Cultura & Attualità
e ripeto..."nelle motivazioni"...
2007-06-13 20:32
Gdf: Corte Conti inviera' 'monito'
(ANSA) - ROMA, 13 GIU - La Corte dei Conti registra il decreto di nomina di D'Arrigo a comandante della Guardia di Finanza ma inviera' un monito al Governo. La raccomandazione - secondo quanto si e' appreso da fonti autorevoli della magistratura contabile - sara' trasmessa domani al Ministero dell'Economia. Tecnicamente si tratta di un ''rilievo a vuoto'', per far si' in futuro i provvedimenti di alta amministrazione siano meglio esplicitati nella forma e nelle motivazioni.
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Intercettazioni scalata Unipol a Bnl, D'Alema avvertì Consorte
Finanzaonline.com - 11.6.07/15:49
C'è un grande fermento quest'oggi al settimo piano del Palazzo di giustizia di Milano, dove alcuni dei legali degli indagati sulle maxi-scalate (tentate ma non riuscite) del 2005 alle banche Antonveneta e Bnl stanno visionando i contenuti delle 73 telefonate intercettate, sbobinate da un perito e depositate dal Giudice per le indagini preliminari (Gip), Clementina Forleo. Tra queste, secondo quando si apprende dal momento che i giornalisti non hanno a disposizione le fedeli trascrizioni, ce ne sono parecchie che chiamano in causa importanti uomini politici e altrettanto importanti (almeno allora) esponenti del mondo finanziario.
A scandalizzare quest'oggi - poiché le intercettazioni delle telefonate del luglio del 2005 tra il segretario dei Ds, Piero Fassino, e l'allora numero uno di Unipol, Giovanni Consorte, hanno già scandalizzato nel gennaio del 2006, quando sono state pubblicate per la prima volta dal Giornale - è la telefonata tra l'allora presidente e amministratore delegato della compagnia assicurativa di Via Stalingrado e l'attuale ministro degli Esteri, Massimo D'Alema. Secondo quanto trapela dal Palazzo di giustizia, Massimo D'Alema, il 7 luglio del 2005, quando Consorte gli comunicò che con ogni probabilità Unipol sarebbe riuscita a entrare in possesso del 70% circa della banca di Via Veneto, rispose "Facci sognare".
Non solo, ma successivamente il vicepremier, che il 14 luglio si trovava a un convegno con Pierluigi Stefanini (che subito dopo lo scandalo che portò alle dimissioni di Consorte fu nominato presidente di Unipol, carica che ricopre tuttora, ndr), avrebbe avvertito Consorte di stare attento alle comunicazioni e avrebbe manifestato la necessità di un incontro di persona ("Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni"). D'Alema avrebbe inoltre consigliato a Consorte di parlare della cosa con il senatore diessino, Nicola Latorre, nella cui casa si sarebbero dovuti incontrare l'uomo della politica e l'uomo della finanza la domenica successiva.
Tornando alle già tanto dibattute telefonate "calde" del luglio 2005 tra Fassino e Consorte, da una conversazione datata 17 luglio risulta che l'allora numero uno della compagnia di assicurazioni bolognese disse al segretario dei Ds di avere in mano il 51,8% di Bnl e di essere riuscito a coinvolgere nell'operazione quattro banche cooperative tutte facenti capo a Stefanini. Inoltre, secondo quanto riportato dall'agenzia Apcom, in una telefonate del 5 luglio 2005, Fassino avrebbe chiesto istruzioni a Consorte in quanto a breve si sarebbe dovuto incontrare con Luigi Abete, presidente di Bnl.
(da finanzaonline)
Magnaschi non smentisce. E sull'Ansa spunta l'ombra di Prodi
Data: Venerdì, 08 giugno @ 16:26:22 CEST
Argomento: News Italia
Mentre tra le fila del centrosinistra si tenta di gettare acqua sul fuoco, la vicenda Visco-Speciale si arricchisce di nuovi nomi illustri. L’ultimo, rivelazione de il Giornale dei giorni scorsi, è quello di Pierluigi Magnaschi, ex direttore dell’Ansa, sollevato dal suo incarico alla fine di novembre 2006, a causa della “pubblicazione, da parte dell’agenzia, della notizia che il viceministro Vincenzo Visco aveva chiesto la decapitazione del vertice della Guardia di finanza di Milano”.
All’Ansa, naturalmente, smentiscono. E Boris Biancheri, presidente dell’agenzia di stampa, si trincera dietro le giustificazioni di rito: “In nessuna seduta del comitato esecutivo o del Cda in cui la sostituzione di Magnaschi è stata discussa – afferma al Giornale - in nessun contatto da me avuto con singoli soci né con esponenti di governo o di forze politiche è mai stato toccata la vicenda Gdf o di notizie date dall’Ansa al riguardo”. E parla non di licenziamento ma di “sostituzione” basata sulla “valutazione dell’attività professionale in vista di un’esigenza di rinnovamento e ammodernamento della stessa”. Questioni di età, dunque. Nulla a che fare con la politica. Almeno in apparenza. Ma stavolta il cerchio non si chiude.
Secondo indiscrezioni, infatti, dopo che il licenziamento di Magnaschi è stato reso esecutivo, Romano Prodi in persona – con la complicità dello stesso Biancheri – facendo pressioni sugli editori dell’Ansa, avrebbe tentato di piazzare un suo fedelissimo alla direzione dell’agenzia. Il nome che allora venne fatto era quello di Andrea Bonanni, corrispondente di Repubblica da Bruxelles proprio negli anni in cui il presidente del Consiglio occupava gli scranni della presidenza della Commissione. Poi qualcosa andò storto. Le indiscrezioni pubblicate sul quotidiano Libero in merito alle presunte pressioni del premier fecero naufragare l’iniziativa e gli editori dell’Ansa, con grande gesto di responsabilità, nominarono Giampiero Gramaglia nuovo direttore dell’Agenzia.
Tutto è bene quel che finisce bene, dunque? Si fa per dire. “Certamente la pressione politica che è stata esercitata sul mio caso – afferma a l’Occidentale Pierluigi Magnaschi – è di una gravità inaudita, perché tende a mettere il bavaglio alla libertà di informazione. Ma non voglio che il mio diventi un caso politico”. Quindi niente nomi, niente rivelazioni, niente di più di quanto racconta il Giornale, che ricostruisce “i fatti con la tempistica più esatta”. Ma per Magnasco neppure nessuna smentita del giorno dopo. Quindi la parola ai fatti.
Luglio 2006, nelle redazioni di Roma e Milano dell’Ansa circola voce del trasferimento degli ufficiali della Guardia di Finanza di Milano, collegandoli alla vicenda Unipol. A sostenerlo sono diverse fonti all’interno dell’agenzia di stampa, raggiunte da Il Giornale. Il lavoro dei giornalisti si concentra tutto per trovare conferma a quella che era partita come un’indiscrezione. E alla metà di luglio l’Ansa interpella il ministero dell’Economia per ottenere una versione ufficiale dei fatti. Allora, secondo la ricostruzione di Gianluigi Nuzzi, dall’ufficio stampa del ministero esce una secca smentita: “non pubblicate niente perché non è vero”. Ma la macchina giornalistica è già in moto. L’Ansa pubblica, e trentun minuti dopo uno dei più stretti collaboratori di Vincenzo Visco, il generale Zanini, chiama al telefono l’allora comandante generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, intimandogli si smentire immediatamente le indiscrezioni trapelate nella serata, soprattutto nel riferimento alla vicenda Unipol. Ma – ricostruisce Nuzzi – Speciale tentenna. E dopo un’ora dall’uscita dell’agenzia Visco rompe gli indugi e decide di smentire di persona e “categoricamente qualsiasi riferimento al caso Unipol”. Dichiarando che la notizia è “un falso costruito ad arte”. La questione, dunque, apparentemente si chiude lì. Fino alle dichiarazioni di Magnaschi di ieri. Che oggi conferma: “Quando ho letto le carte di Speciale tutto è stato chiaro. Ogni tassello è tornato al suo posto”. Ora Magnaschi ha solo una speranza: “che la faccenda non cada nel dimenticatoio”.
di Cristiana Vivenzio
Fonte: L'Occidentale
ti capisco , facevo lo stesso quando ero berlusconiano!
Leghista,
io lo so che Siete alla frutta e so anche il perchè di questa milonga
Non è zompato


