Cultura & Attualità

La casa
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 17:32:06
Io voglio sapere: ma che cazzo c'entra?
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 06:58:57
SVENDOPOLI, QUANTO HANNO RISPARMIATO I POLITICI:

FRANCESCO COSSIGA
(9,5 vani+ soffitta via Quirino Visconti)
Prezzo d'acquisto: 710mila euro
Prezzo di mercato: 1,54 milioni di euro

WALTER VELTRONI
(8,5 vani+ box + cantina via Velletri)
Prezzo d'acquisto: 377mila euro
Prezzo di mercato: 1,45 milioni di euro

CLEMENTE MASTELLA
(26 vani+ terrazza + box lungotevere Flaminio)
Prezzo d'acquisto: 1,2 milioni di euro
Prezzo di mercato: 3,45 milioni di euro

PIER FERDINANDO CASINI
(30 vani via Clitunno)
Prezzo d'acquisto: 1,8 milioni di euro
Prezzo di mercato: 6 milioni di euro

FRANCO MARINI
(14 vani via Lima)
Prezzo d'acquisto: 1 milione di euro
Prezzo di mercato: 3,5 milioni di euro

NICOLA MANCINO
(10 vani+ soffitta corso Rinascimento)
Prezzo d'acquisto: 1,55 milioni di euro
Prezzo di mercato: 2,75 milioni di euro

LUCIANO VIOLANTE
(70 mt2+ 2 terrazzi via di Santa Eufemia)
Prezzo d'acquisto: 327mila euro
Prezzo di mercato: 700 mila euro

MAURA COSSUTTA
(9,5 vani+ soffitta via Quirino Visconti)
Prezzo d'acquisto: 710mila euro
Prezzo di mercato: 1,54 milioni di euro

MARIO BACCINI
(15 vani in via Niccolai)
Prezzo d'acquisto: 875mila euro

FRANCA CHIARAMONTE
(4 vani in via Stazione)
Prezzo d'acquisto: 113mila euro

MARIANNA LI CALZI
(10,5 vani in via Velletri)
Prezzo d'acquisto: 366mila euro

SALVATORE CARDINALE
(8 vani in via degli Avignonesi)
Prezzo d'acquisto: 844mila euro

FRANCESCO PIONATI
(Attico in via Traversari)
Prezzo d'acquisto: 509mila euro

GIULIANO FERRARA
(6 vani in piazza Emporio)
Prezzo d'acquisto: 889mila euro

RAFFAELE BONANNI (SEGRETARIO CISL)
(8 vani+ cantina via del Perugino)
Prezzo d'acquisto: 201 mila euro
Prezzo di mercato: 1,25 milioni di euro

LAMBERTO CARDIA (CONSOB)
(10 vani+ 2 posti auto + cantina via Nairobi)
Prezzo d'acquisto: 328mila euro
Prezzo di mercato: 1 milione di euro

FRANCESCO FARLENZA (EX FS)
(7,5 vani+ magazzino + cantina via Velletri)
Prezzo d'acquisto: 278mila euro
Prezzo di mercato: 1,4 milioni di euro

Fonte: il Giornale

PROLETARI, COMPAGNI, LAVORATORI, BECCATEVI QUESTA
Messaggio del 09-09-2007 alle ore 06:56:00
Dal tgcom 03/09/2007
Svendopoli, lo scandalo si ripete
Giornale:come Affittopoli, 12 anni dopo
Dopo Affittopoli è l'ora di Svendopoli. A dodici anni dal primo scandalo sugli affitti irrisori pagati dai politici per appartamenti di lusso sollevato dal Giornale, un'inchiesta pubblicata sull'ultimo numero dell'Espresso denuncia gli acquisti a prezzi scontati di case di pregio nel centro di Roma da parte di parlamentari, segretari e alte cariche dello Stato. Gli sconti sui prezzi di mercato di cui hanno beneficiato in alcuni casi raggiungono l'80%.


Grandi affari, occasioni da perdere. Comprare una casa di pregio nel centro di Roma con uno sconto che può arrivare fino all'80% in effetti non capita a tutti. Capita però a Veltroni e a Cossiga, a Casini e a Mastella, a Maura Cossutta e Nicola Mancino, a Luciano Violante e Francesco Marini, a Mario Baccini e Francesco Pionati, a Salvatore Cardinale e Marianna Li Calzi. Al direttore del Foglio Giuliano Ferrara. Non basta: ci sono anche il segretario della Cisl Bonnani, l'ex delle Fs Farlenza, il numero uno della Consob Cardia.

Tutti beneficiari di sconti importanti, come ha rivelato l'inchiesta del settimanale L'Espresso. C'è chi come il numero uno dell'Udc Pier Ferdinando Casini è arrivato addirittura a risparmiare cinque milioni di euro, comprando con un milione di euro un 30 vani del valore di mercato di sei milioni di euro secondo le stime effettuate da esperti nel settore immobiliare contattati dal Giornale.

Numeri suscitano l'indignazione della gente comune e le smentite dei politici tirati in ballo. Quegli stessi politici che hanno acquistato a prezzi irrisori dopo aver abitato quegli appartamenti pagando per anni un canone bassissimo, come aveva svelato il Giornale dodici anni fa con l'inchiesta denominata "Affittopoli". Ma i politici italiani sembrano non aver perso il vizio. Anzi, un privilegio "temporaneo" è così diventato eterno. Perché la "casta" ha trovato casa. Per sempre.
Tutti beneficiari di sconti importanti, come ha rivelato l'inchiesta del settimanale L'Espresso. C'è chi come il numero uno dell'Udc Pier Ferdinando Casini è arrivato addirittura a risparmiare cinque milioni di euro, comprando con un milione di euro un 30 vani del valore di mercato di sei milioni di euro secondo le stime effettuate da esperti nel settore immobiliare contattati dal Giornale.

