Cultura & Attualità
Zar, non ti preoccupare a loro del tuo fucile non li può fregare di meno...
Vogliono solo e soltanto la tua casetta e il tuo culetto...
per le arance non ti fare problemi, te li porto io!!!!...
il resto sono cazzate utopiche e bocciate dalla storia.
La storia e' un continuo divenire. Ritenerla cosa statica e certa e' un grande errore. Non bisogna mai ritenere impossibile che qualcosa possa accadere o RIaccadere.
PS: Per chi non ha una lira e si ritiene fortunato, lo siete veramente in confronto a me che c'ho un mutuo appiccicato addosso ma ... se e quando scoppiera' tutto, difendero' la mia casa con un fucile in mano davanti all'uscio. Me le portate le arance in gattabuia?
Ki questa crisi è dovuta a delle teste di cazzo, nei sistemi pianificati non esistono teste di cazzo?
Continui?
Io scrivo: "Oggi è in atto una discrepanza tra interessi sociali e privati. A meno di allinearli perfettamente, il sistema di mercato non può funzionare bene."...
E' crisi mutui in Italia
di Fabrizio Goria - 30 ottobre 2007
In Italia sta accadendo qualcosa di molto simile alla crisi subprime che ha imperversato negli Usa quest'estate e continua ad allarmare il mondo economico. Nelle città italiane si registra un aumento dei pignoramenti di case gravate da mutui. Cresce il numero di famiglie che si rendono insolventi nei confronti delle banche che gli hanno concesso il mutuo e, conseguentemente, perdono la loro abitazione. Una famiglia su 4, in una grande città come Milano, negli ultimi anni ha visto la propria casa pignorata a causa dell'insostenibilità dei tassi dei mutui. Questo è il grido di allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, le quali comunicano che nei primi otto mesi del 2007 i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari nei principali tribunali (da Milano a Napoli, da Torino a Palermo) sono aumentati in media del 20% rispetto all'anno scorso. Ma l'Adiconsum si spinge oltre e rende nota una stima di insolvenza che quantifica in circa 400.000 le famiglie (pari al 25% di quelle che hanno acceso un mutuo a tasso variabile negli ultimi anni) che si trovano in grandi difficoltà finanziarie.
Questo a causa della grande facilità con cui gli stessi istituti di credito hanno promosso i loro mutui a tassi variabili intorno al 2004, anno in cui i tassi di mercato erano ai minimi storici, a discapito di quelli a tasso fisso, molto meno rischiosi per chi deve sobbarcarsi quasi 30 anni di rate mensili. Negli anni successivi, com'è fisiologico, il costo del denaro ha subito un forte rincaro, che ha inciso in modo sensibile sui consumi e sul potere d'acquisto delle famiglie. La conseguenza, per chi si vedeva nella situazione di necessità di richiedere un finanziamento per la propria abitazione, è stata quella di non poter onorare l'obbligazione contratta con la banca. Quest'ultima, in caso di insolvenza continuativa, ha il diritto di riscattare e pignorare l'oggetto del finanziamento, come da legge, ed in questo caso sono le abitazioni. Una situazione molto redditizia, considerando che ogni pignoramento per l'istituto di credito significa un'immissione immediata di liquidità nelle sue casse. «La causa principale di questa drammatica situazione è proprio da ricercare nell'abuso di utilizzo dei tassi variabili, che si dimostrano nel giro di pochi anni molto onerosi, con aggravi mensili per le famiglie che oscillano dai 150 ai 250 euro per un mutuo dai 100.000 ai 200.000 euro» spiegano in coro le associazioni dei consumatori, cercando di coinvolgere anche il governo in quello che è un monito da non lasciar passare inosservato.
