Cultura & Attualità

Il diritto di voto.
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 23:53:11
Ricorre oggi il 60° anniversario della concessione del diritto di voto alle donne. Con D.L. che sta pre Decreto Luogotenenziale e non Decreto Legge come hanno detto gli ignorantissimi giornalisti il Luogotenente del Regno Umberto di Savoia (Re solo nel Maggio del 46) il 1 febbraio 1945 (prima quindi della fine della Guerra) concesse il diritto di voto alle suddite di sesso femminile....
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 19:23:21
cucciolo, stai cercando di vincere il papiro d'oro?
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 14:10:02
...non ho letto tutto il post....ma lo leggerò, con più calma, ma volevo dire a mr.Home,
che secondo me commette un errore e grosso, nel non partecipare alle elezioni......

ovvio è un diritto ma soprattutto è un dovere..
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 13:08:28
Si,ho capito,Cucciolo.E' un problema di mentalita'.Qualsiasi metodo,quindi, va a farsi benedire, se non c'è un atteggiamento positivo per l'interesse della comunita',da parte degli eletti.
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Editato il 13:12:19 01/02/2005 da cappellini
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 12:59:48
No,è Max Payne.
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 12:17:47
Io lo so: Febbetti!!!
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 12:06:14
Bak,qui sul forum quando qualcuno dice una cosa sensata nessuno risponde.Rispondi a Cappellini,di chi è il decente tra Febbo e Coletti.
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 10:46:10
è il sistema dei partiti che nega la democraticità alle istituzioni.

in un'era in cui si fatica a distinguere la destra dalla sinistra, per l'appiattimento culturale-ideologico, a seguito dell'entrata in vigore del sistema maggioritario il sospetto è innegabile: i partiti hanno perso la loro storica funzione.

oggi chi è iscritto ad un partito ambisce solo ad una fetta di potere e lo fa nel modo peggiore: capitalizzano i loro membri senza dare loro nessuna voce democratica in capitolo...

ovviamente cambiare le stato di cose è improponibile.

il mio è un utopico disegnino che però rende l'idea di come qualsiasi altra soluzione da quella attuale sarebbe la migliore in termini qualitativi.
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 09:25:42
menestrè,magari fosse come l'album delle figurine,la carriera di un calciatore è di circa 15 anni,quà ci sta gente che sta al potere da 50 anni e più!

come è risaputo ci sono personaggi che chiedono voti in cambio di "piaceri",se queste persone alle elezioni ricevono il maggior numero di voti,vuol dire che questa è la società,e questo ci meritiamo,ci sono personaggi che sono stati processati e condannati e stanno ancora la,
la situazione è triste perchè non si tratta di casi isolati,ma è la norma,dalle più alte cariche dello stato al politico locale,
io sinceramente davanti a questa situazione mi sento impotente,non so,voi?
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 07:24:13
Bisogna tener anche conto del fatto che pubblicizzare la scheda bianca potrebbe influenzare in tal senso anche una notevole quota dei 'non votanti' della categoria a).
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 07:17:51
Aggiungo che - se la categoria b) così facesse e se pubblicizzasse al massimo le motivazioni di tale proprio orientamento con lettere ai giornali, interventi su forums vari, o sulle radio e TV locali - il risultato numerico delle schede bianche sarebbe eclatante e, forse, potrebbe destare qualche preoccupazione almeno per i politici serii, ...se ce ne è rimasto qualcuno !
Mi pare che soltanto Menestrello abbia detto di essersi così comportato. A lui, i miei complimenti.
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 07:08:30
In tutti gli interventi trovo giuste alcune delle argomentazioni e alquanto meno giuste molte conclusioni,
per cui intervenire sulla parte "teorica" delle stesse richiederebbe post 'chilometrici'.
Esaminiamo, allora, solo l'aspetto 'pratico' in relazione a chi NON esercita il diritto di voto, che divido in:
a) persone che: non s'intendono in alcun modo di politica, oppure se ne intendano un po' ma sono indecisi, oppure quelle che preferiscono "andare al mare" o fare altro, nonchè altre motivazioni varie;
b) persone che non vanno a votare per "protesta" contro questa classe politica, i suoi maneggi, i suoi intrallazzi e il suo accaparramento di privilegi, onori, prebende varie, ecc.
Ebbene, secondo me le persone della categoria b) "credono" di manifestare una loro protesta, ma non è così. Anzi, essi fanno un favore ai politici che, quanto meno, ringraziano per un eventuale voto in meno ai propri avversari.
L'unico modo perchè la "protesta" sia rilevabile e possa avere (?!) un certo effetto è quello di 'muovere il culo' (come amano dire gli americani) e vàdano a votare 'scheda bianca'. Ciò, almeno, per non aver il rimorso di aver ceduto ad una riprovevole pigrizia mentale...e fisica !
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 02:05:37
Mi sembra di aver capito,data l'ora non ne sono sicuro, che teorizzi la scomparsa dei partiti,almeno a livello decisionale per quanto riguarda la scelta dei candidati.Questo come potrebbe avvenire?Per legge?Impossibile,perche' i parlamentari che legiferano,sono dipendenti dei partiti e quindi dovrebbero eliminare se stessi.Inoltre cosa impedirebbe a un industriale o a un gruppo di essi,di corrompere uno o piu' parlamentari eletti col tuo metodo?Solo il fatto che non abbiano alcuna implicazione con un partito e perche' candidati e poi eletti col sistema che dici tu,non li preserva dalla pressione di altri gruppi di interesse.Il corruttore trovera' sempre il modo di indirizzare le scelte del politico,se quest'ultimo e' corruttibile,qualunque sia il metodo di elettorato passivo.
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 00:59:37
oggi abbiamo 945 parlamentari.
teoricamente deciderebbero 473 persone per tutti, giusto?

di fatto decidono scarse 5 persone che dirigono i voti di tutti i loro affiliati in parlamento.
certo:nelle varie sedi è compito delle specifiche commissioni confezionare, redigere e stilare i voleri di questi soggetti a capo di tutto (o alle dipendenze di altre lobby), magari ci saranno margini di buon senso più o meno ampi...
ma sta di fatto che di fronte a documentate assurdità, la volontà dell'iscritto al partito (anche se oggettivamente più giusta, equa e ragionevole) soccombe senza mezzi termini!

l'italia ha avuto negli ultimi anni il maggior numero di leggi ad personam di tutta la storiografia moderna...questo è o non è sintomo di irreversibile deficienza democratica?

quindi al posto di far decidere a 5-6 persone (o spesso anche meno!!) i provvedimenti da adottare nella vita istituzionale di un intero paese, sarebbe molto meglio ipotizzare un sistema dove il dissenso possa essere tutelato senza ritorsioni politiche-partitiche-gerarchiche....

come?

il sistema migliore sarebbe quello di:

1)offrire innanzitutto ai politici un degno e ponderato stipendio.(normale, senza esagerazioni)
2)permettere a chi ha interesse di candidarsi gratuitamente e senza distinzioni su una apposita lista.
3)sorteggiare, da questa banca dati, i codici fiscali degli iscritti in un numero ragionevolmente orientato attorno al migliaio di unità.

in questo modo è statisticamente probabile che:

1) i 2 sessi saranno bilanciati
2) ci sarà una stratificazione sociale più democratica
3) ci saranno rappresentanti di tutte le fasce d'età
4) pochissimi avranno vincoli massonici con gruppi di pressione alle loro spalle (ma comunque ininfluenti vista la composizione fortemente individualistica della "Camera")

ferma restando, comunque, l'esistenza di un organismo esecutivo regolarmente eletto anche secondo le consuete regole politiche a maggioranza dell'elettorato, con un preciso programma, una qualsivoglia ideologia, una propria vocazione, ti assicuro che è molto più democratico far dipendere le sorti di questo governo da un corpo parlamentare di perfetta gente qualunque, che invece dare una parvenza di autorità a quel teatrino di burattini che siamo costretti a prendere come emblema del peggior insulto all'intelligenza di ciascuno di noi.

in questo modo ogni governo sarà costretto a fornire programmi responsabili, equi, giusti e oggettivamente votati al benessere del maggior numero di persone...
a qualcuno passerà la voglia di buttarsi in politica solo per salvare le sue malefatte;
difficilmente azzardi come la cirami o la salva-previti potranno mai passare come leggi della repubblica; difficilmente si potrà arrivare a calpestare una carta costituzionale con la disinvoltura con la quale siamo abituati in questi ultimi anni.

