Cultura & Attualità

ITALEBANIA
Messaggio del 19-05-2008 alle ore 16:10:24

ROMA - Nei consigli di amministrazione delle public company, le società ad azionariato diffuso, presenti in Oman e Kuwait, ci sono più donne che in Italia e Giappone, e questo nonostante nei due Paesi arabi le donne imprenditrici non siano proprio così comuni. Secondo un articolo pubblicato nell'edizione odierna del Financial Times, infatti, in Oman e Kuwait le donne costituiscono il 2,7% dei consigli di amministrazione delle public company, contro il 2% dell'Italia e lo 0,4% del Giappone. I dati sono tratti da una ricerca di TNI, una banca d'investimenti di Abu Dhabi.




Messaggio del 19-05-2008 alle ore 16:22:19
in Italia non ci sono azionisti imprenditori, ma azionisti banchieri. E la percentuale di donne nei posti di dirigenti di banca è assai scarsa, in Italia quanto in Inghilterra... gli imprenditori in Italia al massimo hanno una s.r.l. ...non è una questione di sesso, ma di capitali, rispetto al Kuwait
Messaggio del 19-05-2008 alle ore 16:37:48
White
Messaggio del 19-05-2008 alle ore 18:33:42
Già,in Italia non esiste il capitalismo diffuso! Pochi, buoni e maschi!
Messaggio del 19-05-2008 alle ore 22:50:45
no, in italia non esiste il capitalismo, punto, ma solo associazioni di imprenditori dello stesso ramo che fanno cartello e si difendono a vicenda, magari con una bella partecipazione statale.
Messaggio del 20-05-2008 alle ore 02:32:58
Quoto Atelkin.

In Italia libero mercato vuol dire che profitti privati con capitale pubblico.

Alitalia (ma non solo)... DOCET !
Messaggio del 20-05-2008 alle ore 12:24:28
il modello di concorrenza perfetta e ideale è sorpassato da tempo... ci stanno pur sempre i cristiani cui dare da mangiare, non mi lamenterei troppo...
Messaggio del 20-05-2008 alle ore 19:45:05

il modello di concorrenza perfetta e ideale è sorpassato da tempo... ci stanno pur sempre i cristiani cui dare da mangiare, non mi lamenterei troppo...





Ki VERGOGNA!!!!!!
restituisci la pw al conigliastro
Messaggio del 20-05-2008 alle ore 20:38:55
Messaggio del 20-05-2008 alle ore 20:41:58
Messaggio del 20-05-2008 alle ore 22:03:54
in effetti sono shockato anch'io
Messaggio del 21-05-2008 alle ore 13:57:42
dean è un dato di fatto, non ti devi scandalizzare più di tanto. Prendi le attività consortili, il loro fine è migliorare la distribuzione e abbassare i costi delle forniture, eppure sono chiaramente una forzatura del mercato, idem la fornitura di servizi essenziali. Ripeto, la legge tutela il cristiano e non il mercato. Pensa alla privatizzazione delle tubature dell'acqua, chi glielo fa fare alla società a investire in perdita per coprire l'ultima frazione dello sperduto comune in Culonia? La legge... Alla faccia del mercato
Messaggio del 21-05-2008 alle ore 14:02:17
Ki adesso stai esagerando

Conigliastro comunistoide che non sei altro diciamo che il mercato ha i suoi difetti e compito di un'avveduta amministrazione pubblica è quella di porvi rimedio, l'acqua del tuo esempio è un monopolio naturale e come tale non può essere trattato come un normale bene economico, se no dai ragione al vecchio bolscevico
Messaggio del 21-05-2008 alle ore 14:03:59
Conigliastro comunistoide
Messaggio del 21-05-2008 alle ore 14:06:32

diciamo che il mercato ha i suoi difetti e compito di un'avveduta amministrazione pubblica è quella di porvi rimedio



e allora che cazzo volete da me? io questo ho detto

Messaggio del 21-05-2008 alle ore 14:17:00
no tu hai detto che il modello di concorrenza perfetta è superato, a parte il fatto che il mercato perfetto, in quanto ideale, non è mai esistito e poi detto in quel modo gli avvoltoi rossi (Ki) avrebbero colto la palla al balzo
Cmq resti un conigliastro arcobaleno
Messaggio del 21-05-2008 alle ore 14:21:45
nel senso: trovami qualcuno che nel 2008 ragiona come se vivessimo in un mercato perfetto, ormai pure i bimbi sanno che ci sono "lacci e lacciuoli"

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