Messaggio del 27-03-2006 alle ore 22:06:34
I genitori hanno divorziato quando erano molto piccoli e sono stati separati in tenera età; non si sono rivisti finché lui non ha prestato il servizio militare e, in quell'occasione, si sono conosciuti e hanno cominciato a frequentarsi; si sono innamorati, ma poi hanno scoperto di essere fratello e sorella. Questo non li ha fermati e hanno cominciato a convivere e a fare l'amore; da loro sono nati dei figli, figli definiti sani.
Ora vogliono rivendicare i loro diritti di coppia; affermano di essere come una coppia gay e voglio sposarsi e legittimare la loro unione.
Questo, naturalmente, non è né possibile né tollerabile. Innanzitutto sono stati degli irresponsabili a volere dei figli, dato l'altissima possibilità che nascessero deformi o afflitti da patologie mentali; ciò non è successo, ma solo a causa della fortuna; i loro nipoti potrebbero non avere una sorte così propizia.
Si potrebbe dire che ormai a cose fatte tanto varrebbe accontentarli? No, perché dato a loro, si dovrebbe dare a tutti; ma ciò sarebbe pura follia. Tanto più che esiste una certa tendenza statistica all'incesto e, regolarizzando questa posizione si finirebbe per aprire la strada a un degrado genetico di un'intera popolazione.
Culturalmente l'incesto era uno degli atti massimamente ignobili nell'antichità romana. In alcune zone del pacifico era praticato ritualmente, ma ciò generava stirpi fisicamente malate, e psicologicamente instabili.
Alcune culture primitive hanno socializzato delle rigide regole matrimoniale per evitare accuratamente che vi possano essere incroci tra consanguinei e che ci sia un adeguato rimescolamento genetico.
Dove manchi il rimescolamento genetico si verificano fenomi di regressione dell'intellingenza media della popolazione e un indice anomalo di diffusione di malattie mentali, senza contare un indebolimento a livello fisico.
Non c'è dubbio che non si possa cedere a questo capriccio.