Cultura & Attualità

I perpetui e i giovani precari
Messaggio del 06-11-2006 alle ore 21:36:37



La cosa bellissima degli articoli di Concita De Gregorio è che dopo che hai letto i suoi racconti di sedute parlamentari, raduni di massa, manifestazioni e cortei ti sembra di esserci stato anche se non c'eri. Così, mentre stamattina bevevo col caffè anche il suo reportage sulla manifestazione di ieri contro il precariato mi sono venute in mene un sacco di cose e mi sono anche un po' indignato. Lo dico subito: il precariato è una grandissima vergogna ed è uno dei mille – e indubbiamente il più grave - modo in cui si manifesta il disagio delle giovani generazioni in questo paese. "Avere voce significa avere potere. I sindacati che difendono i lavoratori dipendenti hanno una voce enorme. Hanno un potere enorme. Hanno il potere di imporre in finanziaria stanziamenti per l’assunzione di migliaia di nuovi insegnanti in un paese che non fa più figli. Hanno il potere di imporre una rappresentazione della società e dei suoi bisogni che non sta più né in cielo né in terra: una società fatta di padroni e lavoratori, in cui i primi sono tutti coloro che non sono dipendenti a tempo indeterminato. Hanno il potere di far passare come “equi” provvedimenti che tutelano burocrati, fannulloni e pensionati – base sociale e contributiva dei sindacati. E che al contrario spacciano la generazione di avanguardisti del capitalismo personale – quei giovani atipici, appunto - come classe padronale, soffocandone le prospettive di affermazione perché nella loro affermazione quel vetero-sindacalismo riconosce il pericolo più forte alla sua stessa sopravvivenza" scrive Simona Bonfante in uno straordinario post non sul Foglio o sul Giornale ma sul blog del Campo dell'Unione (uno dei più brillanti, innovativi ed autonomi gruppi che da Venezia spingono per la nascita del Partito Democratico) che riassume benissimo quello che penso anche io.

Ieri sfilavano in quel corteo - contraddicendo gravemente se stessi due volte, per le loro cariche istituzionali e per la responsabilità legate alle loro scelte politiche - non soltanto parlamentari e governanti in carica ma anche persone che difendendo in ogni modo l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori hanno di fatto creato il precariato che ieri contestavano. L'articolo 18 è la norma di legge che sancisce l'inamovibilità del lavoratore dipendente e che di fatto ingessa in modo praticamente unico in Europa il nostro mercato del lavoro. E l'articolo 18 è una garanzia che in questo paese è riconosciuta in via praticamente esclusiva ai cosiddetti "baby boomers", i nati dal 1946 al 1964, i prossimi ad andare in pensione: di fatto il quadro economico e la necessità per le nostre imprese di competere a livello mondiale impediscono ai datori di lavoro di offrire contratti a tempo indeterminato come disegnati dalle leggi vigenti e dalla giurisprudenza: lo hanno riconosciuto governi di destra e di sinistra che senza distinzioni hanno introdotto forme di flessibilità sempre più spinte e a tratti disumane. Cosicché oggi ci troviamo davanti ad un mondo del lavoro fatto di vecchi blindati e di giovani precari. E mentre i vecchi hanno la garanzia del sindacato alle spalle, con la sua straordinaria forza politica, i giovani non hanno nulla e nessuno che li tuteli. Mi piacerebbe chiedere ai sottosegretari e ai parlamentari presenti al corteo di ieri se non avrebbe più senso avere un mondo del lavoro dove nessuno è garantito a vita ma dove tutti, tutti, possono avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Indeterminato non permanente. Indeterminato significa stabile ma soggetto ad essere terminato in particolari circostanze. Se i nostri datori di lavoro potessero licenziare quando ne hanno bisogno, e pagare sanzioni anche salatissime quando sbagliano, e non essere invece praticamente certi del reintegro in azienda sempre, quando hanno torto e anche quando non ce l’hanno; e se il sistema non buttasse quindi come fa addosso alle imprese il problema dell'assistenza sociale e il governo mettesse in atto sistemi per proteggere efficacemente coloro che si trovano in una situazione di debolezza (disoccupazione inclusa), non sarebbe molto meglio? Non sarebbe meglio per i giovani avere contratti che dessero loro tranquillità (anche se non assolute certezze, come accade oggi)? Non sarebbe meglio anche per le imprese poter aver a che fare con una forza lavoro non così fluttuante e instabile come quella che gestiscono oggi? Col lavoro che faccio mi chiedo come si faccia per esempio a pianificare la formazione di tutti questi lavoratori trimestrali, e immagino che semplicemente non lo si faccia. E mi chiedo come se ne stimoli la motivazione e il senso di appartenenza all’azienda (fattori cruciali per il successo di un business) e anche lì immagino che non lo si faccia. Ma fare un passo del genere richiederebbe ai baby boomers di mollare le loro certezze, e i baby boomers non lo fanno, e i sindacati e i sottosegretari e i parlamentari che sfilavano ieri sono proprio i garanti di questa situazione. Esistono casi eclatanti di paesi in cui la flessibilità, anche estrema, non è diventata barbarie come da noi. Questo avrebbero dovuto chiedere i precari ai nostri onorevoli parlamentari e sottosegretari: Onorevole Sentinelli, Onorevole Cento, Onorevole Giordano: com’è che mio padre ragioniere ha da 30 anni un contratto permanente in banca e invece io che sono laureato in fisica della materia sono al quarto co.co.co? Onorevole Gianni, Onorevole Russo Spena, Onorevole Folena, com’è che mia zia Antonietta è andata in pensione quando aveva 45 anni dal ministero delle poste e io che adesso ne ho 40 non ho ancora mai avuto lo straccio di un contratto? Come fanno papà e la zia Antonietta a godere di tutto questo? Se è vero che il mondo è cambiato, come mai loro hanno ancora tutti i diritti e a me sono rimasti i sacrifici, insomma? Chi li difende? E perché non difende anche me?

