Cultura & Attualità

IL FALLIMENTO DEL MITO
Messaggio del 26-04-2008 alle ore 21:19:59

Non glie ne frega niente a nessuno manco del Natale e della Pasqua... eppure sono 2000 anni che si festeggiano...


Bruce,sa fregnaria da dove ti esce fuori?
Messaggio del 26-04-2008 alle ore 18:27:40
Bruce io non ho nulla da eccepire sull'importanza simbolica e unificante del 25 aprile, quello che dico è che non è poi così unificante quindi ha fallito nel suo compito.
Il puntoi su cui non sono daccoredo con te è quando dici che questa data è stata unificante per tanto tempo e solo nell'ultimo perido, Berlusconi, è diventato motivo di divisione.
Io credo che questa divisione c'è sempre stata, solo che allora on aveva cittadinanza, sodganata, ma non creata, da Berlusconi.
E' un bene? è un male?
per me paradossalmente è un bene, perchè ci costringe a fare quello che non abbiamo mai fatto: i conti con la storia.
Per rientrare nella più becera delle retorica del 25 aprile sono perfettamente daccordo con il Presidente della Repubblica, perchè lui dice esattamente questo? mantenere saldo il valore della data e di tutto quello che rappresenta e fare i conti con il passato, nel modo più duro possibile
Messaggio del 26-04-2008 alle ore 13:49:55
Dean, seriamente parlando, mi sembra che tu stia tagliando i concetti con l'accetta.

Mi sembra che il 25 aprile possa essere considerata una data unificante e che lo sia stata per lungo tempo e che le polemiche siano nati in anni assai più vicini ai nostri che a quel 1945.

Il 25 aprile non è la data di una vittoria di una parte sull'altra, non è la data in cui cadde il fascismo (20 luglio 1943), non è la data della morte di Mussolini (28 aprile 1945), non la data della fine della Monarchia e nemmeno quella dell'inizio della Repubblica (2 giugno 1946), non è la data di entrata in vigore delle costituzione (1 gennaio 1948).

Il 25 aprile non viene celebrato con grandi parate, con feste, con balli.. viene celebrato in silenzio, nel ricordo dei tanti, troppi, che non erano lì quel 25 aprile 1945.

Il 25 aprile è "solo" la data della fine della Guerra, una guerra terribile, combattuta e subita da tutti, su tutto il territorio nazionale.
Una guerra che aveva portato alla morte 330.000 soldati 85.000 civili. Persone di idee, credo, età e sesso diversi ma comunque italiani, che spesso si erano trovati a dover combattere gli uni contro gli altri.

Il 25 aprile tutto questo finì.

Ditemi ora non era una data importante e "liberatoria" per tutti?



Messaggio del 26-04-2008 alle ore 13:04:57
bravo dean. le poche reply a questo post sono la tua forza e la consistenza di quanto hai scritto.
Messaggio del 26-04-2008 alle ore 11:39:04
Infatti Dean, basta pensare alla fine che ha fatto il Partito d'Azione.
Messaggio del 25-04-2008 alle ore 18:05:16
A mme de Natale e Ppasqua mme frega. Poi si cce stanno un paro de ricchioni che un jjene frega ggnente, e cche mme frega a mme?
Messaggio del 25-04-2008 alle ore 18:02:42
Non glie ne frega niente a nessuno manco del Natale e della Pasqua... eppure sono 2000 anni che si festeggiano...

Vogliamo eliminare pure Natale e Pasqua?
Vogliamo dire che sono rappresentative di una parte?
Vogliamo dire che sono state istituite dai vincitori?
Vogliamo dire che siamo stanchi della loro retorica?
Vogliamo dire che servono solo a certa gente per mantenere il loro potere?
Vogliamo dire che sono servite solo a qualcuno per fare carriera?
Vogliamo dire che prima non si poteva dire ma adesso si può?

Lo vogliamo dire?




Ecco lo sapevo! Siete i soliti bolscevichi!

Messaggio del 25-04-2008 alle ore 17:53:44
La verità è che nun gliene frega ggnente a ggnisuno
Messaggio del 25-04-2008 alle ore 13:26:36
Dean,ma nghi chi ti a parlare
Messaggio del 25-04-2008 alle ore 13:14:46
No, è nelle nostre tasche
Messaggio del 25-04-2008 alle ore 13:13:16
Questa discussione è la prova provata del fallimento.
A nessuno verrebbe in mente di osteggiare il 4 luglio, anzi di solito le contese sono per chi è più fedele ai suoi principi e la stessa cosa vale per la francia
Messaggio del 25-04-2008 alle ore 13:10:34
Il fallimento è solo nella tua testa!





Messaggio del 25-04-2008 alle ore 13:08:31
La repubblica italiana si fonda sull'antifascismo, quante volte lo abbiamo sentito?
Il sneso di questa frase è "La legittimazione della Repubblica viene dalla lotta di liberazione"
Su questo assunto è stata fondata una gigantesca operazione di mitizzazione, che con un abile lavoro di taglia e cuci ha creato una storia lineare, fruibile dalle masse e immediatamente assimilabile.

Nulla di nuovo, se pensiamo a quello che è successo in altri paesi: il 14 luglio in Francia e il 4 luglio in America.

In Francia il giorno della presa della bastiglia è festa nazionale solo dal 1889, cioè 100 anni dopo lo svolgersi dei fatti, perchè tutto sommato i fatti di quel giorno non furono nulla di speciale, ma la terza repubblica in crisi, ha caricato quel giorno di significati simbolici. E da allora ogni volta che la Francia subisce una svolta epocale si fa riferimento al mito della BAstiglia.

Gli americani fecero ancora di più, trasformarno una battaglia contro l'imposizione fiscale, dove aveano tutto sommato torto, nel simbolo universale della lotta per la libertà.

Il pvero problema che da noi l'operazione dopo 60 anni si può dire fallita.
Il 25 aprile non è diventato il simbolo della rinascita del paese e della sua unità, ma anzi è il simbolo stesso della divisione.
I motivi sono tanti, ma me ne vengono in mente un paio:
De Gaulle e Washington, i due generali che noi non abbiamo avuto e che davvero hanno incarnato l'unità nazionale (in amrica aggiungerei anche Lincoln). Da noi gli alleati ci avevano provato con BAdoglio, salvandolo dalle accuse di crimini contro l'umanità,ma Badoglio non era nessuno, al massimo poteva aspirare a essere una specie di LAfayette.
La seconda ovviamente l'appropiazione indebita del mito resistenziale da parte dei comunisti, che hannoe scluso tutti gli altri e che hanno considerato il 25 aprile come la propria autocelebrazione, questo con l'accndiscendenza democristiana.
Gran parte del paese si è sentito escluso, non parlo dei fascisti, quelli poveracci, si sono dovuti inventare un contromito, ma parlo di milioni di persone che pur aderendo alla Repubblica e accettandone i fondamenti, non si riconosce nell'ulteriore distorsione al mito, non accettandone il primato comunista.
Per anni questi hanno vissuto nell'anonimato, nascondendosi nei numeri non dati di chi non scendeva in piazza, poi hanno trovato chi incarnava la loro distanza dal mito.
Berlusconni come al solito non ha inventato nulla, lo ha solo interpretato.

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