Cultura & Attualità

Il nemico in casa di Sergio Romano
Messaggio del 16-09-2007 alle ore 15:07:25
È probabile che non abbiano dimenticato la brutta esperienza della contestazione, alla fine degli anni Sessanta, quando temettero di perdere la federazione giovanile e i sindacati. Non vorrebbero che Grillo fosse, con nuovi ceti sociali, l’antesignano di un nuovo «sessantotto », e temono i suoi comizi più di qualsiasi altro partito. Ma i comunisti e i loro eredi hanno sempre dato prova di un robusto e spregiudicato realismo politico. In Germania, durante la Repubblica di Weimar, il partito comunista tedesco scese in piazza, soprattutto a Berlino, insieme al partito nazional- socialista. Da Mosca, quando si accorse che Mussolini, con la guerra d’Etiopia, aveva conquistato il consenso della grande maggioranza degli italiani, Togliatti lanciò un messaggio ai «fratelli in camicia nera». Alla fine del 1946, mentre il movimento dell’Uomo Qualunque sembrava destinato a grandi successi, lo stesso Togliatti esplorò la possibilità di una intesa con il suo fondatore, Guglielmo Giannini (teatrante, anch’egli, come Grillo).
E Massimo D’Alema, nel febbraio 1995, disse che la Lega era «una costola della sinistra». Vizio o virtù, il «dialogo con il nemico», quando il concorrente non può essere eliminato con altri mezzi, appartiene alla cultura politica dei comunisti. E sopravvive, a quanto pare, nel patrimonio genetico degli eredi.

16 settembre 2007
Messaggio del 16-09-2007 alle ore 15:36:32
boiate


Messaggio del 16-09-2007 alle ore 15:45:07
La frase di D'Alema me la ricordo, non ricordo se lo disse ad un congresso dei DS o in un altro grande evento simile.

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