Messaggio del 20-02-2005 alle ore 19:34:36
Egli mi par esser simile a un dio,
Egli, se lice, superar gli dèi,
Ed assorto in te, di fronte seduto,
Ascolta e guarda
Te dolce e ridente; mentr'io mi perdo
Tutto nei sensi, poi che, miserando,
Amor vedendo, privo al petto resto,
E poi, di voce,
Quando la lingua m'abbandona e tenue
Negli arti cresce una fiamma e udire
In me uno strepito credo e calare
La notte agli occhi.
L'ozio, Carmine, t'è di nocumento;
Nell'ozio ti sfianchi con troppi sogni;
L'ozio annientò i re prima e le felici
Città con essi.