E' crisi mutui in Italia
di Fabrizio Goria - 30 ottobre 2007
In Italia sta accadendo qualcosa di molto simile alla crisi subprime che ha imperversato negli Usa quest'estate e continua ad allarmare il mondo economico. Nelle città italiane si registra un aumento dei pignoramenti di case gravate da mutui. Cresce il numero di famiglie che si rendono insolventi nei confronti delle banche che gli hanno concesso il mutuo e, conseguentemente, perdono la loro abitazione. Una famiglia su 4, in una grande città come Milano, negli ultimi anni ha visto la propria casa pignorata a causa dell'insostenibilità dei tassi dei mutui. Questo è il grido di allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, le quali comunicano che nei primi otto mesi del 2007 i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari nei principali tribunali (da Milano a Napoli, da Torino a Palermo) sono aumentati in media del 20% rispetto all'anno scorso. Ma l'Adiconsum si spinge oltre e rende nota una stima di insolvenza che quantifica in circa 400.000 le famiglie (pari al 25% di quelle che hanno acceso un mutuo a tasso variabile negli ultimi anni) che si trovano in grandi difficoltà finanziarie.
Questo a causa della grande facilità con cui gli stessi istituti di credito hanno promosso i loro mutui a tassi variabili intorno al 2004, anno in cui i tassi di mercato erano ai minimi storici, a discapito di quelli a tasso fisso, molto meno rischiosi per chi deve sobbarcarsi quasi 30 anni di rate mensili. Negli anni successivi, com'è fisiologico, il costo del denaro ha subito un forte rincaro, che ha inciso in modo sensibile sui consumi e sul potere d'acquisto delle famiglie. La conseguenza, per chi si vedeva nella situazione di necessità di richiedere un finanziamento per la propria abitazione, è stata quella di non poter onorare l'obbligazione contratta con la banca. Quest'ultima, in caso di insolvenza continuativa, ha il diritto di riscattare e pignorare l'oggetto del finanziamento, come da legge, ed in questo caso sono le abitazioni. Una situazione molto redditizia, considerando che ogni pignoramento per l'istituto di credito significa un'immissione immediata di liquidità nelle sue casse. «La causa principale di questa drammatica situazione è proprio da ricercare nell'abuso di utilizzo dei tassi variabili, che si dimostrano nel giro di pochi anni molto onerosi, con aggravi mensili per le famiglie che oscillano dai 150 ai 250 euro per un mutuo dai 100.000 ai 200.000 euro» spiegano in coro le associazioni dei consumatori, cercando di coinvolgere anche il governo in quello che è un monito da non lasciar passare inosservato.
certo invece l'economia dei piani quinquennali ha una solida base scietifica
Ki il liberismo è l'unico sistema economico esistente, il resto sono cazzate utopiche e bocciate dalla storia.
Ah l'interesse privato prevale sempre su quello pubblico, che anzi è semplicemente l'insieme degli interessi privati
tra poco arrivera' anche qua!!!!
tra poco arrivera' anche qua!!!!
Non essere ridicolo!
Oggi è in atto una discrepanza tra interessi sociali e privati. A meno di allinearli perfettamente, il sistema di mercato non può funzionare bene.
Il fondamentalismo del mercato neoliberale è sempre stato una dottrina politica al servizio di determinati interessi. Non è mai stato sostenuto da una teoria economica, né e dovrebbe essere chiaro, ormai è supportato da un’esperienza storica. E' fallimentare per tutta l'umanità, per te, per me, ma specialmente per i miliardi di affamati nel mondo!
Parli come tremonti