PURE QUESTI DOVREBBERO FAR PARTE DEL VAFFANCULO-DAY
Messaggio del 08-09-2007 alle ore 17:33:38
no!

Messaggio del 08-09-2007 alle ore 17:27:29
Ariel Sharon?
Messaggio del 08-09-2007 alle ore 17:24:39
dicevano così tanto tempo orsono, in riferimento ad un uomo di Palestina

Messaggio del 08-09-2007 alle ore 17:13:21
Frequentarti nuoce gravemente all'educazione
Messaggio del 08-09-2007 alle ore 17:11:46
idem

Messaggio del 08-09-2007 alle ore 17:01:30
Sei uno scostumato
Messaggio del 08-09-2007 alle ore 17:00:51
cacksucker

Messaggio del 08-09-2007 alle ore 16:59:46
Io ho scritto cosa?
Messaggio del 08-09-2007 alle ore 16:58:01
Ti devo ammenà: ma perchè mi vuoi stressare con la tua stancante petulanza!
Tu, e non io, hai scritto che la rovina è arrivata con la Borsa e col mercato edilizio... e allora, cosa c'è di più Liberista della Borsa?

Messaggio del 08-09-2007 alle ore 16:50:42
Dipende da quanti secoli li tieni là davanti
Messaggio del 08-09-2007 alle ore 16:47:38
son stagionati?

Messaggio del 08-09-2007 alle ore 16:46:02
Togliti sti prosciutti davanti agi occhi
Messaggio del 08-09-2007 alle ore 16:44:08
tu

Messaggio del 08-09-2007 alle ore 16:42:38
Sei un paranoico
Messaggio del 08-09-2007 alle ore 16:40:29
incoerenza

Messaggio del 08-09-2007 alle ore 16:39:06
Secondo me tu hai qualche problema
Messaggio del 08-09-2007 alle ore 16:36:54
Piccola storia ignobile di Liberal-Mercato

Messaggio del 08-09-2007 alle ore 16:19:46
Rina e Gino erano rimasti da soli in quella grande casa a due piani, dopo che il figlio minore e la sua famiglia si erano trasferiti in una casa propria in un paesino vicino, per motivi di lavoro.
Si erano rintanati nei quattro vani del piano a terra, la cucina, il soggiorno, la camera da letto e il bagno; Rina s'arrampicava per le ripide e strette scale che portavano al piano superiore solo per pulire quegli stanzoni vuoti che avevano ospitato i suoi cari per tanti anni.
Il genero ricordava ancora scherzosamente ciò che era accaduto tanti anni prima, quaranta o cinquanta, un'eternità, quando era un giovane fidanzato e la figlia di Rina e Gino l'aveva invitato a passare la domenica in campagna, dopo una faticosa settimana di lavoro; lui già pregustava la dolcezza del riposo domenicale e accettò con entusiasmo. Ma quando giunse, si ritrovò il futuro suocero che lavorava di cazzuola e secchiello, con la sabbia e il cemento che lo invitava ad aiutarlo. Fu così che passò la giornata di riposo facendo il muratore, mangiando con la famiglia della moglie, ridendo e scherzando e poi lavorando di nuovo.
Quella casa l'aveva costruita Gino, nei ritagli di tempo, parete dopo parete, giorno dopo giorno, facendosi aiutare dai figli. Allora era campagna, là intorno. Adesso non più.
Erano state costruite delle fabbriche e il paesaggio era puntinato qua e là da gruppi di case. Però c'era un piccolo negozio di generi alimentari che riforniva gli abitanti e che continuò a servire gli anziani che erano rimasti in zona anche dopo che le famiglie cominciarono a fare la spesa settimanale nei grandi centri commerciali, distanti a volte anche decine e decine di chilometri.
Ma Rina e Gino erano rimasti soli e passavano le loro giornate chiacchierando con la nipote che abitava da tempo vicino a loro e gli altri vicini superstiti, alcuni anziani e soli; oppure Gino si dedicava a dei lavoretti, come un artista che rifinisce la sua opera, nei particolari, facendo riparazioni, sistemando qualcosa.
Quel giorno Rina stava preparando il tè e Gino era nel sottoscala e rimetteva delle piastrelle smosse. Era seduto mentre armeggiava cogli attrezzi quando fece per alzarsi, puntando verso la cucina «Rina, non mi sento bene», quasi sussurrò, ma si accasciò invece a terra, morto.
Rina si inginocchiò accanto a lui e pianse. La morte non ha nulla di terribile se non la paura che si ha di essa. Senza ansia o preoccupazioni, le restò il dolore e la nostalgia.
La casa era troppo grande per una persona sola e, d'accordo con la famiglia, la vendette per andare a vivere in affitto in un appartemento più piccolo. Il ricavato della vendita venne investito in certi fondi sicuri che dopo qualche mese fecero svanire tutto il capitale. La casa fu acquistata da due famiglie di stranieri, indiani o pachistani, per lei era uguale, che ne ricavarono due appartamenti.
Non tornò più a vedere la sua casa. Non era più sua.

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