Cultura & Attualità
Strano...Visti i tuoi posts, sempre alquanto equilibrati, ti avrei detto di "centro", e cioè 'slippato' !
io porto i boxer
La statistica è una scienza che, di per sè, può considerarsi "esatta" (sempre che siano esatti i dati rilevati).
Tutto il problema nasce "a valle", cioè sul come e da chi vengono estrapolati ed esposti tali dati e, pertanto, sulle diverse interpretazioni che ne conseguono. Il tanto famoso e deprecato esempio del "mezzo pollo a testa", per esempio, è validissimo se utilizzato per valutare il consumo di polli di una nazione nel tempo, quando messo in rapporto con il variare della popolazione oggetto dello studio.
Il guaio sorge soprattuto quando si usa il metodo delle "percentuali".
Ciò succede regolarmente dopo le elezioni. Per esempio e per assurdo, un partito che nelle elezioni precedenti abbia preso 1 voto e che in quelle successive ne prenda 2, non dice: "abbiamo conseguito un aumento di 1 voto", bensì dice: "i nostri voti sono aumentati del 100%!". Il che è esatto dal punto di vista strettamente matematico, però nella realtà è solo un espediente sofistico.
Altro esempio: gli "antifumo", a sostegno delle loro tesi (sostenibilissime, ma per ben altri motivi scientifici) portano il dato che - sui deceduti per tumori polmonari - circa il 60% erano fumatori, senza rapportare tale dato anche al (rilevantissimo) numero dei fumatori.
Così facendo io potrei, per assurdo, sostenere che è nocivo indossare gli slip solo per il fatto che circa l'80% dei morti di cui sopra li indossava ! (si noti che circa il 90% delle donne indossa slips).
Diffidare quindi, nella maggior parte dei casi, delle interpretazioni di dati statistici, quando effettuate "a percentuale".
Questo, a parte le vere e proprie "manipolazioni", "falsificazioni" e "occultamenti" dei dati in questione, come citato nel post iniziale.
------------
Editato da Dragouno il 02/04/2005 alle 05:54:41
Che i reati in Italia siano diminuiti ne è convinto Silvio Berlusconi, che lo ha ripetuto nel salotto di Bruno Vespa il 15 marzo scorso. Se qualcosa è aumentato, ha aggiunto il premier, questo dipende solo "dalla maggiore fiducia nelle forze dell'ordine che ha fatto incrementare la voglia di denunciare i reati".
Ma non è vero secondo Barbagli, che si è andato a leggere i dati sulla criminalità del 2004. Un'impresa non facile: il ministero dell'Interno ha infatti cambiato la sua politica. "Prima sul sito della Polizia di Stato - spiega Barbagli - trovavi tutte le statistiche aggiornate; ora i dati si fermano al 2001". Non solo. Il Viminale ha abolito il modello 165, sul quale le forze dell'ordine annotavano i vari reati, per trasmetterli al prefetto. "Oggi - prosegue il criminologo - è stato introdotto un sistema informatizzato che non permette più di accedere ai dati reato per reato". Nonostante queste difficoltà, lo studio di Barbagli è in grado di confutare le certezze del premier.
Preoccupa, innanzitutto, l'inversione di tendenza degli omicidi. Per dieci anni (a partire dal 1992) il numero delle persone uccise nel nostro Paese è costantemente diminuito, soprattutto grazie alla "flessione dei reati della criminalità organizzata". Nel 2003, però, la curva degli omicidi riprende a salire, con il 10,3% in più rispetto all'anno precedente.
E nel 2004? "Nell'ultimo anno - sostiene Barbagli, dopo aver consultato fonti interne al Viminale - la tendenza si è confermata, con un vero boom di omicidi a cavallo con il 2005". L'Italia può poi vantare un vero record nelle rapine, che proseguono la loro corsa pericolosa (con un incremento del 14,2% nel 2002 e di un ulteriore 4,3% nel corso del 2003).
Il 2004 non fa eccezioni: "il numero delle rapine è arrivato al livello più alto degli ultimi 40 anni". Lo scorso anno, le rapine in casa sono state circa 420, "con un incremento - afferma Barbagli - pari al 10-15% rispetto al 2003". Cresce il numero delle rapine in banca, passate dalle 2.427 del 2003, alle 2.683 del 2004. Stabile rimane invece il numero dei furti.
ancora una volta siamo difronte all'ennesimo "comunista" che travisa e/o interpreta i dati in modo contrario a quello del nostro governo.
Ora tuttavia è chiaro del PERCHE' l'Istat pubblica rapporti e ricerche falsati: basta scegliere ACCURATAMENTE QUALI E QUANTI dati riportare ed il gioco è fatto!
Così facendo può tranquillamente risultare che il nostro Paese è in piena fase positiva, che gli italiani sono sempre più ricchi, che i delitti diminuiscono e che in generale stiamo vivendo una novella età dell'oro durante il regno di questo premier....insomma le SOLITTE FAVOLETTE
Nuova reply all'argomento:
il premier e la statistica
Registrati
Mi so scurdate la password
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui


