Cultura & Attualità
In attesa della rivolta
Messaggio del 26-08-2008 alle ore 18:49:10
«La mia famiglia è di Cosenza. Non è ricca ma nemmeno povera. Mi aiuta con le spese per l'affitto, per tutto il resto me la devo cavare da sola. Arrivare con la laurea in una città come Milano credevo fosse la soluzione per vivere meglio, ma ho scoperto che la vita, oltre che dura, è anche molto costosa. Con quello che ho non ce la faccio, perciò vengo qua». A parlare è una ragazza che si fa chiamare Maria. Anche lei è in coda, alle otto e trenta del mattino, davanti alla sede di «Pane Quotidiano», associazione che ogni giorno distribuisce pane, latte e altri viveri.
Maria sta ai cancelli di viale Toscana 28, periferia della città; l'altra sede è in viale Monza 335, e ciò che ultimamente accade, dicono increduli gli stessi volontari, è «sconvolgente».
Più di 1.500 persone in settimana e oltre 3.000 soltanto il sabato, si mettono in coda, aprono il loro sacchetto e aspettano che venga riempito: a volte con il pane ci sono formaggi e yogurt, altre volte frutta e verdura, altre ancora un chilo di pasta.
L'esercito italiano dei nuovi poveri: i lavoratori a tempo determinato.

«La mia famiglia è di Cosenza. Non è ricca ma nemmeno povera. Mi aiuta con le spese per l'affitto, per tutto il resto me la devo cavare da sola. Arrivare con la laurea in una città come Milano credevo fosse la soluzione per vivere meglio, ma ho scoperto che la vita, oltre che dura, è anche molto costosa. Con quello che ho non ce la faccio, perciò vengo qua». A parlare è una ragazza che si fa chiamare Maria. Anche lei è in coda, alle otto e trenta del mattino, davanti alla sede di «Pane Quotidiano», associazione che ogni giorno distribuisce pane, latte e altri viveri.
Maria sta ai cancelli di viale Toscana 28, periferia della città; l'altra sede è in viale Monza 335, e ciò che ultimamente accade, dicono increduli gli stessi volontari, è «sconvolgente».
Più di 1.500 persone in settimana e oltre 3.000 soltanto il sabato, si mettono in coda, aprono il loro sacchetto e aspettano che venga riempito: a volte con il pane ci sono formaggi e yogurt, altre volte frutta e verdura, altre ancora un chilo di pasta.
L'esercito italiano dei nuovi poveri: i lavoratori a tempo determinato.

Messaggio del 26-08-2008 alle ore 18:57:40
Mi sei anticipata!
Ma devo dire un GRAZIE ENORME a tutti i volontari che aiutano a tante persone bisognose.
A Lanciano, che tanto si dice male della chiesa e dei cattolici, non è tutto da buttare, ci sono persone che credono nella solidarietà, credenti e preti...Alla chiesa di San Antonio che distribuisce generi alimentari il sabato mattina, la chiesa di Santa Chiara, la mensa di Olmo di Riccio, persone che occupano il suo tempo dando aiuto e conforto alle persone che hanno bisogno...SIETE VERAMENTE GRANDI!!!!
Mi sei anticipata!
Ma devo dire un GRAZIE ENORME a tutti i volontari che aiutano a tante persone bisognose.
A Lanciano, che tanto si dice male della chiesa e dei cattolici, non è tutto da buttare, ci sono persone che credono nella solidarietà, credenti e preti...Alla chiesa di San Antonio che distribuisce generi alimentari il sabato mattina, la chiesa di Santa Chiara, la mensa di Olmo di Riccio, persone che occupano il suo tempo dando aiuto e conforto alle persone che hanno bisogno...SIETE VERAMENTE GRANDI!!!!
Messaggio del 27-08-2008 alle ore 02:12:27
un secondo lavoretto non se lo può trovare?
un secondo lavoretto non se lo può trovare?
Messaggio del 27-08-2008 alle ore 06:59:27
Quale rivolta, Ki? Qui nessuno ammetterà mai di essere in difficoltà. Qui si fanno i debiti solo per apparire, per fare la spesa in centro con il SUV, per esibire la busta di quel negozio notoriamente costoso (spesso riciclata
)
Quale rivolta, Ki? Qui nessuno ammetterà mai di essere in difficoltà. Qui si fanno i debiti solo per apparire, per fare la spesa in centro con il SUV, per esibire la busta di quel negozio notoriamente costoso (spesso riciclata
Messaggio del 27-08-2008 alle ore 10:49:44
come non quotare Anvedi
come non quotare Anvedi
Messaggio del 27-08-2008 alle ore 14:39:18
Dean
(ASCA) - Roma, 26 ago - Inchiesta dell'Isae tra i consumatori italiani per misurare la percezione di benessere individuale. Nel mese di agosto, la quota di italiani soddisfatti della propria vita e' pari al 54%, con significative variazioni interpersonali in funzione di fattori demografici e socio-economici. Gli uomini sono in genere leggermente piu' ''felici'' delle donne (56 contro 52%).
Io sarei il primo a fare la rivoluzione
ma con questi numeri non c'è modo di fare la rivoluzione. Chiaramente sono numeri fasulli, che non rispecchiano la realtà, ma conferma quanto ho detto sopra.
Dean

(ASCA) - Roma, 26 ago - Inchiesta dell'Isae tra i consumatori italiani per misurare la percezione di benessere individuale. Nel mese di agosto, la quota di italiani soddisfatti della propria vita e' pari al 54%, con significative variazioni interpersonali in funzione di fattori demografici e socio-economici. Gli uomini sono in genere leggermente piu' ''felici'' delle donne (56 contro 52%).
Io sarei il primo a fare la rivoluzione
ma con questi numeri non c'è modo di fare la rivoluzione. Chiaramente sono numeri fasulli, che non rispecchiano la realtà, ma conferma quanto ho detto sopra.
Messaggio del 27-08-2008 alle ore 14:41:13
Ah Ford e poi Agnelli che maestri che sonos tati nel distruggere la lotta di classe
Ah Ford e poi Agnelli che maestri che sonos tati nel distruggere la lotta di classe
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