già gli uomini meglio rinchiuderli in un campo di concentramento e fargli estrarre uranio a mani nude per la gloria della patria del socialismo
Malgrado i neoliberali non siano disposti ad ammetterlo, la loro ideologia ha fallito un’altra prova.
Ma questa volta hanno coinvolto nel tracollo dei loro "traffici loschi" il mondo intero.
Il neoliberalismo è un'accozzaglia di miriade di idee basate sul concetto integralista che i mercati si autocorreggano da soli...

L'Uomo non viene neppure preso in considerazione...ossia che miliardi di persone soffrano oppure crepino per la fame al "mercatista" non glie ne cale un cazzo di niente

quess iè lu vere
Ah
, so proprie asene
intende dire non comprare fondi che abbiano nel portafoglio dei titoli di società immobiliari

non comprate fondi con titoli di società immobiliari
Mi spiegate que' che non l'ho capita? Se io c'ho dei titoli di societá immobiliari, che sono destinati a svalutare, meglio usarli per comprare qualcos'altro no?
Uana noi siamo più furbi di tutti:ndinem na lir
comprate barili di petrolio... negli ultimi giorni è anche sceso: sta prendendo la rincorsa per quota 200 dollari
io sicuro posso evitare la fila
Se avete soldi in banca, ritirateli e comprate oro o diamanti.
ummmm mi fa ricordare tanto all'Argentina nel 2001, arriva...prima o poi arriva anche a noi....
Fannie e Freddie sono due istituti di credito degli Stati Uniti. Vendono mutui immobiliari. Sono come Ginger e Fred, ma non ballano su un set cinematografico. Danzano sul baratro del fallimento. Le loro azioni sono crollate nel mese di luglio.
In caso di bancarotta Fannie e Freddie lascerebbero un buco di 5000 miliardi di dollari, la metà del debito pubblico americano. Dovrebbe intervenire lo Stato nazionalizzandole con un automatico aumento del costo del denaro e delle tasse. In Italia è come se fallisse contemporaneamente la maggior parte delle imprese quotate in Borsa. Fannie deve rimborsare 216 miliardi di dollari entro un anno, Freddie un po' di più, circa 291 miliardi. I soldi non ci sono. Per due motivi. Le rate dei mutui non vengono più pagate e nessuno sottoscrive nuovi mutui. In sostanza il mercato immobiliare non c'è più.
La gente non ha più soldi e il costo del denaro è salito. Inoltre, il valore delle case è crollato e le banche sono piene di case ipotecate. Nella pancia dei bilanci delle banche ci sono ancora immobili valutati al valore precedente alla crisi dei "subprime".
Le banche non vogliono svalutare, alcune non se lo possono permettere, il loro valore azionario crollerebbe. Fannie e Freddie rappresentano uno tsunami finanziario che in un modo o nell'altro arriverà da noi. I prezzi degli immobili in Italia sono drogati da un cartello di società immobiliari. Il centro delle città non ha più scopi abitativi, ma di lucro. Il prezzo degli appartamenti non ha alcun legame con la realtà.
Le società immobiliari stanno da tempo, in uno strano silenzio dei media, perdendo il loro valore in Borsa. Da gennaio 2008 le prime nove società del settore hanno perso 2,4 miliardi di euro, circa la metà della loro capitalizzazione. Pirelli Real Estate, un po' di più della media: il 57,82%. Il crollo del mercato immobiliare in parte c'è già stato. Chi aveva un euro di azione a Natale, si ritrova con 50 centesimi prima delle vacanze.
Il valore delle case è mantenuto alto in modo artificiale. Le grandi città sono invase da cartelli di vendita e di affitto e intanto si costruiscono sempre nuovi alloggi in periferia.
La cosa strabiliante è che la crisi vera non è ancora arrivata. Negli Stati Uniti le banche a rischio fallimento sono circa 90. Una, Indy Mac, ha chiuso venerdì. Il terzo fallimento negli Stati Uniti per importanza del dopoguerra. Le file della gente che ritirava i risparmi sono la fotografia della situazione.
Qualche consiglio: non comprate immobili, non fate debiti, non accendete nuovi mutui, se potete estinguete i mutui che avete, non comprate titoli di società immobiliari, non comprate fondi con titoli di società immobiliari. Fannie e Freddie stanno arrivando.
P.S. quello che TUTTO IL MONDO,ed i nparticolare la Spagna
CI INVIDIA cosi' tanto !
L'importante è che non diventi un vizio e lo stato una vacca da mungere
Ovvero il famoso libero mercato all'italiana
Beh ma in caso di necessità nessuno vieta allo stato di intervenire per questioni di sicurezza nazionale. L'importante è che non diventi un vizio e lo stato una vacca da mungere. Il buon vecchio Keynes insegna
Sempre che "i privati" non se li siano già presi...
per nazionalizzare lo Stato deve avere i soldi da dare ai privati...
...si fanno le file davanti agli sportelli delle banche fallite per tentare di ritirare i propri risparmi...
PASADENA, California (Reuters) - Hundreds of worried IndyMac Bancorp Inc customers descended on the company's branches on Monday to withdraw their money, after regulators seized what was once one of the largest mortgage lenders in the United States.

Mentre General Motors
DETROIT (AP) -- General Motors Corp. said Tuesday it will lay off salaried workers, cut truck production, suspend its dividend and borrow $2 billion to $3 billion to weather a severe downturn in the U.S. market.
GM said the moves will raise $15 billion to help cover losses and turn around its North American operations.
Aspettando l'annuciata NAZIONALIZZAZIONE dei due giganteschi istituti finanziari che emettono PRESTITI E MUTUI...
Dean, qui nella patria di FRIEDMAN e dal liberismo e globalizzazione sfrenata si riparla di...NAZIONALIZZAZIONE...

COme andra' a finire da noi invece?

Ma che ci frega a noi, e' "palese" che siamo in crisi no?
ma che ci fregaaa, ma che c'importaaa...
Nuova reply all'argomento:
Intanto qui in America...
Registrati
Mi so scurdate la password
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui












