Cultura & Attualità
Da Windowsmania
II responsabile del dicastero per l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais, insieme al Ministro Fabio Mussi, hanno incontrato il Chief Executive Officer di Microsoft Corporation Steve Ballmer per parlare di una collaborazione tra Governo e Microsoft. Collaborazione dalla quale sembra trarre beneficio solo ed esclusivamente Microsoft.
Steve Ballmer ha infatti presentato tre progetti di "possibile collaborazione" fra Microsoft e uffici statali.
Microsoft open standard
Progetti di cui effettivamente si sa poco, probabilmente per scelta, ma che fanno storcere il naso a quanti hanno invece apprezzato la decisione dell'Unione Europea di creare un portale dove saranno raccolte le soluzioni e le esperienze delle amministrazioni pubbliche in materia di open source, ovvero relativi all'utilizzo di software nei quali il codice sorgente è libero.
Tornando a Ballmer, una prima ipotesi di "collaborazione" fra Microsoft e l'Italia riguarderebbe l'avvio di un progetto pilota di formazione, sviluppo delle competenze e creazione dei processi innovativi per migliorarne l'operatività e i flussi lavorativi della p.a.
Un secondo progetto mirerebbe invece alla creazione di un Centro di competenza sull'interoperabilità che renda possibile un dialogo efficace, in una logica non competitiva, tra diverse realtà aziendali, Università ed enti tecnici di ricerca, con l'obiettivo di favorire lo scambio di banche dati e documenti all'interno della Pubblica Amministrazione.
Ed è qui che casca l'asino, direbbe qualcuno, dal momento che l'intero processo dovrebbe essere accompagnato dalla definizione degli standard in una "logica open standard". Ma che vuol dire open standard? Sostanzialmente significa che, dopo aver pagato per le licenze, Microsoft resta proprietaria dei codici sorgenti e concede solo ed esclusivamente la possibilità di conoscere qualcosa del codice sorgente.
Dunque, da un lato Gates e company mirano a mantenere la leadership di mercato e a trarre ingenti guadagni dalla "collaborazione" con il governo italiano (la spesa annuale per software rappresenta nel nostro Paese un giro d'affari pari a circa 45 milioni di euro e tutti destinati a programmi proprietari!) ma dall'altro, poichè i sistemi aperti e liberi si stanno sempre più affermando, cerca di correre ai ripari inventandosi la formula "open standard".
La terza ipotesi di collaborazione potrebbe invece riguardare la eDemocracy, per una valutazione delle opportunità che si profilano sul tema della partecipazione attiva dei cittadini alla vita del Paese con l'ausilio di strumenti informatici e di Internet.
Ci si chiede adesso cosa sceglierà l'Italia: sarà con l'Europa oppure sosterrà la logica affaristica di Bill Gates e Microsoft?






Caro, questo articolo e' il mio preferito, sai' l'ho registrato in mp3 con un lettore vocale.
Per quando non mi viene sonno
Nuova reply all'argomento:
Italia vs Europa :asd:
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