altri 4 anni... poi zompa! perseverate!!!

ki
siamo alla frutta!
secondo me stai scimmiottando il personaggio che ti sei creato x puro diletto!
Tutto questo non toglie che ciò che è successo al governo è grave Infatti Visco non era un "verginello" nemmeno prima del caso. Dare incarichi di governo a chi era già stato giudicato per abusivismo edilizio mi sembra, moralmente, una grande presa per il culo.
Questo è proprio un argomento ridicolo! Moralmente una grande presa per il culo? Per che cosa per aver spostato una trave della sua casa?
Ma non capisci che è un argomento diffamatorio nei confronti di chi per primo si sta impegnando nel far pagare le tasse?
Quanto sei ingenuo!

Visco e abusivismo edilizio
Ma tu guarda che lavoro...
Chissà....forse fra qualche anno scopriremo che Berlusconi, De Gregorio e Speciale hanno ordinato di uccidere Calvi (vista la recente assoluzione degli accusati).....
P.S> De Gregorio, è a Capo della Commissione Difesa.
Ti pare che non ha rapporti con a questo punto EX-COMANDANTE della GdF Gen. SPECIALE, OVVERO UOMO DI BERLUSCONI, VOLUTO ESPRESSAMENTE DA TREMONTI?
Questa è l'Italia signori...
ROMA — Nel novembre scorso disse che i magistrati dell'antimafia di Napoli stavano facendo uno sforzo «encomiabile» nella lotta al crimine, e che bisognava ascoltare il loro «grido di dolore» per la scarsità di mezzi a disposizione; oggi quegli stessi magistrati l'hanno messo sotto inchiesta, in uno dei tanti filoni delle loro inchieste sui clan camorristici e sul contrabbando.
Il senatore Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa di palazzo Madama, è indagato per il reato di riciclaggio, con l'aggravante di aver agevolato un'associazione mafiosa. Il procedimento è stato avviato dopo alcuni accertamenti svolti dalla Guardia di finanza, a seguito del ritrovamento di una serie di assegni girati dal parlamentare eletto con l'Italia dei valori di Di Pietro (e dunque nel centro-sinistra) e poi messosi «in proprio» col movimento Italiani nel mondo per votare quasi stabilmente insieme al centrodestra.
Gli assegni che hanno portato a indagare sul senatore furono trovati durante una perquisizione a carico di Rocco Cafiero detto 'o capriariello, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine per i suoi coinvolgimenti nel contrabbando e in altri traffici, più volte arrestato e finito sotto processo, non solo a Napoli. Abita a Marano, alle porte della città, ed è considerato dagli investigatori organico al clan Nuvoletta che proprio a Marano hanno la loro roccaforte. Nel 2005 la Guardia di Finanza, a seguito dell'ennesima indagine sul contrabbando tra la Campania e la Puglia che lo vedeva coinvolto, gli ha sequestrato beni mobili e immobili per un milione e mezzo di euro. L'elenco comprendeva la villa di Marano, denaro in contanti, due auto, una moto, anelli, pellicce e assegni per oltre quattrocentomila euro.
Molti di questi assegni erano firmati o girati proprio da De Gregorio. Una parte di essi, inoltre, proveniva da un altro personaggio noto ai magistrati napoletani, sotto inchiesta in un altro procedimento della Procura antimafia sui clan camorristici attivi nella zona di Fuorigrotta. Si tratta di Mario Nocerino, arrestato un anno fa con l'accusa di aver organizzato un voto di scambio di tipo mafioso per le elezioni comunali in cui il figlio Giuseppe era candidato con Forza Italia. Il tribunale del Riesame annullò l'ordinanza perché non considerò provata la natura camorristica dei legami, e ora per Nocerino la Procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per voto di scambio «semplice»: secondo l'accusa lui e il figlio pagarono per ottenere l'appoggio elettorale del presunto clan guidato da Salvatore Zazo.
PIZZA MAFIA E MANDOLINO PAESA'
just la verità è che grazie ALLA PORCATA della legge elettorale l'Italia oggi è OSTAGGIO dei vari MASTELLA/DEGREGORIO/FOLLINI etc etc...
Che poi io mi domando e dico CON CHE FACCIA BERLUSCONI ed i suoi boys ACCUSANO IL GOVERNO PRODI (che pure di suo ce ne ha messo cmq) di AVER PORTATO l'ITALIA ALLA INSTABILITA' POLITICA quando loro SAPEVANO BENISSIMO che cambiando il sistema elettorale ERA PROPRIO LA FRAGILITA' E l'INSTABILITA' del futuro governo il loro obiettivo...
pazzesco
ma solo in Italia succedono stè cose...
mi correggo , un po più colorato , chissà che ci ha guadagnato follini col salto della barricata!

vabbè , un follini un po più furbo!
just OVVIAMENTE come PUNIZIONE mi sembra logico...
"DE GRGORIO? O PORTAMM IMBRACC COMME SANDANDONIO" !!!
P.S> dimenticavo...ECCO CHI E' VERAMENTE SERGIO DE GREGORIO
BUFFONIinPOLITICA
vebbè che non sarebbe la prima volta!
non ho capito se li hanno percuisiti x trovare alttre notizie sul fatto e quindi indagare meglio ,
o se come una sorta di "punizione" , ossia che verrando indagati i giornalisti...

boh...
nel secondo caso sarebbe una totale violazione della libertà di stampa!
...e intento nel frattempo:
Operazione della Guardia di Finanza nei confronti di Giovanni Bianconi ed Enzo d'Errico
MILANO - La Guardia di Finanza ha perquisito la scorsa notte le abitazioni e i posti di lavoro di due giornalisti del Corriere della Sera, Giovanni Bianconi, a Roma, e Enzo d'Errico, a Napoli e Milano, su mandato della Direzione distrettuale Antimafia del capoluogo partenopeo. Il Cdr del quotidiano afferma che «unica responsabilità dei colleghi è di avere svolto al meglio e rigorosamente il proprio dovere, fornendo ai lettori informazioni documentate su un senatore della Repubblica, Sergio De Gregorio, indagato a Napoli per riciclaggio con l'aggravante di avere agevolato un'associazione mafiosa».
ma chi è il Sen. de Gregorio? dai...lo ricordate sicuramente LUI, il MITICO Sen. DE GREGORIO!

