Cultura & Attualità

In Irak....
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 20:27:12
..il mio obiettivo è il benessere di tutti gli essere umani..

..ti ricordo che nel mondo un miliardo e mezzo di persone vive con meno di 2 dollari al mese..

..ma che ce frega..noi pensiamo ai nostri interessi..
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 19:41:06
L'italia è in Irak per scongiurare la bancarotta degli USA, il paese più indebitato del mondo.

Mentre noi importiamo petrolio per 40 miliardi di euro l'anno (4% del PIL), gli USA ne importano per 300 miliardi l'anno (3% del loro PIL)

se il petrolio aumentasse di prezzo, gli importatori cederebbero ulteriore quote della loro ricchezza ai paesi esportatori; se il petrolio raddoppiasse ancora di prezzo (dagli attuali 58 a 100 dollari per barile), l'Italia spenderebbe 80 miliardi di euro l'anno (poco meno dell'8.0% del Pil) per comprare il petrolio che gli serve, e gli Stati Uniti 600.

il prezzo del petrolio è già raddoppiato nell'ultimi 3 anni...

di questo passo i paesi importatori diventerebbero molto più poveri e quelli esportatori molto più ricchi, ridisegnando, in tal modo, la geografia politica-economica del mondo.

Gli USA hanno già un deficit con l'estero (esportazioni - importazioni) di circa 800 miliardi di dollari (poco meno dell'8.0% del loro Pil) e, in quell'ipotesi di raddoppio dei prezzi petroliferi, vedrebbero il loro deficit crescere fino a quasi 1100 miliardi di dollari (il 10.0% circa del loro Pil).
Non esiste, nella storia economica del mondo, un esempio di un paese che sia riuscito a sopravvivere con un deficit con l'estero tanto alto.

Per questo gli USA si difendono aumentando la "produzione" di dollari: stampando altra "carta" con cui pagare le proprie importazioni di petrolio (ed altro) e fino a quando troverà "polli" che accetteranno quella "carta".

(a proposito di carta leggetevi l'ultimo articolo che ho postato in cultura e attualità...)

Fintantoché il dollaro verrà considerata una moneta affidabile e sarà accettato in pagamento per le merci ed i servizi ricevuti, gli USA potranno continuare a stamparne in quantità sufficienti a colmare (in tutto o in parte) quel deficit tra esportazioni ed importazioni.

Ma il giorno in cui i fornitori degli Stati Uniti (esportatori di petrolio in testa) non riterranno più affidabile il dollaro (in quanto inflazionato da tutta quella "carta" in circolazione) e vorranno essere pagati in altra valuta (euro), oppure direttamente in oro, il valore di cambio del dollaro precipiterebbe immediatamente a livelli inimmaginabili e, tutti quelli che detengono (a quel momento) la loro ricchezza in dollari verranno "ripuliti" di gran parte dei loro averi.

Basta un cambio dollaro-euro da 1.2 (attuali) a 2.4, per far crollare la "ricchezza" americana:

Quando Saddam Hussein cominciò a pretendere il pagamento in euro (e non più in dollari) per il suo petrolio, l'amministrazione Bush lo accusò immediatamente di essere un fiancheggiatore di Al Qaeda (e non era vero) e di possedere armi di distruzione di massa (e non era vero neanche questo), in modo da avere una scusa "presentabile" al mondo, che giustificasse l'attacco militare all'Iraq e la destituzione di Saddam Hussein.

Ma il problema non è affatto risolto: all'aumentare del prezzo del petrolio (e, quindi, del deficit americano) l'affidabilità del dollaro si presenterà, prima o poi, in tutta la sua drammatica attualità e, dunque, le "guerre preventive" (come quella contro l'Iraq) non saranno più sufficienti ad impedire il crollo della moneta statunitense. Ecco perché è necessario che gli Stati Uniti diventino autosufficienti dal punto di vista degli approvvigionamenti di petrolio.

un paese che produce 7 milioni al giorno di barili di petrolio, e ne consuma 20 avrà ulteriormente bisogno delle varie guerre di "esportazione della democrazia", per "impossessarsi" (sottraendolo ai legittimi proprietari) del petrolio mancante???

