La cancellazione della tassa sulla produzione (già avvenuta nel resto dell' UE!) porterebbe l'economia italiana sull'orlo del precipizio! Il lavoro costerebbe di meno, le assunzioni aumenterebbero, i prodotti sarebbero più competitivi, gli italiani (che lavorerebbero di più) li potrebbero comprare e gli stranuieri sarebbero invogliati ad investire in Italia.
quote:
DI FRONTE AD UNA FISCLIZZAZIONE PIù BASSA LE IMPRESE ITALIANE SAREBBERO CONTENTISSIME DI ASSUMERE ALTRO PERSONALE PER FARE FRONTE ALLE RICHIESTE DI PRODUZIONE.
perdonatemi se cito queste idiozie del novello paladino della cristianita' di lanciano.jiet (tete abbal pe lu pond...riferito ovviamente a Quadro Vaticano) ma mi sembravano un ottimo modo per introdurre una nuova ricerca pubblicata da Panorama (quindi non uno dei tanti giornali "comunisti" )
Ecco di cose si tratta:
Lo studio degli economisti dell'Ubs sui prezzi e sui salari è stato realizzato tra febbraio e aprile. Sono state prese in esame 71 grandi città, da Amsterdam a Zurigo passando per Giacarta e Buenos Aires, e un paniere di 122 tra beni e servizi: prodotti alimentari, vestiti, ristoranti, affitti, mezzi di trasporto e così via. Le professioni analizzate sono una dozzina, tutte di lavoratori dipendenti con un identikit piuttosto preciso (vedere tabelle sotto): secondo gli esperti dell'Ubs dovrebbero fornire un quadro abbastanza rappresentativo, e soprattutto confrontabile, dei salari in un panorama così vasto ed eterogeneo di città. Il primo risultato dell'indagine è che Londra, New York e Oslo sono le metropoli più care del mondo mentre all'estremo opposto ci sono Kuala Lumpur, Buenos Aires e Delhi. I più pagati abitano a Zurigo, Ginevra e Oslo, i peggio a Delhi, Manila e Giacarta. Come si piazzano gli italiani in queste due classifiche? Male. Perché Milano è la 24esima città più cara del mondo (più di Berlino o Madrid, meno di Parigi) ma è al 30° posto per salari netti (mentre Madrid sta meglio). Roma invece è in 25esima posizione per costo della vita, ma è alla 32esima per retribuzioni.
Ed ancora si puo' leggere che:
Il confronto con i vicini spagnoli è ancora più interessante se si va a esaminare gli stipendi netti dei 13 lavoratori tipo pubblicati in queste pagine. Le tabelle raccolgono i dati di nove città, di cui cinque appartenenti ai più importanti paesi europei, cioè Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Italia. Bene: nella stragrande maggioranza dei casi, gli stipendi netti degli italiani, anzi, dei milanesi, sono i più bassi di questi cinque paesi. Inferiori dunque anche a quelli degli spagnoli, che pure hanno un'economia un po' meno ricca della nostra, sia in termini assoluti sia pro capite. Esempio: a Milano un caporeparto quarantenne guadagna 20 mila euro netti all'anno, meno della metà di un tedesco o di un londinese. Ma anche meno rispetto ai 24.500 euro intascati dal madrileno. Così come un ingegnere di 35 anni di una grande azienda elettronica prende 23.600 euro netti all'anno a Milano e 26.700 euro a Madrid. All'altro estremo, la giovane commessa che lavora in un grande magazzino guadagna 12 mila euro a Milano e 13.700 a Madrid. Ma ha un costo della vita più alto. Così si spiega perché il milanese deve faticare di più per comprarsi il Big Mac o il pane...
Ed ora tenetevi forte perche' arriva il "pezzo migliore":
Si potrebbe obiettare che gli italiani sono penalizzati dall'enorme fardello delle tasse e dei contributi, che mantiene alte le retribuzioni lorde. Falso: l'indagine fornisce a sorpresa un dato controcorrente: tasse e contributi incidono per il 26 per cento sulle retribuzioni lorde dei lavoratori italiani, poco più della media mondiale (il 23 per cento), ma meno di Parigi (31 per cento) o di Francoforte (33). In realtà, stando a questa analisi, l'Italia è in linea con la media europea. Non solo. Oltre a rivelare quanto sono bassi i salari degli italiani rispetto ai maggiori concorrenti europei, lo studio mostra anche il degrado di alcune professioni. È giusto che un'insegnante con più di 10 anni di lavoro alle spalle venga pagata in Italia o in Francia quanto una segretaria con 5 anni di esperienza? O come un autista d'autobus? Perché invece a Francoforte lo stesso insegnante guadagna come un manager e il triplo di un'operaia? Sono domande che i governi, non solo europei, prima o poi dovranno porsi.
Capito? Non solo i lavoratori italiani vengono pagati meno dalle aziende, ma queste ultime, o meglio i loro manager forzaitalioti attribuiscono la colpa alle alte tasse imposte dal governo ma IN REALTA" QUESTO E' FALSO!
...eeeeeeeee Forza Italiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa !!!
Messaggio del 31-08-2006 alle ore 10:20:14
E con tutto ciò?
qual'è la produttività media in Italia e negli altri paesi?
le ore di lavoro settimanali?
i costi dell'amministrazione pubblica?
i suoi tempi?