allora avrebbe senso una scelta politica...solo e soltanto quando l'interlocutore e il giudice immediato dell'indirizzo politico sia la gente comune che non ha nessuna perversa implicazione di partito, al cospetto di cui ogni ragionevolezza ed ogni buon senso cadono miseramente....
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 00:47:19
Come Home anch'io mi sono astenuto (o meglio ho fatto scheda nulla) nelle votazioni. Ai referendum ho sempre votato, purtroppo senza risultato alcuno visto che non si raggiunge più il quorum da una buona decina d'anni, mi pare. Inoltre il referendum che abrogava il finanziamento pubblico dei partiti è stato bello che aggirato dopo poco tempo. Mah...
Credo che non mi manchi una coscienza politica, ma certamente non vedo degli uomini o un uomo in particolare in cui avere estrema fiducia. Considerate che ora stanno riuscendo i vari De Michelis... a-ri-mah! ci troviamo sempre di fronte agli stessi candidati sotto etichette diverse. Un po' come gli album delle figurine in cui i calciatori cambiano squadra ma sono sempre gli stessi.
Paradossalmente (visto l'enoooooorme stima che ho in lui) il caro Ilvio è stato l'unico elemento di rottura in un sistema consolidato dai tempi della DC.
La mia propensione al nullo vuole essere una protesta verso il modo di governare il paese, protesta che ho attuato con i governi di entrambe le fazioni.
Appena vedò una persona dotata di passione politica che abbia a cuore più la polis che se stesso, qualunque schieramento sarà avrà il mio voto.
Se si andasse avanti con "un certo impegno" potrete scegliere bene a breve, almeno a livello locale

PS: cucciolo, ho letto i tuoi interventi... ma che ne dici di fare uscire un bignami in cui riassumi in 100 parole le stesse cose? scherzo
Messaggio del 01-02-2005 alle ore 00:10:24
Si,ma i partiti fanno parte della democrazia.Col consenso che riescono ad ottenere,chiaramente vogliono orientare la vita politica del paese,in proporzione del consenso ottenuto.Logico che decidano loro chi si possa candidare e il candidato,una volta eletto, deve poi rispondere al partito di appartenenza del suo operato(credo ti riferissi a questo con do ut des).Non vedo una via d'uscita.La soluzione che auspichi tu,cioe' l'estrazione a sorte di candidati volontari ci riporta sempre allo stesso problema.Chi decide chi siano i candidati,che,come dici tu,bisogna estrarre a sorte?-------------------------------------------------Editato il 00:11:49 01/02/2005 da cappellini
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Editato il 00:15:23 01/02/2005 da cappellini
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 23:56:10
non stavo parlando della bontà delle persone..sarebbe tutt'altro che anormale trovare un politico che abbia o sviluppi un senso di solidarietà e di responsabilità degno del ruolo che ricopre...

dico solo che è il sistema stesso a gettare le basi per un comportamento dell'addetto ai lavori orientato verso la logica del do ut des.

se l'accesso alla politica e alle istituzioni fosse strutturato in maniera davvero democratica, anche lo strumento dell'elezione avrebbe connotati maggiormente democratici:
invece adesso ci troviamo a dover scegliere il male minore tra persone che, grosso modo, vengono scelte da chi già governa, tramite i partiti.

ditemi voi cosa ha di democratico tutto ciò...

penso seriamente che sarebbe migliore la soluzione di estrarre a sorte i parlamentari da una lista di candidati volontari...almeno ci sarà una probabilità statisticamente maggiore di raggruppare in un unica soluzione un alto numero di persone competenti a gestire le istituzioni per il perseguimento del massimo benessere per il maggior numero di persone....

e questo unicamente perchè la contaminazione massonica e classista dei partiti snatura il senso più elementare delle cose: si arriva troppo spesso all'abominio per cui nessun parlamentare è in grado di pensare con la propria testa...ma al contrario è costretto ad aderire acriticamente ad orientamenti che, se non avesse legami tanto stretti ai piedi, non condividerebbe mai.
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 23:11:26
Sono d'accordo con te,Cucciolo,sul referendum,strumento molto importante per partecipare piu'attivamente e piu' direttamente alla politica del Paese.Molte volte ci si lamenta,per l'inflazione dello strumento da parte dei radicali.Io al contrario mi lamento che ce ne siano stati cosi' pochi.Sono punti di vista.Per quanto riguarda il resto,ci sono anche politici,i quali,non dico che antepongano l'interesse generale a quello personale,sarebbe chiedere troppo,ma ,almeno, all'interesse personale fanno seguire l'interesse generale.Sempre meglio che niente.
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Editato il 23:14:36 31/01/2005 da cappellini
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 22:46:41
premetto che a oggi l'unico modo in cui, sembra, possiamo incidere sostanzialmente nella vita istituzionale del paese è il referendum...

diversamente (ed è il caso delle elezioni politiche o amministrative) non posso che condividere lo stato d'animo di Mr Home in virtù dei fortissimi limiti strutturali che concepisce il sistema rappresentativo all'interno delle più evolute democrazie.

da noi, in particolare, essere un consigliere comunale o un parlamentare, poter diventare assessori o ministri, ricoprire la carica di sindaco o di presidente del consiglio significa soddisfare, nell'ordine i seguenti bisogni:

1)i propri
2)quelli delle persone che si devono ringraziare per essere dove si è
3)quelli degli amici di queste persone
4)quelli dei propri amici
(per amici leggi persone nelle quali si ripone un interesse patrimonialmente o socialmente rilevante)
5)quelli dovuti di determinate categorie di persone

in questo stato di cose è evidente che il popolo spera sempre di riuscire a partecipare alla fetta del potere che l'ordinamento gli assegna di elargire al momento delle votazioni...solo così si arriva a giustificare quella "preferenza" (spesso tutt'altro che spontanea) per quel candidato piuttosto che per l'altro: solo per sperare di riprendersi quello che si da...

ma questa non è democrazia.

al di là dell'inestimabile patrimonio che, al netto delle spese, un politico riesce ad incamerare nella sua attività gestionale della cosa pubblica, è importante riflettere anche sul "patrimonio" di rapporti-contatti-clientelismi che lo stesso soggetto guadagna nel medesimo periodo istituzionale.

non dimentichiamoci che prima di arrivare alla candidatura bisognerà essere "agganciati" in questo o in quel partito politico...quindi le trame si infittiscono e i rapporti debito-credito crescono esponenzialmente...

per questo credo sia sensato supporre che nessuno vorrà o potrà rovesciare quella scala di "valori-bisogni" per fare in modo che le proprie conoscenze e le proprie competenze vengano destinate a vantaggio di perfetti sconosciuti (tranne i casi necessariamente dovuti)

ma non è affatto una patologia sociale...è fisiologico che un essere umano pensi prima al suo orticello e poi, se ci capita, al resto dell'ecosistema.

in quest'ottica sarei tentato di qualificare l'esercizio di voto come la massima espressione della beneficenza e dell'altruismo che la mente consideri: un atto di estrema cortesia nei confronti di chi si ritroverà, per effetto della elezione, nella posizione di sistemare sè e "chi egli deve" quanto meno per il resto dei loro giorni a tutto svantaggio di una infinità di situazioni degnamente ben più meritevoli.

io voto perchè lo faccio da soli 7 anni...ma ben presto si arriva alla presa di coscienza dell'inconsistenza di un gesto che rivela tutte le sue contraddizioni per tutta quella serie di malvagi presupposti che l'accompagnano...
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 22:16:27

qualcuno da votare di decente sempre c'è, basta individuarlo



grande Bak!
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 21:55:40
Sauron e Bakunin,non avete torto,solo che se,per esempio,ci propinano 2 candidati come Febbo e Coletti,individuare il decente da votare e' difficile e la tentazione ad astenersi e' molto forte.All'inizio ero favorevole al maggioritario,adesso un po' meno.
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 21:54:46
secondo me vuol dire invece che la gente è stanca di una classe politica inetta...
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 21:50:10

Se siamo arrivati a 1 punto in cui 1 grosso imprenditore è diventato capo del governo, 1 manager di successo presiede il ministero dell'istruzione ecc ecc... significa certamente ke la classe politica è giunta alla frutta.

Xké mai?
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 21:37:05
Per il resto son d'accordo con cappellini... nn esistono certo politici ke nn pensano ai propri interessi, ma se sono "capaci" è già tanto, perkè probabilmente saranno in grado di fare scelte giuste anche x la collettività.
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 21:31:31
beh home..è chiaro ke fai male
ql ke hanno interessi votano e fanno votare
quindi a nn votare si rende loro un favore
qualcuno da votare di decente sempre c'è, basta individuarlo
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 21:26:16
Io la penso diversamente da Home. Se siamo arrivati a 1 punto in cui 1 grosso imprenditore è diventato capo del governo, 1 manager di successo presiede il ministero dell'istruzione ecc ecc... significa certamente ke la classe politica è giunta alla frutta.
Tuttavia, se il popolo, ke poi sceglie i propri rappresentati, continua a disinteressarsi della politica e a buttare il voto, lo scenario nn potrà ke peggiorare... in politica saranno sempre di meno i capaci e saranno sempre di più gli avvoltoi(incapaci). Arriveremo infine a 1 punto in cui a nessuno interesserà più se vivere in 1 democrazia o in 1 regime totalitario... ecco perkè certi discorsi, seppur motivati, mi fanno un po paura...
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Editato il 21:29:55 31/01/2005 da skin
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 21:19:57
Il fatto di credere nello strumento democratico, come per il resto faccio, non significa credere che i rappresentanti del potere ne siano garanti. Ritengo anch'io, come ho sottolineato nella prima parte del mio intervento, che il voto sia un dovere sociale (un'assunzione di responsabilità nei confronti della sovcietà), ma escludo che qualcuno 'debba' avere il dovere di partecipare ad un teatrino di potere solo per sentirsi in pace col suo senso civico.
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 21:14:52
D'accordo con Adonai sulla seconda considerazione...

Sulla prima considerazione, invece, ritengo di aver fatto una scelta di cui, a dire la verità, non mi sento consapevole al 100%. Ossia, sono consapevole di cosa mi spinga a non voler esercitare il diritto di voro, ma non sono consapevole delle conseguenze...
Nel senso di: "faccio bene o male?"
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 21:12:05
nn sono d'accordo... a mio avviso il voto è un diritto (e le immagini degli iracheni a votare sotto le bombe sono la testimonianza piu' credibile di tale affermazione) ed allo stesso tempo un dovere sociale (se si crede nello strumento democratico...)

Messaggio del 31-01-2005 alle ore 20:48:44
La democrazia e' anche la liberta' di non votare.C'è anche chi non va a votare per qualunquismo e perchè non gli frega un tubo.Puo' darsi sia vero che chi viene eletto pensa ai propri comodi e interessi,come lo stipendio alto e altri privilegi,ma se li fa coincidere con gli interessi della comunita',amministrando con dedizione e onesta',a me puo' anche bastare.-------------------------------------------------Editato il 20:49:55 31/01/2005 da cappellini
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Editato il 21:00:05 31/01/2005 da cappellini
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 20:20:04
Il voto è una scelta; il non-voto è una scelta; consapevoli di ciò che comporta una scelta, non c'è da pentirsi, non c'è da avere remore.

Ciò detto ritengo che una classe politica sia figlia in tutto e per tutto della società da cui nasce, non solo in democrazia, anche in un regime totalitario, quindi, è opportuno valutare con attenzione quando si definisce con qualche attributo la propria classe politica, poiché, a mio avviso, si dà un più ampio giudizio su tutta una società.
Messaggio del 31-01-2005 alle ore 19:56:38
Sono in totale armonia col fatto che il voto rappresenti un'assunzione di responsabilità da parte del cittadino verso la società. E sono pienamente d'accordo che il voto rappresenti la sovranità popolare (demos kratos), come del resto ci insegna il concetto di democrazia. Sono pienamente consapevolce che, per conquistare questoimportante diritto, sono morte tante persone. Ed a queste persone va il mio ringraziamento e la mia stima più profonda.
Ma penso anche che io abbia il diritto di non essere manipolato o, più verosimilmente, essere preso per il culo da gente che, nel 99% dei casi, non ha alcuna intenzione ulteriore al soddisfacimento dei propri comodi ed interessi. Più volte ho riflettuto sui consigli di amici e conoscenti che, in buona fede, cercavano di spiegare il loro dissenso in merito alla mia rinuncia di esercizio del voto, che ormai perdura dal 1991. Il mio non votare non è sicuramente un distacco dalla vita politica del paese, della regione o della provincia, ma un atto di protesta verso un modo di far politica che non mi rappresenta e che, secondo la mia modesta opinione, non rispetta alcun principio democratico se non nel vacuo formalismo. Il votare "come una consuetudine senza valore", oserei dire.

Questo è quello che mi dettano l'istinto e la rabbia nei confronti del merdaio che dovrebbe rappresentarci. Molto probabilmente sbaglio, non lo so! Forse non è il modo corretto di protestare...

La vostra posizione, invece?

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Il diritto di voto.

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