligere le frasi e le affermazione che vengono professate.
Come dice il pontefice, la fede deve essere ragionata, quindi, quando si recita il Credo, che contiene la professione basilare della Fede, mi aspetto che uno capisca il senso delle cose che dice.
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 19:00:12
No no ho letto tutto e con calma, mi spieghi cosa c'azzeccca Gregorio Magno e l'Aquinate con la fede dei semplici?
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 18:58:47
Dean, di cosa stiamo parlando? Hai letto molto velocemente per scrivere un commento di cazzo?
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 18:58:32
Un argomento leggero da affrontare la domenica pomeriggio
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 18:57:21
Adonà ste cose con la fede non c'entrano una mazza, al massimo sono buone per un telequiz
Messaggio del 29-10-2006 alle ore 18:54:36
Quanti cattolici possono affermare di avere una conoscenza chiara della Dottrina Cattolica? Secondo me pochissimi, anche tra i più colti, in quanto la essa si è sviluppata nel corso dei secoli, nel tentativo di interpretare i testi fondamentali della religione, arricchendosi di una tradizione amplissima. Infatti, qualsiasi testo, per quanto semplice possa essere, col passare del tempo è soggetto a studi che, se costanti e approfonditi, generano una quantità immane di materiale ermeneutico che non può essere tralasciato da nessun successivo interprete, se voglia approntare una ricostruzione esatta e plausibile del significato del testo in esame.
Ciò però comporta una effettiva difficoltà per chiunque voglia accostarsi al testo, senza però trascurare l'intelligenza dei precedenti interpreti riguardo a ciò che si legge.

Chi, tra gl'ignari, che spesso non hanno nemmeno letto tutta la Bibbia (ma chi lo ha fatto?), può esprimere affermazioni in materia di fede?
Chi sa cosa sono i vizi o peccati capitali, per quale motivo si chiamano così o in cosa consistano? Chi conosce le origini del celibato dei sacerdoti e la sua motivazione?

Chi sa che i peccati capitali, che vengono erroneamente definiti mortali, per confusione del senso del termine capitale con mortale, sono stati definiti da San Tommaso, sulla scorta del commento di Gregorio Magno su Giobbe, sono capitali in quanto sono i principali peccati da cui scaturiscono gli altri (e del resto mi pare improbale che siano mortali per l'anima, visto che l'anima è immortale)? Chi, tra i più assidui frequentatori di chiesa sa cosa sia "l'accidia" che, come sempre ci dice san Tommaso, è detto anche "tristezza" ed è "manifestamente l'opposto della carità", e non pigrizia fisica, laddove è più precisamente pigrizia spirituale?

Chi sa che il celibato dei sacerdoti non è un dogma di fede, tanto che san Paolo consiglia solamente il celibato e la castità, mentre altrove nel Vangelo si dice addirittura che un vescovo non deve aver preso più di una moglie e deve avere figli ubbidienti e rispettosi; ma il celibato è una necessità pratica, derivante dal servizio reso alla comunità e da altre questioni pratiche sorte nel corso dei secoli?

Quante cose oscure ci sono, che ignoriamo colpevolmente?

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