Cultura & Attualità
Il Sig. Prodi quando si deciderà a
Messaggio del 17-03-2008 alle ore 11:31:46
il mortadella è andato pure alla manifestazione di posa della corona d'alloro
una bella faccia di ........
il mortadella è andato pure alla manifestazione di posa della corona d'alloro
una bella faccia di ........
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 19:15:19
La deve dare Andreotti
La deve dare Andreotti
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 19:11:33
Fantasmi a Roma
Fantasmi a Roma
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 17:19:30
conoscendoti , vai a mangiare
conoscendoti , vai a mangiare
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 17:10:08
Scusate ma se dico "domani vado a Fossacesia" voi pensate che me ne vada al mare oppure a mangiare alla Ruota?
Scusate ma se dico "domani vado a Fossacesia" voi pensate che me ne vada al mare oppure a mangiare alla Ruota?
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 16:45:15
no , è il grande vecchio del KGB!
no , è il grande vecchio del KGB!

Messaggio del 15-03-2008 alle ore 16:40:38
Perchè è il "grande vecchio" delle B.R.
Ma vada...
Perchè è il "grande vecchio" delle B.R.

Ma vada...
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 16:37:30
In ogni caso, resta la realtà che all’indomani della segnalazione di Prodi a nessuno venne in mente o comunque nessuno se ne fece carico) di controllare in via Gradoli a Roma, anziché nel paese di Gradoli, in provincia di Viterbo dove il 6 aprile ci fu una grande quanto infruttuosa battuta delle forze di polizia.
La signora Moro ha testimoniato che quando seppe della vicenda provò a suggerire di controllare in via Gradoli a Roma, anziché nel paese di Gradoli, ma gli fu risposto che sulla stradario della capitale non compariva una strada con quel nome. Invece compariva. Va aggiunto, per completezza, che la signora Moro non ha indicato a chi, precisamente, fece quella domanda ottenendo quella falsa risposta, né che cosa fece (se, e a chi si rivolse) quando scoprì che invece esisteva una via Gradoli a Roma.
Infine, la scoperta del covo di via Gradoli avvenne in circostanze quanto meno curiose (una improvvisa quanto copiosa perdita d’acqua, verificatasi per un rubinetto della doccia lasciato aperto, nell’appartamento al piano inferiore, dubito dopo che i brigatisti che vivevano lì erano usciti di casa: per entrare nella casa chiusa e fermare l’allagamento dell’appartamento inferiore furono chiamati i pompieri, che una volta penetrati nell’appartamento dei brigatisti si resero conto della situazione e chiamarono la polizia, che arrivò con grande dispiegamento di mezzi e di pubblicità: all’ora di pranzo la notizia era di pubblico dominio, e fu trasmessa dai telegiornali.
Se non si vuole credere alla casualità, bisogna a rigor di logica ritenere che quelle modalità di scoperta furono un modo per avvisare i brigatisti che la loro base si stava bruciando, facendola venire pubblicamente alla luce mentre loro non c’erano, in maniera tale che la notizia si divulgasse il più presto possibile e si evitasse che loro tornassero lì e venissero intercettati e arrestati. Se c’era stata un’informazione che poteva portare a quel covo insomma (attraverso la soffiata giunta al professor prodi) qualcuno fece in modo da vanificarne la portata: prima concentrando l’attenzione sul paese di Gradoli anziché su via Gradoli, e poi svelando al mondo intero (e in primo luogo ai brigatisti mentre erano fuori dall’appartamento) che quella base non era più sicura.
Se c’è un mistero è proprio questo, e sinceramente mi pare molto più rilevante della credibilità o meno della seduta spiritica raccontata da Prodi e i suoi amici per giustificare l’informazione inutilmente riferita ai vertici democristiani.
Giovanni Bianconi
14 marzo 2008
Il Mortadella quando la da una risposta esaustiva sull'argomento?
In ogni caso, resta la realtà che all’indomani della segnalazione di Prodi a nessuno venne in mente o comunque nessuno se ne fece carico) di controllare in via Gradoli a Roma, anziché nel paese di Gradoli, in provincia di Viterbo dove il 6 aprile ci fu una grande quanto infruttuosa battuta delle forze di polizia.
La signora Moro ha testimoniato che quando seppe della vicenda provò a suggerire di controllare in via Gradoli a Roma, anziché nel paese di Gradoli, ma gli fu risposto che sulla stradario della capitale non compariva una strada con quel nome. Invece compariva. Va aggiunto, per completezza, che la signora Moro non ha indicato a chi, precisamente, fece quella domanda ottenendo quella falsa risposta, né che cosa fece (se, e a chi si rivolse) quando scoprì che invece esisteva una via Gradoli a Roma.
Infine, la scoperta del covo di via Gradoli avvenne in circostanze quanto meno curiose (una improvvisa quanto copiosa perdita d’acqua, verificatasi per un rubinetto della doccia lasciato aperto, nell’appartamento al piano inferiore, dubito dopo che i brigatisti che vivevano lì erano usciti di casa: per entrare nella casa chiusa e fermare l’allagamento dell’appartamento inferiore furono chiamati i pompieri, che una volta penetrati nell’appartamento dei brigatisti si resero conto della situazione e chiamarono la polizia, che arrivò con grande dispiegamento di mezzi e di pubblicità: all’ora di pranzo la notizia era di pubblico dominio, e fu trasmessa dai telegiornali.