Nel frattempo i sindacati hanno portato a casa tre miliardi e mezzo di euro per l'enorme e intoccabile baracca della nostra macchina statale, ma, attenzione al dettaglio, non hanno ancora revocato lo sciopero.



Di Ivan Scalfarotto.
Messaggio del 06-11-2006 alle ore 21:57:00
è tornato Scalfarotto
Messaggio del 06-11-2006 alle ore 21:58:01
Tra l'altro, come lo stesso autore ha ribadito stasera al programma di Crozza(La7), i politici che scendono in piazza per manifestare contro il precariato non sono forse i primi a godere della perpetuità?
I conservatori inglesi, che nn vanno al potere da quasi 10 anni, eleggono leader un quarantenne(Cameron) con idee "rivoluzionarie"(forse per le generazioni precedenti, ma non per il mondo di oggi), mica riciclano una mummia già consumata(prassi italiota).

Ancora ho saputo di un avvocato di Lanciano che non permette al suo praticante di entrare nel proprio studio.

Allara la domanda diventa: secondo la nostra cultura anomala, le vecchie generazioni hanno davvero una paura fottuta delle nuove?
Ecco perchè quando sento i soliti luoghi comuni(lancianesizzati) del tipo "a li timba me", quasi quasi prenderei la testa del tizio che ha pronunciato tali parole, per aprirla come un cocomero. Ma perfino l'etichetta "conservatore"(in Italia) mi farebbe venire la sciolta.
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Editato da Skin il 06/11/2006 alle 22:01:27
Messaggio del 06-11-2006 alle ore 22:01:18
Durante il Fascismo c'era il motto: largo ai giovani
Messaggio del 06-11-2006 alle ore 22:02:58
cvd
Messaggio del 06-11-2006 alle ore 22:05:41
Un tizio sul cistitù mi ha appena confidato: io ho un posto perpetuo...nella mia cappella al cimitero
Messaggio del 06-11-2006 alle ore 22:09:05
Tu dai per scontato che i giovani possano far meglio degli anziani; questo discorso è stato affrontato anche da Machiavelli, che faceva notare che il giovane Alcibiade aveva portato alla rovina Atene.

Il punto non è la gioventùo l'anzianità perché da una rapa non si può cavar sangue, così un figlio non può essere totalmente altro dal padre. E non è nemmeno paura degli anziani verso i giovani, perché semplicemente gli anziani sono più numerosi, longevi e non sentono la necessità di farsi da parte.
Se poi ci aggiungi che la nostra è una società originariamente agricola e patriarcale da millenni.
Gl'inglesi non sono patriarcali, sono guerrieri, per loro l'avvicendamento generazionale forse è più semplice, e i giovani sono più ambiziosi; ma non sono sicuro che questa caratteristica sia positiva in sé.
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Editato da Cucciolone il 06/11/2006 alle 22:10:12
Messaggio del 06-11-2006 alle ore 22:16:58
Fisiologicamente un giovane è più lucido, più dinamico e più flessibile, poi legge molto meglio la realta contemporanea. Come cazzo può un ottantenne(che avessa ije in pensione) occuparsi di riforme economiche o sociali se il mondo che ha vissuto è totalmente diverso da quello attuale? Anche gli spagnoli sono agricoli e patriarcali da millenni, eppure sono stati governati da Aznar e Zapatero.
Messaggio del 07-11-2006 alle ore 09:23:23