Eletto Senatore per l'Italia Dei Valori di Di Pietro e poi "tranquillamente" PASSATO alla CDL ed il cui voto FECE ADDIRITTURA CROLLARE IL GOVERNO.
si libero , che scandalo!
vedere un ministro della"Repubblica(?)" Italiana buttare quintalate di merda addosso ad un uomo che fino al giorno prima era destinato alla corte dei conti!
che schifo!
penalmente.
giudicato come?
Tutto questo non toglie che ciò che è successo al governo è grave
Infatti Visco non era un "verginello" nemmeno prima del caso. Dare incarichi di governo a chi era già stato giudicato per abusivismo edilizio mi sembra, moralmente, una grande presa per il culo. Ohhhh, ma quanto siete cattivi oggi con truffolo.
Solo perchè lui ha onestamente messo da parte un bel gruzzoletto e voi (noi
) non ci riuscirete mai a rubare come ha fatto lui, siete solo invidiosi.Libero sono amici! Non posso avere come amico un comandante! Che cazzo!

a me mi a fatto ridere tanto quelli de destra come di sinistra, anzi ho pensato che si può fare Mai dire parlamento con la Gialapa's, cosi ridiamo un po
Che scandalo!
Ieri ho seguito il dibattito in Senato... un vero scandalo!
E la gente continua a dar peso al centro-destra...

Hanno fatto di tutto per far spazientire il ministro dell'economia.
Lo hanno aggredito con offese gratuite, giovandosi dell'insindacabilità delle opinioni espresse in aula.
Il top dello schifo lo hanno raggiunto il democristiano d'onofrio e matteoli di an!
Distorcendo il senso delle norme, che NON conosce, d'onofrio ha detto, con una terribile faccia di bronzo: "signor ministro, lei è un ignorante"




Sto ministro è proprio un galantuomo... per non essere un politico ha resistito solo Dio sa come!
Alla destra dà fastidio che si combatta l'evasione fiscale, questa è la verità...
Il caso unipol??? la classica favoletta di prodi agente del KGB; la storia telecom-serbia, le mortadelle, i prosciutti ecc. ecc.
Mi chiedo come cakkio sia possibile che il comandante di un corpo di polizia ad ordinamento militare, mantenga le note contiguità con chi non è più al Governo!
Perché tutto ciò è possibile? Perché il Berlusca è troppo potente!!! Uno così potente economicamente, come kakkio può essere messo a capo del governo???
Ste cose mi fanno paura
e continuate a sostenere che il conflitto d'interessi sia un quid che non esiste!
è fatto così!

Va beh su... cosa sarà mai...
"Sempre agli ordini" (generale Roberto Speciale, comandante della Guardia di Finanza, salutando l'ex premier Silvio Berlusconi, 2 giugno 2007).
"Tra i due (il ministro Visco e il generale Speciale, ndr), uno se ne deve andare perché ha mentito. E noi difenderemo Speciale, perché vi pare possibile che un generale possa dire il falso mentre parla sotto giuramento di fronte a un magistrato? Noi siamo con la Guardia di Finanza" (Silvio Berlusconi, 24 maggio 2007).
"Nessuno del gruppo Fininvest si è reso responsabile di corruzione della Guardia di Finanza, e il capo del gruppo non era minimamente a conoscenza di quanto gli viene addebitato. Il vero scandalo sta semmai nel fatto che la mia impresa, come quasi tutte le imprese italiane, sia stata sottoposta a pressioni concussive da parte di un corpo armato dello Stato... Siamo stati costretti a pagare da un'associazione a delinquere come la Guardia di Finanza, da elementi deviati di un corpo armato dello Stato che si organizza verticalmente per spartirsi... Il capo dello Stato mi ha raccontato questa storiella. Uno entra in un ufficio e urla: 'Fermi tutti, è una rapina!'. I presenti, in coro: 'Ah, meno male, temevamo fosse la Guardia di Finanza'..." (Silvio Berlusconi, 16 gennaio 1996).
Nuova reply all'argomento:
Io sto con la Gdf
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