Cultura & Attualità

Ipocrisia antiabortista...
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 14:16:57
gli aborti di Dio

P.S.: le lacrime sono per l'ipocrisia di Bagnasco & Co.
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 17:56:53
ma la cosa + divertente è che, secondo voi, uno si fa pagare solo 500 euro?
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 16:47:09




Messaggio del 14-03-2008 alle ore 15:45:11
Ferrara che c'entra di grazia? Ki, sei diventatA anche tu una fedaykin ultrafemminista con tanto di scimitarra con l'abbonamento a grazia e il timer del video registratore impostato sulle invasioni barbariche?
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 14:08:02
Sono anni che in Italia si cerca di sabotare l'applicazione della Legge 194 con l'obiezione di coscienza sistematica in moltissimi ospedali. Ecco, scoperto l'arcano...
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 12:14:17




Messaggio del 13-03-2008 alle ore 11:51:02
Solo dementi? Jena sei fin troppo generoso.............Cosa c'è di peggio dell'ipocrisia? La catto-ipocrisia...................
Messaggio del 13-03-2008 alle ore 11:25:21

Da una parte, quella dell'inchiesta, il medico a cui rivolgersi per un aborto clandestino. Dall'altra, quella dell'ospedale Gaslini di Genova, (che fa capo a una fondazione presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco), lo stimato ginecologo, dirigente sanitario del reparto di ostetricia e ginecologia, abituato a far nascere 300 bambini l'anno.




mai una voce, un sospetto? «Mai, anche perché i genovesi sanno che qui NON SI PRATICA l'interruzione di gravidanza».



Che popolo di dementi
Messaggio del 13-03-2008 alle ore 10:53:16
...a proposito degli aborti della "Genova bene" e di "ipocrita" obiezione di coscienza:


Il ginecologo suicida era un punto di riferimento per chi voleva abortire senza seguire la trafila burocratica prevista dalla legge 194.
Un lavoro sicuro, eseguito da un esperto professionista.
Cinquecento euro, questa la tariffa applicata, per mettere fine a una gravidanza indesiderata. Una sorta di doppia vita professionale, quella del dottor Rossi.
Da una parte, quella dell'inchiesta, il medico a cui rivolgersi per un aborto clandestino. Dall'altra, quella dell'ospedale Gaslini di Genova, (che fa capo a una fondazione presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco), lo stimato ginecologo, dirigente sanitario del reparto di ostetricia e ginecologia, abituato a far nascere 300 bambini l'anno. Mentre i siti Internet del quotidiano Secolo XIX e della tv Primo Canale pubblicano le decine di email di genitori che ringraziano Rossi per aver fatto nascere i loro figli, al Gaslini c'è enorme stupore.
«Sono attonito», dice il primario del reparto, Pier Luigi Venturini: «Rossi era famoso per la capacità di portare a termine le gravidanze più a rischio. E la sua storia professionale era di grande successo».

Faceva aborti per soldi? «Era ricco di famiglia e credo ne guadagnasse a sufficienza ». Il dottor Rossi lavorava al Gaslini da più di 25 anni, mai una voce, un sospetto? «Mai, anche perché i genovesi sanno che qui NON SI PRATICA l'interruzione di gravidanza».
Nella stanza dei medici qualcuno ha messo una rosa bianca sulla sedia che occupava il ginecologo suicida. «Ci conoscevamo da trent'anni, sono senza parole», dice il dottor Giuseppe Za. Che aggiunge: «Chi sapeva di questa attività doveva aiutarlo ».
Sulla vicenda è intervenuto il ministro delle Pari opportunità Barbara Pollastrini: «La storia è accaduta a Genova, ma poteva essere anche un'altra di quelle città dove per le donne è diventato più difficile ricorrere all'aborto usando una legge dello Stato. Lo stesso sindaco Marta Vincenzi ha sottoscritto una petizione in cui denunciava la lunghezza delle liste di attesa e dei rischi che ciò comportava».

Roberto Rizzo
13 marzo 2008
Corriere.it




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