Se poi ci aggiungi che la nostra è una società originariamente agricola e patriarcale da millenni.
Gl'inglesi non sono patriarcali, sono guerrieri, per loro l'avvicendamento generazionale forse è più semplice, e i giovani sono più ambiziosi



incredibile, mi trova ad essere d'accordo con cucciolone

oddiooddio
Messaggio del 07-11-2006 alle ore 09:51:59
Va bene Skin, ma i sindacati, come la mettiamo con i sindacati?
Messaggio del 07-11-2006 alle ore 09:59:31
Bigin, ma guarda che l'articolo critica anche i sindacati
Messaggio del 07-11-2006 alle ore 10:19:32
Infatti, musica per le mie orecchie, ma come si fa a mandarli a casa?
Messaggio del 07-11-2006 alle ore 12:10:34

Fisiologicamente un giovane è più lucido, più dinamico e più flessibile, poi legge molto meglio la realta contemporanea.

addo' si li viste sti marziene? Ma haivisto bene che facce da ndundinite voccaperte ci stanno in giro per Lanciano?
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Editato da Adonai il 07/11/2006 alle 12:11:40
Messaggio del 07-11-2006 alle ore 12:18:54
...a vent'anni si è stupidi davvero...
Messaggio del 07-11-2006 alle ore 12:41:38
In giro per Lanciano vedi solo scolaretti che prendono il bus
Messaggio del 07-11-2006 alle ore 12:52:29
Skin io Italia se hai 35 anni sei considerato un giovane.

All'estero se hai 35 anni sei nel pieno del tuo periodo "d'oro" dove dai i risultati migliori in campo professionale...
Messaggio del 07-11-2006 alle ore 18:32:42
Grande Scalfarotto! Speriamo riesca a diventare lo Zapatero italiano!

Ne avevo sentito parlare ai tempi delle primarie del centro-sx e da allora mi e' sembrata una persona davvero intelligente. Aveva ottenuto in quell'occasione un risultato notevole; immagino che la nomenklatura se la sia fatta sotto di fronte ad un apprezzamento del genere della gente.

Uno cosi' i partiti dovrebbero litigarselo e stenderlgi tappeti rossi dappertutto e invece niente... ignorato completamente; siamo proprio messi malissimo: una classe politica degna del peggiore regno borbonico o staterello sudamericano/centrafricano.

P.S. www.ivanscalfarotto.info
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Editato da Giupi il 07/11/2006 alle 18:34:55
Messaggio del 07-11-2006 alle ore 21:31:35
Non bisogna essere una cima per capire che Scalfarotto insieme a qualcosa di giusto scrive parecchie fregnacce.
Certamente ciò che dice è molto contraddittorio: come fa a lagnarsi della precarietà del lavoro ed essere per l'abolizione del art. 18 dello Statuto dei Lavoratori? Che benefici ne trarrebbero "i giovani precari"?
Davvero crede che licenziando il" padre ragioniere" lui "splendido laureato in fisica" (sic!) non lo prenderebbe ancora di più nel proso?
E poi l'attacco senza senso ai sindacati. La contrapposizione (di futuristica-littoria memoria) tra i giovani e "vecchi".
Questo a me non la da a bere, già avevo notato alle primarie la sua pochezza propositiva e snobistica. A me non piace.
Messaggio del 07-11-2006 alle ore 22:35:16
Scalfarotto è un povero scemotto che crede di aver capito come funziona il mondo e come funziona l'Italia solo perché a Londra qualcuno lo avrà cagato come il ricchioncello di turno.
Messaggio del 08-11-2006 alle ore 09:34:58
Ovviamente non e' dio in persona... avra' anche lui dei difetti e fara' degli errori come tutti, ma chissa' perche' quando uno si espone poco poco allora viene subito bastonato e richiamato nel gregge.

Ha ragione adonai (come sempre...) che scalfarotto e' un povero scemo (e pure ricchione...una combinazione micidiale...): sono molto meglio gli attuali politici sia di dx che di sx che hanno capito perfettamente come funziona il mondo e cioe' che si devono tenere stretta la poltrona fino alla morte.

La faccenda dell'art. 18 e' come qualle dell'uovo e della gallina: se non si puo' essere licenziati anche se fai decine di cazzate e se trovi il giudice che rimette al proprio posto emeriti deficienti, allora si verra' assunti con maggiore difficolta'... tutto qui.

Pure a me fa incazzare il fatto che c'e' gente andata in pensione a 36 anni (dopo 18,6,1 anni di lavoro) oppure di emeriti scemi con la terza media che occupano posti di responsabilita' negli enti pubblici (con tutte le conseguenze che vediamo), oppure i sindacati che difendono taluni privilegi (soprattutto i propri) senza pensare ai piu' giovani.
Messaggio del 08-11-2006 alle ore 09:46:13
Il sabato sera sono in "PRECARIE" condizioni fisiche...vale lo stesso...??

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