Cultura & Attualità

Ignoranza o malafede cattoitaliota?
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 22:03:45
Pensate ai poveri ragazzi che hanno affrontato la prova, ad immaginare la figura femminile ignorando che dietro ci fosse in realtà un sant'antonio di 2 metri
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 17:13:30
ricettatore
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 16:27:12

copia romana di un originale (probabilmente di bronzo) che risale al terzo secolo avanti cristo, che fu realizzato in un'antica città dell'asia minore e che celebrava un sovrano ellenistico




stupidaggini

si trova a villa Wayne!




Messaggio del 19-06-2008 alle ore 14:19:49
il prossimo anno al Ministero prepareranno temi meno complicati e non cercheranno di strafare.

una mezza idea io lo avrei
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 13:27:53
Trovato il capro espiatorio, rimossa la responsabile della scelta dei temi.
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 13:09:43


"I bocciati potrebbero fare ricorso". E qualcuno già si chiede se da questo errore potrebbero nascere delle cause legali, portate avanti da studenti bocciati. "Il ministero dell'Istruzione dovrebbe dare disposizioni a tutte le commissioni di considerare come un compito di fantasia - consiglia l'avvocato Isetta Barsanti Mauceri - il ricorso dello dovrebbe essere presentato al Tar, impugnando il giudizio negativo, che però dovrebbe riguardare soltanto il compito scritto di italiano". Smentisce Mariastella Gelmini: "l'esame è valido. Saranno individuate le responsabilità".

Il bis. In serata un sito si studenti, Universinet.it, avverte che esiste un secondo errore (minore), questa volta nella traccia sullo straniero. "La statua di marmo ritratta nella foto è effettivamente romana, ed è stata effettivamente realizzata nel i secolo a.C. - scrive il sito - ma gli autori del compito dimenticano di dire, che questa scultura "è solo una copia romana di un originale (probabilmente di bronzo) che risale al terzo secolo avanti cristo, che fu realizzato in un'antica città dell'asia minore e che celebrava un sovrano ellenistico".




Messaggio del 19-06-2008 alle ore 11:09:35
nient'affatto, il mio pensiero sulla Chiesa & co. è assolutamente lo stesso di ieri, un mese o 5 anni fa.
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 10:42:43
non è che se la tirasse er dante ca er nu cess
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 10:41:34
Quelle sono femmine altro che quella beghina che se la tira di beatrice
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 10:33:39
Hai ragione Dean Corso, più Catullo senza censure per tutti
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 10:32:05
perchè pensavo che qualcuno ti avesse rubato il nick
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 10:30:16
Corso perchè mi guardi con questi occhioni?
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 10:23:05
E cmq il ruolo salvifico della donna ha rotto i coglioni
solo perchè se l'è inventato Dante, che è Dante, non significa che sia lo stesso per tutti.
Vuoi mettere quella zoccola stronza di Lesbia
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 10:19:57
appena so lett lu titol so capit ca l'avì apert tu

penitentiagite
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 10:19:17

Nathan!!!!!!!!!!!
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 10:18:30
tutta colpa del Vaticano! è stato il Papa in persona a dettare le tracce....
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 10:17:16
Messaggio del 19-06-2008 alle ore 09:38:29

«Nella prima strofa il poeta esprime, in una serie di immagini simboliche, da una parte la sua visione della realtà e dall’alta il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile». Questo dice, al primo paragrafo della «analisi del testo», il tema d’italiano proposto ieri per la Maturità e dedicato a una notissima poesia di Eugenio Montale dagli «Ossi di seppia», «Ripenso il tuo sorriso», già presente nell’edizione del 1925. Passi per la visione della realtà, ma la figura femminile non c’entra per nulla. Il ministero dell’Istruzione, questa volta, l’ha fatta grossa: la formulazione del tema, con tutto l’apparato di aiuti per la comprensione, è sbagliata dall’inizio alla fine. Non ci sono donne in «Ripenso il tuo sorriso», che è infatti dedicata a un maschio, anzi per la precisione a un ballerino russo. Chi ha un po’ di pratica con Montale lo sa benissimo, anche senza dover consultare il testo critico pubblicato nell’80, per Einaudi, da Gianfranco Contini e Rosanna Bettarini col titolo «L’Opera in versi».


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