Facendo due conti: se 20 meno 7 fa 13, tanti sono milioni di barili al giorno che servono agli USA per essere autosufficienti.
L' Irak ne può produrre 2.6 milioni al giorno, l'Iran 3.4 milioni e l'Arabia Saudita 8.7 milioni. Questi tre produttori, da soli, bastano ed avanzano per assicurare tranquillità d'animo e certezza di approvvigionamenti (in dollari) all'America.
In Arabia ci sono già le basi militari americane (appoggiate da un regime tanto amico, quanto tirannico e corrotto) e, quindi, quei pozzi di petrolio possono essere, agevolmente, "controllati"; in Iraq, i marines hanno appena svolto il loro lavoro ed hanno "democraticamente" requisito i pozzi petroliferi di proprietà degli iracheni.

Resta l'Iran; ma occorre una buona scusa per attaccarlo ed "esportare", anche li, la democrazia occidentale.

Ecco, dunque, che si comincia a parlare di impianti iraniani in grado di produrre bombe nucleari e della necessità di "neutralizzare" quella minaccia prima che diventi troppo pericolosa; c'è necessità, anche qui, di un "attacco preventivo" in difesa della pace e della democrazia.
Più o meno la stessa balla utilizzata in Iraq.

E, nel frattempo, i mass media di tutto il mondo occidentale, battono sul tasto "religioso": quelli sono musulmani, mentre noi siamo cristiani.
Il loro profeta viene presentato come un personaggio da fumetti ed il nostro messia è innalzato al rango di "unico" inviato da Dio: dopo tanto turbinare di messaggi mediatici, balle religiose ed invenzioni di minacce inesistenti, ognuno può scegliere il motivo per cui sia legittimo fare guerra ai musulmani (per far trionfare la nostra verità religiosa, per esportare la nostra democrazia, per difenderci da una minaccia nucleare etc...) e nessuno pensi alle cose che, invece, dovrebbero essere sotto gli occhi di tutti: il petrolio che loro hanno e noi no e la minaccia all'affidabilità del dollaro, da cui dipende l'intera economia americana.

Le guerre sono sempre state "vestite" di nobili ideali, mentre, in realtà, si sono sempre fatte per il banalissimo motivo di appropriarsi della ricchezza altrui...
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 19:13:59
cmq vedo con piacere che avete centrato l'argomento.

Messaggio del 21-02-2006 alle ore 18:53:33
sono costretto a giustificarlo così... dato che ci si può solo rassegnare a certi eventi... io vedo come primo obbiettivo il benessere della mia comunità...
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 14:17:27
Si può essere così cinici? Si può realmente pensare che la guerra sia una ineluttabilità storica? Tanto ineluttabile da farci arrivare a pensare che dopotutto, a conti fatti, la cosa migliore é trarne piu profitto possibile? Pensiero strisciante a conti fatti...si lotta per la morte della libertà, non per la libertà.

Uomo cosa hai fatto per meritarti ciò?
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 14:11:58
concordo con krotone...inutile che la sinistra si lamenta tanto pure se stavano loro al potere avrebbero mandato truppe...la storia insegna: vedi la guerra in kossovo!perciò non diciamo cazzate solo per il gusto di contestare qualsiasi cosa faccia la destra
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 12:53:42
..stai giustificando un massacro di civili..tra cui donne e bambini..per "l'interesse del tuo paese"??

..visione non tanto pessimistica..quanto nazionalista..

..bel ragionamento del cazzo..e va a finire che vai anche in Chiesa la Domenica..
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 12:46:02
Sai ben chiaro non sono favorevole alla guerra... solo che dato che noi aimè kmq non decidiamo nulla tanto vale cercare di guadagnaci qualcosa.... visione egoistica del mondo... ma secondo me va avanti chi ragiona così...
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 12:44:30
io vedo l'interesse mio e del mio paese... e poi l'ho detto prima che chi sta a capo sono loro... l'epoca dei politici al governo è finita tempo fà... ora ci sono i commercianti...
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 12:24:18
allora lo stato che ci mandasse le multinazionali a fare le guerre e non l'esercito italiano,forse non te ne sei accorto ma con il tuo ragionamento giustifichi i kamikaze!
cosa devono pensare i genitori e parenti di questi bimbi?agli interessi economici delle multinazionali?







