Cultura & Attualità

Il presidente del senato è...
Messaggio del 02-05-2008 alle ore 02:46:04
[url=http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3089&Itemid=1]Renato Schifani detto "O' Cornuto" [/url]
Messaggio del 02-05-2008 alle ore 02:48:52
[url=http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3089&Itemid=1] Renato Schifani detto O'Cornuto [/url]
Messaggio del 02-05-2008 alle ore 02:50:03
Messaggio del 02-05-2008 alle ore 02:50:31
Devi togliere l'apostrofo.
Messaggio del 02-05-2008 alle ore 02:50:35
..vabbò non so dove ho sbagliato..ci rinuncio
Messaggio del 02-05-2008 alle ore 02:55:59
Una vita da Schifani
Messaggio del 02-05-2008 alle ore 02:56:31
..vabbone mo??
Messaggio del 02-05-2008 alle ore 10:41:23
finalmente cosa nostra ha la presidenza del senato
Messaggio del 02-05-2008 alle ore 11:23:52
Perchè tu Etna pensi che sia la prima volta?
Messaggio del 12-05-2008 alle ore 12:32:47
..e qui non ci sono le polemiche???
Messaggio del 14-05-2008 alle ore 00:49:31
non ci sono mirketto xkè schifani con la mafia non c'entra nulla... informati sui fatti...
Messaggio del 14-05-2008 alle ore 01:10:51
dimas , se vuoi fare la polemica non linkare
i link non li apre nessuno
Messaggio del 14-05-2008 alle ore 02:08:09
.. i fatti??

..eccoli:

fatto 1-Sua eccellenza Filippo Mancuso, solitamente bene informato, ha definito così il suo ex compagno di partito: «Un avvocato del foro di Palermo specializzato in recupero crediti». Schifani gli ha risposto con una lettera in cui difende la sua «onesta e onorata carriera» e nega di avere mai svolto una simile attività. Negli archivi della Camera di commercio di Palermo risulta però una società, oggi inattiva, costituita nel 1992 da Schifani con Antonio Mengano e Antonino Garofalo: la Gms. L'avvocato Antonino Garofalo (socio accomandante come Schifani) è stato arrestato nel 1997 e poi rinviato a giudizio per usura ed estorsione nell'ambito di indagini condotte dal sostituto Gaetano Paci della Procura di Palermo. L'ex socio di Schifani è ritenuto il capo di un'organizzazione che prestava denaro nella zona di Caccamo chiedendo interessi del 240 per cento. Schifani non è stato coinvolto nelle indagini ma certo non deve essere piacevole scoprire di essere stato socio con un presunto usuraio in un'impresa che come oggetto sociale non disdegnava: «L'attività esattoriale per conto terzi di recupero crediti e l'attività di assistenza nell'istruttoria delle pratiche di finanziamento...».

fatto 2- Schifani è stato sempre sfortunato nella scelta dei compagni delle sue imprese. In un rapporto dei carabinieri del nucleo di Palermo, di cui "L'Espresso" è in grado di rivelare i contenuti, si ricostruisce la storia di un'altra strana società di cui il capogruppo di Forza Italia è stato socio e amministratore per poco più di un anno. Si chiama Sicula Brokers, fu istituita nel 1979 e oggi ha cambiato compagine azionaria. Tra i soci fondatori, accanto a un'assicurazione del nord, c'erano Renato Schifani e il ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia, nonché soggetti come Benny D'Agostino, Giuseppe Lombardo e Nino Mandalà. Nomi che a Palermo indicano quella zona grigia in cui impresa, politica e mafia si confondono. Benny D'agostino è un imprenditore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e, negli anni in cui era socio di Schifani e La Loggia, frequentava il gotha di Cosa Nostra. Lo ha ammesso lui stesso al processo Andreotti quando ha raccontato un viaggio memorabile sulla sua Ferrari da Napoli a Roma assieme a Michele Greco, il papa della mafia.


fatto 3-Giuseppe Lombardo invece è stato amministratore delle società dei cugini Ignazio e Nino Salvo, i famosi esattori di Cosa Nostra arrestati da Falcone nel lontano 1984 e condannati in qualità di capimafia della famiglia di Salemi. Nino Mandalà, infine, è stato arrestato nel 1998 ed è attualmente sotto processo per mafia a Palermo. Questo ex socio di Schifani e La Loggia era il presidente del circolo di Forza Italia di Villabate, un paese vicino a Palermo e proprio di politica parlava nel 1998 con il suo amico Simone Castello, colonnello del boss Bernardo Provenzano mentre a sua insaputa i carabinieri lo intercettavano. Mandalà riferiva a Castello l'esito di un burrascoso incontro con il ministro Enrico La Loggia, allora capo dei senatori di Forza Italia. Mandalà era infuriato per non avere ricevuto una telefonata di solidarietà dopo l'arresto del figlio (poi scagionato per un omicidio di mafia). E così raccontava di avere chiuso il suo colloquio con La Loggia: «Siccome io sono mafioso ed è mafioso anche tuo padre che io me lo ricordo quando con lui andavo a cercargli i voti da Turiddu Malta che era il capomafia di Vallelunga. Lo posso sempre dire che tuo padre era mafioso. A quel punto lui si è messo a piangere». La Loggia ha ammesso l'incontro ma ne ha raccontato una versione ben diversa. E anche Mandalà al processo ha parlato di millanteria. Nella stessa conversazione intercettata Mandalà parlava di Schifani in questi termini: «Era esperto a 54 milioni all'anno, qua al comune di Villabate, che me lo ha mandato il senatore La Loggia».


...soddisfatti??

..in altre democrazie parlamentari che non hanno pagato dei contributi ad una baby-sitter, si son dimessi..

..noi abbiamo la seconda carica dello stato con queste credenziali..
Messaggio del 14-05-2008 alle ore 07:29:18
Come dice l'esimio dott.Pharlappe..............
aiuttetev se pallotte

Nuova reply all'argomento:

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