Se non si vuole credere alla casualità, bisogna a rigor di logica ritenere che quelle modalità di scoperta furono un modo per avvisare i brigatisti che la loro base si stava bruciando, facendola venire pubblicamente alla luce mentre loro non c’erano, in maniera tale che la notizia si divulgasse il più presto possibile e si evitasse che loro tornassero lì e venissero intercettati e arrestati. Se c’era stata un’informazione che poteva portare a quel covo insomma (attraverso la soffiata giunta al professor prodi) qualcuno fece in modo da vanificarne la portata: prima concentrando l’attenzione sul paese di Gradoli anziché su via Gradoli, e poi svelando al mondo intero (e in primo luogo ai brigatisti mentre erano fuori dall’appartamento) che quella base non era più sicura.
Se c’è un mistero è proprio questo, e sinceramente mi pare molto più rilevante della credibilità o meno della seduta spiritica raccontata da Prodi e i suoi amici per giustificare l’informazione inutilmente riferita ai vertici democristiani.
Giovanni Bianconi
14 marzo 2008
Il Mortadella quando la da una risposta esaustiva sull'argomento?
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 16:36:04
La mattina del 4 aprile ’78 Prodi si presentò a piazza del Gesù, nella sede della Dc, e comunicò di aver avuto un’indicazione su Gradoli, riguardante la prigione di Moro, condita con alcuni particolari che riferivano questo nome a una località del Lazio, nei pressi de lago di Bolsena. Disse anche che l’informazione arrivava da una seduta spiritica, versione poi ribadita negli interrogatori a partire dall’ottobre 1978.
E’ difficile immaginare che quella versione possa cambiare a trent’anni di distanza, mentre è plausibile immaginare che la tesi della seduta spiritica fosse una “copertura” di un’altra fonte che si voleva mantenere coperta (anche se in quest’ultima ipotesi sembrerebbe poco realistico coinvolgere più persone, e anche di un certo rango, in una falsa verità, non fosse che per il rischio di ritrovarsi improvvisamente di fronte qualche “incrinatura” di quella verità ufficiale).
La mattina del 4 aprile ’78 Prodi si presentò a piazza del Gesù, nella sede della Dc, e comunicò di aver avuto un’indicazione su Gradoli, riguardante la prigione di Moro, condita con alcuni particolari che riferivano questo nome a una località del Lazio, nei pressi de lago di Bolsena. Disse anche che l’informazione arrivava da una seduta spiritica, versione poi ribadita negli interrogatori a partire dall’ottobre 1978.
E’ difficile immaginare che quella versione possa cambiare a trent’anni di distanza, mentre è plausibile immaginare che la tesi della seduta spiritica fosse una “copertura” di un’altra fonte che si voleva mantenere coperta (anche se in quest’ultima ipotesi sembrerebbe poco realistico coinvolgere più persone, e anche di un certo rango, in una falsa verità, non fosse che per il rischio di ritrovarsi improvvisamente di fronte qualche “incrinatura” di quella verità ufficiale).
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 16:35:34
Buongiorno, vorrei sapere se è vero che alcuni politici parteciparono a una seduta spiritica per conoscere il luogo dove era tenuto prigioniero Moro e se a tale seduta partecipò anche l'ex presidente del Consiglio Prodi. Grazie e cordiali saluti Francesca, Ancona
Buongiorno, vorrei sapere se è vero che alcuni politici parteciparono a una seduta spiritica per conoscere il luogo dove era tenuto prigioniero Moro e se a tale seduta partecipò anche l'ex presidente del Consiglio Prodi. Grazie e cordiali saluti Francesca, Ancona
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 16:35:11
Qualcuno può fare finalmente luce sul "mistero" della famosa seduta spiritica ed il famigerato nome "Gradoli" nonchè i rapporti tra Prodi le sue affermazione alle commissioni del Processo Moro e cio'che ne esce dall'affaire "Mitrokin" nei rapporti diretti ed indiretti del KGB in Italia? Sergio, Roma
Perchè non si è mai voluto veramente indagare sulla famosa seduta spiritica durante la quale è emerso il nome Gradoli che era chiaramente frutto di una informativa o di una soffiata da parte di qualcuno molto ben informato? Alberto, Venezia
Qualcuno può fare finalmente luce sul "mistero" della famosa seduta spiritica ed il famigerato nome "Gradoli" nonchè i rapporti tra Prodi le sue affermazione alle commissioni del Processo Moro e cio'che ne esce dall'affaire "Mitrokin" nei rapporti diretti ed indiretti del KGB in Italia? Sergio, Roma
Perchè non si è mai voluto veramente indagare sulla famosa seduta spiritica durante la quale è emerso il nome Gradoli che era chiaramente frutto di una informativa o di una soffiata da parte di qualcuno molto ben informato? Alberto, Venezia
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 16:33:50
Il Sig. Prodi quando si deciderà a svelare la fonte che gli ha parlato di Gradoli? Quanti italiani sanno che il Sig. Prodi ha dichiarato in due commissioni d'inchiesta parlamentari che questo nome è venuto fuori dal gioco del piattino? Manuele - Firenze
Mi ha sempre fatto riflettere l'episodio, mai smentito da Prodi che era presente, del tavolo spiritico a Bologna in cui venne fatto il nome di Gradoli, che era proprio la via dove erano prigioniero il Presidente Moro. Le pare possibile che nessuno verificò se a Roma c'era una Via Gradoli ?
Il Sig. Prodi quando si deciderà a svelare la fonte che gli ha parlato di Gradoli? Quanti italiani sanno che il Sig. Prodi ha dichiarato in due commissioni d'inchiesta parlamentari che questo nome è venuto fuori dal gioco del piattino? Manuele - Firenze
Mi ha sempre fatto riflettere l'episodio, mai smentito da Prodi che era presente, del tavolo spiritico a Bologna in cui venne fatto il nome di Gradoli, che era proprio la via dove erano prigioniero il Presidente Moro. Le pare possibile che nessuno verificò se a Roma c'era una Via Gradoli ?
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