Cultura & Attualità

Il Cristo dell'Amiata
Messaggio del 19-12-2007 alle ore 12:53:17
"Il monte Labbro e la folle utopia di David Lazzaretti "

Chi si avvicina al territorio del monte Amiata dalla Maremma, non può non notare subito, accanto alla mole immensa ed inconfondibile del vulcano ormai assopito, il profilo aguzzo e desolatamente brullo del monte Labbro, 1193 metri, sulla cui vetta, perennemente schiaffeggiata dal vento, spicca un edificio in pietra che, stranamente, ricorda piuttosto un nuraghe o una ziqqurat mesopotamica.

Attorno, in un paesaggio splendidamente desolato, sono disseminate le rovine di edifici che dovevano costituire la realizzazione di un sogno, l'edificazione di una nuova società che doveva costituire il fulcro di un mondo finalmente rinnovato e giusto. Un progetto apparentemente folle, ma che vide la partecipazione attiva ed entusiasta della popolazione locale alla sua realizzazione, trascinata dall'irresistibile carisma di David Lazzaretti, un umile barrocciaio figlio di questa terra e che agiva come un profeta investito direttamente da Dio.
Siamo all'indomani dell'Unità d'Italia, un evento che ai contadini aveva portato soltanto maggiore miseria e disperazione. La povera gente vide in lui un liberatore dall'ingiustizia, il portatore di una speranza che non poteva più venire dal mondo.
Ma i ricchi possidenti e parte del clero, che pur tuttavia l'avevano guardato con simpatia all'inizio, gli voltarono presto le spalle quando si avvidero che il fenomeno scatenato dal Lazzaretti stava assumendo le caratteristiche di un vero e proprio movimento sociale che predicava, seppur nell'ottica cristiana, la comunione dei beni e la fratellanza. Per questo venne più volte arrestato e condannato dal Sant'Uffizio.
Il 18 agosto 1878 scese dal monte Labbro alla testa di un'imponente processione che avrebbe dovuto sancire il suo ruolo di manifestazione di Cristo. Assieme ad una folla festante, trovò ad accoglierlo i carabinieri inviati dal vigile stato italiano che fecero fuoco sui suoi seguaci inermi, colpendo a morte il Lazzaretti e tre altre persone.
Una "crudeltà feroce e freddamente premeditata" scrisse Antonio Gramsci.
Da allora i suoi discepoli si dispersero: molti diventarono repubblicani, altri socialisti e comunisti.
Ma le candele sul Monte Labbro continuarono misteriosamente ad ardere.



Messaggio del 19-12-2007 alle ore 13:02:52
ho fatto l'esame di storia moderna su questo argomento, se interessa a qualcuno ho un interessante libro al riguardo.

Nuova reply all'argomento:

Il Cristo dell'Amiata

Login




Registrati
Mi so scurdate la password
 
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui

© 2026 Lanciano.it network (Beta - Privacy & Cookies)