Messaggio del 21-02-2006 alle ore 12:18:01
Propongo un monumento a Mr.Home da piazzare davanti alle truppe americane in Iraq con una lapide in cui ci siano incise le 4 regole della sega a martelletto
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 12:01:10
che venissero a fare gli attentati alle multinazionali non ai soldati (quasi) incolpevoli... si dichiarano per la pace quei figli di puttana e poi inneggiano alla morte di miei compatrioti... e a sto punto visto che chiedono la morte che ci rimanessero in mezzo i figli di chi grida 10 100 1000 nassiria così capiscono cosa significa soffrire per la perdita di un caro....
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 11:51:58
krotone hai detto la verità,a questo punto però non vedo come si possa condannare chi dice 1 10 100 nassirya,visto che noi stiamo li a difendere i nostri interessi economici,loro difendono i loro come possono!
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 10:38:07
che dovevano andà a difendere gli stabilimenti fina? meglio che stanno là! l'italia ha interessi economici lì ed è giusto che in qualche modo li difenda. l'eni è ITALIANA e da posto a miglia di persone in italia ed anche all'estero... anzi ora si parla anche di ingrandimento con scalate alla Repsol spagnola... magari! politica estera dell'eni è stata sempre quella di prendere manodopera sul luogo ma cmq sotto controllo di dirigenti e progettisti italiani!
oramai nn è più tempo di parlare di guerra giusta o sbagliata che sia, tanto lo sapevano tutti il motivo perchè si andava la sia che avessero trovato o meno (com'è stato) armi di distruzioni di massa (in passato vendute dallo zio Sam...), a questo punto io guardo all'interesse del mio paese e la sua crescita economica... e dubito fortemente che se ci fosse stato qualsiasi altro a capo del governo non ci saremmo lì con "i nostri figli".... oramai non ci sono più i politici ci sono i commercianti che ci governano... non a caso il nostro PdC è il più grande imprenditore d'italia...
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 10:37:38
...UNGUENDO DI CELLAZZA...
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 10:35:57
.......
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 10:35:45
Amo quest'uomo che e' avanti a tutti noi anni luce...Avevo intenzione di rispondere ma di fronte alla grandezza del ns Lupo....Home cambio sesso e aspiro a rubarti a Bionda...
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 10:33:17
PerQuota
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 10:32:08
Ma perchè non ci facciamo tutti una bella sega a martelletto in compagnia? Ci potremmo riunire tutti a casa mia, appena dopo cena. Allestirò un adeguato numero di poltrone.
Vi spiego la tecnica:

1) Impugnare l'arnese (il tronco minchiaceo) mantenendo sollevato il pollice in seno di OK (come faceva Fonzie!) e piegare a 90° l'ultima falange del pollicione sesso. In poche parole dovete ottenereun posizione simile a qundo impugnate un joystick col pulsante di puoco posto all'estremità superiore dello stick.

2)Muovere in alto ed in basso la mano avendo cura che l'estremità del pollicione perquota ritmicamente delicatamente l'estremità sensibile del tronco piccaceo.

3)Aumentare il ritmo e l'intensità della percussione a piacimento

4) Evitare che il percussore tappi l'uretere durante l'espulsione di unguento uccellazzo.

La prossima seduta, quella a riguardo dell'Iran, vi spiegherò la sega a frangiflutto con simulazione d'onda in vasca.
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 10:26:02
macchè...stranamente le truppe stanno vicino agli ex stabilimenti ENI...
e poi si sa che le nazioni unite non contano una mazza, basta un po' di pressione statunitense per farle cagare sotto!

la storiella della missione di pace è una cazzata e tu lo sai benissimo!
Messaggio del 21-02-2006 alle ore 10:21:04
Ma perchè quando si parla della presenza in Irak delle nostre truppe, nessuno ricorda che l'Italia è intervenuta solo dopo un "invito" delle nazioni unite?

Eppure anche il Presidente Ciampi, nel suo discorso di fine anno ha tenuto a precisare questa circostanza.

Ovvio che per alcuni la mistificazione è sempre all'ordine del giorno.

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